Strumenti

  • Calcola la Data di Pensionamento
  • Calcola l'Importo della Pensione (AGO)
  • Calcola l'Importo della Pensione (Enti Locali e Sanita')
  • Calcola l'Importo della Pensione per i dipendenti statali
  • Calcola la Pensione nella Gestione Separata Inps
  • Calcola i Contributi Volontari
  • Calcola il TFS
  • Calcola l'Ape sociale
  • Calcola la Naspi
  • Calcola la RITA, la rendita Integrativa anticipata
  • Calcola la Pensione Netta
  • Controlla se Entri nella 9^ salvaguardia
  • Calcola il Riscatto e la Ricongiunzione
  • Vai a tutti gli Strumenti
PensioniOggi.it

Notizie - Results from #6880

 

  • Home
  • Notizie
  • Strumenti
  • Forum
  • Guide
Sottoscrivi questo feed RSS

Notizie

Lavoro

Statali, i sindacati pronti alla mobilitazione contro il blocco dei contratti

Redazione Mercoledì, 20 Agosto 2014

I sindacati minacciano la mobilitazione contro le ipotesi di un intervento sulle pensioni, in particolare su quelle maturate con il sistema retributivo, e di un ulteriore blocco degli stipendi dei lavoratori statali. Kamsin Cigl-Cisl e Uil chiedono al governo una secca smentita sull'ipotesi formulata da Poletti nei giorni scorsi nel corso di una intervista rilasciata al Corriere della Sera. L'idea del titolare di Via Veneto è quella di introdurre un contributo di solidarietà sulle pensioni medio alte (la cui soglia tuttavia non è stata indicata) per finanziare gli interventi in favore dei lavoratori esodati e dei precoci. Ieri tuttavia lo stesso premier Matteo Renzi ha frenato indicando che nella legge di stabilità non ci sarà un prelievo aggiuntivo sulle pensioni. 

Ma la reazione del Premier non è bastata a calmare le acque. Lasciate in pace i pensionati, la pazienza e' finita. Ci mobiliteremo", scrive su Twitter la segretaria generale di Spi Cgil, Carla Cantone, dopo che gia' la Cgil nazionale aveva chiarito senza mezzi termini il suo punto di vista: "un intervento sull pensioni retributive e' inaccettabile", mentre la Cisl parla di "nuova tassa sui pensionati".

Netto il 'no' dei sindacati anche alla ipotesi di congelare le buste paga dei lavoratori del settore pubblico: "C'e' da augurarsi che sia una bubbola agostana. Un nuovo blocco biennale dei salari nella P.A. Sarebbe inaccettabile", tuona la Cgil. "Attendiamo una smentita da parte del presidente Renzi e della ministra Madia", aggiungono i segretari generali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil. "Continuare a pensare che si possa eternamente intervenire sul salario dei dipendenti pubblici e sul loro diritto al rinnovo del Contratto nazionale e' un errore madornale - dicono i sindacalisti - una ricetta, non solo ormai improponibile sotto il profilo della giustizia sociale, ma anche inutile per il governo dei conti pubblici".

La richiesta a Renzi e Madia we' quella di chiarire "immediatamente che cio' su cui sembra si stia lavorando nell' ombra dei corridoi di Via XX settembre non appartiene all' iniziativa del Governo e che non c' e' nessuna ipotesi di ulteriore blocco della contrattazione. In assenza di cio' e' del tutto evidente che la reazione delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici sara' fortissima e che la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva avverra' in un clima incandescente".

Dopo la smentita di ieri del premier, anche oggi il governo continua a sfumare i toni e il vice ministro dell'Economia, Enrico Morando, sottolinea che quella previdenziale e' "l'unica riforma che e' gia' stata fatta". "Dobbiamo fare le riforme strutturali che non abbiamo fatto - aggiunge - la mia opinione e' che introdurre in questo ambito la discussione sulle pensioni sia estremamente negativo perche' la riforma della previdenza pubblica e' stata gia' realizzata, non c'e' bisogno di farne un' altra".

Parla di ipotesi "premature" Pier Paolo Baretta, sottosegretario all'Economia che pero' non chiude del tutto la porta all'intervento prospettato qualche giorno fa dal ministro del Lavoro Poletti che aveva avanzato l'ipotesi di un nuovo prelievo a carico degli assegni previdenziali piu' alti. "Non e' la stessa cosa parlare di un intervento spot o di uno inserito nel piu' globale contesto della riforma del lavoro", dice Baretta.

Statali, il governo studia un nuovo stop ai salari

Riforma Pensioni, Renzi: no al prelievo sulle retributiveZedde

Iraq: Mogherini, Is e'una minaccia anche per Europa e Italia

Redazione Mercoledì, 20 Agosto 2014
- Roma - La portata della minaccia rappresentata dagli jiahdisti sunniti dello Stato Islamico (Is) e' tale che non si limita a rappresentare un pericolo letale in Iraq e Siria dove opera, ma "riguarda anche l'Europa e l'Italia". Cosi' il ministro degli Esteri, Federica Mogerini, che auspica una "l'elaborazione di una strategia di lungo termine" per costrastare Is. "Il Mediterraneo e il Medio Oriente sono scossi da una minaccia che si' riguarda l'Europa e si' riguarda anche l'Italia", ha riposto il titolare della Farnesina ad una domanda dei giornalisti a Montecitorio al termine dell'audizione di fronte le commissione congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato con la collega della Difesa, Roberta Pinotti. .

Calderoli trova un serpente in cucina E' la makumba della Kyenge

Redazione Mercoledì, 20 Agosto 2014

- Roma, 20 ago - "Non sono mai stato superstizioso, ma dopo la 'makumba' della Kyenge mi e' capitato di tutto e di piu'". Il senatore della Lega Nord e vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, commenta cosi' la fotografia postata sul suo profilo Facebook in cui viene ritratto con un bastone che sorregge un lungo serpente. "Quello che potete vedere - scrive l'esponente del Carroccio - e' il serpente che ho catturato questa mattina nella cucina di casa mia. A voi sembra normale che un serpente di due metri sia nella cucina di un mozzo?".

Parole che hanno scatenato la protesta della rete, sia per l'uccisione del rettile, sia per le parole a sfondo "razzista" usate nei confronti dell'ex ministro di colore.

Non solo: per Calderoli e' in arrivo anche una denuncia da parte del Partito Animalista Europeo, per "aver ucciso il serpente 'biacco', appartenente alla specie rigorosamente protetta e non pericolosa poiche' e' sprovvisto di veleno". "Oltre alla nostra denuncia-querela nella qualita' di ente esponenziale le Autorita' hanno il dovere di denunciarlo in quanto reato procedibile d'ufficio e considerato che il senatore e' reo confesso - dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli - Un comportamento violento, arrogante e becero ma soprattutto codardo per essersi scagliato contro un essere indifeso perche' assoggettato alla superstizione , un gesto riprovevole da condannare, ancor piu' grave se a compierlo e' stato un alto rappresentante dello Stato". .

Giustizia: si' della maggioranza a riforma Orlando

Redazione Mercoledì, 20 Agosto 2014
- Roma, 20 ago. - Il vertice dei partiti della maggioranza sulla riforma della giustizia ha visto una "convergenza sostanziale" che e' andata anche "oltre le aspettative". A sottolinearlo sono gli esponenti del Partito democratico che hanno partecipato alla riunione che si e' conclusa da poco in via Arenula. "E' stata una riunione positiva, con un clima molto costruttivo ed i rappresentanti della maggioranza hanno manifestato una convergenza sostanziale con l'impianto e le proposte che il ministro Orlando ha presentato", ha detto, uscendo dal ministero, il capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera, Walter Verini. "Oggi ci siamo concentrati sulla parte piu' ordinamentale - ha aggiunto l'esponente Dem -, mentre nei giorni scorsi c'era stato un confronto sugli altri temi, a partire dall'ammodernamento della giustizia civile, le cui lentezze sono uno degli handicap della mancata crescita economica e della mancata credibilita' in Europa del nostro Paese". "Nei prossimi giorni - ha proseguito Verini - ci saranno ulteriori approfondimenti ma oggi c'e' stato anche un focus sulla responsabilita' civile dei magistrati ed anche su questo punto abbiamo registrato una convergenza di fondo sulla necessita' di garantire il diritto del cittadino ad essere risarcito nei casi palesi di malagiustizia ed abbiamo deciso di farlo con un sistema misto, indiretto, che non limiti l'autonomia e l'indipendenza della magistratura". Stessa soddisfazione da parte di Alessia Morani, responsabile giustizia nella segreteria del Pd: "Il vertice e' andato molto bene - ha spiegato -, credo che siamo andati anche oltre le aspettative perche' siamo usciti con un accordo di massima sulla riforma della magistratura onoraria, sulla disciplinare per la magistratura contabile e amministrativa, ed anche sulla responsabilita' civile dei magistrati. Quindi siamo arrivati ad un accordo sulla riforma della giustizia civile, sulle norme sulla criminalita' economica, vale a dire sull'autoriciclaggio e sul falso in bilancio". "Insomma - ha proseguito Morani -, stiamo procedendo bene ed il metodo del ministro e' condiviso da tutta la maggioranza perche' analizziamo step by step i singoli punti della riforma". Per quanto riguarda invece il Consiglio superiore della magistratura, ha sottolineato Morani, "abbiamo deciso che bisogna aspettare l'elezione dei membri che ancora mancano. Su questo punto c'e' una discussione aperta ma ancora non e' stato raggiunto un accordo complessivo. Ad ogni modo - ha concluso - possiamo dire che sul principio che chi giudica non nomina e chi nomina non giudica c'e' una assoluta condivisione". "La convergenza tra i partiti di maggioranza c'e' ed anche piu' di quanto ci aspettavamo - ha aggiunto l'altro esponente del Pd che ha partecipato al vertice, Giuseppe Lumia -, partiamo subito dalla giustizia civile, segno di modernita', apertura e innovazione, ma anche dalla lotto alla corruzione, comprensiva dell'autoriciclaggio con pene piu' severe. Poi, procederemo a tambur battente sugli altri grandi temi". .

Renzi in Iraq: non voltiamo le spalle ai massacri

Redazione Mercoledì, 20 Agosto 2014
- Roma, 20 ago. - L'Europa in questi giorni deve essere qui, altrimenti non e' Europa, perche' chi pensa che la Ue volti le spalle davanti ai massacri, impegnata solo a pensare allo spread, o sbaglia previsione o sbaglia semestre. Matteo Renzi giunge a Baghdad per una visita lampo nella doppia veste di premier italiano e presidente di turno della Ue, proprio mentre a Roma le Camere decidono il sostegno del nostro paese alla resistenza curda. Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha spiegato che l'invio di armi ai curdi e' necessario perche' "il Mediterraneo e il Medio Oriente sono scossi da una minaccia che riguarda l'Europa e anche l'Italia". E anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti, ha ricordato che in Iraq "e' in corso una gravissima crisi umanitaria e una compromissione della sicurezza regionale" e l'Italia "non e' sola nella difesa di popolazione inermi perche' gia' altri paesi europei come Francia, Gran Bretagna e Germania si sono attivati". Mentre sui giornali di tutto il mondo sono ancora presenti le raccapriccianti immagini dello sgozzamento del giornalista americano James Foley per mano dell'Isis, Renzi vola a Baghdad ed Erbil e al presidente curdo Barzani assicura: "Questa battaglia contro il terrorismo noi la vinceremo, voi la vincerete". Nella capitale il premier incontra il premier uscente al Maliki ed esprime amicizia e vicinanza al governo e al popolo iracheno. C'e' uno spirito di amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi, oggi e' arrivato il sesto aereo di aiuti umanitari, ha ricordato Renzi. Che poi nel pomeriggio ha visitato un campo profughi a Erbil. Da presidente della Ue Renzi ha ammonito: "se qualcuno pensasse che davanti ai massacri l'Europa volta le spalle e pensa solo allo spread, beh, quel qualcuno ha sbagliato previsione. Oppure ha sbagliato semestre". "L'Europa - ha detto ancora - deve essere nei posti come in Iraq dove la democrazia e' messa in pericolo". "E' una battaglia, quella contro il terrorismo - ha detto il premier - che sta nel cuore stesso dell'Europa, non ai suoi confini. L'Europa sa bene da che parte stare". "L'Europa non e' solo spread e vincoli - ha twittato poi il premier dal volo di stato - e' nata per difendere una certa idea di mondo e di dignita' dell'uomo". Quanto alla situazione sul campo, il premier ha anche sottolineato come l'integrita' della regione e dell'Iraq e' fondamentale per la stabilita' di tutta l'area. Ma ora serve individuare una strategia chiara per uscire dalla situazione di violenza. Al-Maliki si e' rivolto a Renzi come premier italiano, ma anche come presidente di turno dell'Unione. Al Maliki ha citato il suo passo indietro dalla premiership come un atto dovuto. Non dovete avere paura della democrazia in Iraq - ha affermato il premier uscente - e' una democrazia giovane, ma noi ci teniamo. Per Renzi "e' importante l'individuazione di una strategia chiara per far uscire l'Iraq da una situazione di violenza". Il premier ha sottolineato l'importanza della opportunita' costituita dal nuovo governo guidato da al-Abadi, i due hanno affrontato i temi della sicurezza e della lotta al terrorismo, con riferimento anche all'assassinio del giornalista americano Foley. Dalle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato e' arrivato senza grandi tensioni il via libera all'invio delle armi ai curdi anche se con il No di Sel e M5S. Proprio dal M5s sono giunte le bordate piu' accese alla linea del governo, tanto che il leader 5 stelle Beppe Grillo ha attaccato dai social: "#Iraqstaisereno. Cosa ci fa Renzi in Iraq?". E ha postato alcuni fotomontaggi in cui il premier si fa un 'selfie' con una esplosione nel deserto sullo sfondo. .

Altro...

Armi a curdi, ok del Parlamento Mogherini, l'Isis minaccia l'Italia

Redazione Mercoledì, 20 Agosto 2014
- Roma, 20 ago. - Il Parlamento ha approvato l'invio di armi i curdi che combattono contro gli jahdisti sunniti dello Stato Islamico in Iraq, in raccordo con il governo di Baghdad, perche' "il Mediterraneo e il Medio Oriente sono scossi da una minaccia che riguarda l'Europa e riguarda anche l'Italia". Cosi' il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha spiegato le ragioni dell'impegno - umanitario ed ora anche militare, seppur indiretto - dell'Italia al fianco del governo iracheno al termine del voto delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Il tutto mentre il presidente del Consiglio Matteo Renzi e' in visita lampo a Baghdad e ad Erbil. "Questa battaglia noi la vinceremo, voi la vincerete", ha detto il premier al Presidente della regione autonoma del Kurdistan, Massoud Barzani. "E' una battaglia, quella contro il terrorismo, che sta nel cuore stesso dell'Europa, non ai suoi confini. L'Europa sa bene da che parte stare, come ha dimostrato nel recente Consiglio Affari Esteri a Bruxelles". Da Roma il ministro della Difesa Roberta Pinotti, al fianco di Mogherini, ha ricordato che in Iraq "e' in corso una gravissima crisi umanitaria e una compromissione della sicurezza regionale" e l'Italia "non e' sola nella difesa di popolazione inermi perche' gia' altri Paesi europei come Francia, Gran Bretagna e Germania si sono attivati". Mogherini ha puntualizzato che gli aiuti ai curdi sono "indispensabili ma non risolutivi", aggiungendo che il governo italiano, non si sta limitando a fornire aiuti militari, ma punta ad aiutare l'Iraq con un forte azione diplomatica per la stabilita' dell'intera ragione. Per questo l'Italia "e' impegnata nella definizione di una cornice internazionale a partire da quella europea", per fare fronte alla crisi irachena. Tra gli interlocutori della Farnesina anche l'Iran: "In questi giorni", ha affermato, "abbiamo lavorato in contatto costante con attori della regione, e con paesi che hanno una chiara e diretta influenza sull'Iraq" dal "ministro degli Esteri iraniano a quello turco, emiratino, giordano". Renzi ha incontrato a Baghdad il premier incaricato Haider al-Abadi. Serve una strategia chiara per uscire dalla situazione di violenza in Iraq, ha spiegato il premier, confermando che "l'Europa deve essere nei posti come in Iraq dove la democrazia e' messa in pericolo". Renzi ha sottolineato l'importanza della opportunita' costituita dal nuovo governo guidato da al-Abadi (che, nelle parole del primo ministro incaricato sara' di grande coalizione). Tra Renzi e al-Abadi si e' svolta una conversazione molto concentrata sui temi della sicurezza e della lotta al terrorismo, con riferimento anche al video diffuso dagli jihadisti dello Stato Islamico (Is) in cui si mostra la decapitazione del giornalista americano James Foley, giudicato autentico dall'Fbi. Renzi, che ha ribadito che la l'integrita' del Paese e' fondamentale per la stabilita' di tutta la regione, ha incontrato anche il presidente iracheno Fouad Masoum, di etnia curda. .

Renzi in Iraq: la Ue c'e', vinceremo i terrororisti

Redazione Mercoledì, 20 Agosto 2014
- Roma, 20 ago. - L'Europa in questi giorni deve essere qui, altrimenti non e' Europa, perche' chi pensa che la Ue volti le spalle davanti ai massacri, impegnata solo a pensare allo spread, o sbaglia previsione o sbaglia semestre. Matteo Renzi giunge a Baghdad per una visita lampo nella doppia veste di premier italiano e presidente di turno della Ue, proprio mentre a Roma le Camere decidono il sostegno del nostro Paese alla resistenza curda. Mentre sui giornali di tutto il mondo sono ancora presenti le raccapriccianti immagini dello sgozzamento del giornalista americano James Foley per mano dell'Isis, Renzi vola a Baghdad ed Erbil e al presidente curdo Barzani assicura: "Questa battaglia contro il terrorismo noi la vinceremo, voi la vincerete". Nella capitale il premier incontra il premier uscente al Maliki ed esprime amicizia e vicinanza al governo e al popolo iracheno. C'e' uno spirito di amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi, oggi e' arrivato il sesto aereo di aiuti umanitari, ha ricordato Renzi. Che poi nel pomeriggio ha visitato un campo profughi a Erbil. Da presidente della Ue ha ammonito: "se qualcuno pensasse che davanti ai massacri l'Europa volta le spalle e pensa solo allo spread, beh, quel qualcuno ha sbagliato previsione. Oppure ha sbagliato semestre". "L'Europa - ha detto ancora - deve essere nei posti come in Iraq dove la democrazia e' messa in pericolo". "E' una battaglia, quella contro il terrorismo - ha detto il premier -, che sta nel cuore stesso dell'Europa, non ai suoi confini. L'Europa sa bene da che parte stare". "L'Europa non e' solo spread e vincoli - ha twittato poi il premier dal volo di stato -. E' nata per difendere una certa idea di mondo e di dignita' dell'uomo". Quanto alla situazione sul campo, il premier ha anche sottolineato come l'integrita' della regione e dell'Iraq e' fondamentale per la stabilita' di tutta l'area. Ma ora serve individuare una strategia chiara per uscire dalla situazione di violenza. Al-Maliki si e' rivolto a Renzi come premier italiano, ma anche come presidente di turno dell'Unione. Al Maliki ha citato il suo passo indietro dalla premiership come un atto dovuto. Non dovete avere paura della democrazia in Iraq - ha affermato il premier uscente - e' una democrazia giovane, ma noi ci teniamo. Per Renzi "e' importante l'individuazione di una strategia chiara per far uscire l'Iraq da una situazione di violenza". Il premier ha sottolineato l'importanza della opportunita' costituita dal nuovo governo guidato da al-Abadi, i due hanno affrontato i temi della sicurezza e della lotta al terrorismo, con riferimento anche all'assassinio del giornalista americano Foley. .

Il Decreto Competitività è legge. Ecco il testo coordinato

Nicola Colapinto Mercoledì, 20 Agosto 2014
E' stata pubblicata in Gazzetta la legge di conversione del Decreto Competitività. Qui il testo del decreto legge 91/2014 coordinato con la legge di conversione.

Kamsin Il pacchetto per la crescita e competitività, con le misure anche su ambiente a agricoltura, è legge. E' stata infatti oggi pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 116/2014 che converte il Dl 91/2014 meglio noto come decreto competitività.  
Il provvedimento prevede vari interventi in favore delle imprese tra cui la spinta agli investimenti del manifatturiero, il rafforzamento della patrimonializzazione delle imprese (da compiersi con il rafforzamento dell'Ace), norme in grado di agevolare l'ingresso in borsa delle Pmi, e il taglio del 10% della bolletta energetica.

Il decreto prevede, di particolare importanza, la concessione di un credito d'imposta al 15% per gli investimenti in nuovi macchinari (gli investimenti andranno fatti entro il 30 giugno 2015 mentre si potrà usufruire del beneficio in compensazione a partire dal 2016 e in tre quote annuali). C'è poi una revisione dell'Ace che dovrà rafforzare la patrimonializzazione delle piccole medie imprese, soprattutto di quelle che si quotano in borsa.

Più nel dettaglio, a partire dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014, i soggetti Irpef e Ires potranno fruire di un credito di imposta commisurato all'eccedenza del rendimento nozionale non utilizzato nel periodo di imposta per incapienza del reddito complessivo netto. Il credito d'imposta è fruibile in 5 anni nei limiti dell'Irap dovuta in ogni esercizio. Nel caso di soggetti incapienti Ires, lo sgravio potrà essere trasformato in un credito di imposta sull'Irap. Per chi si quota in borsa avrà inoltre un "Super Ace": per tre periodi d'imposta scatterà una maggiorazione del 40% della variazione in aumento del capitale per le società ammesse alla quotazione. L'incremento è temporaneo e si applicherà per tre periodi d'imposta, e cioè quello di ammissione alla quotazione e i due successivi, mentre negli esercizi successivi la variazione in aumento del capitale proprio sarà determinata senza tenere conto della maggiorazione del 40%.

Completano il pacchetto lo sconto sulla bolletta per le Pmi (norma che sarà completamente operativa entro un anno); la previsione di un sostegno al credito attraverso fonti di finanziamento alternative alle banche: si prevede in particolare la possibilità per assicurazioni e società di cartolarizzazione di finanziare le imprese. Queste potranno erogare direttamente finanziamenti alle aziende, senza limitarsi ad acquistare crediti esistenti ed erogati da altri.  Infine alcune norme del decreto semplificano gli adempimenti in materia di agricoltura. 

Ancora in materia di imprese il Decreto modifica i criteri di determinazione del valore delle azioni delle società quotate nel caso di recesso nonché la disciplina dell’acquisto della società da promotori, fondatori, soci e amministratori e della trasformazione di società di persone e il diritto di opzione. E’ ridotto il capitale minimo richiesto per la costituzione di una società per azioni da 120.000 euro a 50.000 euro. Si abroga l’obbligo di nominare un organo di controllo o un revisore unico per le srl aventi un capitale sociale non inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni.

Con il provvedimento viene modificato il regime fiscale di obbligazioni, titoli similari e cambiali finanziarie, estendendo l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 12,50 per cento (in luogo della ritenuta del 26 per cento) agli interessi e agli altri proventi derivanti da obbligazioni, titoli similari e cambiali finanziarie non negoziati, purché detenuti da uno o più investitori qualificati.

In materia di credito alle imprese,  esenta da ritenuta alla fonte gli interessi e altri proventi derivanti da finanziamenti a medio e lungo termine alle imprese, erogati da enti creditizi, imprese di assicurazione, organismi di investimento collettivo del risparmio che non fanno ricorso alla leva finanziaria costituiti negli Stati UE e SEE, cd. “white list”.

Decreto competitività, arriva l'ok del Senato. Ecco le novità

Decreto Competitività, per le Spa il capitale minimo scende a 50mila euroZedde 

Effettua il Login per scaricare l'allegato  

Per cortesia effettua il log- in oppure registrati per scaricare il file

Login Registrati Ora

Iraq: da senatori si' a invio armi, ok risoluzione maggioranza

Redazione Mercoledì, 20 Agosto 2014
- Roma, 20 ago. - Voto favorevole da parte dei componenti delle commissioni Esteri e Difesa del Senato, alla risoluzione di maggioranza in cui si autorizza l'invio di armi ai curdi. Le risoluzioni di minoranza non sono state messe ai voti. .

Via libera da Camera e Senatoall'invio di armi leggere ai curdi

Redazione Mercoledì, 20 Agosto 2014
- Roma, 20 ago. - I deputati delle commissioni Esteri e Difesa della Camera hanno votato a favore delle risoluzioni di maggioranza che danno il via libera all'invio di armi au curdi iracheni. I si' sono stati 56, i no 13. Lo scrive su Twitter il deputato Pd Khalid Chaouki. Voto favorevole da parte dei componenti delle commissioni Esteri e Difesa del Senato, alla risoluzione di maggioranza in cui si autorizza l'invio di armi ai curdi. La risoluzione di maggioranza e' passata con 27 si' e 4 no. Hanno votato contro un senatore di Sel e i 3 senatori di M5S: tutti e tre della commissione Difesa del Senato, mentre erano assenti i tre senatori grillini della commissione Esteri. Le armi leggere (mitragliatrici, razzi anticarro e munizioni varie) che verranno consegnate ai curdi iracheni per fronteggiare i militanti dell'Isis "sono funzionanti ed efficienti perche' sottoposte a trattamento di conservazione nel tempo. Sono state fatte delle verifiche. Sono armi che le forze italiane non usano piu' o che sono state oggetto di confisca. Quindi, c'e' un costo zero in questa operazione, al di la' del trasporto degli armamenti che avverra' via aereo o via mare". Lo ha spiegato il ministro della Difesa Roberta Pinotti rispondendo ai rilievi sollevati da alcuni parlamentari durante il dibattito in Commissione congiunta. .
  • Inizio
  • Indietro
  • 684
  • 685
  • 686
  • 687
  • 688
  • 689
  • 690
  • 691
  • 692
  • 693
  • Avanti
  • Fine
Strumenti
  • Calcola la Data di Pensionamento
  • Calcola l'Importo della Pensione (AGO)
  • Calcola l'Importo della Pensione (Enti Locali e Sanita')
  • Calcola l'Importo della Pensione per i dipendenti statali
  • Calcola la Pensione nella Gestione Separata Inps
  • Calcola i Contributi Volontari
  • Calcola il TFS
  • Calcola l'Ape sociale
  • Calcola la Naspi
  • Calcola la RITA, la rendita Integrativa anticipata
  • Calcola la Pensione Netta
  • Controlla se Entri nella 9^ salvaguardia
  • Calcola il Riscatto e la Ricongiunzione
  • Vai a tutti gli Strumenti

Copyright ©2026 Pensioni Oggi