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PensioniOggi.it

Redazione - Results from #920

 

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Redazione

Pensioni

Quota 96, M5S: vergognoso il dietrofront del governo

Lunedì, 04 Agosto 2014

Oggi al Senato abbiamo assistito ad un vergognoso dietrofront da parte del governo sulla vicenda dei pensionamenti degli insegnanti ingiustamente bloccati dalla riforma Fornero (i cd. quota 96 della scuola): prima il ministro Madia aveva promesso di risolvere il problema con una norma all'interno del decreto sulla Pubblica Amministrazione e oggi, come se nulla fosse, con un colpo di spugna questa stessa norma è stata cancellata e con essa la speranza per 4mila insegnanti di veder rispettato il loro diritto ad andare in pensione". Kamsin E' quanto hanno affermato in una nota i parlamentari M5S delle commissioni Cultura di Senato e Camera.

"Il motivo è sempre lo stesso: nonostante il Parlamento si fosse espresso a favore di questa norma, ora il governo viene a dirci che i soldi non ci sono. Ora a quegli insegnanti che dopo una vita di sacrifici avevano maturato i requisiti per andare in pensione e che poi si sono visti negare questo diritto, il ministro Madia deve andare a spiegare come mai le risorse per continuare a pagare stipendi e pensioni d'oro ai parlamentari ci sono, mentre per correggere una palese ingiustizia no".

"Altrimenti gli italiani saranno autorizzati a credere che la spending review si fa sempre e solo sulle spalle e sulle tasche dei cittadini. Constatiamo con terrore, inoltre, che Renzi e il suo governo non sanno fare bene i conti: oggi se ne accorgono i 4mila docenti che non andranno in pensione, domani se ne accorgeranno tutti gli italiani", concludono i parlamentari cinquestelle.

Zedde

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Giustizia, giro di vite del governo sui magistrati che sbagliano

Lunedì, 04 Agosto 2014
- Roma, 4 ago. - Arriva la stretta del Governo sulla responsabilita' civile delle toghe: non ci sara', come gia' annunciato dal Guardasigilli Andrea Orlando, alcuna azione diretta sul magistrato, ma verra' ampliata l'area di intervento, includendo le ipotesi di "violazione manifesta delle norme applicate" e di "manifesto errore nella rilevazione dei fatti e delle prove". Eliminate, poi, le "limitazioni" previste nell'attuale legge "che di fatto - osserva il ministero della Giustizia - finiscono per impedire l'accesso a questo tipo di rimedio". Obiettivo della riforma, dunque, "rendere effettivo" lo strumento della responsabilita' civile, come chiesto anche dall'Europa: via, dunque, il cosiddetto 'filtro', superando "ogni ostacolo frapposto all'azione di rivalsa", dello Stato nei confronti del magistrato. Giro di vite, quindi, proprio sulla rivalsa, che diverra' obbligatoria quando la violazione risulti essere stata determinata da "negligenza inescusabile", con l'innalzamento della soglia di azione, da un terzo (limite attuale) fino alla meta' dell'annualita' dello stipendio del magistrato. Verranno infine rafforzati i rapporti tra responsabilita' civile - che sara' estesa anche alle toghe onorarie - e disciplinare. I giudici popolari resteranno responsabili nei soli casi di dolo. Via Arenula, nella scheda pubblicata on-line, sottolinea che un "corretto funzionamento della responsabilita' civile dei magistrati costituisce un fondamentale strumento per la tutela dei cittadini ed un necessario corollario all'indipendenza ed all'autonomia della magistratura", ma il meccanismo previsto dall'attuale legge Vassalli, adottato dopo il referendum del 1987, "ha funzionato in modo assolutamente limitato", perche', "pur condivisibile nell'impianto, prevede una serie di limitazioni per il ricorrente che, di fatto, finiscono per impedire l'accesso a questo tipo di rimedio e rendono poi aleatoria la concreta rivalsa sul magistrato ritenuto eventualmente responsabile. Si tratta, quindi, d'intervenire per rendere effettivo questo strumento". L'Anm, approvando l'esclusione dell'azione diretta "che avrebbe presentato profili di incostituzionalita' e ci avrebbe messo fuori dall'Europa", chiede pero' di fare "attenzione" all'eliminazione del 'filtro' "poiche' - sottolinea il leader del sindacato delle toghe, Rodolfo Sabelli - vi e' il rischio molto elevato di cause strumentali messe in atto solo per reazione a una decisione sgradita del giudice".
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Riforme: Renzi, Si cambia; altra misura per quota 96

Lunedì, 04 Agosto 2014
- Roma, 4 ago. - Se Matteo Renzi aggredisce il debito pubblico e lancia un programma choc sull'economia FI potrebbe sostenere le misure del governo. Nei ragionamenti con alcuni deputati azzurri e' il capogruppo di FI alla Camera, Renato Brunetta, a rilanciare questa prospettiva. E Matteo Renzi, spiega un fedelissimo del premier, pur contrario all'ipotesi di un ingresso del partito azzurro in maggioranza, potrebbe non 'disdegnare' la mano tesa dell'ex Cavaliere. Il tema della crisi potrebbe essere affrontato nell'incontro che il Capo dell'esecutivo avra' con l'ex presidente del Consiglio, probabilmente giovedi' mattina. Il piatto principale dell'incontro sara' in ogni caso la legge elettorale. L'ex presidente del Consiglio e' sempre disponibile a venire incontro alle esigenze del Capo dell'esecutivo, ma nel partito azzurro non tutti sono disponibili a modificare l'Italicum. Anche Berlusconi continua ad avere piu' di qualche dubbio sul nodo della soglia e delle preferenze, ma l'accordo - sottolineano fonti parlamentari azzurre - comunque non e' in discussione. Resta la preoccupazione del partito azzurro sulla gestione dei provvedimenti da parte dell'esecutivo. Il dietrofront sulla cosiddetta 'quota 96', che sbloccava 4mila pensionamenti nella scuola, viene interpretato come un segnale di confusione e per questo motivo, sottolineano alcune 'colombe' azzurre, al governo potrebbe essere utile un 'soccorso' da parte di FI. Di tutt'altra opinione l'ala dura del partito. Fonti ministeriali sottolineano come il primo errore sia arrivato proprio dalle Camere che hanno corretto il testo del governo. In ogni caso la Ragioneria ha sollevato problemi di copertura, e pur tra non poche perplessita', anche il presidente del Consiglio ha dovuto convenire che quella misura non c'entrava nulla con la ratio e l'idea della norma. Ci sara' un intervento a fine agosto, assai piu' ampio come platea del perimetro dei 4mila pensionamenti. Il premier oggi ha incontrati i sottosegretari Lotti e Delrio. Si cerca dove reperire risorse utili e si lavora al programma dei mille giorni. Palazzo Chigi e' comunque soddisfatta soprattutto per l'iter delle riforme al Senato. "Le cose stanno cambiando", esulta il presidente del Consiglio che anche con i suoi non nega le difficolta' sul cammino. Vado avanti finche' posso, l'orizzonte resta quella della fine della legislatura, continua a ripetere il premier ai suoi interlocutori. C'e' chi in FI ipotizza un'intesa tra Berlusconi e Renzi per andare a votare ad aprile prossimo e dar vita ad una nuova riedizione delle larghe intese, ma il Capo dell'esecutivo e' intenzionato ad andare avanti. Guerini, vicesegretario del Pd, da Aquileia, spiega: "Il patto del Nazareno e' brutale, ma senza saremmo nel pantano". red/Gil .
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P. A.: governo frena su pensioni, cancellata quota 96 per insegnanti

Lunedì, 04 Agosto 2014

- Roma, 4 ago. - Frenata sulle pensioni: dei medici, dei professori universitari, di quelle della scuola toccate dalla "quota 96". Il governo lo annuncia di prima mattina, attraverso il ministro Marianna Madia che entra in commissione affari costituzionali del Senato mentre si passa al vaglio il decreto sulla pubblica amministrazione. "Ci saranno quattro emendamenti soppressivi", preannuncia. Detto fatto: dalla commissioni esce un provvedimento ritoccato su una serie di punti delicati (alla fine sono tre).

Viene cancellata la cosiddetta 'quota 96' (che dava il via libera a circa 4mila pensionamenti nella scuola) e sparisce il tetto dei 68 anni per il pensionamento dei professori universitari e dei primari. Tornano, infine, le penalizzazioni per chi va in pensione a 62 anni. Ora si va in Aula che, in omaggio ai ritmi di lavoro galoppanti tenuti in questi ultimi giorni, alle 20 procedera' con la discussione generale per passare alle votazioni nella mattinata di domani.

Sara' anche questo un passaggio rapido: lo stesso ministro Madia ha lasciato intendere con pochi giri di parole che si procedera' con regolare richiesta di voto di fiducia (la 18ma posta dal governo sin dalla sua nascita) e si andra' oltre, con la ripresa dell'esame delle riforme. Scontente le opposizioni, in particolare Sel: "Il Governo dei soli annunci ha colpito ancora: per i lavoratori della scuola 'quota 96' si allontana di nuovo il sacrosanto diritto di andare in pensione".

Ma anche Forza Italia non e' per nulla convinta: una decisione "vergognosa in cui vince la burocrazia". Peculiare il fatto che i mugugni arrivino anche da una parte dei deputati del Partito Democratico. In sette chiedono al governo di ripensarci, anche loro parlando di vittoria dei freddi numeri della burocrazia sul buon senso. Matteo Renzi, intanto, si esprime per interviste. Ne concede una a "La Repubblica" che ha tutta l'aria di voler preparare la campagna di settembre.

"E' vero la ripresa e' debole. Ma non siamo messi male e il prossimo non sara' un autunno caldo", rassicura, "La Troika non arrivera' e se mai ci fosse bisogno di una manovra, non imporremo nuove tasse. E comunque rimarremo sotto il 3% nel rapporto deficit/pil". La parola d'ordine sembra essere 'serenita'".

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Riforme a raffica in tempi record M5s in rivolta una porcata

Lunedì, 04 Agosto 2014
- Roma, 4 ago. - La riforma del Senato e' una "porcata" e per questo i grillini hanno deciso di disertare il voto che e' andatao spedito nell'approvazione dei capitoli che riguardano le autonomie, gli enti locali, il vincolo di mandato e l'immunita'. "Il Movimento 5 Stelle conferma che questa legge porcata di riforma non merita la nostra presenza e partecipazione in Aula" afferma il capogruppo grillino al Senato, Vito Petrocelli, quando l'Aula di palazzo Madama riprende l'esame del ddl riforme e i lavori vanno avanti spediti. In poco piu' di mezz'ora l'Aula del Senato ha esaminato gli emendamenti e approvato senza modifiche l'articolo 3 del ddl riforme costituzionali con 184 voti a favore e 12 contrari, 11 gli astenuti e ha approvato in tempi 'record' anche l'articolo 4 del ddl riforme e si e' passati all'esame dell'articolo 5. L'articolo 3 prevede che il Presidente della Repubblica potra' nominare 5 senatori scegliendo tra "i cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Tali senatori durano in carica sette anni e non possono essere nuovamente nominati". Inoltre, si stabilisce la durata della Camera dei deputati che restera' in carica per 5 anni. L'Articolo 4 riguarda i titoli di ammissione dei componenti del Senato delle Autonomie. Approvati, senza modifiche rispetto al testo, gli articoli 5, 6 e 7. L'Articolo 5 prevede che "il regolamento tabilisce in quali casi l'elezione o la nomina alle cariche negli organi del Senato possono essere limitate in ragione dell'esercizio di funzioni di governo regionali o locali". L'articolo successivo, il 6, riguarda invece i regolamenti e la presenza dei componenti dell'esecutivo nelle sedute parlamentari. Infine, l'articolo 7 regola i titoli di ammissione dei componenti del nuovo Senato. Tutti e tre gli articoli sono stati approvati con un'ampia maggioranza. .
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