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Notizie

Boschi: ddl riforme illiberale? E' un'accusa allucinante

Redazione Lunedì, 21 Luglio 2014

- Roma, 21 lug. - Il ddl sulle riforme costituzionali e' un "testo ampiamente condiviso" sostenuto "sin dall'inizio anche da forze che non fanno parte della maggioranza, come Forza Italia" ed e' "frutto del lavoro di questi mesi; un testo che e' stato migliorato". Lo ha detto in aula al Senato il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, intervenendo in sede di replica.

"Il governo ha sempre rivendicato l'ascolto, il dialogo e il confronto. Lo ha fatto per la riforma della Pubblica Amministrazione, per quella delicata della giustizia e anche per le riforme costituzionali che rappresenta la madre di tutte le riforme", ha aggiunto. Soddisfatta, la Boschi, per il fatto che il testo sia "ampiamente condiviso" e che "abbia una maggioranza piu' ampia di quella del governo e' un valore aggiunto". Inoltre, ha sottolineato che si tratta di un "testo depurato dallo scontro ideologico".

Quindi, ha ammonito: "Vorremmo affrontare la discussione nel merito, non sulla simpatia o antipatia di chi lo ha proposto. Non abbiamo paura delle idee. Come diceva Pratolini: 'Non ha paura delle idee chi ne ha'". "Tutto e' migliorabile, sempre - ha sostenuto - ma noi sappiamo che su questa riforma c'e' un consenso ampio anche dal mondo accademico. La riforma non e' un'approssimazione casuale, ma poggia su spalle solide". Poi la frase che ha fatto piu' discuetere. "Qualcuno parla di svolta autoritaria: questa e' un'allucinazione e come tutte le allucinazioni non puo' essere smentita con la forza della ragione".

"Parlare di svolta illiberale - ha proseguito tra le proteste rumorose dell'aula - e' una bugia e le bugie in politica non servono". Non servono neppure le "rappresentazioni macchiettistiche" della riforma. Mentre ha sottolineato che "l'urgenza" delle riforme costituzionali "deriva anche dall'esigenza di dimostrare in Europa che le riforme non solo sono iniziate ma vanno avanti. Bisogna rispondere agli interrogativi - ha proseguito - e all'urlo di cambiamento lanciato dai cittadini anche con il voto alle elezioni europee".

Secondo Boschi, "Questa riforma e' l'ultima chance di credibilita' per la politica tutta e sono convinta che nessuno abbia intenzione di sprecarla. E' stato un privilegio partecipare alla discussione generale in questi giorni. E' un percorso difficile ma affascinante quello che stiamo facendo insieme. Il governo ha legato in modo indissolubile il proprio cammino al percorso delle riforme". - "Noi - ha proseguito il ministro - siamo chiamati a trovare un accordo alto per l'interesse dei cittadini.

Questa e' la premessa di tutte le altre riforme da quella fiscale a quella delicata della giustizia. Noi abbiamo bisogno di uno Stato piu' semplice, coraggioso, di un paese piu' forte". "Ci potra' essere un tentativo di rallentare questo cambiamento, un ostruzionismo che ci puo' portare a lavorare una settimana di piu' e a sacrificare un po' di ferie, ma noi manterremo la promessa di cambiare il paese".

Pubblico Impiego

Statali, pronto il piano Madia per riformare la dirigenza pubblica

Eleonora Accorsi Lunedì, 21 Luglio 2014

Introduzione di ruoli unificati anche per la dirigenza delle amministrazioni non statali, con possibilità di scambio tra dirigenti appartenenti a ruoli diversi, omogeneizzazione delle retribuzioni, nuove modalità di conferimento degli incarichi dirigenziali. Kamsin Sono queste le principali parole d'ordine dettate dal disegno di legge di Riforma della Pubblica Amministrazione con il quale il governo intende cambiare la figura del dirigente pubblico. Secondo le linee guida illustrate dal ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia nel Cdm dello scorso 10 luglio l'intervento, che sarà all'esame del Parlamento dai primi di Settembre, prevede che i dirigenti non possano rimanere in carica per più di tre anni e alla scadenza potranno tentare di essere confermati solo dopo aver superato un nuovo esame. Per chi non supera l'esame di conferma è previsto l'eventuale ritorno alla qualifica di funzionario. In ogni caso un dirigente,  nel corso della carriera, non potrà ricoprire lo stesso incarico per più di due mandati.

Il lavoro dei dirigenti sarà inoltre sottoposto ad una valutazione dei rendimenti dei pubblici uffici e, per quanto riguarda la durata del mandato, il governo dovrà, nei decreti attuativi della Delega, prevedere la definizione di presupposti oggettivi per la revoca degli incarichi dirigenziali, anche in relazione del mancato raggiungimento degli obiettivi. Tra le novità annunciate dal Ministro Madia c'è anche la facoltà di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico oltre un determinato periodo.

Il progetto di riforma non si ferma però qui. Nelle intenzioni di Palazzo Chigi c'è anche una riduzione degli organici dirigenziali il cui numero dovrà essere vincolato al rispetto di un determinato rapporto rispetto al numero complessivo dei dipendenti nella Pa. Poi nascerà l'albo unico, una misura che consentirà allo Stato di effettuare un unico concorso per la qualifica dirigenziale e poi procedere all'assegnazione dei vincitori presso i Dicasteri o le Pa in cui i posti risultano disponibili. Da ultimo a cambiare saranno anche i meccanismi premiali, cioè le indennità di risultato che oggi, è questa l'accusa che viene sollevata al Governo, vengono distribuite praticamente a pioggia. In vista la possibilità di restringere i criteri di assegnazione dell'indennità e di prevederla solo se l'intero ufficio raggiunge determinati target. Il dirigente, pertanto, per conseguire il bonus dovrà lavorare al miglioramento dell'ufficio in cui lavora con benefici sul lavoro di squadra piuttosto che sui meriti del singolo.

Zedde

Concluso il dibattito sulle riforme M5s polemico col lentissimo Pd

Redazione Lunedì, 21 Luglio 2014

- Roma, 21 lug. - Si e' conclusa nell'aula del Senato la discussione sulle riforme costituzionali. Adesso si svolgono gli interventi dei relatori e a seguire ci sara' la replica del ministro Maria Elena Boschi. Per tutta la settimana sono previste sedute notturne perche' l'obiettivo dell'Esecutivo e' di approvare le riforme entro il 10 agosto, nonostante gli 8 mila emendamenti che 'pesano' sul testo. "Chi parla di fretta o di improvvise accelerazioni, dice una cosa che non e' aderente alla realta' dei fatti" e' intervenuta in aula la relatrice Anna Finocchiaro (Pd).

"Questo - ha precisato poi - non e' il testo del governo ma e' il frutto del lavoro parlamentare". "Quest'aula e' sovrana, e' padrona di decidere se i senatori devono essere eletti direttamente o no. Ma non abbiamo bisogno di scomodare la tregenda per confermare che qui ognuno di noi e' un autorevole rappresentante del popolo". E ha ammonito su "certi toni" e certe parole come "regime, deriva autoritaria, violenza sulla Costituzione...parole che pesano come macigni". "Io credo - ha sostenuto - che vi sia la necessita' di riflettere sui toni che imprimiamo al nostro dibattito perche' rischiamo di lasciare per strada la pulizia dell'opera a cui stiamo lavorando, il rigore e il nitore".

Calderoli, buon lavoro finora, prosegua anche in aula

"Ho letto che per il ministro Boschi il tempo della trattativa e' chiuso e ci sono rimasto male... Perche' io sono convinto che buona parte del percorso e' stato fatto in commissione ma ancora una buona parte ci resta da fare nell'esame dell'aula". ha detto da parte sua il relatore Roberto Calderoli (Lega) intervenendo in aula. "Abbiamo riportato sui binari - ha aggiunto - un treno che andava per conto suo".

Di Maio (M5S), Pd lentissimo...abolira' immunita'?

"In attesa che il lentissimo Pd e il lentissimo Renzi ci diano una risposta scritta sulla legge elettorale (visto che ha glissato al tavolo), la prova dei fatti arrivera' in Aula questa settimana. Il Pd avra' il coraggio di abolire l'immunita' parlamentare ad esempio?" ha commentato su Facebook il deputato 5 stelle Luigi Di Maio che ricorda: "Questa settimana al Senato si iniziano a votare le riforme costituzionali. Vi invito a seguire i lavori d'aula dal sito internet e soprattutto a seguire gli interventi dei nostri Senatori M5S. Le proposte del Movimento 5 Stelle nelle riforme, se approvate, riporterebbero l'Italia alla normalita': senza immunita' parlamentare, con una legge elettorale che si sappia prima se e' costituzionale, con meno... Deputati e a stipendio ridotto, con un Senato elettivo e non di nominati. Il resto - conclude - lo potrete apprendere seguendo i lavori".

Fisco

Piccola mobilità, il bonus non è cumulabile con altri incentivi

Nicola Colapinto Lunedì, 21 Luglio 2014

Via libera alla fruizione del bonus legato alla «piccola mobilità». L'Inps infatti, ha autorizzato i datori di lavoro ad applicare il beneficio per i mesi da maggio ad agosto sulle relative denunce UniEmens. Kamsin Per accedere all'incentivo, è necessario che il datore abbia inoltrato all'Inps entro il 12 aprile scorso un'istanza telematica, accedendo al modulo «Lice» nel cassetto previdenziale delle aziende. Nel messaggio 5658 del 27 giugno – fornendo le ultime istruzioni sull'agevolazione – l'Inps ha precisato che l'ammissione al beneficio è stata determinata dall'ordine cronologico dell'assunzione, della proroga e della trasformazione, in relazione alle risorse complessivamente stanziate e assegnando, appunto, agosto come termine per il recupero.

Si ricorda che l'Inps aveva già illustrato le prime indicazioni operative sulle modalità di fruizione con la circolare inps 32/2014. Il bonus spetta ai datori di lavoro privati che hanno assunto nel 2013 lavoratori che siano stati licenziati nei dodici mesi precedenti, da imprese che occupavano anche meno di 15 dipendenti, per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di lavoro. Inoltre poiché il bonus mira a promuovere la ricollocazione di lavoratori per i quali era previsto un altro incentivo, non si può usare se è applicabile una diversa agevolazione, prevista dalla normativa statale o regionale. Quanto all'importo il bonus, nel caso di assunzioni a tempo indeterminato, può raggiungere il limite massimo di euro 2.280; per i contratti a termine, a tempo pieno o parziale, anche se per somministrazione il limite massimo è di euro 1.140. Il bonus in particolare è di 190 euro mensili per la durata di 12 mesi se l'assunzione è a tempo indeterminato, per sei mesi se l'assunzione è invece a termine.

Zedde

Renzi da Africa, il cuore dell'Italia sara'energia, food e export

Redazione Lunedì, 21 Luglio 2014
- Roma, 21 lug. - Matteo Renzi immagina che l'Italia sara' presto destinata a fondare la propria economia sull'energia, l'agro-food e le esportazioni. "L'Italia e' un Paese ambizioso che costruisce strategie di medio periodo, tra 10 anni energia, agro-food ed export saranno per la prima volta il cuore dell'Italia", ha twittato il presidente del Consiglio da Luanda, dove e' giunto domenica sera per la terza e ultima tappa del suo tour africano. Oggi Renzi vedra' il presidente angolano. GJOse' Eduardo Dos Santos, e visitera' al monumento ad Agostinho Nieto e il museo della Fortaleza. Ad accompagnarlo il vice ministro dell'Economia, Carlo Calenda, che avra' anche incontri con imprenditori italiani e angolani. Prima della partenza, nel pomeriggio, e' previsto anche un colloquio di Renzi e Calenda con il figlio di Dos Santos, Jose' Filomeno, presidente del Fondo sovrano angolano, un fondo da 5 miliardi di dollari creato con i proventi delle vendite di petrolio. " .

Altro...

Riforma Pa, tempi stretti alla Camera per il via libera definitivo

Nicola Colapinto Lunedì, 21 Luglio 2014

E' una corsa contro il tempo per la riforma della pubblica amministrazione, il decreto competitività, la delega sul mercato del lavoro e l'attuazione della delega fiscale. Kamsin Per quanto riguarda il decreto che riforma la P.A. oggi in commissione Affari Costituzionali della Camera dovrebbero arrivare gli emendamenti del governo (circa 1.500 quelli totali). Va convertito entro il 23 agosto. Restano diversi nodi: dall'abolizione del trattenimento in servizio, il dimezzamento dell'importo dovuto dalle imprese alle Camere di commercio, la riforma della mobilità, l'introduzione della deroga in favore dei cd. quota 96 della scuola.

A risentire dell'ingorgo delle Aule Parlamentari anche il decreto competitività (dl 91/2014) il cui esame al Senato potrebbe essere rinviato di alcuni giorni. Tempi comunque stretti dato che il provvedimento deve ottenere il via libera prima della pausa di agosto, pena la sua decadenza. Qui il governo punta ad inserire, rispetto al testo originario, l'abolizione dell'anatocismo sui prestiti bancari e il "spalma incentivi", una misura che prevede la riduzione delle agevolazioni fiscali in favore delle imprese (in primis quelle per il fotovoltaico).

Tiene banco anche la Delega Fiscale. Il governo ha approvato i primi due decreti delegati sul 730 precompilato, le semplificazioni e sul catasto i cui testi sono stati trasmessi alle commissioni competenti del Parlamento che hanno tempo fino a fine luglio per esprimersi prima che il governo possa adottarli definitivamente. Il governo sta intanto lavorando ad un terzo decreto, sull'abuso del diritto e sul riordino delle sanzioni fiscali per le imprese. In vista dopo la pausa estiva un quarto decreto dedicato ai regimi fiscali semplificati delle piccole e medie imprese. 

Zedde

Salvini, la Lega non vota la riforma del Senato

Redazione Lunedì, 21 Luglio 2014
- Roma, 21 lug. - "Il Senato cosi' com'e', dal mio punto di vista non serve. La riforma non la votiamo". Lo ha detto Matteo Salvini oggi ad Agora' Estate su Rai Tre. Poi in un'intervista a Repubblica Matteo salvini parla di Forza Italia e dell'apertura del partito di Berlusconi al mondo gay. "Le primarie le fai solo se hai un programma comune. Non con chi apre ai gay, continua a difendere l'euro, rinuncia a una battaglia forte contro l'immigrazione clandestina".. A chi gli chiede se appoggerebbe la candidatura di Flavio Tosi a eventuali primarie di coalizione, poi, risponde: "Tosi ha dimostrato di amministrare bene la sua citta', se ci fosse un accordo di programma con le altre forze del centrodestra, potrebbe essere il nostro candidato". Diversamente da quanto affermato nelle scorse settimane, Salvini dice di non vedersi in quel ruolo, anche se, sottolinea, ci sono sondaggi positivi. "Per carattere, sono abituato a vedere le cose senza chiaroscuri. Per guidare una coalizione ci vogliono delle sfumature di grigio", sostiene, ribadendo che il suo "obiettivo" e' fare il sindaco di Milano. Anche in questo, afferma, sono "diversissimo da Renzi: lui ha usato il livello locale per andare al nazionale, io faccio il contrario".

Renzi: 1 punto di Pil solo aumentando export nei mille giorni

Redazione Domenica, 20 Luglio 2014
AGI) - Luanda, 20 ug. - Matteo Renzi dall'Angola garantisce che il Pil aumentera' "di un punto 'nei mille giorni', dal primo settembre 2014 al 28 maggio 2017, solo lavorando sull'export. Il viceministro Calenda dice addirittura due punti", ha aggiunto Renzi aggiungendo che il tasso di crescita export dell'Italia e' il piu' alto dell'Ue, pari al 4,9% negli ultimi tre anni contro il 4,8% della Germania e la Frfancia che ha un tasso al di sotto del 3%". In Africa insieme al vice ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, Renzi ha spiegato che sara' soprattutto attraverso il progetto del governo di sostenere di piu' il made in Italy di 22.000 aziende nell'export che si otterra' questo risultato. "C'e' tanta domanda di Italia nel mondo - ha detto il premier - e nei prossimi anni ci sono 800 milioni di nuovi consumatori, che sono potenziali viaggiatori". Il turismo, altro fiore all'occhiello del Paese, ha continuato il premier, e' ora solo il 6% del pil, in altri paesi e' il 10%". .

Riforme: M5S lancia 6 punti, Renzi e Pd rispondano presto

Redazione Domenica, 20 Luglio 2014
- Roma, 20 lug. - "Fate presto. Le riforme, come voi dite da sempre, non possono piu' aspettare". In un post sul blog di Beppe Grillo, il Movimento Cinque Stelle chiede un dialogo sulle riforme, in particolare sulla legge elettorale e illustra sei punti ai quali chiedono una risposta in tempi brevi. "Vogliamo dare ai cittadini - si legge nel post - la possibilita' di avere una legge elettorale nata dal confronto tra le due principali forze politiche del Paese, e non dagli accordi segreti presi con un condannato. Per fare questo occorre che da parte del Pd ci sia trasparenza e serieta'. Quindi, onde evitare ulteriori perdite di tempo e spettacoli inconcludenti come l'ultimo streaming, ora e' necessario che Renzi e il Pd rispondano per iscritto ai 6 punti del MoVimento 5 stelle". Il primo punto riguarda la questione del doppio turno: "In questo quadro si comprende come il doppio turno, in se' manipolatorio della volonta' dell'elettorato (in quanto affida a quanti avevano votato per partiti diversi dai due in lizza, il giudizio sul vincitore), diventa un ulteriore elemento distorsivo, che aggrava la situazione". Il doppio turno insomma "puo' essere accettabile per elezioni amministrative ma non per elezioni politiche, dove il principio di rappresentativita' deve essere ben piu' rigido per le ben diverse attribuzioni di potere dell'organo eletto". Il secondo punto riguarda la proposta attuale: "Il M5s e' disponibile ad accettare un premio di maggioranza in quota fissa (il 15% pari a 94-95 seggi) oppure un premio finale che assicuri la maggioranza assoluta al vincitore, ma a condizione che si stabilisca una soglia minima per poterlo ottenere (cioe' che il partito vincente abbia ottenuto almeno il 35% dei voti al primo turno)". Il terzo punto e' invece relativo all'entita' del premio e alle garanzie costituzionali (strettamente in relazione all'entita' del premio sono anche tre questioni molto delicate: la maggioranza qualificata con la quale si puo' modificare la Costituzione senza referendum popolare, l'elezione del Presidente della Repubblica e dei giudici costituzionali). "La maggioranza, senza molto sforzo potrebbe appropriarsi dei 5 giudici costituzionali di nomina parlamentare, poi del Presidente della Repubblica che, a sua volta, potrebbe nominare 5 giudici dello stesso indirizzo e, con questo, produrre una maggioranza precostituita anche nella Corte" si legge nel blog e "per evitare questo rischio occorre "mettere in sicurezza la Costituzione": quindi, "il premio di maggioranza e' accettabile solo se accompagnato a diversi meccanismi di garanzia costituzionale come rivedere la titolarita' del potere di elezione dei giudici costituzionali o le maggioranze richieste, altrettanto per il Presidente della repubblica e per il processo di revisione costituzionale". Il quarto punto chiama in causa le preferenze: sin dalla sua fondazione il M5s ritiene qualificante il ritorno all'elezione dei deputati attraverso il metodo delle preferenze che e' ritenuto qualificante anche dalla sentenza della Corte Costituzionale. "Si e' fatta presente l'esigenza di evitare la degenerazione del voto di preferenza in senso clientelare (anche se, per la verita', questo metodo resta in vigore per il Parlamento Europeo, per i comuni e per gran parte delle Regioni) ed il M5s si e' fatto carico di tale preoccupazione indicando un possibile rimedio nel sistema del voto disgiunto fra voto di lista e voto di preferenza". Il quinto posto e' quello sulle coalizioni e clausole di sbarramento: "Il M5s ha segnalato l'opportunita' di assegnare l'eventuale premio di maggioranza al singolo partito e non alle coalizioni, che spingono a grandi ammucchiate prive di sostanziale unita' politica che, dopo il voto, si sciolgono rapidamente. Ma perche' questa misura sia efficace, occorre completarlo eliminando le soglie di sbarramento o, ridurle a valori minimi (l'1%) perche' diversamente, quello che e' uscito dalla porta rientrerebbe dalla finestra: i piccoli partiti a rischio quoziente si vedrebbero costretti ad entrare nelle liste di quelli piu' grandi, sacrificando la loro visibilita' alla certezza di rientrare in Parlamento. Ed, in questo modo, sarebbero le liste di partito a diventare, di fatto, coalizioni. Abolire le clausole di sbarramento significa assicurare a tutti la possibilita' di accedere alla rappresentanza senza sacrificare la propria visibilita', scongiurando, quindi, la formazione di liste omnibus". Il sesto punto e' relativo alle soglie di sbarramento ed effetto di sommatoria: "C'e' poi un secondo aspetto da considerare, le soglie di sbarramento diventano un modo surrettizio per accrescere il premio di maggioranza, infatti, anche fissando al 2% la soglia, se ci fossero 7-8 partiti che ottenessero in media l'1,5%, questo vorrebbe dire che ci sarebbe un 10-12% di seggi non assegnati che andrebbe ai partiti maggiori ed, in primo luogo, al partito vincitore, il cui bottino elettorale si accrescerebbe di un buon 5-6% avvicinandosi pericolosamente alla sogli per la revisione costituzionale. Per di piu' lo sbarramento non avrebbe alcun effetto ai fini della governabilita', in presenza di un sistema che gia' garantisce una maggioranza di governo. Ed, infine, questo aumenterebbe la disrappresentativita' del sistema che piu' facilmente andrebbe incontro ad una bocciatura da parte della Corte". .

Lega proclama sciopero fiscale Rivoluzione in ottobre

Redazione Domenica, 20 Luglio 2014
- Padova, 20 lug. - "Oggi lanciamo una rivoluzione fiscale che, in ottobre, spero porti in piazza milioni di italiani: proporremo un'aliquota fiscale secca al 20% uguale per tutti, dal Nord al Sud, per ricchi e poveri. La nostra scommessa e' quella di far pagare di meno a chi oggi paga troppo e di costringere a pagare chi oggi non lo fa". E' quanto ha affermato il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, intervistato a Padova a margine del congresso. Abbiamo "iniziato un percorso per uno sciopero fiscale" ha annunciato Luca Zaia, intervenendo al congresso. "Stiamo lavorando su questo: pensiamo che 600mila imprese debbano pagare prima i lavoratori che gli altri". Zaia ha invitato la platea a partecipare alle battaglie del movimento. "Spesso il primo nemico della Lega rischia di essere la Lega, ora non ci sono piu' alibi", ha affermato. Salvini segretario fino a dicembre 2016 Matteo Salvini sara' segretario federale della Lega Nord fino al 15 dicembre del 2016. Lo ha deciso il Congresso votando l'estensione del suo mandato. L'assise di oltre 400 delegati ha approvato un ordine del giorno letto da Roberto Calderoli e redatto dalla commissione Statuto in cui si delibera che "il segretario eletto nel congresso straordinario il 15 dicembre scorso a Torino dura in carica fino al 15 dicembre 2016". L'odg e' stato approvato a maggioranza, con un solo voto contrario. In mancanza di proroga, il mandato di Salvini - eletto dal congresso dopo una consultazione 'stile primarie' tra i militanti - sarebbe scaduto nell'estate 2015 dopo solo un anno e mezzo, anziche' tre, in quanto l'europarlamentare milanese era subentrato a Roberto Maroni che aveva deciso di lasciare in anticipo la carica di segretario. Ok a nuovo Statuto. E 'indipendenza Padania' resta Oltre alla proroga del mandato di Matteo Salvini fino a fine 2016, il Congresso federale della Lega Nord ha approvato, sempre per alzata di mano, il nuovo Statuto federale che accoglie le modifiche necessarie per poter accedere ai finanziamenti ai partiti in base alle nuove normative. Nessuna modifica all'articolo uno del testo in cui si definisce "l'indipendenza della Padania" come "finalita'" del movimento. Chi non condivide l'articolo uno, ha scandito il responsabile organizzativo, Roberto Calderoli, "se ne puo' andare". Tra le modifiche introdotte l'inserimento della parita' della rappresentanza di genere e delle minoranze interne negli organi statutari. Salvini, FI? No alleanze con chi a braccetto Renzi-Merkel "Chi va a braccetto con Matteo Renzi in Italia, e con Angela Merkel in Europa, non va a braccetto con la Lega". E' quanto ha ribadito Matteo Salvini, parlando di un eventuale ritorno dell'alleanza con Forza Italia, a margine dei lavori del congresso federale della Lega Nord. Il segretario del Carroccio ha chiarito di non essere disponibile a una nuova alleanze "stile ammucchiata". Infine ha auspicato che il partito di Silvio Berlusconi "possa ripartire". .
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