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Redazione

Renzi a lavoro su economia Facciamo noi riforme no Troika

Domenica, 10 Agosto 2014
- Roma, 10 ago. - Una settimana di lavoro a capofitto, sui dossier economici, per dimostrare che il governo le riforme le fa non perche' le chiede l'Europa ma perche' ci crede e anche per dimostrare che non c'e' nessuna 'tutela' da parte della Troika sull'Italia. "Sono d'accordo con Draghi quando dice che l'Italia ha bisogno di riforme, ma come farle lo decido io, non la Troika, ne' la Bce, ne' la Commissione Europea" afferma Renzi, in una intervista al 'Financial Times', che lo stesso quotidiano definisce "pugnace". Dopo giorni di critiche, incassato l'uno-due di Alitalia e riforma del Senato, il premier parte all'attacco e reagisce al doppio colpo giunto dai dati Istat sul Pil e dalle parole del governatore della Bce con un vivace scatto d'orgoglio: "faro' io le riforme perche' l'Italia non ha bisogno di qualcun altro che ci spieghi cosa fare". Sui conti Renzi assicura i mercati che non ci saranno sforamenti: "Non ho assolutamente alcuna intenzione di sfondare il tetto del 3%. Noi pensiamo di migliorare la crescita nel secondo semestre e il risultato sara' il 2,9%. Non supereremo il 3% perche' e' una questione di credibilita' e di reputazione per l'Italia, anche se altri dovessero superare quella soglia". Ma l'obiettivo che si da' il premier e' ambizioso ed e' un guanto di sfida alle accuse giunte in questi giorni: "porteremo l'Italia fuori dalla crisi: l'Italia ha un grande futuro, le finanze italiane sono sotto controllo e continueremo a ridurre le tasse. Faremo cose rivoluzionarie". Con una battuta, il premier fa notare che nemmeno nelle dittature si fanno le riforme cosi' velocemente e lo stesso Ft definisce una pietra miliare quella del Senato. Per non perdere il passo la prossima settimana, Renzi sara' a Roma, concentrato sul dl SbloccaItalia e sulla spending review, che dovranno essere pronti per fine mese. Poi il 13 andra' a Milano per un blitz nei cantieri dell'Expo, e poi il 14, a Palermo, Napoli e Reggio Calabria con al centro il tema dell'uso dei fondi europei, senza dimenticare i dossier Bagnoli, Finmeccanica, tribunali, scuole e cantieri idrici. E l'intenzione e' di sottrarsi all'abbraccio soffocante di Bruxelles e Francoforte. Per questo il premier ha deciso di correre, perche', come ha spiegato agli scout riuniti a San Rossore stamane, "se qualcuno afferma che la parola d'ordine e' paura o timore, si sappia che la parola d'ordine e' coraggio". E anche perche' Renzi, che ha gia' avviato "il conto alla rovescia" per la sua autorottamazione, sa che essa sara' tanto piu' rapida quanto meno saranno risolti i problemi del Paese. Il voto anticipato resta sullo sfondo nelle chiacchiere di Transatlantico, soprattutto ora che il voto del Senato ha reso plastica la fragilita' della maggioranza soprattutto per la presenza di dissidenti nel Pd. Ma Renzi smentisce seccamente: "personalmente mi converrebbe" pero' la battaglia da vincere non e' quella dei renziani "e' quella del Paese". .
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Renzi, io decido su riforme non Troika ne' Bce

Domenica, 10 Agosto 2014
- Roma, 10 ago. - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi in un'intervista al Financial Times parla del suo piano per le riforme. "Sono d'accordo con Draghi quando dice che l'Italia ha bisogno di riforme, ma come farle lo decido io, non la Troika, ne' la Bce, ne' la Commissione Europea". Renzi aggiunge: "Faro' io le riforme perche' l'Italia non ha bisogno di qualcun altro che ci spieghi cosa fare". .
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Renzi, no ordini da Troika o Bce Decido io su riforme italiane

Domenica, 10 Agosto 2014

- Roma, 10 ago. - Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi rilasciando un'intervista al Financial Times precisa che non prendera' ordini da nessuno. "Sono d'accordo con Draghi quando dice che l'Italia ha bisogno di riforme, ma come farle lo decido io, non la Troika, ne' la Bce, ne' la Commissione Europea". Renzi aggiunge: "Faro' io le riforme perche' l'Italia non ha bisogno di qualcun altro che ci spieghi cosa fare".

Renzi ritiene che la riforma del bicameralismo perfetto sia "la piu' importante" anche rispetto a quelle del lavoro e del taglio delle tasse, perche' "e' la piu' difficile".

Nel giorno dell'ingresso di Etihad in Alitalia, il premier dice: "Stiamo aprendo le porte" agli investitori stranieri, citando gli investimenti cinesi, indiani e statunitensi negli asset italiani.

"Non ho assolutamente alcuna intenzione di sfondare il tetto del 3%. Noi pensiamo di migliorare la crescita nel secondo semestre e il risultato sara' il 2,9%. Non supereremo il 3% perche' e' una questione di credibilita' e di reputazione per l'Italia, anche se altri dovessero superare quella soglia".Continua Matteo Renzi nell'intervista al FT "Non sono una persona timorosa per natura, ma sarei felice se l'euro non fosse cosi' forte rispetto al dollaro e se l'inflazione fosse un po' piu' alta".

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Il blog di Grillo contro le bollette d'oro di Montecitorio

Domenica, 10 Agosto 2014
- Roma, 10 ago. - "Le bollette d'oro di Montecitorio". Si intitola cosi' il post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, in cui si riporta la lettera inviata dai parlamentari pentastellati, componenti dell'ufficio di presidenza della Camera, Luigi Di Maio (vice presidente della Camera), Riccardo Fraccaro e Claudia Mannino, alla presidente di Montecitorio, Laura Boldrini, per tagliare i costi della Camera dei deputati. "La Camera dei deputati e' una mastodontica struttura energivora, alimentata da sistemi datati e impianti fatiscenti che generano consumi annui pari 6 milioni di euro - si legge nel post - Palazzo Montecitorio, con i suoi 36mila metri quadrati di superfice, non e' l'unica sede per le attivita' dei deputati: ci sono anche gli immobili di via del Seminario, vicolo Valdina, via della Missione, il palazzo Theodoli Bianchelli... Un complesso di edifici rimasti fermi agli anni '50, in termini tecnologici, che assorbono un'enorme quantita' di risorse energetiche: solo di luce, acqua e gas, la spesa dei cittadini per i consumi della Camera e' di 30 milioni di euro per ogni legislatura. Un salasso insostenibile"."I portavoce che fanno parte dell'Ufficio di Presidenza, Riccardo Fraccaro, Luigi Di Maio e Claudia Mannino, hanno formalizzato la proposta M5S contro le bollette d'oro di Montecitorio per tagliare radicalmente questo spreco di risorse - si legge ancora sul blog di Grillo - Con una lettera inviata alla Presidente Boldrini, i deputati a 5 stelle presentano il primo progetto di riduzione e razionalizzazione dei consumi dei Palazzi del potere. Questo si' che ce lo chiede l'Europa: il D.Lgs. 102/2014 di recepimento della Direttiva 2012/27/UE impone alla Pubblica Amministrazione centrale l'efficientamento energetico delle proprie strutture in ragione del 3% annuo. La proposta del MoVimento e' di assegnare l'elaborazione del progetto per una "Camera verde" al Gestore dei Servizi Energetici, la societa' pubblica che si occupa di gestione, promozione e incentivazione dell'energia da fonti rinnovabili, naturalmente a titolo gratuito e senza alcun tipo di onere. Un piano di efficientamento e riqualificazione e' indispensabile per ridurre i costi a fronte di un aumento delle prestazioni energetiche, abbattere le emissioni inquinanti nell'ottica di un utilizzo rispettoso delle risorse e, in definitiva, trasformare la Camera in una struttura moderna e sostenibile. Le istituzioni devono dare il buon esempio, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza, riqualificando gli impianti esistenti con l'utilizzo di fonti rinnovabili e migliorando le prestazioni energetiche degli edifici. Investire in questo settore in tutto il Paese significa creare un vero e proprio "Green deal" e porre le basi per uno sviluppo sostenibile: con l'efficientamento e la riqualificazione energetica sono stimati risparmi annui pari a 7 miliardi di euro, si possono creare 1 milione e mezzo di posti di lavoro, per non parlare degli effetti positivi su salute e ambiente, della possibilita' di ridurre la dipendenza energetica dall'estero e della capacita' di attrare nuovi investimenti. Cominciamo da Montecitorio a costruire un Paese a 5 Stelle", conclude il post. .
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Renzi: soldi per la scuola, non per gli F35

Domenica, 10 Agosto 2014
- San Rossore (Pisa), 10 ago. - La piu' grande arma per costruire la pace non sono gli Eurofighter o gli F35, ma la scuola. Quando fai delle spese che sono inutili, per il gusto di buttare via i soldi, ti senti piangere il cuore". Lo ha detto il presidente del consiglio, Matteo Renzi, in una intervista alla rivista degli scout "Camminiamo insieme". "Quello delle spese militari e' un tema molto complicato", ha aggiunto, "la spesa per la difesa in Italia deve essere indirizzata su canali chiari, collegati alla ricerca scientifica, non alla costruzione di strumenti inutili e fuori dalla realta'". Il governo si impegna ad operare "un efficientamento energetico" sulla rete nazionale pubblica "per devolvere i risparmi alla scuola" ha aggiunto Renzi incontrando gli scout. "La sobrieta'", ha aggiunto, e' una parola comprensibile mentre "spendig review e' una parola fumosa della politica". "Il governo si impegna il prossimo anno a garantire il servizio civile universale per tutti coloro che lo vogliono fare". ha concluso. .
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