Redazione
Riforma Pensioni, Governo pronto alla retromarcia sulle partite iva
Venerdì, 16 Gennaio 2015Novità in arrivo per le partite Iva. Come già annunciato dal premier due giorni fa, il governo farà una parziale retromarcia sulle norme relative alla fiscalità di vantaggio introdotte con la legge di Stabilità 2015. C’è un «errore» nella norma che aumenta i contributi per le partite Iva (fino al 33% nel 2018, a livello dei lavoratori dipendenti), ha confermato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti intervenendo questa mattina a Radio Anch’io (Rai 1) e per rimediare l’esecutivo «non aspetterà la prossima legge di stabilità».
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Referendum Pensioni, la Corte rinvia la decisione al 20 Gennaio
Giovedì, 15 Gennaio 2015La Consulta ha invece deciso, in senso negativo, sulla richiesta referendaria di alcune Regioni che avrebbero voluto abrogare la norma che ha avviato la chiusura di una serie di tribunali e uffici giudiziari.
Kamsin Si dovrà attendere ancora qualche giorno per sapere se la riforma delle pensioni del 2011 potrà essere messa in discussione attraverso un referendum popolare. La Corte Costituzionale, che doveva pronunciarsi ieri sull'ammissibilità del quesito abrogativo presentato dalla Lega Nord, ha rinviato la propria decisione a martedì prossimo, 20 gennaio, alle 20,30. In questo modo la Consulta è venuta incontro alle richieste della stessa Lega ed in particolare di Roberto Calderoli, uno dei promotori dell'iniziativa referendaria.
Calderoli aveva chiesto il rinvio lamentando di non aver ricevuto la comunicazione prevista dalla legge e di non aver potuto quindi produrre la memoria a difesa delle proprie ragioni. A detta dello stesso senatore, è stato accertato che la missiva in questione giaceva in un ufficio postale di Milano. Dunque l'incertezza sul destino della legge Fornero, che tra le altre cose ha cancellato le pensioni di anzianzità e ha introdotto il calcolo contributivo per tutti i lavoratori, si prolungherà fino a martedì sera; anche se la maggior parte degli esperti ritiene che il quesito non sia ammissibile, in quanto norma che fa parte - pur se non direttamente - di una legge di bilancio.
Il quesito della Lega propone di abrogare l'articolo 24 del decreto Salva Italia (Dl 201/2011). Se il quesito passasse, osservano i leghisti, sarebbe cancellato il passaggio al calcolo contributivo proquota per le nuove pensioni, e tornerebbero le pensioni di anzianità e si ridurrebbe l'età per l'assegno di vecchiaia, fissato oggi per gli uomini a 66 anni e tre mesi.
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Smart Working, la PEC non è valida
Giovedì, 15 Luglio 2021I chiarimenti in una nota del Ministero del Lavoro. Non sono ammesse altre forme di comunicazione tra cui l'utilizzo della posta elettronica certificata.
Isee 2015, rivalutate le prestazioni alle famiglie disagiate
Lunedì, 30 Marzo 2015Cresce dello 0,2 per cento l'importo degli assegni erogati dai comuni a favore delle famiglie in condizioni economiche disagiate.
Kamsin Per l'anno 2015 l'assegno mensile di maternità vale 338,89 euro, quello per il nucleo familiare, sempre su base mensile e in misura intera, 141,31 euro. I limiti Isee per il diritto alle prestazioni sono fissati rispettivamente a 16.954,95 euro (assegno maternità) e 8.555,99 euro (assegno nucleo familiare). Lo comunica l'Inps con la Circolare 64/2015 precisando la portata dell'aggiornamento indicato nel comunicato del dipartimento delle politiche della famiglia della presidenza del consiglio dei ministri, pubblicato nella G. U. del 25 marzo. Ovviamente, ricorda l'Inps, l'assegno per il nucleo familiare da erogare per il 2014, per i procedimenti in corso, continuano ad applicarsi i valori previsti per il medesimo anno 2014.
Com'è noto dal 1° gennaio 2015 è in vigore la nuova disciplina per valutare la ricchezza delle famiglie al fine di ottenere i servizi socio-asstenziali da parte dello Stato e dei Comuni. La riforma, interessandosi anche degli assegni concessi dai comuni, ha fissato nuove «soglie» per il diritto e, soprattutto, ha cambiato l'indice di riferimento: non più l'ise ma l'Isee. L'aggiornamento Istat (più 0,2%) riguarda entrambe le prestazioni corrisposte dai comuni: l'assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori e l'assegno di maternità alle madri, prive di tutela previdenziale obbligatoria.
Come previsto dalla Finanziaria 1999, che le ha istituite, le provvidenze sono soggette a rivalutazione annuale unitamente ai limiti reddituali che verificano diritto e misura, fissati in base al cosiddetto «riccometro».
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Referendum Pensioni, Slitta al 20 Gennaio la decisione della Consulta
Mercoledì, 14 Gennaio 2015La Corte ha accolto la richiesta della Lega di rinvio per mancata notifica. La corte ha dunque rinviato la camera di consiglio al prossimo 20 gennaio alle ore 20,30.
Kamsin Slitta al 20 Gennaio la decisione della Consulta sull'ammissibilità del referendum abrogativo della legge Fornero sulle pensioni, uno dei provvedimenti più importanti (e più contestati) degli ultimi anni, varata dal governo Monti a fine 2011. E' quanto comunica Roberto Calderoli (LN) spiegando che "la Corte ha accolto la nostra richiesta di rinvio per mancata notifica. La corte ha dunque rinviato la camera di consiglio al prossimo 20 gennaio alle ore 20,30 dimostrando sensibilità nei nostri confronti e per i nostri diritti avendo fissato l'udienza all'ultimo giorno previsto dalla legge per concederci più tempo possibile per preparare la nostra memoria difensiva".
La Consulta deve decidere sull'ammissibilità del referendum abrogativo chiesto dalla Lega Nord. Ieri infatti Roberto Calderoli, primo firmatario del quesito, aveva chiesto un rinvio perché una mancata notifica ha impedito al comitato promotore di inviare la propria memoria difensiva.
Il quesito della Lega propone di abrogare l'articolo 24 del decreto Salva Italia (Dl 201/2011). Se il quesito passasse, osservano i leghisti, sarebbe cancellato il passaggio al calcolo contributivo proquota per le nuove pensioni, e tornerebbero le pensioni di anzianità e si ridurrebbe l'età per l'assegno di vecchiaia, fissato oggi per gli uomini a 66 anni e tre mesi. «Faccio fatica a pensare che la Corte possa avallare una pessima politica», ha detto l'ex ministro Elsa Fornero, «è facile dire eliminiamo una riforma sgradevole ma è molto più difficile dire come».
Il fronte dei contrari alla riforma è comunque ben più ampio della sola Lega Nord. A partire dai sindacati che, con accenti diversi, chiedono di mettere mano all'attuale normativa accusata di essere troppo rigida. La Cisl ad esempio punta su un intervento legislativo, la Cgil non esclude di appoggiare il referendum. Critici sulle regole attuali anche molti esponenti di maggioranza e opposizioni: ad iniziare dai presidenti delle commissioni Lavoro Cesare Damiano (Pd) e Maurizio Sacconi (Forza Italia) il caso degli esodati ha mostrato del resto i limiti della normativa: per dare una pensione a chi aveva perso il lavoro e con la riforma anche i requisiti per l'assegno previdenziale sono stati necessari vari interventi legislativi ad hoc e forse ne serviranno altri.
Tra le ipotesi circolate che circolano c'è il ritorno al sistema delle quote (anni di contributi più età anagrafica) che potrebbe essere fissato a quota 100 (erano 96 nel 2011). Un'altra strada è lasciare al lavoratore la possibilità di uscire prima del tempo con penalizzazioni economiche. Tutte ipotesi destinate a prendere corpo se la Corte dovesse approvare il referendum. Viceversa a scontrarsi con gli stop del Tesoro se la minaccia del voto sarà disinnescata dalla Corte.
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