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Redazione

Governo battuto col voto segreto Renzi, non e' il remake di Prodi

Giovedì, 31 Luglio 2014

- Roma, 31 lug. - Matteo Renzi alla direzione del Pd parla della battuta d'arresto di questa mattina al Senato sulle riforme. "Non e' il remake dei 101", dice. Pero' - sottolinea il premier - questo incidente "lascia l'amaro in bocca, di chi non ha il coraggio di dirlo di non essere d'accordo con noi". Ed ancora: "E' stata scritta una pagina non positiva, ma scommetto che sono stati piu' altri che i nostri" quelli che hanno avuto in modo diverso sul voto segreto. "Ragioneremo alla Camera se quell'articolo ha un senso nella fisionomia della riforma. Io personalmente penso di no. C'e' chi guarda il dito e chi guarda la luna", spiega Renzi, secondo il quale "sta andando avanti tutto in modo deciso"

Il premier apre a mofiche Italicum e preferenze (LEGGI)

La riforma del Senato, ha spiegato Renzi, e' "straordinariamente importante e storica". Il 'canguro' cos'e'? "Che se fai 10 emendamenti finalizzati a perdere tempo, approvandone uno si saltano gli altri. Non mi sembra una cosa cosi' devastante", sottolinea il presidente del Consiglio. "Mi stupisco quando si vogliono fare gli incontri in streaming e poi le riforme si vogliono votare con voto segreto e da incappucciati".

GOVERNO BATTUTO COL VOTO SEGRETO (LEGGI)

"Vogliamo evitare la lumaca", ovvero le lungaggini che fanno perdere tempo, aggiunge Renzi che ribadisce come il Pd "ha uno stile" che deve essere mantenuto. "Si ragiona, si riflette, si decide e poi si va dai cittadini", dice il premier, "siamo quelli che faranno il referendum anche se ci saranno, come credo, i due terzi dei voti favorevoli: faremo mancare i voti necessari per dare l'ultima parola ai cittadini". Poi un ringraziamento ai senatori che "sono doppiamente meritevoli di un abbraccio. Stiamo mettendo fine ad anni di bicameralismo perfetto". renzi ha annunciato che chiedera' "un mandato alla direzione, la possibilita' di apportare all'accordo sulla legge elettorale alcune modifiche". Il premier si e' poi congratulato con Sergio Chiamparino eletto presidente della Conferenza delle Regioni: "Dopo Vasco Errani, abbiamo eletto un altro fuoriclasse alla Conferenza delle regioni: Sergio Chiamparino". Il segretario del Pd ha affrontato anche la vicenda della crisi editoriale del quotidiano L'Unita': "Anziche' stare a discutere sulle responsabilita' del passato, dobbiamo fare una grande scommessa sul brand. La priorita' e' partire dai lavoratori e dalle lavoratrici del giornale. Faccio mie le parole del presidente Orfini, sia sull'abbraccio ai senatori sia sull'Unita'. Piu' che discutere sulle responsabilita' del passato dobbiamo fare un discorso sul brand, sulle feste, cosi' da avere una community dell'Unita'".

POLITICA ESTERA

La carta per la risoluzione del conflitto in Medio Oriente "e' la proposta egiziana, su cui dobbiamo insistere", "dobbiamo trovare soluzioni di dialogo", ha detto Matteo Renzi alla direzione del Pd dopo aver ribadito che sabato sara' in Egitto.

Quanto all'"accusa di accondiscendenza nei confronti della Russia che ci e' stata mossa da qualche giornale internazionale e' da rispedire al mittente", ha detto Renzi.

"L'Unione Europea e' in una fase di sanzioni con il suo principale vicino di casa. Mentre qualche giornale ha scritto che il problema era la fornitura di gas e di energia, noi stiamo cercando di dire che non dobbiamo tornare al passato", ha aggiunto Renzi. "Il nostro ragionamento sulla Russia non e' finalizzato a un fatto economico, ma politico e culturale, non e' tornando ai toni della guerra fredda che si esce dalla crisi, ma riaffermando la centralita' dell'Europa", ha spiegato Matteo Renzi.

Il premier ribadisce il suo "no all'Europa dei vincoli. Non vogliamo cambiare le regole per l'Italia", sottolinea il presidente del Consiglio. "L'Europa deve ragionare di crescita economica perche' l'Europa e' l'unica area del mondo che continua ad avere risultati incredibilmente negativi. Non e' il problema dello 0,1 in piu' o in meno in cui cresce l'Italia o un altro Paese", ma la necessita' e' "affermare un modello nuovo di politica economica, questo serve all'Europa non all'Italia", spiega il presidente del Consiglio.

"Non e' l'Europa che ci costringe a fare le riforme", dice il premier. "La flessibilita' utilizzabile si utilizza per quei Paesi che fanno le riforme strutturali", conclude Renzi.

Quanto all'Africa "c'e' un grande progetto che riguarda tanti aspetti diversi, anche quello energetico". .

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Renzi: Cottarelli? La spending review si fa anche senza di lui

Giovedì, 31 Luglio 2014
- Roma, 31 lug. - "Non so cosa fara' Cottarelli. Lo rispetto, lo stimo e fara' quello che crede. Non e' che se c'e' Cottarelli facciamo la revisione della spesa e se non c'e' non la facciamo". Lo ha detto Matteo Renzi alla direzione del Pd in merito a indiscrezioni secondo cui il commissario alla spending review starebbe per dimettersi dal suo incarico. Con i 16 miliardi di risparmi che arriveranno dalla spending review il rapporto deficit/Pil arriverebbe "al 2,3%", ha detto il presidente del Consiglio sostenendo come "i numeri non siano un problema". "Si puo' discutere se sia giusto scendere fino a quella cifra e lo vedremo ma i numeri in questo momento non sono un problema", ha spiegato il Capo dell'esecutivo. Stamane era intervenuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: "Continuera' come prima, non c'e' alcun caso Cottarelli", ha detto Delrio. Lo stesso Cottarelli, rispondendo ai giornalisti, ha spiegato che sull'argomento "non ho niente da dire". Fonti del Tesoro fanno sapere che il commissario comunque non intende fare alcun attacco al Governo. Sulla vicenda e' intervenuto anche il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan: "Non c'entro niente con quest'argomento". .
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Eni: Guidi, risultato molto importante; sono soddisfatta

Giovedì, 31 Luglio 2014
- Roma, 31 lug. - "Sono molto soddisfatta dell'importante risultato raggiunto": lo ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi a proposito dell'accordo raggiunto oggi sul petrolchimico di Gela. Guidi ha spiegato che "grazie all'intesa siglata oggi e' possibile riavviare un confronto tra le parti necessario per il funzionamento di siti significativi per il territorio, con la salvaguardia dei livelli occupazionali". Nella nota, il Mise riferisce dell'accordo raggiunto e che "al termine del tavolo odierno e' stato firmato un verbale in cui le parti hanno ribadito la validita' e l'importanza degli accordi sottoscritti nel 2013 e 2014 relativamente ai siti di Gela e Porto Marghera. L'Eni ha illustrato uno scenario della raffinazione in Italia e in Europa in ulteriore peggioramento e in tale contesto ha predisposto un nuovo piano industriale per il rilancio e la riorganizzazione del sito di Gela. Ha inoltre confermato la realizzazione degli investimenti relativi alla seconda fase del progetto di riconversione della Green refinery di Porto Marghera nei tempi previsti dall'accordo e ha anche ribadito la strategicita' del petrolchimico Versalis di Porto Marghera". Nel dettaglio, le parti avvieranno un confronto sulle prospettive strategiche del sito Eni di Gela che si sviluppera' in incontri che coinvolgeranno tutte le strutture sindacali territoriali. Il confronto terminera' entro la prima settimana di settembre. Il tavolo di confronto nazionale presso il Ministero dello Sviluppo Economico verra' nuovamente convocato entro il 15 settembre. Eni si e' impegnata a riprendere immediatamente il processo manutentivo che garantira' la conversazione degli impianti e il ripristino dell'efficienza operativa della linea 1 anche attraverso il coinvolgimento dell'indotto, nelle more che venga definito un progetto in grado di dare stabilita' di lungo periodo al sito di Gela. Sul fronte Versalis, "il gruppo petrolifero e le organizzazioni sindacali territoriali si attiveranno per valutare le problematiche legate all'AIA della CTE di Porto Marghera che oggi impediscono il riavvio previsto del cracking, per individuare le soluzioni, tecnicamente e economicamente compatibili, che consentono di superare tale criticita'". A fronte dell'auspicata condivisione del quadro industriale, il gruppo petrolifero e le organizzazioni sindacali avvieranno, a partire da settembre, il confronto per definire un nuovo protocollo di relazioni sindacali per la competitivita' e lo sviluppo delle attivita'. .
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Governo battuto col voto segreto Il Pd: tornano i 101 di Prodi

Giovedì, 31 Luglio 2014
- Roma, 31 lug. - Dopo quattro giorni di discussione il Governo e' stato battuto al Senato durante l'esame degli emendamenti al ddl Riforme. L'Aula ha approvato a voto segreto la proposta di modifica presentata dal senatore della Lega Stefano Candiani con 154 voti favorevoli, 147 contrari e 2 astenuti. Il Governo aveva espresso parere negativo mentre i relatori avevano presentato pareri contrastanti: favorevole quello di Roberto Calderoli (Ln), contrario quello di Anna Finocchiaro (Pd). L'emendamento interviene sulla competenza del Senato sui temi della famiglia e del matrimonio, su quelli della salute e su quelli etici previsti dagli articoli 29 e 32 della Costituzione. Se le opposizioni (Lega in testa) esultano per il risultato, il Partito democratico ostenta sicurezza. Per l'estensore della proposta di modifica, oggi e' stata "vinta una piccola ma fondamentale battaglia" per far capire a Renzi "che la Costituzione non e' un decreto legge, e che su temi come l'etica, la famiglia e i diritti fondamentali dei cittadini non ci puo' essere compressione della volonta'". Critico con chi ha votato si', ma comunque ottimista, il Partito democratico. Il responsabile comunicazione, Francesco Nicodemo, su Twitter rievoca i 101 franchi tiratori che impedirono la nomina al Colle di Romano Prodi, mentre il senatore Andrea Marcucci nega problemi per il futuro. "Avevamo messo in conto di poter andare in minoranza su singole questioni. La riforma prevede 4 letture, e quindi sono naturali modifiche e cambiamenti. L'emendamento approvato dall'Aula non e' un caposaldo del disegno di legge costituzionale", spiega. Sulla stessa linea il Governo: "Il voto che ha 'mandato sotto' il Governo non intacca la riforma, ma e' la perfetta carta di identita' della Santa Alleanza controriformista", dichiara il sottosegretario alle Riforme, Ivan Scalfarotto. Durante la seduta di questa mattina, l'Aula ha poi approvato l'articolo 1 del ddl e repinto (con voto palese) un secondo emendamento del leghista Candiani che prevedeva il taglio dei deputati. Sul tema delle riforme e' oggi infine intervenuta la presidente della Camera, Laura Boldrini: "Il bicameralismo perfetto non funziona piu' e bisogna ridurre il numero dei parlamentari. Io sono tra chi ritiene che questi due punti sono essenziali per riuscire a rispondere al bisogno di cambiamento dell'opinione pubblica". .
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Riforme: Senato, no a emendamento Lega su taglio deputati

Giovedì, 31 Luglio 2014
- Roma, 31 lug. - L'Aula del Senato ha respinto con voto palese l'emendamento 1.0.22 presentato dal leghista Stefano Candiani che proponeva di tagliare a 500 il numero dei deputati. Il Governo aveva espresso parere contrario, i relatori pareri diversi: Calderoli (Ln) favorevole, Finocchiaro (Pd) contrario. Dopo la votazione il presidente Grasso ha sospeso la seduta fino alle ore 16. .
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