Nicola Colapinto
Nicola Colapinto, avvocato con specializzazione in diritto del lavoro, seguo le principali questioni giuslavoristiche e previdenziali per PensioniOggi.it.
Jobs Act, pronto il taglio degli adempimenti sui contratti
Giovedì, 04 Dicembre 2014Il DDl delega sul Jobs Act consentirà al Governo di intervenire per sfoltire il numero degli adempimenti necessari per la gestione del rapporto di lavoro. In arrivo anche una stretta sulle dimissioni in bianco.
Kamsin Razionalizzazione e semplificazione, anche mediante l'abrogazione di norme, delle procedure e degli adempimenti legati alla costituzione e alla gestione rapporti di lavoro. Ma anche per rafforzare il fenomeno delle cd. dimissioni in bianco. Sono queste alcune delle novità contenute nella Delega sul Jobs Act approvata in via definitiva da Palazzo Madama.
L'obiettivo principale resta però quello di semplificare la gestione del rapporto di lavoro per il datore. Per farlo la delega chiede all'esecutivo di "ridurre drasticamente" il numero di atti amministrativi necessari per gestire il rapporto di lavoro di ogni lavoratore con la possibilità di procedere alla semplificazione delle disposizioni interessate da rilevanti contrasti interpretativi, giurisprudenziali o amministrativi e l'unificazione delle comunicazioni della Pa alle imprese.
Anche le Pa dovranno fare la loro parte. Viene infatti introdotto il divieto per le pubbliche amministrazioni di richiedere dati dei quali esse sono in possesso e il rafforzamento del sistema di trasmissione delle comunicazioni in via telematica e abolizione della tenuta di documenti cartacei. Piu' in generale, la delega chiede l'individuazione di modalità organizzative e gestionali che consentano di svolgere esclusivamente in via telematica tutti gli adempimenti di carattere amministrativo connessi con la costituzione, la gestione e la cessazione del rapporto di lavoro.
Lavoro Irregolare - Novità riguardano anche le sanzioni per il lavoro irregolare. La delega prevede, infatti, la revisione del regime delle sanzioni, tenendo conto dell'eventuale natura formale della violazione, in modo da favorire l'immediata eliminazione degli effetti della condotta illecita, nonché valorizzazione degli istituti di tipo premiale.
Dimissioni in Bianco - L'esecutivo dovrà, inoltre, prevedere "modalità semplificate per garantire data certa nonché l'autenticità della manifestazione di volontà della lavoratrice o del lavoratore in relazione alle dimissioni o alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, anche tenuto conto della necessità di assicurare la certezza della cessazione del rapporto nel caso di comportamento concludente in tal senso della lavoratrice o del lavoratore". L’obiettivo è limitare una pratica illegale spesso utilizzata ai danni delle lavoratrici per poterle allontanare senza pagare indennità nel caso restino incinta.
Libretto Formativo del Cittadino - Tra le altre novità c'è la revisione degli adempimenti in materia di libretto formativo del cittadino, in un'ottica di integrazione nell'ambito della dorsale informativa prevista dalla legge Fornero del 2012 e della banca dati delle politiche attive e passive del lavoro, anche con riferimento al sistema dell'apprendimento permanente.
guidariformalavoro
Zedde
Pensioni, Aggiornato il certificato ObisM. Ecco le novità del 2022
Martedì, 05 Aprile 2022I chiarimenti in un documento dell'Inps. Il modello è stato aggiornato al 2022 tenendo conto delle nuove fasce di perequazione delle pensioni, di una inflazione pari all'1,7%, della riforma Irpef e della riforma dei sostegni alle famiglie con figli.
Proroga opzione donna, l'Inps chiede il parere del Ministero
Giovedì, 04 Dicembre 2014L'Inps ha chiesto al Ministero del Lavoro un parere circa l'estensione del regime sperimentale donna. Nel frattempo le domande di pensionamento la cui decorrenza si collochi oltre il 2015 non saranno respinte.
Kamsin Per ora nessuna proroga dell'opzione donna ma l'Inps non respingerà le domande delle lavoratrici la cui decorrenza della prestazione pensionistica dovesse essere successiva al 31 Dicembre 2015. Le risoluzioni Parlamentari e il ricorso avviato dal Comitato Opzione Donna hanno sortito almeno un effetto cautelativo e aperto alla possibilità, eventuale, del superamento delle Circolari 35 e 37 del 14 Marzo 2012. Con il messaggio inps 9304/2014 l'Istituto di previdenza pubblica ha infatti dato istruzioni alle proprie sedi di non cestinare le domande delle lavoratrici la cui finestra si aprirebbe dopo il 31 dicembre 2015, in attesa di un ulteriore parere richiesto al ministero del Lavoro.
Toccherà a quest’ultimo quindi decidere se prolungare di fatto di un altro anno il regime sperimentale rivedendo l’interpretazione restrittiva (come richiesto tra l’altro dal Parlamento), o addirittura estendere nel tempo l’esperimento: ma in questa decisione avrà un ruolo decisivo la valutazione della Ragioneria generale dello Stato, preoccupata per gli effetti in termini di maggiore spesa pensionistica.
La questione è nota da tempo. La legge Maroni (legge 243/04) ha infatti concesso alle lavoratrici con 57 anni e 35 di contributi la possibilità di andare in pensione con il calcolo contributivo sino al 2015. L'Inps però, con le sopra indicate Circolari, ha inteso che al 31 Dicembre 2015 debba essersi aperta anche la finestra mobile (12 o 18 mesi a seconda se rispettivamente si tratti di lavoratrici dipendenti o autonome) accorciando, nei fatti, di un anno o piu' il termine per la maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi. L'interpretazione, per molti illegittima, è stata piu' volte contestata ed ora l'istituto a rimesso la palla al Dicastero di Via Veneto che dovrà dare il verdetto finale.
Zedde
Pensioni, assegni piu' magri nel 2015. La rivalutazione sarà dello 0,3%
Giovedì, 04 Dicembre 2014La rivalutazione provvisoria delle prestazioni pensionistiche per il 2015 sarà dello 0,3 per cento. Il valore definitivo per il 2014 è pari all'1,1%.
Kamsin La perequazione provvisoria degli assegni previdenziali per il 2015 sarà dello 0,3 per cento. Il tasso di rivalutazione definitivo per il 2014 sarà dell’1,1% invece dell’1,2% provvisorio applicato finora. E' quanto ha stabilito il decreto del ministero dell’Economia del 20 novembre 2014, pubblicato in «Gazzetta ufficiale» il 2 dicembre scorso.
Gli assegni l'anno prossimo cresceranno pertanto meno rispetto al 2014, a causa della brusca frenata dell'inflazione. Non solo. Il prossimo anno i pensionati si troveranno anche un piccolo "prelievo" sull'assegno: dovranno restituire quello 0,1% in piu' attribuito a titolo provvisorio nel 2014 quando il tasso di rivalutazione fu fissato all'1,2% contro l'1,1 definitivo.
La rivalutazione per l'anno 2014 - Nell'anno 2014 la rivalutazione degli assegni è stata pari all'1,2%, tasso provvisorio, secondo quanto indicato nella seguente tabella.
Avendo il decreto stabilito un tasso definitivo inferiore, pari all'1,1%, gli importi erogati nel 2014 saranno recuperati con modalità e termini comunicati a breve tramite apposita circolare Inps.
La rivalutazione per l'anno 2015 - Nell'anno 2015 il tasso provvisorio, pari allo 0,3% - dovuto alla frenata dell’inflazione registrata nel corso di quest’anno - determinerà un contenimento della rivalutazione degli assegni previdenziali nella seguente misura.
I cinque scaglioni di rivalutazione, evidenziati nelle tabelle, sono frutto della legge 147/2013 che ha, almeno parzialmente, rimosso il blocco disposto dal Decreto legge 201/2011. La legge di stabilità 2014 ha previsto, infatti, che per le pensioni di importo fino a tre volte il trattamento minimo l'adeguamento avviene in misura piena (100%); per le pensioni di importo superiore e sino a quattro volte il trattamento minimo viene riconosciuto il 95% dell'adeguamento; per quelle di importo superiore e sino a cinque volte il minimo l'adeguamento è pari al 75%; adeguamento che scende al 50 % per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il minimo, del 45% per le fasce di importo superiori a sei volte il trattamento minimo INPS.
I valori evidenziati nella tabella saranno ufficializzati a breve tramite Circolare dell'Inps.
Chi percepisce pensioni d’oro, invece, continuerà a fare i conti con il prelievo di solidarietà che scatta per gli assegni superiori a 14 volte il minimo. Alla luce dei dati aggiornati, il prelievo sarà del 6% per le pensioni di importo mensile lordo oltre 7.012,32 e fino a 10.017,60 euro; del 12% per la fascia tra 10.017,60 euro e 15.026,40 euro; del 18% per la parte eccedente quest’ultimo limite.
Zedde
Riforma pensioni, pronte le modifiche al Senato
Mercoledì, 03 Dicembre 2014Governo al lavoro per fissare le ulteriori modifiche in materia previdenziale dopo il primo via libera della Camera. L'Inps ha chiesto al Ministero del Lavoro un parere circa l'estensione del regime sperimentale donna.
Kamsin Nessun rischio, questa volta, che il Senato respinga le novità introdotte alla Camera. Non si ripeterà dunque quel triste scenario vissuto la scorsa estate quando lo stop alle penalizzazioni per i lavoratori precoci venne dapprima approvato dalla Camera e poi subito stralciato in Senato sotto le pressioni della Ragioneria dello Stato. Le modifiche alla Riforma Fornero già approvate in prima lettura alla Camera dei Deputati andranno, questa volta, in porto. E si arricchiranno di altre novità dato che il Governo ha lasciato la porta aperta ad ulteriori modifiche.
L'esecutivo si appresta infatti a presentare appositi emendamenti per quanto riguarda la tassazione sul rendimento dei fondi pensione e sulla rivalutazione del TFR destinato alla previdenza integrativa.
Sui fondi pensione, la legge di stabilità attualmente prevede un incremento dell'asticella del prelievo dall'11 al 20 per cento. L'ipotesi sarebbe di attenuare la crescita al 17 per cento e, al contempo, di allinearla alla tassazione della rivalutazione del TFR che non dovrebbe cambiare rispetto al testo attuale (passa dall'11 al 17%).
Una revisione dovrebbe interessare anche la tassazione sulle fondazioni e sulle casse di previdenza. L'ipotesi alla quale si sta lavorando è di confermare il prelievo al 20 per cento contro l'attuale 26 per cento previsto con la legge di stabilità.
Sul tavolo di Palazzo Chigi c'è poi il tema della ricollocazione del personale in esubero delle Province per effetto della riforma Delrio della scorsa primavera. L'ipotesi, già anticipata da pensionioggi.it, potrebbe essere quella di consentire al personale in esubero la fruizione, in via eccezionale, delle previgenti regole pensionistiche e l'attivazione di speciali percorsi di mobilità intercompartimentale sulla falsariga di quanto previsto per il pubblico impiego con l'articolo 22 del Dl 95/2012 (decreto sulla spending review). Alla Camera, del resto, erano già stati presentati diversi emendamenti in tal senso che consentivano agli enti in parola di collocare in quiescenza il personale la cui decorrenza della prestazione pensionistica si fosse verificata entro il 31 dicembre 2016. Emendamenti che tuttavia non hanno trovato il via libera della Bilancio.
Affidate alle iniziative dei singoli gruppi parlamentari, invece, la riproposizione della deroga per i quota 96 della scuola e di ulteriori modifiche.
Viaggia invece su un altro binario, tutto amministrativo, la questione della proroga dell'opzione donna. Con il messaggio inps 9304/2014 l'Istituto ieri ha infatti dato istruzioni alle proprie sedi di non cestinare le domande delle lavoratrici la cui finestra si aprirebbe dopo il 31 dicembre 2015, in attesa di un ulteriore parere richiesto al ministero del Lavoro.
Toccherà a quest’ultimo quindi decidere se prolungare di fatto di un altro anno il regime sperimentale rivedendo l’interpretazione restrittiva (come richiesto tra l’altro dal Parlamento), o addirittura estendere nel tempo l’esperimento: ma in questa decisione avrà un ruolo decisivo la valutazione della Ragioneria generale dello Stato, preoccupata per gli effetti in termini di maggiore spesa pensionistica.
Zedde