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Notizie - Results from #7740

 

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Notizie

Berlusconi: FI opposizione a Renzi, troveremo accordo su riforme

Redazione Mercoledì, 18 Giugno 2014
- Roma, 18 giu. - "Io voglio con forza disdire le accuse di chi ci dice che non abbiamo una posizione chiara, che non siamo ne' carne ne' pesce: siamo opposizione a un governo di sinistra, tenuto in piedi, ahime', da una stampella di 30 senatori eletti con noi". Lo ha detto Silvio Berlusconi in conferenza stampa. "Renzi mi fa sapere di essere disponbile a un nuovo incontro, ma insiste affinche' il nostro capogruppo e la signora Boschi si vedano per cercare con decisione un punto che vada bene ad entrambi" sull'elezione dei senatori, ha aggiunto Berlusconi. "Renzi e il governo di sinistra accolgano questa nostra proposta, allora noi ripresenteremmo gli emendamenti gia' presentati. Se ci fosse accordo su questi emendamenti, che si possono anche cambiare, si darebbe al Paese un sistema snello", afferma Silvio Berlusconi. "Forza Italia mantiene gli impegni assunti con il presidente Renzi, c'e' ancora da trovare l'accordo sull'elezione dei senatori e io sono sicuro che lo troveremo". .

Grillo: giornali chiudono? Bene. Meno sono piu' informazione c'e'

Redazione Mercoledì, 18 Giugno 2014
- Roma, 18 giu. - "Il nuovo vento della Rete e della fine, lenta ma implacabile, dell'editoria assistita sta producendo i suoi effetti: la scomparsa dei giornali". Esulta, Beppe Grillo, che dal suo blog definisce la crisi dell'editoria "un'ottima notizia per un Paese semilibero per la liberta' di informazione come l'Italia". "Meno giornali significa infatti piu' informazione", e' la tesi del guru M5S che prosegue con una riflessione dal sapore ambiguo, viste le critiche riservate in passato, e anche nel post di oggi, sul caso Unita': "Licenziamenti sono in corso un po' ovunque da tempo, ma il caso piu' drammatico - dice infatti - e' quello dell'Unita' che ha ormai solo appassionati lettori (forse collezionisti), 20.200 copie vendute nel mese di maggio. I 57 giornalisti hanno preso l'ultimo stipendio ad aprile e hanno terminato in questi giorni i due anni di solidarieta'". "Un augurio per una nuova occupazione va a loro e in particolare alle colonne portanti Oppo e Jop", chiosa. "L'Unita' e' stata messa in liquidita'", cosi' e' scritto sul post che apre il blog di Grillo. "C'e' pero' - e qui il taglio torna inequivocabile - una buona notizia per i trinariciuti, Renzi ha dichiarato 'dobbiamo tutelare un brand, abbiamo bisogno di ripartire...'. Non ha detto pero' con quali soldi. Insomma 'Unita'staiserena', il bacio della morte. Il direttore del giornale Bonifazi ha precisato su Renzi 'mai parlato con lui, i nostri rapporti sono molto british'. Finora l'Unita' aveva avuto con il governo di turno un approccio diverso, molto piu' pragmatico, del tipo 'caccia la grana'. Si prende atto - conclude Grillo - che oggi sia diventato british e meno attento ai finanziamenti pubblici pagati dalle tasse dei cittadini". .
Pubblico Impiego

Avvocati dello stato, scatta la protesta contro il taglio delle retribuzioni

Nicola Colapinto Mercoledì, 18 Giugno 2014

Parte lo sciopero per i 347 avvocati dello Stato contro i tagli minacciati dal Governo Renzi agli onorari.  Anche se non si è visto il testo ufficiale del provvedimento, approvato lo scorso venerdì dal Consiglio dei ministri, pare assodato che termineranno i tempi d'oro per questa categoria, corpo d'elite dal quale le Pubbliche Amministrazioni attingono per essere rappresentate innanzi alle giurisdizioni civili. Kamsin.

Un'iniziativa destinata a fare scalpore perchè le retribuzioni degli avvocati dello stato non sono certamente modeste. Il loro costo (fonte il sito Internet dell'Avvocatura) è di 81,3 milioni l'anno, pari, in media, a circa 234 mila euro annui ciascuno, una busta paga decisamente non bassa. A cui però si aggiunge una importante appendice. Una norma del 1933 stabilisce infatti che agli avvocati dello Stato venga corrisposto anche un onorario per le cause vinte o per quelle nelle quali il giudice abbia stabilito la compensazione delle spese fra le parti; una voce che, tradotta in soldoni, comporta per lo stato un esborso aggiuntivo di circa 40 milioni di euro l'anno. E' proprio questa la voce che Renzi vuole cancellare con un colpo di penna. "L'avvocato dello stato infatti già percepisce una retribuzione per un contratto a tempo indeterminato e quindi non c'è alcuna necessità di un ulteriore compenso per aver svolto il suo lavoro in modo "vittorioso" da un punto di vista processuale" si legge nella nota diffusa a margine del Consiglio dei ministri della scorsa settimana.

Il decreto stabilirà dunque che quando il giudice compensa le spese, gli avvocati dipendenti dello Stato non avranno più diritto ad alcun onorario. Nel caso invece di cause vinte con liquidazione della parcella ai legali del vincitore, l'onorario dovrebbe essere ridotto in misura drastica: anche al 10% per cento.

Zedde

Maturita': Giannini, esame qualitativo mette alla prova conoscenze

Redazione Mercoledì, 18 Giugno 2014
- Roma, 18 giu. - Quello di maturita' e' "un esame che mette alla prova varie conoscenze, e' un esame qualitativo mentre i test di accesso all'universita', al di la' di quello di Medicina, sono quantitativi. Questa discrasia e' elemento su cui riflettere". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ospite di 'Radio anch'io' su Radio1 Rai nel giorno di avvio - con la prova di italiano - degli esami di maturita'. Secondo la titolare del Miur pensare invece di passare a una valutazione solo quantitativa quale ultima prova per l'esame di Stato e' cosa su cui riflettere, nel senso che l'aspetto qualitativo prevale. E - ha detto Giannini - "non a caso molti Paesi stanno tornando indietro in questo". A proposito dell'attualita' o meno degli esami di maturita', il ministro ha commentato che "le prove solo quantitative sono in grado di diagnosticare certe competenze ma non danno una valutazione completa della maturita' di uno studente. Per una prova che e' la fine di un percorso e l'inzio di un altro, che sia lavoro o l'universita', credo si debba valorizzare ancora quello che abbiamo". Cio' non toglie pero' - ha precisato - che l'esame non possa essere migliorato. .
Lavoro

Riforma Pa, Camusso: vogliamo vedere i testi approvati

Redazione Martedì, 17 Giugno 2014

"Ci viene chiesto un sacrificio e noi il sacrificio lo rispetteremo non perche' condividiamo le ragioni, ma perche' il momento lo richiede. Kamsin Per ora si fanno supposizioni, vorremmo vedere i testi. Ma le parole del ministro Madia non ci tranquillizzano". E' quanto ha affermato il segretario generale della Cgil Susanna Camusso a Otto e mezzo, su La7. "L'idea che ci siamo fatti e' che vogliano avere un controllo sulla P.A - ha aggiunto - con un maggior controllo legislativo e politico". 

Intanto nella giornata odierna il presidente della Confesercenti Marco Venturi ha attaccato il governo sul pasticcio della Tasi. "E' un'imposta mal gestita, che rischia di rivelarsi una vera e propria batosta, soprattutto per le imprese". Anche per l'inasprimento del fisco e la crisi economica hanno spento, nei primi 5 mesi dell'anno 53.037 imprese, con un saldo negativo di 20.807 unità. Confesercenti però sottolinea gli sforzi del governo per cambiare passo, dal bonus fiscale al taglio dell'Irap fino al Dl lavoro.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti ha annunciato la volontà di istituire un'agenzia unica per le ispezioni riferite a tutte le problematiche delle imprese, dalle norme lavoristiche a quelle su salute e sicurezza, di Inps, Inail, Asl e fisco: "Lo proporremo al Parlamento, è una grande operazione di semplificazione, efficienza e risparmio".

Zedde

 

Altro...

Riforme: Renzi, siamo a rush finale ; si lavora su tempi e emendamenti

Redazione Martedì, 17 Giugno 2014
- Roma, 17 giu. - "Siamo al rush finale". Cosi' Matteo Renzi parlando ai suoi, al termine della riunione sulle riforme a Palazzo Chigi a cui hanno partecipato il ministro Maria Elena Boschi, i sottosegretari alla presidenza Granziano Delrio e Luca Lotti, i vicesegretari del Pd Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani e i capigruppo alla Camera e al Senato Roberto Speranza e Luigi Zanda. Si e' trattato, si spiega, di "consultazioni informali nel'ambito della maggioranza di governo che Renzi proseguira' nelle prossime ore con Scelta civica e Nuovo centrodestra". Gli emendamenti messi a punto dai due relatori - la presidente della commissione Affari costituzionali e senatrice del Pd Anna Finocchiaro e il vice presidente del Senato ed esponente di spicco della Lega nord, Roberto Calderoli - sarebbe stati al centro dell'incontro in corso Palazzo Chigi fra il Governo, i vertici del partito democratico, la stessa presidente Finocchiaro con i capigruppo in Parlamento del Pd Zanda e Speranza e il presidente della conferenza delle regioni Errani. Ma, secondo quanto si apprende anche la necessita' di non sforare, se non in maniera fisiologica, i tempi previsti per la riforma costituzionale sarebbero oggetto di confronto. Intanto, in Senato e' proseguita l'illustrazione delle proposte di modifica presentate dalle forze politiche. La seduta della prima commissione, prevista per domani, e' slittata a causa della convocazione della giunta per il regolamento di Palazzo Madama che dovra' decidere del ricorso presentato dai popolari dopo la sostituzione del senatore Mario Mauro in prima commissione. Si va dunque, a giovedi' e si aspetta il deposito degli emendamenti scritti da Finocchiaro e Calderoli che avverra', con ogni probabilita', alla luce di un accordo politico che deve esser chiuso. Si lavora affinche' in settimana vengano non presentati, ha detto oggi il sottosegretario Luciano Pizzetti che si e' detto molto fiducioso sul fatto che si arrivi ad un punto di caduta sulle funzioni del nuovo Senato e sul titolo quinto della costituzione senza negare che il nodo politico irrisolto resta ancora quello di chi vi dovra' essere eletto. Che la seconda camera rappresenti le regioni e le autonomie, ha sottolineato, e' un punto fisso. Fermo restando il dato dell' elezione indiretta del Senato, bisogna ancora approfondire come organizzarla, ha detto Pizzetti. .

Riforme: rientra 'fronda' senatori Pd. Mineo, nessuna resa

Redazione Martedì, 17 Giugno 2014

- Roma, 17 giu. - "La nostalgia non e' categoria della politica: chi vivesse di nostalgia non avrebbe spazio nella politica di oggi". Il premier Renzi, all'inaugurazione di Pitti immagine uomo, incalza cosi' chi critica il cambiamento e le riforme. Le parole del presidente del Consiglio, forse indirizzate anche a frange del suo partito, precedono di un'ora la decisione dei 14 senatori del Pd di cessare l'autosospensione dal gruppo annunciata dopo la sostituzione in commissione Affari costituzionali di palazzo Madama dei colleghi di partito Corradino Mineo e di Vannino Chiti. "Un'ottima notizia", commenta la presidente della commissione, Anna Finocchiaro, ma il caso non e' ancora chiuso e in una nota congiunta i 14 senatori Pd mettono in chiaro alcuni punti ed esprimono alcune riserve: "Continueremo a sostenere i nostri emendamenti al testo base del Governo che, peraltro, le trattative in corso o in fieri con Lega, Forza Italia e M5s potrebbero ulteriormente modificare".

I 14 accolgono comunque con soddisfazione le dichiarazioni del presidente del Gruppo Pd, Luigi Zanda, in particolare quando afferma che coloro che difendono l'articolo 67 della Costituzione (Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato) "non vengono considerati 'frenatori delle riforme' o 'ricattatori della maggioranza', ma colleghi impegnati in una legittima battaglia politica". "Nessuna resa - conferma Mineo - . Con Vannino Chiti una battaglia in difesa della Costituzione che continuera' nelle forme e con gli alleati disponibili". Sullo sfondo resta il coinvolgimento del Movimento 5 stelle. FI apre al confronto. "Non abbiamo alcun problema che si allarghi il tavolo delle riforme. Anzi, questo dimostra che avevamo visto giusto nel partecipare con Renzi al 'patto del Nazareno'", afferma il presidente dei deputarti di Forza Italia, Renato Brunetta.

"E proprio per questo - aggiunge - rilanciamo sull'elezione diretta del presidente della Repubblica". Un'occasione di riflessione ad ampio raggio e' stata sicuramente offerta dalla colazione di lavoro al Quirinale tra Napolitano e Renzi, accompagnato da una delegazione di ministri. Un appuntamento che tradizionalmente precede i Consigli europei e che cade a ridosso del semestre di presidenza. Sulle funzioni del nuovo Senato, dice infine il sottosegretario Luciano Pizzetti a proposito delle riforme costituzionali all'esame del Senato "sono stati fatti passi avanti significativi. Mi pare sia stato fatto un buon lavoro". Quanto al titolo V nella proposta dei relatori "l'articolo 117 della Costituzione e' leggermente rimodulato per quanto riguarda le funzioni. C'e' maggiore disponibilita' verso le regioni, per funzioni e materie, facendo perno sul fatto che allo Stato restano le competenze".

Pensioni, resta un rebus l'estensione dell'opzione donna

Nicola Colapinto Martedì, 17 Giugno 2014
Resta un mistero la decisione del governo sulla proroga dell'opzione per il regime sperimentale al 2018 in favore di tutti i lavoratori.

Kamsin L'incertezza che regna in questi giorni sulle misure attuate dall'esecutivo sul fronte previdenziale è legata alla scelta di ancorarle principalmente ad uno strumento legislativo - il disegno di legge delega - che per sua natura è "generico" e prevede un iter piuttosto lungo di attuazione.  Senza contare che attualmente non è stato diffuso neanche il testo definitivo che l'esecutivo sottoporrà all'esame del Parlamento; quindi conosciamo per ora solo i titoli e le misure più importanti, quelle annunciate dal consiglio dei ministri dello scorso venerdì.

E' bene precisare subito però che non ci saranno strette in materia pensionistica. Il rischio di una scure targata Cottarelli non c'è. Almeno per ora.

Altre norme invece entreranno in vigore immediatamente, attraverso un decreto legge che la Presidenza del Consiglio sta ancora mettendo a punto. La prima è quella sul dimezzamento - il taglio del 50 per cento - dei distacchi sindacali, ossia il numero dei dipendenti pubblici che lasciano il loro posto nella Pa per fare i sindacalisti: la norma entrerà in vigore dal primo agosto. Dal 31 Ottobre ci sarà invece lo stop al trattenimento in servizio: non sarà più possibile restare al lavoro nella Pa dopo aver raggiunto l'età pensionabile. Regola che colpirà anche i magistrati che però potranno continuare a rimanere in servizio fino al 2015, un termine piu' lungo per bilanciare gli organici e permettere alle Corti d'Appello di organizzare il ricambio.

Le amministrazioni avranno poi la possibilità di mettere in pensione i dipendenti che hanno raggiunto la contribuzione piena, cioè i requisiti per la pensione anticipata, una misura che secondo la Madia potrebbe liberare oltre 60 mila posti di lavoro nelle Pa. Una misura questa, come già detto su Pensioni Oggi che già esiste ma che è stata scarsamente utilizzata. Sono stati accantonati, almeno per ora, i prepensionamenti dopo il giudizio negativo del ministro del lavoro Poletti: "Sono contrario a trattamenti diversi tra pubblico e privato - aveva infatti annunciato il titolare di Via Veneto - in quanto creerebbero disparità di trattamento". E per questa ragione che il Consiglio dei ministri ha deciso di mettere da parte l'esonero dal servizio - inizialmente previsto - per chi si trova a due anni dalla pensione che avrebbe di fatto anticipato l'età pensionabile per il pubblico impiego.

La norma che dovrebbe avere l'impatto maggiore sia come innovazione che come effetti sull'entrata al lavoro dei giovani è comunque quella che riguarda il part time. Nel disegno di legge delega si prevede l'introduzione del part time al 50 per cento per i dipendenti della Pa che si trovano a cinque anni dai requisiti per la pensione. Per incentivarne l'uso - che resta facoltativo - il governo ha deciso di garantire ai lavoratori i contributi pieni, come continuassero con il full time.

Resta ancora un mistero l'estensione generalizzata del regime sperimentale donna sino al 2018, un'ipotesi contenuta nelle prime bozze sulla Riforma (all'articolo 4 del provvedimento "Repubblica Semplice") che è stata rilanciata dai quotidiani nei giorni scorsi: della misura non c'è traccia nel comunicato ufficiale diffuso dall'esecutivo la scorsa settimana, nè nelle dichiarazioni del ministro Madia. Bisognerà attendere quindi ancora alcuni giorni per comprendere se la norma è sopravvissuta al Cdm di Venerdì scorso oppure se è stata stralciata. Possibile anche che la novità confluisca in realtà nella proposta di legge sugli esodati (la pdl 224) il cui esame inizierà il 23 Giugno alla Camera dei Deputati.

Esprime delusione sul punto Guido Carella, presidente di ManagerItalia: "Non v’è certezza, ma pare che il governo nel Consiglio dei ministri di venerdì scorso avrebbe escluso di proporre la ventilata opzione di pensionamento per gli uomini 57enni con 35 anni di contributi, seppure con il sistema contributivo”.

”In attesa di certezze -continua Carella- ci preme sottolineare la nostra forte contrarietà alla mancata attuazione di un decreto attuativo che permetterebbe ai tanti oggi in forte difficoltà, per la riforma Fornero e per un mercato del lavoro che espelle sempre più lavoratori, di riparare alla meno peggio con un pensionamento del tutto lecito e senza costi per la collettività”.

“Infatti, il calcolo della pensione con il metodo contributivo -fa notare- non darebbe a questi lavoratori null’altro se non i contributi da loro versati, senza chiedere nulla alla collettività. Proprio per questo, non capiamo perché si voglia negare questa via di fuga, lecita e guadagnata, a chi avanti con l’età, disoccupato e non ancora in pensione sta vivendo momenti veramente drammatici”.

Zedde

Riforme, rientra la fronda dei senatori Pd

Redazione Martedì, 17 Giugno 2014

- Roma, 17 giu. - "La nostalgia non e' categoria della politica: chi vivesse di nostalgia non avrebbe spazio nella politica di oggi". Il premier Renzi, all'inaugurazione di Pitti immagine uomo, incalza cosi' chi critica il cambiamento e le riforme. Le parole del presidente del Consiglio, forse indirizzate anche a frange del suo partito, precedono di un'ora la decisione dei 14 senatori del Pd di cessare l'autosospensione dal gruppo annunciata dopo la sostituzione in commissione Affari costituzionali di palazzo Madama dei colleghi di partito Corradino Mineo e di Vannino Chiti.

"Un'ottima notizia", commenta la presidente della commissione, Anna Finocchiaro, ma il caso non e' ancora chiuso e in una nota congiunta i 14 senatori Pd mettono in chiaro alcuni punti ed esprimono alcune riserve: "Continueremo a sostenere i nostri emendamenti al testo base del Governo che, peraltro, le trattative in corso o in fieri con Lega, Forza Italia e M5s potrebbero ulteriormente modificare". I 14 accolgono comunque con soddisfazione le dichiarazioni del presidente del Gruppo Pd, Luigi Zanda, in particolare quando afferma che coloro che difendono l'articolo 67 della Costituzione (Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato) "non vengono considerati 'frenatori delle riforme' o 'ricattatori della maggioranza', ma colleghi impegnati in una legittima battaglia politica".

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Renzi: dopo Bce no alibi su credito banche a imprese

Redazione Martedì, 17 Giugno 2014
- Firenze, 17 giu. - Dopo le decisioni della Bce "al sistema bancario italiano diciamo che non ci sono piu' alibi per non dare credito alle imprese, chiediamo agli istituti di credito di far girare i denari. Se e' vero che non c'e' stato credit crunch, e' vero che c'e' stata una contrazione incredibile. Guai a chi crede che ci siano ancora alibi". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi intervenendo all'inaugurazione di Pitti immagine Uomo a Palazzo Vecchio. Il presidente del consiglio torna sulla polemica Mose ed Expo. "Giusto fare pulizia sul Mose e nell'Expo, sradicando il malaffare. Pero' l'Expo e' visto e va visto come una gigantesca chance per l'Italia". "Raccontiamo sempre che in Italia va tutto male - ha aggiunto Renzi - siamo i peggiori direttori commerciali di noi stessi. Dobbiamo raccontare un'Italia diversa e cio' puo' succedere con l'Expo". "Noi abbiamo il bisogno, la necessita' vorrei dire l'urgenza di intervenire immediatamente". Renzi ha spiegato che "piu' in generale, penso alle grandi opere infrastrutturali viarie, penso alla Tav, che e' ancora da completare nel tratto fra Milano e Venezia e fra Napoli e Bari". .
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