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PensioniOggi.it

Redazione - Results from #260

 

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Redazione

Fisco

Tasi 2015, scongiurato l'aumento per il prossimo anno

Venerdì, 19 Dicembre 2014
In attesa delle nuove regole sulle imposte locali sugli immobili il governo si accinge a confermare gli attuali tetti per le aliquote Imu e tasi anche per il prossimo anno.

Kamsin Sarà confermato nella legge di stabilità il tetto del 2,5 per mille sulle aliquote tasi. Il governo ha dato il via libera in commissione Bilancio al Senato all'emendamento che conferma gli attuali tetti sulle aliquote Imu e tasi anche per il prossimo anno mentre ancora resta ancora aperta la partita sull'Imposta Municipale dei terreni agricoli montani. Anche il prossimo anno, pertanto, in attesa che il governo riveda la tassazione complessiva sugli immobili nella cosiddetta local tax, le aliquote comunali sulle abitazioni principali non potranno superare il 2,5 per mille (oppure il 3,3 per mille a condizione la maggiorazione del gettito finanzi detrazioni).

In assenza dell'intervento governativo dal 2015 i Comuni, infatti, avrebbero potuto far lievitare fino al 6 per mille le imposte sulla prima casa, anche senza detrazioni. Un raddoppio che suonava come una minaccia per milioni di contribuenti anche se, in realtà, pochi Comuni ne avrebbero approfittato. Con l'emendamento approvato in Commissione Bilancio, destinato a breve a confluire nel maxiemendamento sulla legge di stabilità che Palazzo Madama dovrà votare nelle prossime ore, vengono confermate, invece, le aliquote Imu e Tasi vigenti per il 2014.

Ancora in stallo la grana dei terreni agricoli montani. Il governo con il recente decreto legge 185/2014 ha rinviato al 26 Gennaio il pagamento dell'Imu sui terreni che hanno perso l'esenzione  per effetto del decreto legge 66/2014 e del Dm 28 Aprile 2014 ma ancora non si è deciso sulla rivisitazione dei criteri alla base dell'imposizione: l'esecutivo ha avviato dei tavoli tecnici per individuare dei nuovi criteri, più razionali di quello che limita le esenzioni solo sulla base dell'altitudine al centro dei Comuni.

Zedde

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Pensioni

Riforma Pensioni, inizia l'esame delle proposte di modifica al Senato

Mercoledì, 10 Dicembre 2014
Il M5S ripropone l'emendamento per salvare i quota 96 della scuola. Morando smentisce l'ipotesi di ancorare la sospensione delle penalizzazioni all'importo dei trattamenti pensionistici.

Kamsin Ok alla sospensione della penalizzazione sui trattamenti anticipati sino al 2017 e stop della possibilità di ottenere pensioni piu' elevate con il sistema contributivo rispetto a quanto accadeva con il sistema retributivo. Il Governo ha confermato ieri, tramite il Viceministro all'Economia Enrico Morando, che non intende modificare le novità approvate nel ddl di stabilità alla Camera la scorsa settimana nel corso dell'esame al Senato del provvedimento.

L'impianto delle modifiche alla Riforma Fornero con il ddl di stabilità resterebbe, dunque per ora, quello già anticipato da pensionioggi.it nei giorni scorsi. Ieri sono state, tuttavia, alcune proposte emendative al ddl dai gruppi politici. Il M5S ha (ri)presentato un emendamento per risolvere la questione dei quota 96 della scuola; il Pd ha presentato un emendamento secondo il quale si limita lo stop alla penalizzazione solo in favore di coloro che maturano assegni inferiori a circa 3500 euro lordi mensili (circa 2400 netti), e sempre per chi percepisce una pensione sopra questa soglia, pari a sette volte il minimo, - si legge nell'emendamento a firma Pd - tornerebbe il divieto di cumulo con altri redditi da lavoro; Sel ha presentato una proposta emendativa in favore dei lavoratori ferrovieri. Fioccano richieste di modifica anche dalla Cgil che, ieri, ha chiesto l'estensione della moratoria sulla penalizzazione anche oltre il 2017. Proposte tuttavia che trovano contrario l'esecutivo, almeno per ora.

Il Governo dovrebbe invece aprire ad una revisione della tassazione sui fondi pensione, sulla tassazione dei rendimenti delle Casse professionali, rivalutazione del Tfr. Da sciogliere, poi, il nodo del personale delle province sul quale resta ancora in piedi l'ipotesi di fare ricorso a prepensionamenti per il personale in esubero.

Altri interventi sul capitolo previdenziale saranno affrontati probabilmente nei primi mesi del 2015. L'ipotesi è quella di intervenire per introdurre un sistema di maggiore flessibilità in uscita rispolverando il ddl sui pensionamenti flessibili proposto da Cesare Damiano. La modifica potrebbe salire sul treno della Riforma della Governance dell'Inps che l'esecutivo dovrà rapidamente approvare nei all'inizio del prossimo anno.

Zedde

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Pensioni

Quota 96, nuova proposta M5S per il pensionamento a Settembre

Mercoledì, 10 Dicembre 2014
Il Movimento 5 Stelle ha ripresentato ieri in Commissione Bilancio al Senato l'emendamento al ddl di stabilità per mandare in pensione dal 1° Settembre 2015 i lavoratori che si riconoscono nel cd. movimento quota 96 della scuola. 

Kamsin “Il governo li ha prima illusi, poi totalmente abbandonati: è la vergognosa vicenda dei Quota 96, gli insegnanti che per un grossolano errore della legge Fornero non possono vedersi riconosciuto il sacrosanto diritto di andarsene in pensione, pur avendone maturato i requisiti”. Lo affermano in una nota i deputati e i senatori del M5S in Commissione Cultura.

“Dopo tante belle parole al vento – continuano -, il governo ha definitivamente sbattuto loro la porta in faccia e nemmeno nella riforma della scuola in cantiere ha ritenuto necessario inserire una soluzione che ponga fine a questa clamorosa anomalia. Eppure la soluzione sarebbe a portata di mano, basterebbe solo volerla. Per questo il Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento e un ordine del giorno alla legge di Stabilità in discussione al Senato, con cui si chiede di correggere l’errore contenuto nella Legge Fornero, introducendo il termine del 31 agosto 2012 per il personale del comparto scuola che ha maturato i requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore della riforma pensionistica del governo Monti”. Nel testo dell'emendamento si precisa che i lavoratori del comparto scuola, che hanno maturato un diritto a pensione entro il termine dell'anno scolastico 2011/2012 potranno accedere al trattamento di quiescenza dal 1° settembre 2015.

“Le nostre proposte per sanare la situazione – concludono i parlamentari M5S – non arrivano oggi, le avevamo già avanzate ma sono state bocciate sia in occasione del decreto Carrozza, sia nell’ultima salvaguardia per gliesodati e del Decreto Pa, dove oltre al danno c’è stata anche la beffa dell’imbarazzante dietrofront della maggioranza. Vedremo se il governo avrà il coraggio di dire no anche questa volta”. 

Zedde

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Bonus 50-65%, ok alla proroga per il 2015

Domenica, 21 Dicembre 2014

Confermato nella legge di stabilità anche nel 2015 il credito d’imposta per i lavori di recupero abitativo e di efficientamento energetico ai livelli massimi rispettivamente del 50 e del 65%. La novità rilevante è la conferma dell’incentivo al livello del 65% anche per i lavori di prevenzione anti-sismica che già godevano di questo beneficio l’anno scorso ma erano stati riportati al livello del 50% dal disegno di legge di Stabilità varato dal governo.

Gli sconti fiscali al recupero delle abitazioni sono stati alzati dal 36 al livello record del 50% di spese detraibili dal governo Monti nel 2012. Le detrazioni al risparmio energetico sono invece salite dal 55 al 65% nell’anno successivo per effetto di una scelta dell’esecutivo Letta.

Zedde

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Fisco

Imu/Tasi 2014, ultimo giorno per il saldo. Ecco come e quanto si paga

Martedì, 16 Dicembre 2014
Ultimo giorno per pagare l'Imu e la Tasi.  Alla Cassa sono chiamati milioni di contribuenti proprietari di abitazioni principali ed altri immobili. 

Kamsin Scade oggi l'ultimo giorno per il saldo delle tasse sulla casa, l’Imu e la Tasi senza incorrere in sanzioni. All’appuntamento quest’anno, dopo la pausa del 2013, sono chiamati alla cassa anche i proprietari di abitazione principale che l'anno scorso erano stati esentati dal Governo Letta.

Con tutte le novità che si sono succedute nel 2014 indicare con precisione chi è tenuto a pagare è un vero e proprio rebus: ogni comune è storia a sè e quindi per non sbagliare bisogna fare riferimento alla delibera pubblicata sul sito delle Finanze (è questa la fonte ufficiale ma la maggior parte dei comuni ha provveduto a mettere sul proprio sito sia le delibere). Per l’Imu però ci sono alcuni punti fermi: devono pagare sempre tutti i proprietari diversi dall’abitazione principale (è tale quella in cui il contribuente risiede e ha domicilio abituale) o da immobili assimilati per legge all’abitazione principale. Solo in tre ipotesi i comuni hanno la possibilità di decidere in autonomia: se l’immobile è di una persona ricoverata in casa di cura, se l’immobile è dato in comodato a un figlio o a un genitore, se il proprietario è iscritto all’elenco dei residenti all’estero.

La Tasi invece la pagano, di regola,  anche i proprietari di abitazione principale e anzi nella grande maggioranza dei casi l’aliquota per la prima casa è più elevata di quella degli altri immobili: può infatti arrivare sino al 3,3 per mille se il comune ha deciso agevolazioni per i contribuenti e allo 0,25% se invece non ci sono facilitazioni. Inoltre la Tasi è in parte (tra il 10 e il 30% ) a carico dell’inquilino. 

La base di calcolo. Imu e Tasi si diversificano per platea contributiva e aliquote ma hanno in comune la base di calcolo: in entrambi i casi per gli immobili residenziali e le loro pertinenze con autonomo accatastamento (in genere tratta dei box) è la rendita catastale originaria aumentata del 5% e moltiplicata per 160. Per entrambi, l’ importo dovuto è quello dell’anno intero (o della porzione di anno) da cui si detrae la somma pagata per la prima rata.

Il versamento si può effettuare con appositi bollettini postali o con il modello F24; in questa seconda ipotesi si può compilare il modello semplificato mentre se si sceglie il modello ordinario i dati vanno immessi nella sezione Imu e altri tributi locali. Se la casa è stata posseduto tutto l’anno, e se non sono intervenute modifiche nelle delibere, basta copiare il modello compilato per la prima rata indicando però che si tratta di saldo. I codici tributo da adoperare sono: Imu-3918. Tasi abitazione principale – 3958; Tasi altri immobili – 3961.

Zedde

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