Redazione
Riforma Pensioni, ecco l'ABC delle modifiche approvate alla Camera
Giovedì, 27 Novembre 2014Riforma Pensioni, ecco le novità approvate in Commissione
Mercoledì, 26 Novembre 2014Domani la Conferma delle modifiche approvate in Commissione con il deposito dei testi ufficiali in Aula prima dell'inizio della discussione generale.
Kamsin Il testo degli emendamenti approvati sarà disponibile entro domani pomeriggio quando inizierà la discussione in Aula della legge di stabilità ma sembrano, comunque, iniziare a chiarirsi le aperture del Governo in materia pensionistica.
In primo luogo arriva lo stop al cumulo dei vantaggi tra il sistema retributivo e contributivo dei "grand commis" di stato. La proposta (qui il testo dell'emendamento), come già anticipato ieri, mira ad impedire la possibilità di maturare una pensione superiore all'80% dell'ultima busta paga, limite previsto originariamente dalla Riforma Dini (legge 335/1995), per coloro che erano nel sistema retributivo ed hanno scelto di proseguire l'attività lavorativa anche dopo l'introduzione della Legge Fornero. Secondo le stime si tratta di circa 160 mila lavoratori che, grazie a stipendi particolarmente elevati e a coefficienti di trasformazione alti dovuti all'età avanzata, con il sistema contributivo possono ora accedere a prestazioni anche complessivamente superiori al 110-115% dell’ultimo stipendio.
Le economie derivanti dalla misura affluiranno in un apposito Fondo, istituito presso l'INPS, finalizzato a garantire l'adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie di soggetti, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
In secondo luogo il Governo avrebbe acconsentito a mettere la parola fine, sino al 2017, alla penalizzazione per i lavoratori che maturano un diritto a pensione anticipata (cioè 42 anni e 6 mesi di contributi, 41 anni e 6 mesi per le donne) prima di aver compiuto i 62 anni. Sarebbe infatti passato l'emendamento Gnecchi-Damiano (11.16) che chiedeva una modifica dell'articolo 6, comma 2-quater del Dl 216/2011. Si tratta questa di una importante misura che - se confermata - sana un'importante discriminazione che si era creata tra i lavoratori dopo il tentativo fallito della scorsa estate con il Dl 90/2014.
Tra le modifiche approvate dovrebbe esserci anche una novità per i lavoratori esposti all'amianto. E' passato, infatti, l'emendamento a firma Castricone (11.4) che permette agli operai esposti all’amianto per un periodo superiore ai dieci anni e che ne abbiano avuto il riconoscimento in via giudiziale di poter ottenere il riconoscimento della maggiorazione del riconoscimento ai fini pensionistici così come previsto prima della riforma del 2003. Un atto questo che permette a chi ne ha i requisiti di potersi agganciare alla pensione prima.
Tra le altre modifiche c'è la riduzione del taglio ai patronati: il taglio passa da 150 a 75 milioni. Ma il taglio comunque permane. Non dovrebbero essere passate, invece, stante la contrarietà dell'esecutivo le misure in favore dei quota 96 della scuola, dei lavoratori ferrovieri e degli esodati.
La conferma, data anche la complessità delle varie misure approvate, potrà essere data solo domani con il deposito in Aula dei testi ufficiali. Rinviamo pertanto a questa pagina l'ABC delle novità, con gli emendamenti approvati, che hanno avuto l'ok questa sera della Commissione Bilancio.
Zedde
Riforma del Lavoro, pronta la nuova disciplina dei controlli a distanza
Giovedì, 27 Novembre 2014Una norma del Jobs Act modifica l'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori: possibile la revisione della disciplina dei controlli a distanza sugli impianti e sugli strumenti di lavoro.
Kamsin Tra le altre novità contenute nella Legge Delega in materia di Riforma del Lavoro, il Jobs Act, il governo si appresta anche rivedere la disciplina dei controlli a distanza per tenere conto dell’evoluzione tecnologica e contemperando le esigenze produttive ed organizzative dell’impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore.
La norma attuale prevede, in linea di principio, un divieto di uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, consentendo soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di accordo, sulla base di un provvedimento della direzione provinciale del lavoro, l'installazione di impianti e di apparecchiature di controllo che, da un lato, siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro e che, d'altro lato, determinino anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori.
Con la Delega il governo punta a superare le rigidità attuali. La legge prevede, infatti, l'archiviazione della necessità del preventivo accordo con i sindacati per fare ricorso ai controlli a distanza. I controlli dell’azienda saranno possibili, si specifica nella Delega, solo sugli impianti (anche sui dispositivi, come il cellulare e il computer) ma mai direttamente sul lavoratore. Ammesso l'uso delle nuove tecnologie per la ‘sorveglianza’ ed il ‘tele-lavoro’, tutelando comunque “dignità e riservatezza” del lavoratore.
Guidariformalavoro
Zedde
Riforma Pensioni, ok allo stop delle penalizzazioni per i lavoratori preoci
Mercoledì, 26 Novembre 2014E' passato l'emendamento di Maria Luisa Gnecchi (Pd) al ddl Stabilita' che elimina alcune penalizzazioni per chi andava in pensione prima dei 62 anni pur avendo maturato i contributi (42 anni e 6 mesi se uomo e 41 e 6 mesi se donna). Kamsin La misura, secondo quanto si apprende dalle agenzie di stampa, non dovrebbe essere retroattiva e avra' effetto sui trattamenti pensionistici a partire dal primo gennaio 2015 e varra' soltanto per i soggetti che maturano i requisiti di anzianita' contributiva entro il 31 dicembre 2017. La copertura e' indicata in 15 milioni per il 2015; 30 milioni per il 2016 e 50 milioni per il 2017.
L'emendamento al ddl di stabilità è passato in Commissione Bilancio a Montecitorio e sarà discusso da domani in Aula. Nelle prossime ore l'approfondimento di pensionioggi.it sulla misura.
Zedde
Riforma Pensioni, ecco l'emendamento del Governo
Mercoledì, 26 Novembre 2014Il Governo ha depositato ieri in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati un emendamento che mira a bloccare le pensioni d'oro dei "grand commis" di Stato.
Kamsin Stop al cumulo dei vantaggi tra il sistema retributivo e contributivo dei "grand commis" di stato. Le economie derivanti dalla misura affluiranno in un apposito Fondo, istituito presso l'INPS, finalizzato a garantire l'adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie di soggetti, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
E' questo quanto prevede, in sintesi, l'emendamento al ddl di stabilità depositato ieri in Commissione Bilancio a Montecitorio dal Governo. La proposta, come già anticipato ieri, mira ad impedire la possibilità di maturare una pensione superiore all'80% dell'ultima busta paga, limite previsto originariamente dalla Riforma Dini (legge 335/1995), per coloro che erano nel sistema retributivo ed hanno scelto di proseguire l'attività lavorativa anche dopo l'introduzione della Legge Fornero. Secondo le stime si tratta di circa 160 mila lavoratori che, grazie a stipendi particolarmente elevati e a coefficienti di trasformazione alti dovuti all'età avanzata, con il sistema contributivo possono ora accedere a prestazioni anche complessivamente superiori al 110-115% dell’ultimo stipendio.
Questo il testo dell'emendamento governativo
All'articolo 24, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In ogni caso, l'importo complessivo del trattamento pensionistico non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima dell'entrata in vigore del presente decreto computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l'anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa».
2. Resta in ogni caso fermo il termine di ventiquattro mesi di cui al primo periodo dell'articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive modificazioni e integrazioni per la liquidazione dei trattamenti di fine servizio, comunque denominati, per i lavoratori che accedono al pensionamento ad età inferiore a quella corrispondente ai limiti di età, con esclusione delle cause di cessazione di cui al comma 5 del predetto articolo 3.
3. Le economie, da accertare a consuntivo sulla base del procedimento di cui all'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, derivanti dall'applicazione del comma 1 affluiscono in un apposito Fondo, istituito presso l'INPS, finalizzato a garantire l'adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie di soggetti, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Con il medesimo decreto si provvede altresì a definire i criteri e le modalità di utilizzo delle risorse del Fondo in favore delle predette categorie di soggetti.
I lavori della commissione Bilancio termineranno oggi per l'ora di pranzo. All'esame mancano ancora un centinaio di emendamenti. Il provvedimento e' atteso in Aula da giovedi' 27 novembre e dovrebbe essere licenziato con voto di fiducia entro il fine settimana. Oggi il governo dovrebbe presentare l'emendamento che riduce il taglio ai patronati.
Zedde