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Europa in stallo, si ferma Berlino. Grillo, via dall'Euro
- Roma, 15 ago. - In Europa la crisi non e' finita. Nel Vecchio Continente si e' fermata anche la locomotiva tedesca. Dopo la certificazione della recessione italiana di inizio mese e' stato il turno di Francia e Germania. Se Parigi e' ferma, Berlino arretra dello 0,2% nel secondo trimestre. Berlino rivede al ribasso anche la crescita del primo trimestre, che passa da +0,8% a +0,7%. Intanto il Pil della Francia nel secondo trimestre resta fermo, come nei primi tre mesi: non e' recessione ma ci siamo quasi. Di riflesso, il governo di Parigi annuncia che non rispettera' i target di deficit e fa sapere che a fine anno arrivera' al 4%, oltre il prefissato 3,8%, che Bruxelles riteneva gia' eccessivo. Inoltre le stime del Pil di fine anno vengono dimezzate: la Francia crescera' solo dello 0,5% e non dell'1% come il governo stimava. Senza l'apporto di Germania e Francia, anche il Pil dell'Eurozona mostra la corda. Lo rivela Eurostat nelle stime flash, secondo le quali l'economia dell'area euro nel secondo trimestre resta ferma su base trimestrale e avanza solo dello 0,7% su base annua. L'Europa dunque resta al palo e, su Le Monde, il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin chiede piu' flessibilita' a Bruxelles: "Questa situazione di crescita troppo debole, di inflazione troppo debole e di una riduzione troppo lenta dei deficit trova la sua origine in cause propriamente francesi ma mostra anche una situazione rispetto alla quale solo una reazione globale europea puo' dare una risposta". Inoltre Sapin chiede alla Bce di "mettere in atto una politica monetaria in grado di far fronte a questa situazione eccezionale". L'appello di Parigi pero' non trova grande eco a Francoforte. La Bce, nel suo bollettino mensile, ribadisce il suo impegno a ricorrere a strumenti straordinari per far fronte a una prolungata bassa inflazione, ma per ora si accontenta di ricordare che il programma Omrlt sulle operazioni di rifinanziamento a lungo termine rafforzera' la sua politica accomodante e concorrera' a riavvicinare al 2% il tetto di inflazione. Inoltre l'Eurotower chiarisce che la sua ricetta per rilanciare la ripresa "moderata e disomogenea" dell'Eurozona e' quella di dare piu' slancio alle riforme strutturali per promuovere gli investimenti privati e creare posti di lavoro, procedendo pero' in linea con il Patto di Stabilita' e di crescita e senza vanificare i progressi conseguiti nei conti pubblici. Secondo il responsabile del Servizio Studi di Bnl Gruppo Bnp Paribas, Giovanni Ajassa i deludenti dati del prodotto interno lordo nelle principali economie dell'Eurozona sono frutto, in buona parte, della frenata delle esportazioni. "L'Italia non e' da sola. I dati del Pil nei principali paesi dell'eurozona ci dicono che la stasi dello sviluppo e' un problema europeo: un problema - rileva Ajassa - a cui l'Europa della moneta unica deve dare risposte comuni che vanno oltre le leve della moneta e del credito". "Dietro l'indebolimento della congiuntura, in Italia come nel resto dell'eurozona, c'e' un dato comune: la decelerazione delle esportazioni. All'interno del fermo dell'export c'e' un doppio ordine di problemi". Questa situazione tuttavia non spaventa i mercati che chiudono (ad eccezione di Milano e Madrid) in positivo e lo spread segna un arretramento a 163 punti base rispetto ai 168 dell'apertura. A sostenere le borse i toni concilianti del presidente russo Vladimir Putin.
GRILLO: FUORI DALL'EURO PER NON MORIRE
"Fuori dall'euro per non morire". Beppe Grillo, con un titolo che suggerisce l'uscita dell'Italia dall'Eurozona, rilancia un lungo articolo del Telegraph, in cui dopo una lunga analisi dell'economia italiana e dei suoi rapporti con quelle europee si conclude, che nonostante le difficolta' di questa scelta, "questa volta potrebbe non essere cosi' evidente che il Paese voglia essere salvato alle condizioni europee. Renzi - si legge nell'articolo del quotidiano inglese rilanciato da Grillo - puo' giustamente concludere che l'unico modo possibile per adempiere al suo compito di un Risorgimento per l'Italia, e costruirsi il proprio mito, e' quello di scommettere tutto sulla lira". .
Italia Unica: Passera, siamo la vera opposizione di centrodestra
Governo: Delrio, Nuovi sacrifici? Li fara' solo lo Stato
Tasi 2014, per i Comuni delibere entro il 10 Settembre
Dopo il balletto delle date e degli adempimenti di Maggio si avvicina la data imperativa dell’invio delle delibere Tasi da parte dei Comuni. Kamsin L’Istituto di Finanza Locale (Ifel) dell’Anci, in una nota del 23 Luglio scorso, ha precisato che le delibere Tasi vanno inviate al Ministero dell’Economia entro il prossimo 10 Settembre ai fini della pubblicazione sul sito del Mef entro il 18 Settembre anche se il termine per l’approvazione dei bilanci di previsione sulle entrate locali è stato spostato dal 31 Luglio al 30 Settembre.
La nota Ifel precisa che il comma 688 della legge di Stabilità 2014 che ha rinviato la data al 10 Settembre, è da considerarsi una norma “speciale” e che “lo spostamento del termine in questione determinerebbe motivi di incertezza" sul pagamento dell’acconto fissato al 16 ottobre per i cittadini dei comuni che non hanno deliberato in materia entro lo scorso 23 Maggio”.
Zedde
Immigrati: Alfano, Mare nostrum e' operazione a termine
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Alfano, Italia paese che tiene Siamo campioni d'accoglienza
- Roma, 15 ago. - Sul fronte dell'immigrazione "l'Italia si e' dimostrata ancora una volta campione del mondo di accoglienza". Lo ha affermato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, sottolineando la necessita' di "ringraziare la Marina Militare, la Guardia di Finanza e tutte le altre forze in campo in quella delicatissima e tragica trincea chiamata Mediterraneo". E ancora. "L'Italia e' un Paese che tiene dal punto di vista dell'ordine pubblico, del contrasto alle frange antagoniste, della prevenzione e del contrasto al terrorismo internazionale". "A garantire questa tenuta - ha sottolineato Alfano - sono gli uomini e le donne delle forze dell'ordine che fanno quotidianamente il loro dovere senza avere stipendi alti e lontani dalle luci dei riflettori".
"Mare nostrum - ha proseguito il ministro - non deve fare il suo secondo compleanno, si e' rivelata decisiva per salvare migliaia di vite umane ma e' un'operazione nata a termine (nell'ottobre del 2013, ndr)". "Mi impegnero' - ha assicurato il ministro - che subentri Frontex, la responsabilita' della frontiera del Mediterraneo e' europea anche perche' larga parte dei migranti non vogliono restare in Italia ma andare nei Paesi del nord Europa. Se cosi' non sara', il governo italiano dovra' prendere delle decisioni".
Pensioni, piu' vicina la busta Arancione?
Il Progetto Trasparenza sulla condizione pensionistica, la cd. "busta arancione" potrebbe essere giunto ai nastri di partenza. Il Progetto, com'è noto, intende fornire un documento sui contributi versati e la stima della pensione futura. Kamsin Secondo fonti vicine al Dicastero di Via Veneto, l'Inps avrebbe in programma l'invio, già nel corso del 2014 in via sperimentale ad alcune categorie di lavoratori dipendenti, il documento contenente le informazioni sulla posizione previdenziale: contributi versati, tempi previsti per la decorrenza dell’assegno pensionistico, stima dell’importo pensionistico, mediante il calcolo on line.
L'Inps ha già inviato i codici per avere una visione dei contributi versati ed una stima della pensione ad un campione di lavoratori vicini alla pensione, ma come pensabile, la gran parte di essi non conosce quale potrà essere il futuro trattamento pensionistico. Si ricorda che la riforma Fornero ha adottato per tutti i lavoratori il criterio contributivo (calcolo della pensione sui reali versamenti effettuati per i periodi successivi al 31 Dicembre 2011) che opererà pro-quota con il precedente criterio retributivo (calcolo della pensione sulla media delle ultime retribuzioni).
Il documento contenuto nella Busta arancione comporterà una maggiore consapevolezza della propria posizione e permetterà di stimare se il proprio tenore di vita al momento del pensionamento potrà avere dei cambiamenti.
Questa analisi dovrebbe dare un impulso allo sviluppo della previdenza complementare, che potrà colmare il gap delle minori disponibilità create dalla futura pensione. Da tener conto che l’ incidenza della pensione integrativa avrà un peso se attuata con un certo anticipo sulla data di fine lavoro e con il versamento di determinati importi – se possibile !!- che possano bilanciare le minori rendite attuali.
Pensioni, Poletti: dal prossimo anno via libera alla busta arancione
Pensioni, l'Inps informerà i lavoratori sull'ammontare della pensione annuaZedde
Grillo: fuori dall'Euro per non morire
Governo: Delrio, Nuovi sacrifici? Li fara' solo lo Stato
Pensioni, per evitare i tagli i dirigenti siciliani anticipano l'uscita
Approfitteranno di una finestra speciale per andare in pensione i sei consiglieri parlamentari dell'Assemblea Regionale Siciliana che altrimenti rischierebbero il taglio dello stipendio a 240 mila euro l'anno come deciso dal Presidente Giovanni Ardizzone, già a partire dal mese di Agosto. Kamsin E' quanto si legge sul quotidiano il Corriere della Sera che anticipa come ben sei consiglieri parlamentari alla vigilia di Ferragosto si siano affrettati a presentare la domanda di pensione per mantenere "un appannaggio annuale da 320 a 360 mila euro lordi l'anno". Un'opportunità offerta dallo stesso consiglio di presidenza di Palazzo dei Normanni che ha concesso una finestra di pensionamenti «extra», non prevista. Appunto, una via d'uscita possibile solo per chi avrebbe 40 anni di servizio. E in qualche caso, cumulando riscatto laurea e servizio militare, bastano anche 53 anni per mollare il lavoro, incassare una liquidazione non decurtata e continuare a ricevere l'assegno di sempre.
Sarebbero piu' di 10 una quarantina i funzionari che avrebbero voluto approfittare della finestra «extra», ma non tutti possono per gli anni di servizio e qualcuno non vuole, offeso da provvedimenti che innestano comunque una aspra competizione interna all'amministrazione. Con funzionari di fresca nomina che colgono l'opportunità di carriera davanti a tante caselle liberate di botto. Oltre ai sei super prepensionati, secondo il Quotidiano, hanno chiesto di andare via anche tre segretari che arrivavano a 210, 220 mila euro e infine 6 assistenti che rientrano nella fascia trai 120 e i 130 mila euro l'anno.
Per tutti l'obiettivo è di non subire tagli nei conteggi del rapporto di fine lavoro e nella pensione mensile che continua a gravare sulle casse dell'Assemblea, sotto questo aspetto autonoma, finanziata con una legge aggiornata proprio questo mese fissando una priorità assoluta per appannaggi e stipendi di deputati e funzionari su ogni altra voce di spesa della Regione, compresi appalti e forniture.
Zedde