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Scuola, Ok alla mobilità straordinaria per avvicinarsi a casa

I vecchi assunti - fino al 2014/2015 - potranno continuare a richiedere, se intendono spostarsi all'interno della stessa provincia, le scuole di destinazione.

Decolla il piano straordinario di mobilità territoriale del personale scolastico. Dopo la sigla lo scorso 10 febbraio del con­tratto collettivo integrativo sulla mobilità di quest'anno dai rappresentanti dei sin­dacati Cgil, Cisl, Uil e Snals Viale Trastevere ha avviato la macchina sulle operazioni di mobi­lità territoriale e professionale dei docenti. La presentazione delle domande dovrebbe partire da metà marzo per concludersi entro luglio.  

Il Piano deve fare i conti con le innovazioni introdotte dall'articolo 1, comma 108 della legge 107/2015, che ha cancellato il diritto alla sede di titolarità (salvo al­cune eccezioni previste in via transitoria) ed ha coniato gli ambiti territoriali e la chiamata diretta per i neoassunti da parte dei dirigenti.  Inoltre quest'anno è previsto un aumento del numero dei tra­sferimenti interprovinciali, perché la legge 107 ha intro­dotto una deroga al vincolo di permanenza triennale per i neoassunti. 

Il programma si articolerà su diverse fasi e darà priorità nell'assegnazione delle sedi ai docenti in ruolo nell'anno scolastico 2014/2015 e ai neoimmessi in ruolo nel 2015/2016 nelle fasi 0 ed A a discapito, invece, dei docenti immessi in ruolo, sempre nel 2015/2016, nelle fasi B e C per i quali la leg­ge 107/2015 dispone espressamente l'inquadramento al sistema degli ambiti territoriali. In sostanza mentre i primi potranno continuare ad avere l'istituto della titolarità di sede, gli altri saranno assoggettati alla chiamata di­retta dei dirigenti scolastici all'interno dell'ambito territoriale di riferimento.  

La prima fase dei movimenti riguarderà i docenti già in ruolo nell'anno scolastico 2014/2015. Costoro potranno fare domanda di mobilità tra scuole, all'interno della provincia di titolarità secondo le vecchie regole, cioè mantenendo il diritto alla sede di titolarità anche ad esito della domanda, altrimenti tra ambiti territoriali. Ma se l'interessato dovesse ottenere il trasferimento nell'ambito indicato per primo nella domanda di trasferimento, assumerà la titolarità nella sede che gli sarà assegnata. Se lo otterrà per un altro ambito, non otterrà la titolarità della sede e sarà assoggettato alla chiamata diretta da parte del dirigente scolastico. 

Per quanto riguarda gli assunti nelle Fasi cosiddette 0 ed A del Piano di assunzioni della Buona Scuola bisogna ricordare prima di tutto che costoro avranno una sede definitiva nella provincia in cui hanno preso servizio. E potranno, in subordine agli altri aspiranti, fare domanda di mobilità tra scuole all'interno della provincia di titolarità mantenendo comunque una sede definitiva di titolarità secondo le vecchie regole. In alternativa i docenti possono fare domanda di mobilità territoriale, verso gli ambiti territoriali delle altre province, in subordine agli altri aspiranti, finendo però all'interno degli ambiti territoriali. 

Il trasferimento dei 55 mila assunti con le cosiddette fasi B e C della Buona Scuola sarà invece sempre su ambito ma con una distinzione che danneggia i docenti provenienti dalle GaE rispetto agli assunti tramite lo scorrimento delle graduatorie di merito. Tutti questi docenti sono stati assunti in via provvisoria per l'anno scolastico 2015/2016 in attesa della sede definitiva (o meglio dell'ambito definitivo) a decorrere dall'anno scolastico 2016/2017. Però se i docenti assunti tramite concorso, per ottenere l'assegnazione ad un ambito territoriale definitivo, dovranno indicare tutti gli ambiti della provincia alla quale sono stati assegnati all'atto dell'assunzione, i docenti neoassunti nelle fasi B e C, tramite lo scorrimento delle graduatorie esaurimento, saranno assoggettati alla mobilità su tutto il territorio nazionale. E dunque, riceveranno l'assegnazione all'ambito territoriale definitivo all'esito della presentazione di una domanda, nella quale dovranno indicare tutti gli ambiti compresi nel territorio nazionale. Coloro che non lo faranno otterranno l'assegnazione all'ambito d'ufficio. 

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