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Redazione - Results from #530

 

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Redazione

Consulta-Csm: Di Maio, Vitali candidato e indagato e Napolitano tace

Sabato, 13 Settembre 2014
- Roma, 13 set. - "Io credo che nel patto del Nazareno non solo rientrava Catricala' o un altro 'Avatar' di Berlusconi ma anche persone come Luigi Vitali che ora il Pd e Forza Italia stanno votando, che vogliono al Csm. Ma Vitali e' imputato a Napoli per falso. Quindi, rischia di essere eletto nell'organo che deve giudicare il magistrato che poi deve giudicare Vitali. Siamo ormai abituati a vedere di tutto, ma almeno nel Csm ci dovrebbero essere persone di specchiata moralita'". Cosi' Luigi Di Maio (M5S) a Skytg24. E attacca il Capo dello Stato che su questo tace: "Ci ritroviamo davanti a decisioni che vanno contro i cittadini perche' se la giustizia non funziona e' anche perche' si spartiscono le poltrone anche negli organi della magistratura. E questa cosa - accusa - sta passando sotto traccia e Napolitano su Vitali non ha detto una parola". .
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Ue: nessun nuovo impegno Italia Dijsselbloem, e' gia' nel Patto

Sabato, 13 Settembre 2014

- Milano 13 set. - L'Europa non ha chiesto "alcun nuovo impegno scritto" all'Italia sulle riforme. Lo ha affermato il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, questa mattina all'ingresso della riunione dell'Ecofin. La notizia che l'Europa avrebbe chiesto ulteriori impegni all'Italia e' riportata questa mattina da un quotidiano. "Tutti i Paesi hanno un impegno scritto che si chiama Patto di stabilita' - taglia corto Dijsselbloem - all'Italia non e' stato chiesto nessun nuovo impegno". A sua volta il vice presidente della futura Commissione europea, il finlandese Jyrki Katainen, alla domanda ha risposto: "Non che io sappia, non abbiamo ancora valutato la situazione italiana, dobbiamo collaborare in modo stretto".

Padoan, utile il controllo europeo su riforme

Il controllo europeo sulle riforme "e' uno strumento utile" secondo il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. "E' un controllo reciproco fra Paesi che si scambiano esperienze - ha detto questa mattina all'ingresso della riunione dell'Ecofin a Milano - non e' solo uno strumento di disciplina ma un elemento di apprendimento. Siamo entrati in una fase nuova, tutte le esperienze sono importanti". Padoan ha giudicato "molto utile" anche l'iniziativa della Bce: "Noi siamo impegnati a livello nazionale e internazionale per trovare un mix di politiche che coinvolgano aspetti fiscali, monetari e strutturali".

Le risorse per gli investimenti in Europa "verranno soprattutto dal settore privato, perche' le risorse pubbliche faranno da leva" ha affermato aggiuto Padoan. "Oggi l'Ecofin entra nel merito delle misure per il sostegno degli investimenti pubblici e privati - ha spiegato - e' una giornata importante perche' da' sostanza alle priorita' che l'Italia ha messo sul tavolo dell'Agenda europea e che ha suscitato un dibattito importante". Secondo Padoan quindi "l'Europa si sta avviando a una strategia sulla crescita e l'occupazione che era l'obiettivo della presidenza italiana". Sugli investimenti, in particolare, "pensiamo a misure che li facilitino, dla semplificazione regolamentare, gli incentivi, il miglior uso delle risorse pubbliche. Le risorse sono importanti ma non sono l'unica cosa, sottolineo ancora che sta ai governi favorire gli investimenti privati".

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Fitto, allibito per Rossi, che titoli ha per dare patenti?

Venerdì, 12 Settembre 2014
- Roma, 12 set. - "Lascia allibiti il fatto che il presidente Berlusconi possa consentire alla senatrice Rossi di distribuire, controllare, rilasciare o ritirare 'patenti' sulla legittimita' dello stare nel partito, e sulla correttezza o meno delle opinioni e delle tesi politiche altrui". Raffaele Fitto lo scrive sul suo blog commentando le dichiarazioni di Mariarosaria Rossi, amministratore straordinario del partito. "Ritengo che ne' la senatrice Rossi ne' altri, in un movimento liberale, possano anche solo lasciar intendere nulla di simile. Cosi' come ritengo che ne' la senatrice Rossi ne' altri abbiano titoli o legittimazione tecnico-giuridica e statutaria nonche' politica per ipotizzare cose di questo genere", aggiunge Fitto "Credo - conclude - che sia sempre piu' forte il disagio di tanti colleghi parlamentari, di amministratori, iscritti e militanti, per un metodo che addolora e lascia perplessi. E lo dice - sia ben chiaro - chi, come me, ha sempre ritenuto e ritiene che Forza Italia sia stata, sia e sara' ancora anche casa propria". In un'intervista a Repubblica la senatrice Rossi e' tornata a parlare della situazione economica del partito e minacciato i morosi: "Siamo messi malissimo. Non c'e' una lira. Sono arrabbiata: dobbiamo renderci conto che il Presidente ci ha dato tanto e per noi, adesso, e' il momento di dare. Chi non lo capisce - dice - non puo' stare nella nuova Forza Italia". Nella conversazione con il giornale diretto da Ezio Mauro, la Rossi critica lo stesso Fitto, che reclama le primarie: "Ognuno ha le proprie ambizioni. Le primarie pero' non sono previste. Da noi non se ne parla, magari e' possibile tentare altrove... Poi, certo, ognuno puo' dire la qualunque, ma noi - per la nostra storia e la nostra cultura - non ne abbiamo bisogno. Noi abbiamo un capo di coalizione, senza primarie". La senatrice si dice poi certa che si tornera' al voto nel 2015 e che e' indispensabile una nuova alleanza tra FI e l'Ncd di Alfano. Il leader? "Un Berlusconi", risponde Rossi. .
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Catricala' rinuncia alla Consulta In Forza Italia volano gli stracci

Venerdì, 12 Settembre 2014

- Roma, 12 set. - La decisione di fare un passo indietro, raccontano in Forza Italia, e' stata comunicata a Gianni Letta. Poi, dopo un colloquio con il 'grande mediatore' e con contatti - secondo fonti azzurre non diretti - con Silvio Berlusconi, Antonio Catricala' ha reso pubblica la sua scelta: "Non provo nessuna amarezza, sono un uomo delle istituzioni. C'e' un problema, ho voluto risolverlo cosi'", spiega il candidato alla Consulta in ticket con Violante, ma osteggiato da una fetta di parlamentari forzisti, che hanno 'disubbidito' alle direttive del 'capo' e hanno votato nel segreto dell'urna per Donato Bruno. Secondo fonti vicine al Cavaliere, del resto, Berlusconi si era gia' convinto, dopo un giro d'orizzonte con i vertici del partito e i fedelissimi sul da farsi per superare l'impasse, e tentare di ricomporre la frattura interna, dell'impossibilita' di continuare a puntare su Catricala'.

Ma la rinuncia dell'ex sottosegretario di Monti poco influisce sul clima teso che aleggia sui forzisti e il malessere non accenna a diminuire, tanto piu' dopo le parole al vetriolo di Raffaele Fitto contro il braccio destro del leader azzurro, Maria Rosaria Rossi. Per il Cavaliere il momento piu' difficile della giornata, spiegano alcuni big azzurri, sarebbe stato quello in cui ha dovuto comunicare a Renzi l'impossibilita' di mantenere fede all'accordo su Violante-Catricala'. Ora, pero', non e' automatica la candidatura di Donato Bruno. D'altra parte, l'irritazione del leader azzurro per quanto successo ieri, con quei 120 voti dati al senatore FI, non sarebbe affatto scemata.

E il ragionamento, gia' fatto filtrare ieri, sull'indisponibilita' a darla vinta alla minoranza interna per evitare di creare un pericoloso precedente, viene ribadito anche oggi. Anche se, raccontano alcuni azzurri, il pressing di Niccolo' Ghedini - sponsor della candidatura di Bruno - potrebbe sortire effetti positivi. Ma le due note diramate dai capigruppo Romani e Brunetta, lascerebbero intendere che Berlusconi non ha intenzione di mollare e ritornare sui suoi passi: il candidato non lo sceglie una fronda interna, avrebbe spiegato ai suoi, ne' un gruppetto di parlamentari riottosi. Anche se poi l'ex premier ha richiamato il partito alla compattezza, e non e' un caso se entrambi i capigruppo parlano esplicitamente di "unita'" e evitare "strappi".

Il Cavaliere, raccontano, non ha affatto digerito l'insubordinazione dei suoi, che lo fanno apparire oggi come un leader dimezzato e senza piu' lo scettro saldo in mano. Ad innervosire Berlusconi, in particolare, le parole dure di Fitto contro la Rossi, che per mandato dello stesso ex premier ha adottato il pugno di ferro sul fronte 'conti in rosso'. Per di piu', viene fatto osservare, dalle parti di Arcore l'attacco alla Rossi viene letto come un attacco al leader. Tuona Fitto: "Lascia allibiti il fatto che il presidente Berlusconi possa consentire alla senatrice Rossi di distribuire, controllare, rilasciare o ritirare 'patenti' sulla legittimita' dello stare nel partito, e sulla correttezza o meno delle opinioni e delle tesi politiche altrui".

In un'intervista, la senatrice azzurra esclude categoricamente la possibilita' di fare le primarie, caldeggiate dall'ex governatore pugliese, che viene liquidato con una frase brevissima: "Da noi non se ne parla, magari e' possibile tentare altrove... Poi, certo, ognuno puo' dire la qualunque". Insomma, nel partito e' ormai guerra aperta. E quanto successo sulla Consulta, viene spiegato, e' solo la dimostrazione del malessere che va montando. Non solo per il fatto, e' la rivendicazione di un big dei frondisti, di essere trattati "come semplici esecutori, nemmeno pensanti, di decisioni prese dai vertici e mai condivise".

Ma ad essere in discussione e' la linea stessa del Cavaliere nei confronti di Renzi: "sta sacrificando il partito in nome di un patto siglato con il premier di cui nessuno di noi - spiega ancora la stessa fonte - conosce i veri contenuti". Per ora Berlusconi tira dritto: nel week-end si decideranno le prossime mosse e quindi il nuovo candidato per la Consulta. Non e' escluso, viene spiegato, un vertice ad Arcore prima della nuova seduta comune del Parlamento, convocata per lunedi' alle 15.

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Consulta: FI, grazie a Catricala' ora uniti su nuovo candidato

Venerdì, 12 Settembre 2014
- Roma, 12 set. - "Ringrazio il professore Antonio Catricala' per aver prima accettato la candidatura a membro laico della Consulta e per la dignita' con cui oggi rinuncia. Ho avuto modo di apprezzare personalmente la professionalita' ed il valore del professor Catricala', che certamente avrebbe ricoperto quest'incarico con estrema competenza e autorevolezza", afferma in una nota il capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani, che aggiunge: "Nessuna fronda interna a Forza Italia dietro una scelta che e' e deve essere frutto di un voto del Parlamento in seduta comune, come dispone la Costituzione: Forza Italia e' dunque unita attorno al proprio leader, il Presidente Silvio Berlusconi, per la scelta di un nuovo candidato, di pari levatura e preparazione, che raccolga il favore di tutto il Parlamento", conclude Romani.
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