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Dl competivita': Camera conferma fiducia, 352 i si'

Redazione Mercoledì, 06 Agosto 2014
- Roma, 5 ago. - L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo sul dl Competivita'. I contrari sono stati 193 mentre 352 sono stati i voti favorevoli. La Camera riprendera' i lavori domani mattina alle 9,30. Nel pomeriggio e' previsto il voto finale sul provvedimento. .

Riforme, il governo accelera Renzi, ora la legge elettorale

Redazione Martedì, 05 Agosto 2014
- Roma, 5 ago. - "Inizia un cambiamento storico". Per Matteo Renzi il voto del Senato e' la prova del nove. Il premier non vuole perdersi il rush finale. Il traguardo potrebbe gia' arrivare giovedi' e il presidente del Consiglio sta valutando l'ipotesi di un intervento in Aula. Oggi intanto sono stati approvati gli articoli 13, 14, 16, 17, 18 e 20. Tra l'altro e' stato introdotto un giudizio preventivo di costituzionalita' delle leggi elettorali da parte della Consulta, si e' deciso lo stop ai decreti omnibus e che ilo' Capo Stato puo' rinviare anche parti delle leggi, il Senato inoltre non votera' le leggi di amnistia e indulto. L'esecutivo - oggi ha incassato anche la fiducia su dl P.A. - quindi accelera. "Quanti - si chiede il presidente del Consiglio - avrebbero scommesso 20 giorni fa che saremmo arrivati dove siamo? E' stato ridotto il numero delle persone che vivono con la politica e di politica". Insomma per il Capo dell'esecutivo da palazzo Madama sta arrivando "un segnale bellissimo". "Bisogna avere il passo del maratoneta - dice comunque il presidente del Consiglio -, gli italiani ci chiedono di cambiare e cambieremo". Le opposizioni nel frattempo restano sulle barricate. Un emendamento presentato dal 'dissidente' Pd Felice Casson che lasciava al Senato il potere di decidere su amnistia e indulto e' stato bocciato con voto segreto per soli due voti. Ma al di la' delle proteste di Sel, delle critiche del Movimento 5 stelle e delle invettive della Lega, l'iter del ddl Boschi procede speditamente. Tanto che le forze politiche gia' pensano al prossimo step, ovvero alla questione della legge elettorale. Angelino Alfano ha incontrato Renzi. "Noi abbiamo tre obiettivi, tutti di buon senso - ha spiegato il ministro dell'Interno -. Il primo e' un premio di maggioranza, anche robusto, a chi vince perche' chi vince ha diritto a governare. Il secondo e' quello delle preferenze perche' gli italiani hanno diritto a scegliere il proprio deputato preferito. Il terzo e' quello delle soglie ragionevoli perche' nell'altra parte della Camera dei deputati, non quella di chi vince, ma quella di tutti gli altri, gli italiani hanno diritto a essere rappresentati". Anche i 'piccoli' partiti guardano al nuovo sistema di voto e questa mattina hanno avuto una riunione al Senato a margine dei lavori sulle riforme. Intanto si attende l'esito del faccia a faccia tra il Capo dell'esecutivo e il Berlusconi. Si terra' domani mattina e Renzi ribadisce il suo ottimismo. "Troveremo un accordo", ha spiegato ai cronisti. Sul tavolo il nodo della soglia e il tema delle preferenze. .

Legge Elettorale: domani incontro premier-Berlusconi

Redazione Martedì, 05 Agosto 2014
- Roma, 5 ago. - Si terra' domani, molto probabilmente in mattinata, l'incontro tra il premier Matteo Renzi e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, per sugellare il nuovo patto del Nazareno sulla legge elettorale. Lo riferiscono fonti parlamentari azzurre. .

Riforme: Renzi domani vede Berlusconi, poi giovedi' sara' in Aula

Redazione Martedì, 05 Agosto 2014
- Roma, 5 ago. - Il premier Matteo Renzi potrebbe essere in Aula giovedi' per seguire il rush finale del ddl Boschi. Il voto del Senato sulle riforme potrebbe avvenire proprio nella giornata di giovedi'. Intanto si apprende che si terra' domani, molto probabilmente in mattinata, l'incontro tra il Matteo Renzi e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, per sugellare il nuovo patto del Nazareno sulla legge elettorale. Lo riferiscono fonti parlamentari azzurre. Gil

Regione Sicilia: si' di nascosto a norma salva-stipendi deputati

Redazione Martedì, 05 Agosto 2014
- Palermo, 5 ago. - Nella manovra ter approvata dall'Ars all'alba di venerdi' scorso c'e' anche una norma, finora passata sotto silenzio, per mettere in salvo gli stipendi dei deputati regionali. Si tratta di un emendamento inserito ad hoc e che assicura i fondi anche in caso di sforamento del patto di stabilita'. La disposizione e' contenuta nell'articolo 2 del legge finanziaria, che ha introdotto una "variazione nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'esercizio 2014". In particolare, con l'emendamento 2.22, a decorrere dall'esercizio finanziario 2014, il capitolo 109301 - U.P.B. 4.2.1.5.10 e' inserito nell'elenco relativo a "Spese obbligatorie e d'ordine iscritte nello stato di previsione della spesa ai sensi dell'articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196". Si tratta delle risorse necessarie per pagare gli stipendi del personale e dei 90 deputati dell'Ars che, con il nuovo anno, non saranno piu' iscritte nei capitoli liberi ma obbligatori. Qualora si dovesse sforare il patto di stabilita', pur in presenza di risorse disponibili, le prime voci a essere bloccate sarebbero quelle contenute nei capitoli liberi. Per ultimi, invece, i capitoli obbligatori, che godrebbero di una maggior tutela. Una norma, si fa notare negli uffici del piu' antico Parlamento d'Europa, che gia' ha trovato piena applicazione a livello nazionale, e che e' volta a salvaguardare il regolare funzionamento dell'Assemblea siciliana. Da quest'anno grazie alla norma in questione, tuttavia, con le casse praticamente vuote e lo spettro del patto di stabilita' sempre incombente, potrebbero saltare improvvisamente le risorse per stipendi e altre voci di spesa, ma sempre e comunque ad eesclusione di quelle per deputati e personale dell'Ars. .

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Regione Sicilia: si' di nascosto a norma salva-stipendi deputati

Redazione Martedì, 05 Agosto 2014
- Palermo, 5 ago. - Nella manovra ter approvata dall'Ars all'alba di venerdi' scorso c'e' anche una norma, finora passata sotto silenzio, per mettere in salvo gli stipendi dei deputati regionali. Si tratta di un emendamento inserito ad hoc e che assicura i fondi anche in caso di sforamento del patto di stabilita'. La disposizione e' contenuta nell'articolo 2 del legge finanziaria, che ha introdotto una "variazione nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'esercizio 2014". In particolare, con l'emendamento 2.22, a decorrere dall'esercizio finanziario 2014, il capitolo 109301 - U.P.B. 4.2.1.5.10 e' inserito nell'elenco relativo a "Spese obbligatorie e d'ordine iscritte nello stato di previsione della spesa ai sensi dell'articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196". Si tratta delle risorse necessarie per pagare gli stipendi del personale e dei 90 deputati dell'Ars che, con il nuovo anno, non saranno piu' iscritte nei capitoli liberi ma obbligatori. Qualora si dovesse sforare il patto di stabilita', pur in presenza di risorse disponibili, le prime voci a essere bloccate sarebbero quelle contenute nei capitoli liberi. Per ultimi, invece, i capitoli obbligatori, che godrebbero di una maggior tutela. Una norma, si fa notare negli uffici del piu' antico Parlamento d'Europa, che gia' ha trovato piena applicazione a livello nazionale, e che e' volta a salvaguardare il regolare funzionamento dell'Assemblea siciliana. Da quest'anno grazie alla norma in questione, tuttavia, con le casse praticamente vuote e lo spettro del patto di stabilita' sempre incombente, potrebbero saltare improvvisamente le risorse per stipendi e altre voci di spesa, ma sempre e comunque ad eesclusione di quelle per deputati e personale dell'Ars.

Pensioni, la revocabilità degli assegni è triennale

Redazione Martedì, 05 Agosto 2014

Il trattamento pensionistico liquidato a titolo definitivo ai pubblici dipendenti, ivi compresi i dipendenti della scuola, può essere revocato o modificato d'ufficio dall'amministrazione che ha emanato il provvedimento o a domanda dell'interessato non oltre il termine di tre anni dalla data di registrazione del provvedimento stesso o entro sessanta giorni dal rinvenimento di nuovi documenti. Kamsin E' quanto ha indicato la Corte costituzionale con la sentenza n. 208 del 16 luglio 2014 secondo quanto apprende il Quotidiano Italia Oggi.

La Consulta ha dichiarato non fondata la legittimità costituzionale dell'articolo 204 del decreto del Presidente della Repubblica n. 1092/1973 nella parte in cui non consente la revoca o la modifica del provvedimento definitivo di liquidazione del trattamento pensionistico anche nel caso di errore di diritto.

Secondo la Consulta il termine di tre anni trova applicazione nel caso in cui, nel predisporre il provvedimento di pensione, vi sia stato un errore di fatto o sia stato omesso di tenere conto di elementi risultanti dagli atti o vi sia stato un errore nel computo dei servizi o nel calcolo del contributo di riscatto, nel calcolo della pensione, assegno o indennità o nell'applicazione delle tabelle che stabiliscono le aliquote o l'ammontare della pensione, assegno o indennità. Quello di sessanta giorni è il termine entro il quale l'amministrazione o l'interessato potranno chiedere la revoca o la modifica del provvedimento nel caso siano stati rinvenuti nuovi documenti o si è avuto notizia della riconosciuta o dichiarata falsità dei documenti agli atti.

Nessuna revoca o modifica è invece possibile quando, successivamente all'emanazione del provvedimento definitivo di pensione, si riscontra esserci stata una errata interpretazione o applicazione di norme di diritto. Secondo la Consulta, la mancata inclusione nell'articolo 204 dell'errore di diritto, tra le cause che rendono possibile la richiesta di revocare o modificare un provvedimento pensionistico, non solo non viola la Costituzione ma è finalizzato a rafforzare e garantire la sicurezza giuridica delle aspettative del dipendente collocato a riposo, sicurezza giuridica che non è invece assicurata dall'errore di fatto o di calcolo.

Zedde

'Duello' Renzi-Confcommercio sugli 80 euro. Italicum, si lavora all'accordo

Redazione Martedì, 05 Agosto 2014

- Roma, 5 ago. - Matteo Renzi fa spallucce. Confcommercio denuncia una ripresa della domanda da encefalogramma semipiatto, a indicare che gli 80 euro del famoso bonus introdotto a maggio non hanno sortito l'effetto sperato. Lui replica: in 11 milioni non la pensano cosi'. Quindi avanti per la strada intrapresa, con il passo del maratoneta. Prossimo passo della maratona l'accordo sulla legge elettorale. "Sono ottimista", dice il Presidente del Consiglio alla vigilia di un pluriannunciato incontro con Silvio Berlusconi. Nel frattempo, stamane ha visto Angelino Alfano per preparare il terreno, anche perche' l'Ncd ha dato vita al Senato ad una riunione con tutte le componenti minori della maggioranza di governo. Sul tappeto non sono l'Italicum con le sue aborrite soglie di sbarramento, ma anche la situazione economica in vista del Def. Insomma, si prepara il lavoro per l'autunno, ognuno pronto a far valere il proprio peso politico. Nell'immediato pero' si registra una doppia votazione di fiducia per il governo. Una al Senato, l'altra alla Camera. La prima sul decreto riguardante la Pubblica Amministrazione. Preannunciata ieri, la richiesta ufficiale da parte dell'esecutivo e' puntualmente stata presentata oggi. Finisce come previsto: 160 a favore del governo, 106 contro. Nel secondo caso, alla Camera, si votera' nell'ambito del decreto competitivita': si finira' intorno alla mezzanotte. .

Sforbiciata di Renzi sulle missioni all'estero, -27% di fondi

Redazione Martedì, 05 Agosto 2014
- Roma, 5 ago. - Il decreto legge del Governo Renzi per il rifinanziamento delle missioni italiane all'estero stanzia meno soldi per il secondo semestre 2014 rispetto alla precedente analoga legge del Governo Letta per il primo semestre 2014. Complessivamente il decreto legge di Renzi, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e in vigore da oggi, stanzia 452,7 milioni di euro dal primo luglio al 31 dicembre 2014. Il precedente decreto Letta stanzio' 619 milioni per i primi sei mesi dell'anno. Nel dettaglio ci sono meno soldi per l'Afghanistan (da 253,1 a 185 milioni di euro), per il Libano (da 81,5 a 76,2 milioni), per i Balcani (da 40,7 a 36 milioni), per la Guardia di Finanza in Libia (da 3,6 a 1,6 milioni), per il contrasto alla pirateria (da 25,1 a 23,9 milioni). Aumentano, invece, gli stanziamenti per la Somalia e il Corno d'Africa (da 7 a 17,8 milioni), anche perche' il nuovo decreto prevede "il funzionamento della base militare nazionale a Gibuti". Nel decreto legge di Renzi c'e' uno stanziamento per la nuova missione nella Repubblica Centrafricana con una spesa di 2,9 milioni di euro per il secondo semestre 2014. Sostanzialmente confermati, con variazioni minime, i dati per le altre missioni: Bosnia, Albania, Cipro, Hebron, Rafah, Palestina, Georgia, Mali. Confermati i soldi per la cooperazione internazionale: da 34,7 milioni per il primo semestre 2014 a 34,8 milioni per il secondo semestre. Gli stanziamenti serviranno per migliorare le condizioni di vita e sostenere la ricvostruzione civile in Afghanistan, Iraq, Libia, Mali, Myanmar, Pakistan, Repubblica Centrafricana, Siria, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Yemen e Paesi limitrofi. Rispetto al Governo Letta, Renzi ha inserito due new entry: Repubblica Centrafricana e Yemen. Calano gli stanziamenti per interventi operativi di emergenza e sicurezza destinati alla tutela dei cittadini e degli interessi italiani all'estero: da 12,7 a 8,8 milioni. .

Decreto Cig, così cambiano le regole per la cig e la mobilità in deroga

Bernardo Diaz Martedì, 05 Agosto 2014

Cambiano le regole per l'accesso alla mobilità ed alla cassa integrazione in deroga. Con l'entrata in vigore del decreto interministeriale Lavoro-Finanze firmato lo scorso 1° Agosto (di cui si attende la pubblicazione ufficiale), in concomitanza con un nuovo stanziamento di risorse che, per il 2014, porta a una copertura complessiva di 1 miliardo e 720 milioni di euro vengono stabiliti nuovi criteri per l'accesso a questi due ammortizzatori sociali in vista della loro definitiva abolizione prevista per il 2017. Kamsin

La legge 92/2012, in attesa che vada a regime il sistema dei Fondi di solidarietà bilaterali, costituiti dalle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, ha infatti previsto un regime di transizione per il 2013-2016 in considerazione del perdurante stato di debolezza dei livelli produttivi del paese. Per il periodo transitorio però le risorse sono state ridotte rispetto al passato e quindi i criteri sono oggi piu' restrittivi. Ecco quindi che il nuovo Dm prevede che possono richiedere il trattamento di integrazione salariale in deroga alle nome vigenti esclusivamente le imprese di cui all'articolo 2082 del Codice civile, ossia coloro che svolgono con continuità una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi. Il che, per orientamento consolidato porta a escludere dal novero dei fruitori i liberi professionisti che non sono considerati "imprenditori" salvo che agiscano in forma di società di persone o di capitali. Inoltre il diritto alle imprese è subordinato alla preventiva adozione degli altri strumenti di flessibilità, inclusa la fruizione delle ferie residue. Quanto ai lavoratori, le tutele interessano i soli dipendenti, a eccezione dei dirigenti, con un'anzianità lavorativa di almeno 12 mesi

Cig in deroga - Il decreto stabilisce che la cig in deroga può essere concessa e prorogata solo ai dipendenti di imprese (ex art. 2082 del codice civile), con qualifica di operai, impiegati e quadri, compresi apprendisti e somministrati. Pertanto, come anticipato, restano fuori i dipendenti di studi professionali. Inoltre, i lavoratori beneficiari sono quelli in possesso di un'anzianità lavorativa presso l'impresa di almeno 12 mesi alla data d'inizio del periodo di cig in deroga. L'ammortizzatore è concesso, inoltre, solo nei casi di sospensione o riduzione di attività lavorativa (in nessun caso per l'ipotesi di cessazione dell'attività d'impresa o di parte di essa) per le seguenti motivazioni: a) situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all'imprenditore o ai lavoratori; b) situazioni aziendali determinate da situazioni temporanee di mercato; c) crisi aziendali; d) ristrutturazione o riorganizzazione.
Inoltre la concessione della cig in deroga è ancorata al fatto che l'impresa abbia previamente utilizzato gli strumenti ordinari di flessibilità, ivi inclusa la fruizione delle ferie residue.

Per quanto riguarda la durata il provvedimento fissa l'asticella in 11 mesi per l'anno 2014 e in 5 mesi per l'anno 2015. Infine, per la richiesta il decreto stabilisce che l'impresa presenti in via telematica una domanda all'Inps e alla regione, corredata dell'accordo quadro stipulato in sede regionale, entro 20 giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro.

Mobilità in deroga -  L'indennità di mobilità in deroga può essere erogata dalle regioni e province autonome, nel limite delle risorse rese disponibili, ai lavoratori privi di altra tutela legata alla cessazione del rapporto di lavoro. Anche in questo caso il decreto stabilisce che i lavoratori interessati sono soltanto quelli provenienti da imprese, con l'esclusione degli studi professionali. Potenziali beneficiari del provvedimento sono: 1) i lavoratori che alla decorrenza del trattamento abbiano già beneficiato di mobilità in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi, per un periodo che, unito ai periodi già concessi per effetto di accordi stipulati prima dell'entrata in vigore dei nuovi criteri, non superi cinque mesi, non prorogabili, più altri tre mesi nel caso di lavoratori residenti nel Mezzogiorno (dpr n. 218/1978); 2) i lavoratori che alla decorrenza del trattamento abbiano beneficiato di mobilità in deroga per meno di tre anni, per altri sette mesi, non prorogabili, più ulteriori tre mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno.

Zedde

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