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PensioniOggi.it

Previdenza - Results from #2478

 

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Esodati, Poletti: ancora da stabilire lo strumento per chiudere la vicenda

Redazione Lunedì, 02 Marzo 2015

"Non abbiamo ancora deciso" se il tema degli esodati si risolverà "con un ammortizzatore specifico o attraverso un ponte per arrivare alla maturazione dei diritti previdenziali" ed è questo "il tema della discussione". Lo ha detto oggi il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, a margine del convegno 'Una strategia nazionale contro le povertà', organizzato dall'Acli, a Milano. "Per quel che riguarda la situazione generale - ha aggiunto il ministro - abbiamo bisogno di verificare con quali strumenti affrontare un tema come questo, perché sapete che il tema della previdenza è un tema molto sensibile, sul quale l'Europa ha i fari accesi e bisogna quindi essere molto misurati.

Questo è un problema socialmente rilevante, perché ci sono persone avanti con l'età, che saranno difficilmente rioccupabili e che hanno bisogno di arrivare a maturare il requisito previdenziale-pensionistico" Poletti ha ricordato che nel Jobs Act "c'è l'Asdi, una misura in favore di chi ha perso il lavoro nel 2015 e a cui manca poco per il raggiungimento dell'età pensionabile".

seguifb

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Inps, Boeri detta le linee guide: trasparenza, busta arancione e governance

Redazione Lunedì, 02 Marzo 2015
Nella lettera il Neo Presidente dell'Inps indica che sarà necessario rafforzare gli sforzi per combattere la povertà e il legame tra assistenza e previdenza: "Fenomeni come quello degli esodati dimostrano quali siano i problemi che insorgono quando questo nesso viene a mancare".

Kamsin "Ho accettato questo incarico a fronte di un mandato pieno ricevuto dal Governo e a seguito della fiducia accordatami dalle commissioni lavoro in entrambi i rami del Parlamento". E' quanto si legge in un comunicato stampa diffuso dal neo presidente dell'Inps Tito Boeri. Nel messaggio Boeri ringrazia per la fiducia ricevuta e delinea le linee di intervento dell'Inps.

L'istituto ricorda Boeri è centrale: "non c’è italiano che non sappia cosa sia l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Come tutt e le cose indispensabili, è un Istituto sempre nell’occhio del ciclone. Amato il primo del mese, o il sedici del mese nel caso degli ex dipendenti pubblici, quando, puntuale come un orologio svizzero, arriva la pensione". Come terminale ultimo del nostro sistema di protezione sociale, l’Inps viene spesso erroneamente percepito come l’autore, come colui che emana queste leggi, invece che, come dovrebbe essere, l’esecutore di decisioni prese altrove , di cui non è direttamente o anche indirettamente responsabile".

Una delle principali linee guida di Boeri sarà l'accountability. "La grande operazione di trasparenza che cominceremo a condurre insieme fin dai prossimi giorni ha anche lo scopo di mettere in luce quali sono le implicazioni delle regole che l’Inps è chiamato a mettere in pratica. La legge ci chiede di applicare anche regole che ai più possono apparire inique. Non possia mo fare altrimenti. Ma nulla ci vieta di rendere pubbliche queste regole e permettere così ai cittadini di giudicarle in tutte le loro effettive implicazioni. E’ un a questione di democrazia , di quella che gli inglesi chiamano accountability , prima ancora che di tutela dell’immagine esterna del nostro Istituto.

Il secondo fronte di intervento sarà la realizzazione della busta arancione. "A coloro che ci affidano i risparmi di una vita intera - ricorda Boeri - , dobbiamo apparire come un grande salvadanaio che non c’è bisogno di rompere per vederne il contenuto, insomma un salvadanaio .... di vetro. Basterà scrutarlo, consultare il nostro sito per sapere quanto c’è dentro e quanto questo risparmio è presumibilmente destinato a fruttare quando ci si ritirerà dalla vita attiva . L’operazione “ la mia pensione ” su cui l’intero I stituto, dal prim o all’ultimo dipendente, sarà impegnato nei prossimi mesi, avrà proprio questo compito. Far sapere ad ogni contribuen te quanto ha sin qui versato, far capire a tutti che queste somme sono accantonamenti che si accumulano mese dopo mese, e non sono invece una tassa".

Altro tema centrale è la governance. Secondo Boeri "l’Inps ha oggi più che mai bisogno di una governance stabile. Oltre ad avere un presidente ed un direttore generale nel pieno delle loro funzioni, è molto importante che si vada rapidamente a una riforma degli organi collegiali. Contiamo su di una rapida consultazione da parte dei ministri vigilanti con le organizzazioni dei lavoratori e datoriali sulle proposte , che già da tempo sono oggetto di discussione , e a un iter parlamentare relativamente rapido del disegno di legge che verrà alla fine varato dal Governo".

Contro la povertà. La nuova Inps, sostiene Boeri, dovrà poi legare meglio assistenza e previdenza. Fenomeni come quello degli esodati dimostrano quali siano i problemi che insorgono quando questo nesso viene a mancare . Dobbiamo anche coprire meglio le fasce più vulnerabili. La povertà negli ultimi anni è aumentata soprattutto fra i giovani, su cui si è inizialmente concentrato tutto il rischio di perdere il lavoro in carriere lavorative troppo brevi per essere coperte dagli ammortizzatori sociali oggi esistenti. Questi problemi , queste vulnerabilità messe in luce dallo stress test di questa crisi infinita, non possono essere affrontati riformando , una volta di più , la previdenza. Richiedono , invece , interventi per ampliare la rete di assistenza sociale pubblica e il modo con cui vengono messe in atto, al di là delle singole leggi, le politiche del lavoro in Italia . Ecco allora il grande e ambizioso traguardo che ci proponiamo".

seguifb

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Riforma Pensioni, Damiano: ok sindacati. Si discuta subito di Quota 100

Redazione Domenica, 01 Marzo 2015

Il fatto che Cgil, Cisl e Uil abbiano elaborato una piattaforma unitaria sulle pensioni, con la quale aprire un confronto con il Governo, e’ estremamente positivo. Significa che si sta accelerando su una revisione della Legge Fornero. Kamsin Questo capitolo va rapidamente riaperto per due motivi: il primo, perche’ va sanata una intollerabile ingiustizia sociale che vede troppi lavoratori perdere l’occupazione pur essendo lontani dalla pensione. Il secondo, perche’ l’innalzamento progressivo dell’eta’ pensionabile, giunta ormai oltre i 67 anni, blocca il turnover, mantiene al lavoro persone sempre piu’ anziane ed impedisce l’ingresso dei giovani. L'obiettivo è mettere mano a questo capitolo entro il 2015”, Lo dichiara in una nota il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano.

“Anche noi riteniamo che la soluzione consista nell’introduzione di un criterio di flessibilita’ che consenta, a chi ha 35 anni di contributi, di poter andare in pensione a partire dai 62 anni (con una penalizzazione massima dell’8%) o di lasciare il lavoro con i soli 41 anni di contributi. In alternativa- prosegue il Presidente- puo’ essere utilizzata Quota 100. Tutte queste proposte, la prima delle quali gia’ incardinata in Commissione lavoro, sono a conoscenza del Governo: le abbiamo dette e ridette bisogna solo approvarle. La spinta che viene dal sindacato puo’ aiutarci a convincere l’Esecutivo a riaprire il capitolo previdenza, per il momento incomprensibilmente trascurato”, conclude l’esponente del Pd.

seguifb

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Pensioni, Salvini: Cancelleremo la Legge Fornero

Redazione Sabato, 28 Febbraio 2015
Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, infiamma piazza del Popolo, attaccando a testa bassa il presidente del Consiglio e insultando all'ex ministro del Welfare, Elsa Fornero.

Kamsin Elsa Fornero, la professoressa autrice della Riforma delle Pensioni del 2011 con il Governo Monti, torna sotto attacco della Lega Nord. "Cancelleremo la legge Fornero e vaffa... alla Fornero e a chi l’ha portata al governo" ha detto Salvini ricordando come siano ancora irrisolti i problemi di centinaia di migliaia di lavoratori esodati.  "Il problema non è Renzi, lui è una pedina, è il servo sciocco a disposizione di Bruxelles", ha attaccato il leader del Carroccio dal palco di piazza del Popolo, dove si è prentato indossando, sopra la camicia bianca, una maglietta a sostegno del benzinaio di Nanto che ha ucciso un rapinatore: “Io sto con Stacchio. Con chi difende il territorio”.

Quella della Lega, ha detto Salvini, "è la sfida a Renzi in casa sua. Renzi ha scelto i grandi, Confindustria, Autostrade, Marchionne, le società di gioco d'azzardo e Equitalia. Oggi lanciamo la sfida dell'Italia dei piccoli, dei medi, degli artigiani, degli imprenditori e dei produttori. Da Roma parte la sfida per conquistare il Paese. Oggi lanciamo un percorso, ma non solo per il centrodestra: ambisco a parlare a tutti, anche ai delusi di Renzi e agli ex grillini".

seguifb

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Riforma Pensioni, quattro le ipotesi sul tavolo del Governo

Eleonora Accorsi Sabato, 28 Febbraio 2015
Si va da un costo minimo di 1 miliardo fino a una spesa di 12 miliardi. L'ipotesi piu' probabile è però quella meno costosa, il cd. prestito pensionistico. In pista anche una Riforma della Gestione Separata.

Kamsin La minoranza Dem rimette sul banco il capitolo pensioni. In una lettera indirizzata ieri al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, Gianni Cuperlo, ricorda come sia fortemente atteso un intervento che riveda l'età pensionabile, con particolare riguardo alle lavoratrici donne, le piu' penalizzate dalla Riforma del 2011, e la soluzione, definitiva, della vicenda esodati. Il tema della rivisitazione della Riforma Fornero sta tornando del resto d'attualità in molte riunioni dei consiglieri economici di Palazzo Chigi ora che il jobs act è pronto decollare con i nuovi contratti a tempo indeterminato senza l'articolo 18.

E quindi, una volta incassata la riforma del lavoro, il governo ha indicato che sarà riaperto il dossier: l'obiettivo è di mettere in cantiere l'"assegno flessibile" già settembre con la legge di stabilità 2016. Impossibile farlo prima fanno notare in quanto la partita sul Jobs Act si chiuderà all'inizio dell'estate. Gli effetti ricadrebbero quindi sul bilancio dell'anno prossimo, quando la ripresa del Pil potrebbe mettere sul piatto maggiori risorse da spendere. Anche Confindustria sta facendo pressing sul governo, Pd ed Ncd, soprattutto per mettere a riposo i dipendenti più anziani (ancora in azienda o cassintegrati) tutelati dall'articolo 18 e assumere lavoratori più giovani con le nuove regole del jobs act, più flessibili in uscita e più convenienti in entrata.

Le ipotesi alle quali si lavora sono essenzialmente quattro: il mini-assegno anticipato da restituire a rate, la "quota 100" proposta dal Pd Cesare Damiano, la pensione flessibile a penalizzazioni decrescenti, il ricalcolo dell'assegno totalmente con il sistema contributivo. La distanza, inoltre, dovrebbe essere accorciata rendendo meno oneroso il riscatto della laurea e favorendo il "dialogo" dei contributi versati in differenti gestioni dell'AGO, frutto di carriere lavorative sempre piu' discontinue. Al Ministero del Lavoro si pensa soprattutto all'eliminazione delle finestre mobili per l'esercizio della totalizzazione nazionale e alla rivisitazione degli oneri per la ricongiunzione dei contributi.

A palazzo Chigi l'ipotesi più gettonata (piace a Yoram Gutgeld, uno dei consiglieri del premier Matteo Renzi) è quella del "prestito pensionistico" (un miniassegno di 700-800 euro erogato nei due anni che mancano all'età pensionabile) da restituire a rate mensili una volta che si è andati in pensione. Piace soprattutto perchè ha un costo minore, circa 1 miliardo con una dote annua iniziale di 400 milioni. Un pò meno sostenibile l'ipotesi del ricalcolo dell'assegno con il contributivo; molto meno praticabile è la formula Damiano: la "quota 100", che consentirebbe di lasciare il lavoro con 60 anni di età e 40 anni di contributi, costa circa 12 miliardi. Una cifra alta, che però corrisponde a quella "investita" per tutelare esodati fino al 2020.

Altro fronte di intervento, suggeriscono in molti, dovrebbe essere sulla gestione separata: l'obiettivo qui sarebbe portare le aliquote contributive al 24% trattando i professionisti alla stregua degli autonomi.

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Pensioni, Cuperlo a Renzi: subito un intervento sulla previdenza

Redazione Venerdì, 27 Febbraio 2015
La minoranza dem rilancia il tema delle pensioni, l'istituzione del reddito di cittadinanza e un piano contro la povertà al Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Kamsin "Chiudi una volta e per tutte la pagina degli esodati con le salvaguardie mancanti." E' l'invito che formula in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, Gianni Cuperlo in occasione dell'Assemblea Pd che si è svolta oggi pomeriggio a Roma. Gli esponenti della minoranza dem hanno tuttavia disertato l'incontro in senso di protesta. Nel documento Cuperlo mette nero su bianco sei punti tra cui spicca la richiesta di "norme di buon senso sulla flessibilità in uscita, senza penalizzazioni per i lavori usuranti e restituendo un po’ di giustizia alle donne penalizzate sulle pensioni di vecchiaia".

Caro presidente, chiedi suggerimenti e linee di lavoro dopo che sul jobs act il governo ha ignorato esattamente suggerimenti e linee votati dalla direzione del Partito democratico e poi dalle commissioni parlamentari. Dopo che sulla riforma costituzionale non avete tenuto conto neppure di un voto che avrebbe permesso, ora al Senato, di correggere quelle storture e incoerenze che rischiano, nei fatti, di rendere farraginosa la riforma. Dopo altre “bocciature” a proposte di puro buon senso. Per questo, non parteciperemo al “ricevimento parlamentari”. Anche perché in tre minuti riesco a risolvere dei quiz e non la riforma fiscale. Ma le idee non ci mancano, le sottoporremo ai gruppi. Il problema è se uno le ascolta. Lo dico per oggi e lo dico per prima di oggi. Intanto sottopongo a te e all’esecutivo sei obiettivi, sostenuti dalle parlamentari e dai parlamentari che hanno aderito all’associazione SinistraDem – Campo aperto. Questi i nostri punti.

Primo. Un istituto universalistico contro la povertà. Non lo prevediamo solamente noi e la Grecia. I poveri erano poco più di 2 milioni nel 2008. Oggi sono un numero triplicato. Finora il governo si è mosso in continuità col passato, qualche provvedimento tampone ma questa emergenza non è stata in cima ai pensieri di Palazzo Chigi. Serve un Piano d’azione contro le povertà, un assegno alle famiglie (più di 2 milioni) che consenta di uscire dalla soglia del bisogno anche su beni primari. Esiste una varietà di soluzioni tecniche (aggancio del programma a percorsi di formazione e inserimento lavorativo), ma la priorità è restituire dignità e speranza a milioni di persone.

Secondo: un credito d’imposta significativo per le imprese che investono in innovazione e ricerca. I segnali di ripresa del ciclo economico confortano ma chiedono di essere sostenuti sulla frontiera che conta, quella di una nuova qualità dei prodotti. Agire sulle regole del mercato del lavoro non rimette in moto la crescita. Schierare il governo dalla parte degli imprenditori coraggiosi, che tornano a rischiare e a pensare il mercato che verrà a partire dall’investimento strategico sulla grenn economy.

Terzo: un reddito di cittadinanza per chi è rimasto indietro o ai margini. Esiste da almeno vent’anni una raccomandazione europea che indica con precisione il diritto al reddito come forma primaria di inclusione sociale. Costruisci un tavolo su questo e apri il confronto anche alle forze di opposizione che potrebbero condividere una scelta di pura civiltà.

Quarto: diritti civili. Basta rinvii. Entro l’anno il Parlamento licenzi la legge sulle unioni civili per le coppie gay, una nuova legislazione di saggezza e umanità sul fine vita. E inoltre la legge quadro sulla libertà religiosa, le norme sul diritto di voto agli immigrati residenti da 5 anni in un Comune, sulla cittadinanza dei figli di immigrati nati in Italia, sui minori stranieri non accompagnati. La legge sulla rappresentanza sindacale. Facciamo dell’Italia un paese moderno sulla vera frontiera che oggi segnala il grado di civiltà.

Quinto: Chiudi una volta e per tutte la pagina degli esodati con le salvaguardie mancanti. Prevediamo norme di buon senso sulla flessibilità in uscita, senza penalizzazioni per i lavori usuranti e restituendo un po’ di giustizia alle donne penalizzate sulle pensioni di vecchiaia. Finché la crisi non è alle nostre spalle è anche il modo per incentivare nuove assunzioni. Diamoci un obiettivo per il 2016: gli 80 euro anche ai pensionati con assegno inferiore a 1000 euro.

Sesto: riforma costituzionale e legge elettorale. Il combinato attuale non funziona e non regge. Abbiamo davanti le terze e quarte letture a Camera e Senato. Sulla riforma costituzionale convoca un seminario di verifica del percorso compiuto e dei miglioramenti possibili. Un confronto che attivi in primo luogo sindaci e amministratori locali, i vertici delle Regioni, esperti e costituzionalisti. Non avere paura di ascoltare il giudizio di coloro che la riforma la vivranno sulla pelle. Sulla legge elettorale ti proponiamo tre correzioni. Ridurre il numero dei parlamentari nominati a non più del trenta per cento ; prevedere la possibilità di apparentamento tra liste diverse in caso di ballottaggio per l’assegnazione del premio di maggioranza; prevedere una vera clausola di collegamento tra legge elettorale e legge costituzionale.

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