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Notizie

Renzi: niente nuove tasse, ne' manovre correttive

Redazione Venerdì, 22 Agosto 2014
- Roma, 21 ago. - "Ci saranno nuove tasse? No". Cosi' il premier Matteo Renzi, al Tg5, smentisce l'arrivo di nuove tasse e conferma che si cerchera' di abbassarle ulteriormente come gia' fatto per gli 80 euro e si taglieranno le spese. "Chi oggi parla di manovre e pensioni, parla di cose che non sono all'ordine del giorno". "Alcune chiacchiere d'agosto della politica sono simili a quelle del calciomercato, che poi si chiude con poche notizie. Leggo di aspiranti politici che hanno sparato in liberta' pur di riempire i giornali ad agosto". .

Giustizia: M5s non ci sta; Renzi, dialogano coi terroristi ma non col governo

Redazione Venerdì, 22 Agosto 2014
- Roma, 21 ago. - E' muro contro muro tra M5S e governo sulla riforma della giutizia. I 5 stelle hanno infatti disertato, come avevano annunciato ieri, l'incontro con il Guardasigilli previsto per oggi, spiegando in una lettera aperta allo stesso Andrea Orlando, pubblicata sul blog di Grillo, di non volere "incontri di facciata" e pronunciando un netto NO a una "riforma di Berlusconi". Mentre il premier sottolinea che i grillini sono disposti a dialogare anche con i terroristi, ma non altrettanto con il governo. Fin dalla prima mattina arrivano parole dure contro il premier dal M5s: "Il presidente Renzi ormai parla soltanto di giustizia civile: proviamo un senso di ribrezzo nel constatare che un premier possa ancora scendere a patti con Berlusconi sulla giustizia". Secondo i 5 stelle, "dopo il Patto del Nazanero, la lotta alla criminalita' e, piu' in generale, la giustizia penale, sono scivolate all'ultimo posto delle priorita' del governo. Si parla di responsabilita' dei giudici, ma non crede che in Italia dovremmo cominciare a sanzionare seriamente le responsabilita' dei criminali, anche se politici?". La risposta del governo non si fa attendere ed e' lo stesso premier Renzi a rispondere, rilanciando un tweet del presidente Pd Matteo Orfini, che scrive caustico: "E i grillini rifiutano il confronto sulla riforma della giustizia... Coi terroristi bisogna interloquire, ma guai a farlo col governo...". Immediata la replica di Vito Crimi: "Il M5S non dialoga coi terroristi, chi lo dice mente. Il governo manda armi in M.O., questo si che e' vero". "Utilizzare una mediocre boutade (di Orfini!) sul terrorismo per sviare l'attenzione dai problemi veri della giustizia - conferma il grillino Alfonso Bonafede - da' il senso di un presidente del Consiglio drammaticamente povero di argomenti e totalmente privo di sostanza!". E Luigi Di Maio va giu' duro: "Vorrei dire a Renzi che noi con i terroristi non abbiamo mai avuto a che fare. E non accettiamo lezioni da un presidente del consiglio condannato per danno erariale dalla corte dei conti, che sta facendo le riforme con il condannato in via definitiva per frode fiscale Berlusconi, quello delle cene eleganti con le minorenni". Da parte sua, invece, il ministro della Giustizia Orlando sostiene che sulla riforma della giustizia "non si tratta di fare accordi piu' o meno segreti con nessuno". E, nonostante lo stop grillino, non esclude futuri incontri: "Mi auguro che questo passaggio non comprometta la possibilita' di proseguire la discussione con tutte le forze politiche. Mi spiace per le parole usate dal M5s perche' l'incontro che avevamo tenuto aveva dato degli spunti di cui abbiamo tenuto conto: mi riferisco in particolare a contrasto alla criminalita' economica e giustizia civile. Le proposte che erano emerse sono infatti state ritenute integrabili con le nostre". Oltre a M5S, anche Sel e Lega hanno deciso di non incontrare il Guardasigilli. Solo Forza Italia si e' presentata in via Arenula anche se l'azzurra Stefania Prestigiacomo ammonisce: no ad una "riformetta" che "non servirebbe a nulla se non a perpetrare tutte le disfunzioni attuali". .
Pensioni

Pensioni, Renzi: non ci sarà alcun prelievo. Solo fantasie

Redazione Giovedì, 21 Agosto 2014

 "Credo che alcune chiacchiere di agosto della politica siano piu' o meno simili alle chiacchiere dei direttori sportivi quando parlano dei giocatori che vanno acquistati. Kamsin Tante chiacchiere e poi il calciomercato si chiude con poche notizie". Lo ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi intervistato dal Tg5. "Allo stesso modo accade con la politica. Leggo di aspiranti politici che hanno lanciato news in liberta', qualche volta anche qualche giornale pur di riempire le pagine di agosto che altrimenti sarebbero vuote lascia spazio a cose che nel resto dell'anno non sono cosi' importanti. Chi oggi parla di manovre e di pensioni parla di cose che non sono all'ordine del giorno", ha aggiunto Renzi. "Se i sindacati vogliono un autunno caldo, facciano pure. Gia' l'estate non e' stata un granche'...", ha detto il presidente del consiglio.

"L'estate e' stata cosi' cosi'", ha sottolineato, ironico, il presidente del consiglio, "e un po' di caldo in autunno non guasterebbe...". "Ci saranno nuove tasse? No. Anzi, come abbiamo fatto con gli ottanta euro, che sono mille euro l'anno di riduzione di tasse a undici milioni di lavoratori, cercheremo di fare lo stesso con altre fasce di popolazione e ridurre ulteriormente le tasse. Per farlo dobbiamo dare una sforbiciata alla spesa".

"In Italia sono ottocento miliardi i denari che noi spendiamo e come tutte le famiglie potremmo stare un po' piu' attenti: la famiglia a casa spegne la luce o rinuncia a una serata fuori e, allo stesso modo, anche il pubblico dovrebbe stare un po' piu' attento", ha aggiunto Renzi, "e gestire meglio i denari. Ma questo non significa che ci saranno piu' tasse e chi oggi parla di manovre, di pensioni parla di cose che non sono all'ordine del giorno". 

Zedde

Renzi lavora a sprint riforme, senza tasse, e chiede svolta Ue

Redazione Giovedì, 21 Agosto 2014
- Roma, 21 ago. - L'autunno non sara' caldo. Matteo Renzi ribalta i minacciosi timori dei sindacati e assicura che non ci saranno nuove tasse, ne' interventi sulle pensioni, ne' una nuova manovra. Ma solo riforme e tagli alle spese. Rientrato da poche ore dalla missione in Iraq, il premier duella con il M5s per sostenere la riforma della giustizia a cui sta lavorando in questi giorni il ministro Andrea Orlando. Un modo, indirettamente, per far notare che il governo sta lavorando allo sprint di fine estate: riforma della giustizia, riforma della scuola, infrastrutture, spending review. E mentre si concede qualche ora di riposo con la famiglia a Forte dei Marmi dove restera' molto probabilmente fino al week end, Renzi non si stacca dal telefono, tesse la tela dell'attivita' di governo e dei contatti, non solo con Roma. La due giorni di fine agosto, infatti, sara' cruciale: prima, il 29, un consiglio dei ministri durante il quale saranno messe in campo le riforme piu' attese, da quella della giustizia civile a quella della scuola, poi il 30 a Bruxelles, per un vertice in cui si decidera' la composizione della nuova Commissione europea. Un identikit da cui si capiranno molte cose; il premier italiano infatti cerchera' di far leva sul rapporto con i francesi, senza dimenticare gli spagnoli, per convincere anche i tedeschi e gli altri paesi nordici a mettere in soffitta la linea di solo rigore. I dati macroeconomici delle ultime settimane, confida il premier, giocano a suo favore, per questo il filo con le altre capitali non e' mai interrotto e la speranza di avere dall'autunno politiche europee piu' lungimiranti sul fronte della crescita non e' certo morta. Questo, Renzi lo ha gia' detto in tutte le salse, non vuol dire che l'Italia chiedera' uno 'sconto': il parametro del 3% sara' rispettato e non serviranno manovre correttive. Si tratta di valutare quali siano le voci di sola spesa e quali siano di investimenti strutturali per le riforme. Ma soprattutto quel che Renzi sta cercando di fare e' di ribaltare di 180 gradi il corso della politica europea degli ultimi anni. La Ue non e' solo spread: "I nostri nonni hanno fatto l'Europa contro la guerra, non per una moneta unica" dice in serata, ricordando la missione di sostegno decisa dalla Ue a sostegno dei curdi in Iraq, segno che questa volta gli europei "non dormiranno come hanno fatto altre volte". Piu' valori e meno parametri, insomma, sulla linea che gli ha fatto vincere le elezioni europee e lo ha fatto accogliere come un trionfatore a Bruxelles a fine maggio. Proprio per questo il premier sta lavorando alle riforme, consapevole che l'Europa, ma non solo lei, sara' tanto piu' flessibile quanto piu' l'Italia si presentera' con i conti in ordine. E allora ecco di nuovo l'elenco delle promesse: basta nuove tasse per non deprimere i consumi, no a interventi sulle pensioni per non penalizzare i ceti medi, si' invece a tagli alla spesa perche' "come tutte le famiglie potremmo stare un po' piu' attenti" e, senza legarsi a date, si' al tentativo di ridurre la pressione fiscale ad "altre fasce di popolazione" dopo l'intervento degli 80 euro. Renzi, nuovamente spazza via notizie e polemiche agostane: "sono chiacchiere d'agosto". Ma non rinuncia a rintuzzare il botta e risposta che va avanti da mesi con i sindacati. "Se i sindacati vogliono un autunno caldo, facciano pure. Gia' l'estate non e' stata un granche'...". .
Fisco

Riforma Giustizia, il governo cerca l'intesa sul reato di autoriciclaggio

Sergey Giovedì, 21 Agosto 2014
Il governo cerca la quadra sull'introduzione del reato di autoriciclaggio, l'inasprimento delle pene sul falso in bilancio e la criminalità mafiosa. In vista anche un intervento su corruzione e concussione.

Kamsin Oltre alla revisione della geografia della Corti d'Appello e delle Procure generali (sono 26, ne rimarranno 20-21) e alla sanzione degli illeciti disciplinari dei magistrati, il nodo cruciale del governo Renzi sulla Riforma della Giustizia sono le nuove norme di contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti. Le linee guida dell'esecutivo sulla giustizia penale, che probabilmente non saranno discusse nel corso del Cdm del prossimo 29 Agosto (per via della mancanza di un accordo politico nella maggioranza), sono di rendere più efficace l’azione di contrasto dello Stato, mediante l’aggressione ai benefici patrimoniali delle organizzazioni criminali e l’ostacolo al riutilizzo del denaro di derivazione criminosa. Obiettivo da raggiungere mediante, da un lato, attraverso l’introduzione nel sistema penale del reato di autoriciclaggio (che si realizza con una condotta, allo stato attuale, priva di sanzione), dall'altro mediante il rafforzamento del falso in bilancio.

Quanto al reato di autoriciclaggio la nuova ipotesi di reato sanziona l’autore di un delitto non colposo che sostituisca, trasferisca o impieghi denaro, beni o altre utilità provenienti da tale delitto in attività di carattere imprenditoriale o finanziario; mentre sul falso in bilancio il governo intende effettuare una profonda revisione con l'obiettivo di garantire ai creditori, ai lavoratori e ai soci una fedele rappresentazione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale delle singole società, anche per consentire investimenti di terzi. Saranno eliminate, in particolare, le  zone d’ombra e di non punibilità che finivano per incentivare meccanismi artificiosi tanto più difficili da scoprire quanto maggiori fossero le dimensioni della società.

Un ulteriore intervento di particolare rilevanza è quello relativo all’allargamento dei presupposti per la confisca allargata (o per sproporzione), applicabile ai soggetti condannati in relazione a determinate ipotesi di reato e in riferimento ai beni di cui gli stessi siano titolari senza poterne giustificare la provenienza e la cui entità sia sproporzionata rispetto al loro reddito; è quindi prevista l’applicazione di tale particolare normativa anche agli autori di ulteriori fattispecie di reato, tra cui quella delle attività organizzate che siano finalizzate al traffico illecito di rifiuti.

Altre novità dovrebbero interessare la corruzione e concussione.  Nello specifico, secondo quanto si apprende dalle linee guida dell'esecutivo, si prevede di applicare il trattamento sanzionatorio in materia di concussione anche nei confronti dell’incaricato di pubblico servizio, in tal modo estendendo la norma a un’area di soggetti investiti di compiti di interesse pubblico più ampia rispetto di quella attuale ( si pensi agli amministratori di società a capitale pubblico). Inoltre, si prevede che l’esercizio dell’azione penale per alcuni dei più gravi reati contro la pubblica amministrazione sia comunicato immediatamente all’Autorità Nazionale Anti Corruzione e alla Corte dei Conti, anche qualora non derivi danno diretto per l’erario, in modo che possano esplicare i loro compiti di istituto disponendo delle necessarie informazioni.

Altri interventi dovrebbero rafforzare il trattamento sanzionatorio per il delitto di associazione a delinquere di stampo mafioso, con l’innalzamento delle pene detentive. Inoltre dovrebbe essere estesa la possibilità di ricorrere alla partecipazione a distanza al giudizio penale del soggetto detenuto al di fuori della circoscrizione del giudice, mediante lo strumento della videoconferenza. In particolare, è previsto che il giudice possa disporre la partecipazione a distanza del soggetto ristretto per taluni reati di particolare gravità (tra cui quelli in materia di criminalità organizzata) anche quando il procedimento riguardi fatti diversi e, in ipotesi, meno gravi di quelli per cui il soggetto si trova nello stato di detenzione.

Zedde

Altro...

Giustizia: M5S non incontra Orlando. Renzi, parlano solo con i terroristi

Redazione Giovedì, 21 Agosto 2014
- Roma, 21 ago. - E' muro contro muro tra M5S e governo sulla giustizia. I 5 stelle hanno infatti disertato, come avevano annunciato ieri, l'incontro con il Guardasigilli previsto per oggi, spiegando in una lettera aperta allo stesso Andrea Orlando, pubblicata sul blog di Grillo, di non volere "incontri di facciata" e pronunciando un netto NO a una "riforma di Berlusconi". Ma dal M5s arrivano parole dure contro il premier: "Il presidente Renzi ormai parla soltanto di giustizia civile: proviamo un senso di ribrezzo nel constatare che un premier possa ancora scendere a patti con Berlusconi sulla giustizia". Secondo i 5 stelle, "dopo il Patto del Nazanero, la lotta alla criminalita' e, piu' in generale, la giustizia penale, sono scivolate all'ultimo posto delle priorita' del governo. Si parla di responsabilita' dei giudici, ma non crede che in Italia dovremmo cominciare a sanzionare seriamente le responsabilita' dei criminali, anche se politici?". La risposta del governo non si fa attendere ed e' lo stesso premier Renzi a rispondere, rilanciando un tweet del presidente Pd Matteo Orfini, che scrive caustico: "E i grillini rifiutano il confronto sulla riforma della giustizia... Coi terroristi bisogna interloquire, ma guai a farlo col governo...". Immediata la replica di Vito Crimi: "Il M5S non dialoga coi terroristi, chi lo dice mente. Il governo manda armi in M.O., questo si che e' vero". "Utilizzare una mediocre boutade (di Orfini!) sul terrorismo per sviare l'attenzione dai problemi veri della giustizia - conferma il grillino Alfonso Bonafede - da' il senso di un presidente del Consiglio drammaticamente povero di argomenti e totalmente privo di sostanza!". Da parte sua, invece, il ministro della Giustizia Orlando sostiene che sulla riforma della giustizia "non si tratta di fare accordi piu' o meno segreti con nessuno". E, nonostante lo stop grillino, non esclude futuri incontri: "Mi auguro che questo passaggio non comprometta la possibilita' di proseguire la discussione con tutte le forze politiche. Mi spiace per le parole usate dal M5s perche' l'incontro che avevamo tenuto aveva dato degli spunti di cui abbiamo tenuto conto: mi riferisco in particolare a contrasto alla criminalita' economica e giustizia civile. Le proposte che erano emerse sono infatti state ritenute integrabili con le nostre". Oltre a M5S, anche Sel e Lega hanno deciso di non incontrare il Guardasigilli. Solo Forza Italia si e' presentata in via Arenula anche se l'azzurra Stefania Prestigiacomo ammonisce: no ad una "riformetta" che "non servirebbe a nulla se non a perpetrare tutte le disfunzioni attuali". .

Riforma pensioni, ecco le novità di Settembre

Sergey Giovedì, 21 Agosto 2014
Dalla legge di stabilità si attende la soluzione strutturale al fenomeno esodati. Tempi stretti per i 4mila docenti della scuola e per i 32mila esodati che attendono il via libera del Senato alla sesta salvaguardia.

Kamsin Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha confermato in questi giorni la volontà del governo di introdurre dei correttivi al Dl 201/2011 per concedere maggiore flessibilità sull'età pensionabile.  Soprattutto con riguardo ai lavoratori esodati, cioè coloro che hanno perso il posto di lavoro e che si trovano senza reddito sino alla pensione.

Un intervento che, secondo il Ministro, potrebbe essere finanziato con l'introduzione di un nuovo contributo di solidarietà sulle pensioni medio-alte ( a partire dai 3.500 euro netti in su), ipotesi tuttavia che sta suscitando serie polemiche tra i sindacati e che non trova d'accordo neanche i vari esponenti dell'esecutivo. Probabile quindi che il prelievo "aggiuntivo" sia accantonato con la conseguenza che il governo dovrà reperire i denari da altre voci di spesa per finanziare la novità. 

In attesa di conoscere le modalità di reperimento delle risorse, gli interventi annunciati da Poletti vanno nella direzione di fornire un ventaglio di possibilità al lavoratore che intende lasciare il lavoro per andare in pensione prima dei tempi canonici fissati dalla riforma Monti- Fornero. Poletti ha infatti parlato di strumenti differenziati adatti e coerenti con le diverse situazioni anche se non ha specificato nei dettagli quali saranno le iniziative.

Tra le ipotesi in campo, come già anticipato da Pensioni Oggi, c'è la possibilità di riproporre i cd. "pensionamenti flessibili", un progetto elaborato lo scorso anno dagli onorevoli Baretta e Damiano che consentirebbe un anticipo della pensione fino a 62 anni di età e 35 di contributi con un sistema di penalità; la riapertura del sistema delle quote che regolava la vecchia pensione di anzianità; l'introduzione del "prestito pensionistico" per chi ha perso il lavoro a pochi anni dal raggiungimento dei requisiti richiesti per la pensione. Possibile anche un mix di tali interventi. 

Sempre nell'ottica di consentire un anticipo sull'età pensionabile, la legge di stabilità potrebbe essere il veicolo da utilizzare per la proroga dell'opzione donna, una misura su cui l'esecutivo ha fatto nelle scorse settimane dietrofront, ma che potrebbe estendere la possibilità per lavoratori e lavoratrici di accedere alla pensione con requisiti agevolati sino al 2018 al prezzo di avere un assegno calcolato con il sistema contributivo. Possibile anche che la finanziaria sia utilizzata per inserire la norma, stralciata dal Dl sulla Pa, che cancelli le penalizzazioni per i lavoratori precoci. 

Le altre misure su cui si attende il via libera - A settembre dovrebbe iniziare in Senato la discussione del progetto di legge in materia di sesta salvaguardia, un provvedimento, approvato agli inizi di luglio alla Camera che consentirà ad ulteriori 32 mila soggetti di mantenere le vecchie regole pensionistiche. Già a fine mese si dovrebbero poi conoscere le decisioni dell'esecutivo sui quota 96 della scuola, un intervento che consentirebbe a 4mila docenti che hanno maturato un diritto a pensione entro la fine dell'anno scolastico 2011/2012 di andare in pensione in deroga alla disciplina vigente.

Riforma Pensioni, piu' facile il pensionamento d'ufficio a 65 anni nelle Pa

Pensioni quota 96, i professori scendono in piazza a Roma il 29 AgostoZedde

Giustizia: Orlando, non facciamo accordi segreti con nessuno

Redazione Giovedì, 21 Agosto 2014
- Roma, 21 ago. - Sulla riforma della giustizia "non si tratta di fare accordi piu' o meno segreti con nessuno". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in merito alla presa di posizione del Movimento 5 Stelle che ha disertato la riunione che si e' tenuta questa mattina sulla riforma tra il guardasigilli e le opposizioni (alla quale ha pero' partecipato soltanto Forza Italia con il senatore Giacomo Caliendo). "Esiste una maggioranza - ha sottolineato Orlando incontrando i cronisti in via Arenula - che fa delle proposte e che si confronta con tutti. Mi auguro questo passaggio non comprometta la possibilita' di proseguire la discussione con tutte le forze politiche. Mi spiace per le parole usate dai 5 Stelle - ha continuato il guardasigilli - perche' l'incontro che avevamo tenuto aveva dato degli spunti di cui abbiamo tenuto conto: mi riferisco in particolare al contrasto alla criminalita' economica e alla giustizia civile. Le proposte che erano emerse in quell'occasione sono infatti state ritenute integrabili con le nostre". .

Giustizia, M5S non va da Orlando Renzi, parlano solo con i terroristi

Redazione Giovedì, 21 Agosto 2014
- Roma, 21 ago. - E' muro contro muro tra M5S e governo sulla giustizia. I 5 stelle hanno infatti disertato, come avevano annunciato ieri, l'incontro con il Guardasigilli previsto per oggi, spiegando in una lettera aperta allo stesso Andrea Orlando, pubblicata sul blog di Grillo, di non volere "incontri di facciata" e pronunciando un netto NO a una "riforma di Berlusconi". Ma dai 5 stelle arrivano parole dure contro il premier Matteo Renzi: "Il presidente Renzi ormai parla soltanto di giustizia civile: proviamo un senso di ribrezzo nel constatare che un presidente del Consiglio possa ancora scendere a patti con Berlusconi sulla giustizia". Secondo i 5 stelle, "dopo il Patto del Nazanero, la lotta alla criminalita' e, piu' in generale, la giustizia penale, sono scivolate all'ultimo posto delle priorita' del governo. Si parla di responsabilita' dei giudici, ma non crede che in Italia dovremmo cominciare a sanzionare seriamente le responsabilita' dei criminali, anche se politici?". La risposta del governo non si fa attendere ed e' lo stesso premier Renzi a rispondere, rilanciando un tweet del presidente democrat Matteo Orfini, che scrive caustico: "E i grillini rifiutano il confronto sulla riforma della giustizia... Coi terroristi bisogna interloquire, ma guai a farlo col governo...". Che il dialogo si sia interrotto, lo conferma il deputato 5 stelle Alfonso Bonafede, che e' pure vicepresidente della commissione Giustizia della Camera: "Se l'approccio alla giustizia continua ad essere questo, non ci puo' essere dialogo" specie se, sottolinea, "Renzi vuole continuare a fare combutta con Silvio Berlusconi". Da parte sua, invece, il ministro della Giustizia Orlando sostiene che sulla riforma della giustizia "non si tratta di fare accordi piu' o meno segreti con nessuno". E, nonostante lo stop grillino, non esclude futuri incontri con i 5 stelle: "Mi auguro che questo passaggio non comprometta la possibilita' di proseguire la discussione con tutte le forze politiche. Mi spiace per le parole usate dai 5 Stelle perche' l'incontro che avevamo tenuto aveva dato degli spunti di cui abbiamo tenuto conto: mi riferisco in particolare al contrasto alla criminalita' economica e alla giustizia civile. Le proposte che erano emerse in quell'occasione sono infatti state ritenute integrabili con le nostre". Oltre a M5S, anche Sel e Lega hanno deciso di non incontrare il Guardasigilli. Solo Forza Italia si e' presentata in via Arenula anche se l'azzurra Stefania Prestigiacomo ammonisce: no ad una "riformetta" che "non servirebbe a nulla se non a perpetrare tutte le disfunzioni attuali". .

Cinquant'anni fa moriva Togliatti, primo segretario Pc del dopoguerra

Redazione Giovedì, 21 Agosto 2014
- Roma, 21 ago. - Cinquat'anni fa, il 21 agosto del 1964, moriva a Jalta, in Urss, Palmiro Togliatti, primo segretario del Pc del dopoguerra. "E' stato assoluto protagonista della sua epoca: dal suo percorso intellettuale, morale, umano e politico e' ancora possibile attingere importanti lezioni che possono ispirare ancora oggi le scelte istituzionali", scrive Pietro Grasso in un messaggio sulla sua pagina Facebook in occasione della morte del "grande statista che e' stato Palmiro Togliatti". "Il suo impegno nella lotta antifascista, il lungo periodo di esilio all'estero - prosegue il presidente del Senato - la capacita' di elaborare proposte politiche concrete in vista del perseguimento di obiettivi comuni testimoniano la sua statura politica. Ebbe un ruolo di altissimo rilievo nei lavori della Costituente, favorendo il dialogo e la conciliazione tra laici e cattolici e ispirando la stesura di alcuni fondamentali articoli della nostra Costituzione. Grazie ad una lunga elaborazione politica e intellettuale, condusse il PCI alla piena e convinta partecipazione alle istituzioni rappresentative abbandonando ogni ipotesi rivoluzionaria e prefigurando una trasformazione di lungo periodo della societa' verso una democrazia progressiva, attraverso la conquista pacifica del consenso elettorale". "Ebbe la capacita' di capire tempestivamente le trasformazioni sociali e politiche globali - conclude Grasso - assumendo come obiettivo prioritario della 'coesistenza pacifica' la cooperazione tra Stati, popoli e religioni per promuovere il disarmo e la cooperazione politica ed economica internazionale". .
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