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Notizie

Fisco

Calano i redditi degli italiani, nel 2012 la media è sotto i 20 mila euro

Bernardo Diaz Venerdì, 28 Marzo 2014
I guadagni delle famiglie italiane sono calati di oltre il 6 per cento in 4 anni.

I dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze sulle dichiarazioni dei redditi 2012 evidenziano come la crisi sta continuando ad erodere gli stipendi e il potere d'acquisto delle famiglie italiane. In tutto il paese le dichiarazioni sono infatti accompagnate da un segno negativo; la flessione è particolarmente pesante in Sardegna in cui reddito medio si attesta a 16.840 euro in media, con un calo di oltre il 7% rispetto al 2008. Ma è tutto il sud a soffrire in modo pesante la crisi.

La Lombardia resta la regione italiana più forte per reddito medio lordo che si attesta a 23.320 euro anche se la crisi ha intaccato i gli importi dichiarati di oltre 7% negli ultimi 4 anni.

La media italiana si attesta sui 19.750 euro di reddito dichiarato, ed ha registrato un calo del 6,1% sul 2008 e dell'1,7% sul 2011. Il Ministero dell'Economia e Finanze evidenzia anche che il 5% più ricco dei contribuenti dichiara il 22,7% del totale dei redditi italiani.

A pagare maggiormente la crisi sono stati i lavoratori dipendenti. Negli ultimi anni infatti il numero di di lavoratori dipendenti indicati nelle dichiarazioni sono calati di 160 mila unità rispetto all'anno prima. Considerando che coloro che sono andati in pensione sono stati solamente 66 mila unità, resta un saldo di oltre 100 mila contribuenti che si sono persi per strada. Si tratta purtroppo di persone che hanno perso il lavoro o provato ad intraprendere un'attività di lavoro autonomo. 

E comunque anche per gli autonomi e per le imprese le cose non vanno molto meglio. I redditi da lavoro autonomo nel 2012 sono scesi in media del 15% sull'anno precedente; le imprese che utilizzano la contabilità ordinaria hanno registrato un calo di circa il 15%, va un pò meglio solo per le imprese che sono in contabilità semplificata che vedono un calo di circa il 9% sull'anno precedente.

Unico segno positivo, in questo periodo di crisi,  è stata la cedolare secca sugli affitti. La tassa piatta nel 2012 è stata scelta da oltre 760 mila contribuenti che hanno dichiarato oltre un miliardo di euro di base imponibile. Un aumento di oltre il 12% rispetto all'anno precedente.

Lavoro

Contratti a termine, i professionisti sono fuori dalla deroga

Sergey Venerdì, 28 Marzo 2014
La deroga in favore delle imprese di piccole dimensioni rischia di non essere applicabile agli studi professionali.

Le imprese di minori dimensioni, fino a 5 dipendenti, possono stipulare sempre un contratto a tempo determinato. È quanto previsto dal decreto legge Poletti (dl 34/2014) entrato in vigore lo scorso 21 marzo. La norma mira a salvaguardare le imprese minori per le quali l'applicazione del limite generale del 20 per cento di organico complessivo non avrebbe consentito altrimenti il ricorso al contratto a tempo determinato.

La nuova disciplina del contratto a tempo determinato ha infatti previsto un tetto massimo di dipendenti assunti con contratto a tempo determinato rispetto al totale degli addetti nell'impresa. Il limite è del 20 per cento. 
Vincolo che chiaramente non poteva essere rispettato per le imprese minori per le quali, se non fosse stata concessa una deroga, non avrebbero potuto assumere nessun collaboratore con contratto a tempo determinato; un'impresa con tre dipendenti infatti se ne avesse assunto un quarto con un contratto a tempo determinato avrebbe sforato immediatamente il tetto del 20%. 

Il Decreto Poletti ha quindi stabilito che le imprese di minori dimensioni, sino a 5 dipendenti, possono sempre assumere un collaboratore con contratto a tempo determinato in deroga al tetto legale.

La norma tuttavia fa riferimento esclusivamente alle imprese ed escluderebbe di fatto i soggetti non imprenditori come per esempio i professionisti, gli studi, le associazioni e fondazioni. Che, in assenza di un chiarimento da parte del Ministero del Lavoro, rischiano di non poter assumere alcun collaboratore a tempo determinato nel caso il loro organico sia inferiore a 5 dipendenti.

Si tratta questo di un punto sul quale l'Ordine dei consulenti del lavoro chiede, in sede di conversione in legge del provvedimento, di chiarire l'applicabilità della deroga anche nei confronti dei soggetti non imprenditori per scongiurare dubbi interpretativi e per evitare di discriminare ingiustamente i professionisti.

Lavoro

Electrolux, parte la solidarietà per 3 mila dipendenti

Nicola Colapinto Venerdì, 28 Marzo 2014
È stato siglato a Mestre l'accordo tra azienda e sindacati per prorogare di un anno gli ammortizzatori sociali.

A Mestre Electrolux e i sindacati hanno siglato un accordo per consentire la proroga degli ammortizzatori sociali negli stabilimenti italiani. L'accordo riguarda il sito di Solaro in provincia di Milano che vedrà gli ammortizzatori sociali partire dal 1° giugno 2014 al 31 marzo 2015, il sito di Porcia in provincia di Pordenone dal 3 agosto 2014 al 2 agosto 2015 e lo stabilimento di Susegana in provincia di Treviso dal 1° aprile 2014 al 31 marzo 2015. 

I contratti di solidarietà riguarderanno 3079 lavoratori impiegati nei tre siti e consentirà di evitare i licenziamenti e ridistribuire il carico di lavoro. L'accordo è stato raggiunto anche grazie alle novità introdotte dal Governo con il Decreto Lavoro che sostiene con incentivi contributivi le imprese che usufruiscono dei contratti di solidarietà per salvaguardare l'occupazione e contestualmente investono in innovazione e ricerca.

Pubblico Impiego

Prepensionamenti Pa, spunta l'ipotesi degli esoneri volontari

Sergey Venerdì, 28 Marzo 2014
Il ministro della Funzione pubblica Marianna Madia e il sottosegretario Angelo Rughetti studiano un ritorno della legge Brunetta per i dipendenti della pubblica amministrazione.

Tra le ipotesi allo studio del ministro Madia e del sottosegretario Rughetti per gestire gli 85 mila esuberi nelle pubbliche amministrazioni potrebbe affiancarsi quella di riadattare l'istituto dell'esonero introdotto nel 2008 dalla legge Brunetta e poi eliminato con il decreto Salva Italia nel 2011.

La legge 133 del 2008 infatti consentiva a tutti i dipendenti pubblici a cui servivano 5 anni per accedere alla pensione, di essere esonerati dal servizio per dedicarsi ad un volontariato in cambio di uno stipendio diminuito del 30 per cento. Dopo 5 anni si accedeva alla pensione con un assegno e un trattamento di quiescenza identico a quello dei colleghi rimasti in servizio in quanto la contribuzione veniva totalmente coperta dallo Stato.

Secondo il sottosegretario Angelo Rughetti, l'ipotesi Brunetta dell'esonero potrebbe essere riadattata per consentire ai lavoratori pubblici di essere impiegati in un'amministrazione diversa da quella di appartenenza.

L'ipotesi potrebbe essere applicata a quei dipendenti pubblici che lavorano distanti da casa e che ogni giorno devono sostenere costi di spostamento nelle città in cui lavorano. Insomma i pendolari. Per questi, Rughetti immagina la possibilità di essere reintegrati per un periodo di tempo variabile nelle amministrazioni locali. Sempre su base volontaria, come prevedeva la legge Brunetta, per evitare di generare conflittualità sociale.

Il primo passo potrebbe essere quello di lanciare un interpello per raccogliere le adesioni degli eventuali interessati ad incrociarsi con i posti che si sono resi vacanti nelle amministrazioni pubbliche locali.

Pensioni

Esodati, sale il numero delle pensioni liquidate

Sergey Venerdì, 28 Marzo 2014
L'Inps ha diffuso la nuova tabella riepilogativa delle operazioni salvaguardia delle certificazioni inviate ai beneficiari al 7 marzo 2014.

Secondo il rapporto aggiornato allo scorso 7 marzo, l'Inps ha certificato complessivamente N. 83619 posizioni ed ha liquidato N. 38228 pensioni su un totale di N. 130.130 posizioni salvaguardate con i primi tre provvedimenti.

Relativamente alla prima salvaguardia, individuata dal decreto legge 201 del 2011, sono state effettuate N. 62.473 certificazioni e liquidate N. 33.227 pensioni su un totale di 65 mila potenziali interessati.

Ancora bassi i numeri per la seconda salvaguardia in cui sono state effettuate solo N.14.945 certificazioni e sono state liquidate N. 2.400 pensioni a fronte di un totale di 55 mila posizioni salvaguardate. A pesare sono soprattutto le operazioni di salvaguardia dei lavoratori mobilità ordinaria del predetto contingente: su N.40.000 potenziali beneficiari le certificazioni sono state solo N. 5.994. In corso di definizione però ci sono altre 7.392 posizioni.

Relativamente alla terza salvaguardia l'Inps ha certificato 6201 posizioni ed ha provveduto alla liquidazione di N. 2.601 pensioni a fronte di N. 16.130 soggetti salvaguardati. L'Istituto ricorda che le pensioni liquidate sono quelle che hanno decorrenza fino al gennaio 2014 e di conseguenza il numero sarà destinato ad incrementarsi nel corso dei mesi in relazione al raggiungimento della data di accesso al pensionamento da parte dei beneficiari; inoltre, secondo l'Istituto, le certificazioni sino ad oggi effettuate riguardano i soggetti con decorrenza della pensione dal 2013 in poi. 

Complessivamente l'Inps sui primi tre decreti ha certificato il 64 % circa delle posizioni ed ha provveduto alla la liquidazione di quasi il 30 % degli aventi diritto.

Con riferimento alla quarta salvaguardia l'Inps ha provveduto anche a certificare N.183 posizioni relativamente ai lavoratori cessati per risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro ai sensi del DL 102 del 2013.

Altro...

Esodati: Per Nori la capienza delle salvaguardie è adeguata

Eleonora Accorsi Venerdì, 28 Marzo 2014
Il direttore generale dell'Inps Mauro Nori ha precisato che la prossima settimana saranno liquidate le prime pensioni della quarta salvaguardia.

In audizione informale alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, il direttore generale dell'Inps Mauro Nori ha aggiornato i membri della XI Commissione riguardo agli esodati, al possibile intervento sulle "pensioni d'oro" e sui ricongiungimenti pensionistici onerosi.

Sui procedimenti della salvaguardia Nori ha ricordato che sinora sono state liquidate N. 38716 pensioni su una platea di 142 mila lavoratori potenziali interessati alla salvaguardia. Nori ha anche tranquillizzato la Commissione della correttezza delle stime circa la capienza delle salvaguardie indicando che solo in un caso, quello degli esonerati dal servizio di cui alla prima salvaguardia del DL 201 2011, i posti disponibili sono risultati inferiori alle domande pervenute. 

In molti casi infatti, ha osservato Nori, le domande presentate alle direzioni territoriali del lavoro vengono rigettate dall'Inps in quanto i lavoratori non rispettano il paletto della decorrenza della prestazione pensionistica, 6 gennaio 2015, individuata dalle leggi istitutive. Il direttore generale dell'Ufficio pensioni Uselli hai infine affermato che l'Inps potrà procedere già dalla prossima settimana alla liquidazione delle pensioni nell'ambito della quarta operazioni di salvaguardia, se hanno decorrenza 2014.

Interrogato circa la possibilità di ricalcolare con il metodo contributivo le pensioni d'oro cioè oltre a 5 mila euro netti mensili, il direttore Nori ha osservato che l'Inps non è in grado di fornire dati sulle platee interessate in quanto eccessivamente oneroso soprattutto in termini di personale. "La procedura è molto complessa, ma fare i conti non sarebbe impossibile a condizione però che il gioco valga la candela."

Nori inoltre ha dato la disponibilità dell'ente a contribuire per trovare le coperture relative al taglio dell'Irpef qualora arrivasse una richiesta in tal senso dal governo. Qui il video ufficiale dell'audizione.

I bancari richiedono gli aumenti contrattuali

Sergey Giovedì, 27 Marzo 2014

Si avvicinano i tempi per la chiusura del rinnovo del contratto dei bancari. L'ABI punta a chiudere il contratto collettivo nazionale entro il 30 giugno, ma sono molte le questioni ancora aperte sollevate dai sindacati unitari.

Lando Maria Sileoni, da poco riconfermato alla guida della Fabi, chiede infatti che il nuovo contratto collettivo preveda risorse in favore dei lavoratori bancari che stanno affrontando anche loro forti difficoltà in un momento di cambiamento. 

La Fabi chiede l'inserimento di una revisione del Fondo per l'occupazione in modo che se ci fossero dei residui a livello di solidarietà questi possano essere utilizzati per la riconversione professionale del personale. Le sigle unitarie del credito chiedono anche un rafforzamento delle garanzie contro l'eccessiva frammentazione dei contratti e il rischio di una deregulation del settore. 

Importanti anche le richieste economiche. Le sigle sindacali chiedono un differenziale del 6,05 per cento sul 2012 che su retribuzioni di circa 37 mila euro comporterà un aumento di circa 170 euro dello stipendio medio dei bancari.

Per i sindacati, i banchieri dovranno puntare sulla riduzione delle consulenze e sul ridimensionamento dei compensi dei top manager da contenere entro il rapporto di 1 a 20.

Cassa in deroga. Poletti chiede un miliardo di euro al governo

Sergey Giovedì, 27 Marzo 2014

Per il neoministro del Welfare, Giuliano Poletti, anche il 2014 sarà un anno di grande sofferenza sul fronte del lavoro. In audizione alla Camera, Poletti ha portato all'attenzione di nuovo il nodo del miliardo di euro che manca quest'anno per finanziare la cassa integrazione in deroga che, con le casse ordinaria e straordinaria in esaurimento, rischia di diventare un rifugio per i lavoratori che non hanno coperture.

Il titolare del Lavoro precisa che il miliardo mancante «è un dato meccanico che risulta se guardiamo alle risorse impegnate negli anni precedenti» ed «è la differenza tra ciò che abbiamo finanziato in passato e ciò che abbiamo in bilancio quest' anno».

La ferita si riapre dopo che l'Inps ha sottolineato l'exploit della cassa integrazione a febbraio: 83,3 milioni le ore complessivamente erogate. L'aumento su un anno è stato del 5,3%. Ed è tutto da imputare alla cassa straordinaria e in deroga salite rispettivamente del 16,9% e del 55,6%. Mentre le ore di cassa ordinaria si sono ridotte del 27,4%.

Tirreno Power, l'azienda chiede la cassa integrazione per oltre 100 dipendenti

Sergey Giovedì, 27 Marzo 2014

Sono 102, su un totale di 260 dipendenti diretti, i lavoratori della centrale elettrica Tirreno Power di Vado Ligure (Savona) che saranno messi in cassa integrazione, in seguito al provvedimento di sequestro degli impianti a carbone imposto l'11 marzo scorso dall'Autorità Giudiziaria per un presunto coinvolgimento dell'azienda in disastro ambientale doloso.

Ieri la Tirreno Power, al termine di un incontro in prefettura a Savona con i sindacati, ha chiarito che chiederà la cassa integrazione ordinaria.

Controllata al 50% da Gdf Suez e partecipata da Sorgenia (39%), società che fa capo alla famiglia De Benedetti, da Hera (5,5%) e da Iren (5,5%), la società ha sottolineato in una nota che «sta seguendo tutte le strade nelle sue possibilità per riprendere la produzione, tra le quali anche una serie di interventi che potrebbero essere sottoposti al giudice in tempi ragionevolmente brevi, auspicabilmente all'interno di un quadro di costruttivo dialogo e consapevolezza delle difficoltà finanziarie della società».

Il blocco «protratto della produzione - aggiunge l'azienda - in un momento, come noto, estremamente delicato di rinegoziazione del debito da parte dell'azienda con gli istituti finanziari può compromettere la continuità industriale».

Start up, benefici limitati al 2015

Sergey Giovedì, 27 Marzo 2014

Secondo quanto stabilito dal Decreto Interministeriale del 30 gennaio 2014 pubblicato lo scorso giovedì nella Gazzetta Ufficiale, gli aumenti di capitale delle startup innovative saranno detraibili dall'Irpef per una percentuale pari al 19-25 % oppure deducibili ai fini Ires per il 20-27 % solo fino al 2015. 

Nel decreto quindi, a differenza di quanto stabilito nel decreto legge 76/2013 che aveva invece previsto l'estensione del beneficio per tutto il periodo 2013-2016 si riduce di un anno l'agevolazione. Verosimilmente si tratta di una svista che ha coinvolto i due ministeri che hanno adottato il provvedimento.

Nel decreto inoltre viene estesa l'agevolazione solo ai versamenti a titolo di sovraprezzo e non più quindi ai semplici versamenti a fondo perduto o in conto capitale.

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