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Notizie

Riforme: M5S lancia 6 punti, Renzi e Pd rispondano presto

Redazione Domenica, 20 Luglio 2014
- Roma, 20 lug. - "Fate presto. Le riforme, come voi dite da sempre, non possono piu' aspettare". In un post sul blog di Beppe Grillo, il Movimento Cinque Stelle chiede un dialogo sulle riforme, in particolare sulla legge elettorale e illustra sei punti ai quali chiedono una risposta in tempi brevi. "Vogliamo dare ai cittadini - si legge nel post - la possibilita' di avere una legge elettorale nata dal confronto tra le due principali forze politiche del Paese, e non dagli accordi segreti presi con un condannato. Per fare questo occorre che da parte del Pd ci sia trasparenza e serieta'. Quindi, onde evitare ulteriori perdite di tempo e spettacoli inconcludenti come l'ultimo streaming, ora e' necessario che Renzi e il Pd rispondano per iscritto ai 6 punti del MoVimento 5 stelle". Il primo punto riguarda la questione del doppio turno: "In questo quadro si comprende come il doppio turno, in se' manipolatorio della volonta' dell'elettorato (in quanto affida a quanti avevano votato per partiti diversi dai due in lizza, il giudizio sul vincitore), diventa un ulteriore elemento distorsivo, che aggrava la situazione". Il doppio turno insomma "puo' essere accettabile per elezioni amministrative ma non per elezioni politiche, dove il principio di rappresentativita' deve essere ben piu' rigido per le ben diverse attribuzioni di potere dell'organo eletto". Il secondo punto riguarda la proposta attuale: "Il M5s e' disponibile ad accettare un premio di maggioranza in quota fissa (il 15% pari a 94-95 seggi) oppure un premio finale che assicuri la maggioranza assoluta al vincitore, ma a condizione che si stabilisca una soglia minima per poterlo ottenere (cioe' che il partito vincente abbia ottenuto almeno il 35% dei voti al primo turno)". Il terzo punto e' invece relativo all'entita' del premio e alle garanzie costituzionali (strettamente in relazione all'entita' del premio sono anche tre questioni molto delicate: la maggioranza qualificata con la quale si puo' modificare la Costituzione senza referendum popolare, l'elezione del Presidente della Repubblica e dei giudici costituzionali). "La maggioranza, senza molto sforzo potrebbe appropriarsi dei 5 giudici costituzionali di nomina parlamentare, poi del Presidente della Repubblica che, a sua volta, potrebbe nominare 5 giudici dello stesso indirizzo e, con questo, produrre una maggioranza precostituita anche nella Corte" si legge nel blog e "per evitare questo rischio occorre "mettere in sicurezza la Costituzione": quindi, "il premio di maggioranza e' accettabile solo se accompagnato a diversi meccanismi di garanzia costituzionale come rivedere la titolarita' del potere di elezione dei giudici costituzionali o le maggioranze richieste, altrettanto per il Presidente della repubblica e per il processo di revisione costituzionale". Il quarto punto chiama in causa le preferenze: sin dalla sua fondazione il M5s ritiene qualificante il ritorno all'elezione dei deputati attraverso il metodo delle preferenze che e' ritenuto qualificante anche dalla sentenza della Corte Costituzionale. "Si e' fatta presente l'esigenza di evitare la degenerazione del voto di preferenza in senso clientelare (anche se, per la verita', questo metodo resta in vigore per il Parlamento Europeo, per i comuni e per gran parte delle Regioni) ed il M5s si e' fatto carico di tale preoccupazione indicando un possibile rimedio nel sistema del voto disgiunto fra voto di lista e voto di preferenza". Il quinto posto e' quello sulle coalizioni e clausole di sbarramento: "Il M5s ha segnalato l'opportunita' di assegnare l'eventuale premio di maggioranza al singolo partito e non alle coalizioni, che spingono a grandi ammucchiate prive di sostanziale unita' politica che, dopo il voto, si sciolgono rapidamente. Ma perche' questa misura sia efficace, occorre completarlo eliminando le soglie di sbarramento o, ridurle a valori minimi (l'1%) perche' diversamente, quello che e' uscito dalla porta rientrerebbe dalla finestra: i piccoli partiti a rischio quoziente si vedrebbero costretti ad entrare nelle liste di quelli piu' grandi, sacrificando la loro visibilita' alla certezza di rientrare in Parlamento. Ed, in questo modo, sarebbero le liste di partito a diventare, di fatto, coalizioni. Abolire le clausole di sbarramento significa assicurare a tutti la possibilita' di accedere alla rappresentanza senza sacrificare la propria visibilita', scongiurando, quindi, la formazione di liste omnibus". Il sesto punto e' relativo alle soglie di sbarramento ed effetto di sommatoria: "C'e' poi un secondo aspetto da considerare, le soglie di sbarramento diventano un modo surrettizio per accrescere il premio di maggioranza, infatti, anche fissando al 2% la soglia, se ci fossero 7-8 partiti che ottenessero in media l'1,5%, questo vorrebbe dire che ci sarebbe un 10-12% di seggi non assegnati che andrebbe ai partiti maggiori ed, in primo luogo, al partito vincitore, il cui bottino elettorale si accrescerebbe di un buon 5-6% avvicinandosi pericolosamente alla sogli per la revisione costituzionale. Per di piu' lo sbarramento non avrebbe alcun effetto ai fini della governabilita', in presenza di un sistema che gia' garantisce una maggioranza di governo. Ed, infine, questo aumenterebbe la disrappresentativita' del sistema che piu' facilmente andrebbe incontro ad una bocciatura da parte della Corte". .

Lega proclama sciopero fiscale Rivoluzione in ottobre

Redazione Domenica, 20 Luglio 2014
- Padova, 20 lug. - "Oggi lanciamo una rivoluzione fiscale che, in ottobre, spero porti in piazza milioni di italiani: proporremo un'aliquota fiscale secca al 20% uguale per tutti, dal Nord al Sud, per ricchi e poveri. La nostra scommessa e' quella di far pagare di meno a chi oggi paga troppo e di costringere a pagare chi oggi non lo fa". E' quanto ha affermato il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, intervistato a Padova a margine del congresso. Abbiamo "iniziato un percorso per uno sciopero fiscale" ha annunciato Luca Zaia, intervenendo al congresso. "Stiamo lavorando su questo: pensiamo che 600mila imprese debbano pagare prima i lavoratori che gli altri". Zaia ha invitato la platea a partecipare alle battaglie del movimento. "Spesso il primo nemico della Lega rischia di essere la Lega, ora non ci sono piu' alibi", ha affermato. Salvini segretario fino a dicembre 2016 Matteo Salvini sara' segretario federale della Lega Nord fino al 15 dicembre del 2016. Lo ha deciso il Congresso votando l'estensione del suo mandato. L'assise di oltre 400 delegati ha approvato un ordine del giorno letto da Roberto Calderoli e redatto dalla commissione Statuto in cui si delibera che "il segretario eletto nel congresso straordinario il 15 dicembre scorso a Torino dura in carica fino al 15 dicembre 2016". L'odg e' stato approvato a maggioranza, con un solo voto contrario. In mancanza di proroga, il mandato di Salvini - eletto dal congresso dopo una consultazione 'stile primarie' tra i militanti - sarebbe scaduto nell'estate 2015 dopo solo un anno e mezzo, anziche' tre, in quanto l'europarlamentare milanese era subentrato a Roberto Maroni che aveva deciso di lasciare in anticipo la carica di segretario. Ok a nuovo Statuto. E 'indipendenza Padania' resta Oltre alla proroga del mandato di Matteo Salvini fino a fine 2016, il Congresso federale della Lega Nord ha approvato, sempre per alzata di mano, il nuovo Statuto federale che accoglie le modifiche necessarie per poter accedere ai finanziamenti ai partiti in base alle nuove normative. Nessuna modifica all'articolo uno del testo in cui si definisce "l'indipendenza della Padania" come "finalita'" del movimento. Chi non condivide l'articolo uno, ha scandito il responsabile organizzativo, Roberto Calderoli, "se ne puo' andare". Tra le modifiche introdotte l'inserimento della parita' della rappresentanza di genere e delle minoranze interne negli organi statutari. Salvini, FI? No alleanze con chi a braccetto Renzi-Merkel "Chi va a braccetto con Matteo Renzi in Italia, e con Angela Merkel in Europa, non va a braccetto con la Lega". E' quanto ha ribadito Matteo Salvini, parlando di un eventuale ritorno dell'alleanza con Forza Italia, a margine dei lavori del congresso federale della Lega Nord. Il segretario del Carroccio ha chiarito di non essere disponibile a una nuova alleanze "stile ammucchiata". Infine ha auspicato che il partito di Silvio Berlusconi "possa ripartire". .

Radicali: Pannella, alle 17 decisione su sciopero fame e sete

Redazione Domenica, 20 Luglio 2014
- Roma, 20 lug. - Marco Pannella annuncera' alle 17 se assecondera' la richiesta del collegio medico di sospendere immediatamente l'iniziativa nonviolenta che lo vede impegnato con uno sciopero della sete e della fame da martedi' scorso. "Relativamente alla lotta politica che purtroppo resta di monopolio radicale - ha detto Pannella a Radio Radicale - voglio dire che annuncero' che cosa sto decidendo di fare degli ordini, delle prescrizioni che, attraverso il professor Santini, il collegio dei miei medici mi hanno inviato, cioe' quello dell'immediata sospensione delle forme del mio Satyagraha". .

Lega: ok a nuovo Statuto. E 'indipendenza Padania' resta

Redazione Domenica, 20 Luglio 2014
- Padova, 20 lug. - Oltre alla proroga del mandato di Matteo Salvini fino a fine 2016, il Congresso federale della Lega Nord ha approvato, sempre per alzata di mano, il nuovo Statuto federale che accoglie le modifiche necessarie per poter accedere ai finanziamenti ai partiti in base alle nuove normative. Nessuna modifica all'articolo uno del testo in cui si definisce "l'indipendenza della Padania" come "finalita'" del movimento. Chi non condivide l'articolo uno, ha scandito il responsabile organizzativo, Roberto Calderoli, "se ne puo' andare". Tra le modifiche introdotte l'inserimento della parita' della rappresentanza di genere e delle minoranze interne negli organi statutari. .

Lega: Salvini segretario fino a dicembre 2016

Redazione Domenica, 20 Luglio 2014
- Padova, 20 lug. - Matteo Salvini sara' segretario federale della Lega Nord fino al 15 dicembre del 2016. Lo ha deciso il Congresso federale in corso a Padova, che ha votato l'estensione del suo mandato. L'assise di oltre 400 delegati, riunita nella citta' veneta, ha approvato un ordine del giorno letto da Roberto Calderoli e redatto dalla commissione Statuto in cui si delibera che "il segretario eletto nel congresso straordinario il 15 dicembre scorso a Torino dura in carica fino al 15 dicembre 2016". L'odg e' stato approvato a maggioranza, con un solo voto contrario. In mancanza di proroga, il mandato di Salvini - eletto dal congresso dopo una consultazione 'stile primarie' tra i militanti - sarebbe scaduto nell'estate 2015 dopo solo un anno e mezzo, anziche' tre, in quanto l'europarlamentare milanese era subentrato a Roberto Maroni che aveva deciso di lasciare in anticipo la carica di segretario. .

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Lega: al via congresso. Salvini, 'noi alternativa a renzismo'

Redazione Domenica, 20 Luglio 2014
- Padova, 20 lug. - Hanno preso il via a Padova i lavori del Congresso federale straordinario della Lega Nord, convocato per adeguare lo Statuto del movimento alle normative sul finanziamento ai partiti e lanciare la nuova piattaforma programmatica. All'esame dell'assemblea anche un emendamento che introduce nello Statuto una norma transitoria per estendere il mandato di Matteo Salvini fino al 2017. Arrivando all'assise, il segretario federale del Carroccio ha ribadito che la Lega si propone come "unica alternativa al 'renzismo'". La sentenza di assoluzione di Silvio Berlusconi, ha poi aggiunto a chi gli chiedeva dei rapporti con Forza Italia, "non cambia nulla: non si fanno le alleanze in base alle sentenze". Oltre ai 400 delegati, e' presente anche il segretario della Liga veneta, Flavio Tosi. Attesi gli altri 'big' leghisti, Roberto Maroni, Umberto Bossi e Luca Zaia. .

Ciampi: notte tranquilla, e' stabile. Prognosi sempre riservata

Redazione Domenica, 20 Luglio 2014
- Bolzano, 20 lug. - "Il Presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha passato una notte tranquilla. Il quadro generale rimane serio, ma stabile sia dal punto di vista cardiocircolatorio che respiratorio. La prognosi rimane tuttora riservata". E' quanto riportato sul tredicesimo bollettino medico emesso, questa mattina, dalla direzione dell'ospedale di Bolzano dove, come noto, l'ex Capo dello Stato e' ricoverato ormai da piu' di una settimana, presso il reparto di rianimazione. Domenica scorsa il 93enne senatore a vita era stato sottoposto ad appendicectomia. .

Riforme e flessibilita', botta e risposta Ue-governo

Redazione Sabato, 19 Luglio 2014

- Roma, 19 lug. - Botta e risposta Bruxelles-Roma su crescita, riforme e Patto di Stabilita'. La bordata arriva dal neo commissario agli Affari Economici e Monetari, Jyrki Katainen, che rilascia un'intervista all'edizione on line del quotidiano tedesco 'Die Welt' e attacca: "La cosa piu' importante per l'Italia, il Paese che da anni si avvicina sempre di piu' all'abisso, e' attuare le riforme promesse dagli ultimi governi".

Secondo il commissario, "il dibattito e' sbagliato" e bisogna "evitare qualsiasi ipotesi sulla possibilita' di trovare un modo di eludere" il Patto. I due precedenti governi italiani "hanno varato importanti riforme - aggiunge il commissario finlandese - e l'attuale esecutivo ha obiettivi ambiziosi, ma sarebbe di aiuto se realizzasse cio' su cui ha trovato un accordo.

La replica del governo italiano e' secca e arriva dal sottosegretario alla presidenza con delega alla Ue, Sandro Gozi: "Con tutto il rispetto per Katainen, cio' che e' giusto e cio' che e' sbagliato in Europa, non lo dice il commissario pro tempore finlandese, ma il consiglio dell'Unione", replica. "il Consiglio - aggiunge - ha parlato chiaro su crescita e flessibilita': di solo rigore l'Europa non campa".

La replica di Gozi alle parole del commissario si rafforza in serata. L'Italia ha il massimo rispetto della commissione, rispetta e rispettera' tutti gli accordi - fanno sapere fonti di palazzo Chigi - Ma la linea della sola austerita' non porta da nessuna parte. E non e' la linea del consiglio europeo che ha licenziato un documento programmatico che parla di rigore e crescita e flessibilita' insieme.

Portiamo in Europa milioni di voti e miliardi di euro. Insomma, tiene il punto l'esecutivo, non siamo scolaretti indisciplinati, cio' che fa l'Italia - le riforme su cui siamo impegnati dal primo giorno - lo decide il popolo italiano, non certo il temporaneo commissario finlandese.

Renzi: avanti con Forza Italia Insieme per realizzare le riforme

Redazione Sabato, 19 Luglio 2014

- Maputo, 19 lug. - "Abbiamo fatto con Forza Italia un accordo istituzionale perche' in un Paese civile e' meglio se si va avanti insieme", Cosi' Matteo Renzi all'indomani della sentenza di assoluzione di Berlusconi per il Caso Ruby, anche se il premier ha aggiunto che con Forza Italia, "saremmo andati avanti lo stesso anche se Berlusconi fosse state condannato". Sulla sentenza in se il premier ha ricordato: "Non ho mai commnetato una sentenza ne' iniziero' a farlo' oggi. Rispetto i lavoro dei magistrati".

Renzi in Mozambico: operazione dell'Eni e' straordinaria

Da Maputo, dove si trova in missione, il premier italiano ha affrontato anche il tema caldo dell'immigrazione. "Ancora oggi - ha detto - c'e' stato un dramma dell'immigrazione che ha prodotto 18 morti. Ma i problemi non si risolvono con gli spot dei politici in cerca di voti. se vogliamo davvero risolvere la questione dell'immigrazione, dobbiamo partire dalla radice, intervenire nei Paesi da cui l'immigrazione parte e dare occasioni di sviluppo, di benessere, di pace e di liberta'. Serve cio' che stiamo facendo in Mozambico, non slogan o spot di qualche ideologo con la camicia colorata. L'operazione Mare Nostrum - ha aggiunto - fa la sua parte per salvare quante piu' vite possibili". .

Centrodestra: prove di dialogo, tavolo FI-FdI-Ncd-Udc a Palermo

Redazione Sabato, 19 Luglio 2014
- Palermo, 19 lug. - Prove di rifondazione del centrodestra oggi a Palermo, dove vari esponenti siciliani e nazionali si confrontati a una tavola rotonda sulle prospettive di rinascita di una coalizione in grado di agire unita sulla scena politica del Paese. Al dibattito, moderato dal giornalista del Corriere della Sera Francesco Verderami e organizzato dall'associazione Amuni' Sicilia, hanno preso parte, tra gli altri, gli ex ministri Giorgia Meloni (FdI), Raffaele Fitto (FI), Gianpiero D'Alia (Udc), il sottosegretario Simona Vicari (Ncd), il coordinatore regionale di FI, Vincenzo Gibiino, l'eurodeputato Salvatore Cicu aderente al Ppe e il senatore Antonio Scavone del Gal. "Un'occasione importante -ha detto Fitto- perche' abbiamo bisogno di parlare e di confrontarci piu' che di insultarci per agenzie. Dobbiamo parlare di contenuti ma, soprattutto, di come agire, prima di tutto selezionando la classe dirigente e, soprattutto, partendo da un terreno comune, dalla condivisione delle posizioni del centrodestra. Vediamo chi sta nel centrodestra e con che programmi. Ho sempre chiesto strumenti democratici di selezione della classe dirigente -ha sotolineato Fitto- penso che questo sia lo strumento da evocare perche' abbiamo bisogno di un gruppo selezionato, non nominato dalla alto ma espresso dal consenso della gentea . Una a reuniona che appare giaa in salita, tenuto conto della difficoltaa di compattare le tante anime politiche che seppur alternative alla sinistra, rimangono vincolate alle proprie identita'". "Credo sia improprio parlare di centrodestra -ha sottolineato Da Alia- centrodestra e centrosinistra sono scomparse nel 2013 con la nascita dei governi di larghe intese. Quello che sta avvenendo e' una trasformazione del sistema politico italiano e bisogna interrogarsi su come assecondare questa voglia di cambiamento. Un dibattito che deve interessare tutta quella parte oggi marginale nella vita del Paese, l'area popolare e moderata caratterizzata da profonde divisioni. Siamo qui -ha concluso- per capire se puo' nascere qualcosa di diverso rispetto al passato". Concetto ribadito dall'alfaniana Vicari, secondo cui "sono ben tre i centrodestra da cui ripartire. Noi siamo quel centrodestra che e' nel Partito popolare europeo e che sta facendo le riforme dentro il governo", ha detto il sottosegretario e ha assicurato: "Come nuovo centrodestra, intanto stiamo lavorando per unire tutte quelle forze moderate che hanno questi tre requisiti. Poi, dopo aver fatto questa unificazione, ci confronteremo con Forza Italia e poi con gli altri. Abbiamo mille giorni di tempo per ricostruire questo percorso". Sulla spinosa questione del leader di questa nuova alleanza politica ha aggiunto: "Non siamo a priori a sfavore di Berlusconi come leader, saranno gli elettori a deciderlo, non metteremo veti. Ma e' chiaro che non ci puo' essere piu' un'opposizione egemone di un partito rispetto a un altro". Scettica Giorgia Meloni: "Non credo -ha detto- che la sfida del centrodestra sia riaggregare quello che si e' visto finora ma immaginare un nuovo centrodestra con nuove proposte, nuovi modelli, un nuovo slancio, il coraggio di essere coerenti con le proprie idee e forse anche nuove persone. Per il centrodestra -ha proseguito- e' arrivato il momento di capire il valore della partecipazione. La sfida delle primarie che noi abbiamo lanciato con Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale e' indirizzata a fare in modo che italiani scelgano quale modello di centrodestra vogliono in un panorama molto variegato" ha concluso. Gibiino, dal canto suo, ha immaginato "un percorso virtuoso che veda in stretta sinergia tra loro le forze di centrodestra, una Casa della Liberta' che sia da subito protagonista di un'opposizione responsabile, e che divenga quanto prima vera e propria maggioranza di governo in Sicilia". .
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