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Scuola, in 71mila partecipano al piano straordinario di assunzioni

Il ministro Stefania Giannini esprime soddisfazione per l'esito delle domande presentate: «I candidati hanno capito l’importanza di partecipare per la loro vita e per quella della scuola».

Nessun flop per il piano straordinario di assunzioni. I docenti precari che hanno fatto domanda al Miur sono stati ben 71.643 per i quali si concretizza ora la possibilità di salire in cattedra a tempo indeterminato. Le assegnazioni si concluderanno entro i primi di novembre con il meccanismo della nomina giuridica che farà partire il contratto dal 1° settembre 2015 mentre lo stipendio arriverà una volta raggiunta la sede assegnata dal Miur. 

Come consuetudine, la maggior parte delle domande di docenza sono arrivate dal Sud: 11.864 dalla Sicilia, 11.142 dalla Campania. Dal Lazio le candidature sono state 7.125. Gli oltre 71 mila di questa tornata andranno a coprire, innanzitutto, i 18.476 posti vacanti non assegnati con la fase zero e A del piano e successivamente i 55.528 posti per il potenziamento delle materie. 

In pochi hanno boicottato il piano di assunzioni: oltre l’80% dei precari che aveva diritto a presentare la domanda per un contratto a tempo indeterminato ha compilato l’istanza online. Un risultato raggiunto anche grazie all'impegno dei sindacati che pur contestando la riforma hanno comunque remato a favore spingendo gli insegnanti a compilare la domanda per non rischiare di essere esclusi e non precludersi la possibilità di un ricorso in tribunale. 

«Siamo molto soddisfatti — dice il ministro Stefania Giannini — la piattaforma ha funzionato e i candidati hanno capito l’importanza di partecipare». Si tratta di 71.643 iscrizioni, provenienti da uomini e (soprattutto) donne di tutta Italia, con una prevalenza di richieste dalle regioni del centro sud (il 60%), come previsto. «Per 71.643 persone si apre una concreta possibilità, fino ad oggi negata e tradita da anni di disinteresse da parte della politica. L’Italia torna a credere nel proprio futuro. Un futuro meno precario. Buon ferragosto» ha scritto il premier Matteo Renzi su Facebook.

Ora si apre la fase conclusiva. Nelle prossime settimane la piattaforma del Ministero dell'Istruzione proporrà ai candidati la proposta di incarico con l'indicazione della provincia presso la quale prendere servizio. Una proposta che non potrà essere rifiutata, pena, oltre alla perdita del posto fisso, la cancellazione dalle graduatorie. Sul rischio di migrazione il Miur però minimizza e assicura che l’algoritmo sperimentato consentirà alla maggioranza degli aventi diritto di ottenere la sede in una delle prime province scelte (sulle cento indicate). Inoltre, ricordano dal Miur, chi viene trasferito potrà far domanda per rientrare nell’ambito territoriale che maggiormente si preferisce già per l’anno scolastico 2016/2017, in deroga all’ordinario vincolo triennale di permanenza nella provincia di prima assegnazione.

A tal riguardo, la legge sulla buona scuola ha infatti previsto nell’anno scolastico 2016/2017 un piano straordinario di mobilità territoriale e professionale su tutti i posti vacanti e disponibili nell’organico dell’autonomia (posti comuni, di sostegno e per il potenziamento dell’offerta formativa). In particolare, è previsto che i neoassunti a settembre 2015, provenienti dalle graduatorie ad esaurimento, possano partecipare nel 2016/2017, in subordine ai colleghi già di ruolo nel 2014/2015, alle operazioni di mobilità su tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia di prima assegnazione. I 6-7 mila che dovranno viaggiare e che non potranno partecipare alla mobilità saranno soprattutto gli idonei del concorso 2012 che si trovano in una situazione deteriore rispetto agli altri aspiranti docenti nelle GaE. 

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