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Notizie

Renzi oggi all'Expo, in serata da Napolitano

Redazione Mercoledì, 13 Agosto 2014
- Roma, 13 ago. - Il Presidente del Consiglio, Mateeo Renzi, visitera' oggi per la prima volta il cantiere di Expo ed ha in programma anche un incontro con la stampa dopo il tour, in tarda mattinata. E' quanto fa sapere l'ufficio stampa di Expo. Ieri sera, via twitter dal suo studio di palazzo Chigi, il premier ha descritto gli appuntamenti dei prossimi giorni sottolineando il suo costante impegno per il decreto 'SbloccaItalia'. "Domani Expo. Poi Napoli (Citta' scienza, Bagnoli), Reggio Calabria, la Sicilia. E intanto qui si lavora allo #sbloccaitalia #italiariparte". E' molto probabile che il capo del governo si rechera' in serata al Quirinale per un incontro con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per un giro d'orizzonte sulla situazione politico-economica dell'Italia. .
Pensioni

Pensioni Quota 96, Damiano: "che fine ha fatto la proposta sui quota 96?"

Sergey Mercoledì, 13 Agosto 2014

''Anziche' pretendere inutilmente di accelerare la discussione sull'abolizione dell'articolo 18 inserendola gia' nel prossimo Sblocca-Italia, (richiesta giustamente respinta dal vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini), Alfano farebbe bene a chiarire nel primo Consiglio dei ministri utile che fine ha fatto ''Quota 96'' degli insegnanti''.Kamsin  E' quanto dichiara in una nota Cesare Damiano, Pd, presidente della Commissione Lavoro della Camera. ''Invece di spiegarci che rendere liberi i licenziamenti favorisce l'occupazione, cosa del tutto indimostrata e fantasiosa, l'NCD potrebbe piu' concretamente sostenere che mandare in pensione 4 mila insegnanti, rimasti intrappolati dalla 'riforma' Fornero, potrebbe favorire l'assunzione di altrettanti giovani docenti gia' nell'autunno. Il Governo - rimarca Damiano - sblocchi 'Quota 96'': sarebbe un piccolo contributo per alleviare la disoccupazione giovanile''

"Ci sono quattromila persone che vorrebbero andare in pensione, che ne hanno legittima aspettativa, non direi un diritto, ma il problema non sono quei quattromila, che un lavoro ce l'hanno, bensì i milioni di persone che non ce l'hanno". Così ieri il Primo Ministro, intervenendo alla trasmissione "Millennium" su Rai3 ha affrontato la questione delle pensioni dei Quota 96 del 2012.

Zedde

E' morto il giurista Capotosti, il cordoglio di Napolitano

Redazione Mercoledì, 13 Agosto 2014
- Roma, 12 ago. - E' morto a Cortina il giurista Pier Alberto Capotosti, nato nel 1942 ed ex presidente della Corte costituzionale. In un messaggio inviato alla famiglia Capotosti, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, esprime il suo cordoglio: "Apprendo con profonda commozione la dolorosa notizia della scomparsa di Piero Alberto Capotosti, che fu impeccabile giudice e Presidente della Corte Costituzionale e che gia' aveva dato prova della sua autorevolezza e del suo spirito di servizio da Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Desidero ricordarne la puntuale partecipazione, anche recente - scrive Napolitano - al dibattito politico-istituzionale da posizioni di alta competenza e di assoluta indipendenza. E personalmente ne ricordo anche la disponibilita' e il garbo dimostrati in ogni occasione nei rapporti tra noi. Ai famigliari e alla Corte Costituzionale esprimo il piu' sincero, sentito cordoglio", conclude il capo dello Stato. .

Renzi: art.18 discussione inutile Ridurremo tasse ma non per tutti

Redazione Martedì, 12 Agosto 2014

- Roma, 12 ago. - Una polemica agostana, di quelle fatte per riempire il vuoto lasciato dalle grandi questioni: Matteo Renzi liquida cosi' la querelle aperta dal suo alleato di governo Angelino Alfano. Il quale aveva auspicato l'abolizione dell'Articolo 18 dello statuto dei Lavoratori, e riaperto in questo modo una discussione che in Italia dura dal 2003.

Il premier usa, in un'intervista a Millennium, toni che ammettono poche repliche, e pazienza se dall'Ncd (il partito di Alfano) gli rispondono abbastanza piccati. Per lui la questione e' riconducibile al genere "totem ideologici", ragion per cui e' meglio andare a rivedere - semmai - tutto lo Statuto. Anche perche', a riguardo, il Presidente del Consiglio sostiene che il suo governo le cose le ha gia' fatte.

Esiste il decreto presentato dal ministro Poletti, che avrebbe gia' fruttato la creazione di ben 108.000 nuovi posti di lavoro. Quindi revisione dello Statuto che porta la firma di Gino Giugni, pensando "alla ragazza di 25 anni che non puo' aspettare un bambino perche' non ha le garanzie minime". Rientrera' tra le riforme da decidere tutti insieme, magari con FI? In questi giorni molti segnali sono stati registrati dalle parti dei berlusconiani, magari per allargare la stessa maggioranza di governo ad un ex Cavaliere che gia' dialoga con Renzi in materia di Costituzione e legge elettorale.

Ma il premier esclude ogni ipotesi aperturista: l'accordo del Nazareno vale solo ed esclusivamente per le gia' citate Costituzione e legge elettorale. Per l'economia ognuno per la sua strada. E' un'intervista dal sapore programmatico, quella di Renzi. Che si pone addirittura in minoranza nel suo stesso partito su un tema delicato come quello delle preferenze. "Non la considero un punto centrale - spiega - ma non ho cambiato idea tant'e' che ho proposto piu' volte di mettere le preferenze, in splendido isolamento, perche' i miei amici di partito hanno sempre detto che sono fonte di corruzione. Ma a mio giudizio non e' cosi'". Quindi "o facciamo i collegi uninominali o plurinominali piccolini dove io vedo in faccia il candidato o mettiamo le preferenze".

Sicurezza estrema la dimostra quando esclude categoricamente una nuova manovra correttiva: i conti rientreranno ma non con le tasse, bensi' con il taglio delle spese (a proposito: con Draghi siamo d'accordo dalla A alla Z e e con Cottarelli e' tutto superato). Piuttosto: ci sara' una riduzione della pressione fiscale, anche se non per tutti, e per quel che riguarda i famosi 80 euro indietro non si torna. Confermati a tutti quelli che li percepiscono gia'. Per gli altri si vedra'.

Bonus 80 euro: Zaia, Veneto presentera' ricorso a Corte domattina

Redazione Martedì, 12 Agosto 2014
- Venezia, 12 ago. - Domani mattina, attraverso l'Avvocatura, la Regione Veneto depositera' alla Corte Costituzionale (come da delibera adottata il 28 luglio) il ricorso costituzionale attraverso il quale si intendono impugnare alcune disposizioni normative contenute nel decreto legge riguardante il cosiddetto bonus mensile da 80 euro a favore di alcune categorie di contribuenti. In particolare, il ricorso contesta l'impostazione che sta alla base di tutta una serie di previsioni normative in materia di riduzioni di spesa. Infatti, anziche' distinguere le regioni virtuose da quelle con problematiche economico-finanziarie, il provvedimento comprime indebitamente l'autonomia di spesa regionale in tutta una serie di ambiti (acquisti di beni e servizi, incarichi e collaborazioni, canoni di locazione , ecc.) utilizzando il concetto della spesa storica anziche' ricorrere a parametri standard di spesa. Cio' penalizza ulteriormente gli enti - come il Veneto - che nel frattempo hanno razionalizzato fortemente la spesa con azioni contenitive e riduzione dei costi a partire dal 2010. La giunta veneta, nel rispetto della normativa esistente e delle nuove ulteriori disposizioni introdotte dal cosiddetto decreto legge sulla pubblica amministrazione 90/2014, ha adottato oggi un provvedimento di aggiornamento delle direttive di contenimento della spesa gia' emanate a suo tempo. "Nessuno contesta la liberta' del governo di prevedere sgravi o bonus a favore di chiunque - rimarca il presidente del Veneto, Luca Zaia - ma sia chiaro che deve trovare autonomamente le coperture senza gravare ulteriormente sulle Regioni virtuose, semmai facendo pagare di piu' i territori che hanno sprecato risorse pubbliche. Altrimenti significa dare i soldi ai cittadini con una mano e toglierglieli con l'altra. Sperando che non vengono a toccarci la sanita', la migliore d'Italia, con i conti in attivo. Perche' allora ci arrabbiamo sul serio". .

Altro...

Renzi: art.18 e' totem ideologico Riscriviamo Statuto dei lavoratori

Redazione Martedì, 12 Agosto 2014

- Roma, 12 ago. - "L'articolo 18 e' assolutamente solo un simbolo, un totem ideologico, proprio per questo trovo inutile stare adesso a discutere se abolirlo o meno. Serve solo ad alimentare il dibattito agostano degli addetti ai lavori". Cosi' il premier Matteo Renzi intervistato da Millennium su Rai3 in onda stasera.

"Con il dl Poletti ci sono 108.000 nuovi assunti, lo certifica l'Istat. Il dl Poletti prima non c'era e oggi c'e' ed ha consentito ad un'azienda come Elecrtolux di stare in Italia. Inoltre c'e' un ddl delega che si sta discutendo in Parlamento. E' giusto riscrivere lo statuto dei lavoratori? Si', lo riscriviamo. E riscrivendolo pensiamo alla ragazza di 25 anni che non puo' aspettare un bambino perche' non ha le garanzie minime. Non parliamo solo dell'articolo 18 che riguarda una discussione tra destra e sinistra. Parliamo di come dare lavoro alle nuove generazioni".

Quanto alla disponibilita' mostrata da Forza Italia a discutere alcuni provvedimenti economici, Renzi ha affermato: "ci deve essere rispetto per tutti i dossier degli altri, li leggo sempre, ma per noi l'accordo e' su due punti: riforme istituzionali e legge elettorale". 

Zaia: 80 euro? Non reperire fondi da tagli a enti locali

Redazione Martedì, 12 Agosto 2014

- Venezia, 12 ago. - "Non contestiamo il provvedimento, ma il metodo che si vuole usare per reperire i fondi che garantiscano l'erogazione degli 80 euro in busta paga secondo il provvedimento del governo Renzi". Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia annuncia di voler presentare un ricorso alla Corte Costituzionale riguardante il metodo usato dal governo per trovare fondi per il bonus degli 80 euro. "Non ho nulla contro il provvedimento - spiega - ma se si decide di aumentare la busta paga dei cittadini, il governo deve farlo con soldi suoi, non tagliando fondi agli enti locali. Si annunciano tagli orizzontali, ovvero noi veneti riceveremo gli stessi tagli che avra' la Regione Sicilia. La differenza e' che noi siamo una regione virtuosa dal punto di vista dei bilanci, la Sicilia no". Zaia ha osservato inoltre che l'ammontare complessivo del finanziamento degli 80 euro si aggira sui 6 miliardi e 400mila euro: "Dove credete che si vadano a pescare? - ha chiesto - dai bilanci degli enti locali. Per questo vogliamo entrare in gioco con un ricorso alla Corte. Non accettiamo che il taglio venga effettuato sulla spesa storica del 2013". .

Renzi: domani Expo, poi Sud e intanto lavoro a SbloccaItalia

Redazione Martedì, 12 Agosto 2014
- Roma, 12 ago. - il Presidente del Consiglio, Mateeo Renzi, in un twitter dal suo studio di palazzo chigi descrive gli appuntamenti dei prossimi giorni sottolineando il suo costante impegno per il decreto 'SbloccaItalia'. "Domani Expo. Poi Napoli (Citta' scienza, Bagnoli), Reggio Calabria, la Sicilia. E intanto qui si lavora allo #sbloccaitalia #italiariparte". Il premier visitera' per la prima volta il cantiere di Expo domani mattina ed ha in programma anche un incontro con la stampa dopo il tour, in tarda mattinata. E' quanto fa sapere l'ufficio stampa di Expo, in una nota in cui informa che per partecipare all'incontro mettera' a disposizione un servizio transfer con partenza alle 12 dalla sede della societa' in via Pisacane, a Pero. Per motivi di sicurezza non sara' possibile accedere al cantiere con mezzi propri - si precisa -. Per partecipare e' necessario confermare la propria presenza entro le 20 di oggi, all'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. .

Pensioni, al mef si studia un prelievo sugli assegni piu' alti

Sergey Martedì, 12 Agosto 2014

Complice il peggioramento dei conti pubblici su cui pesa l'allontanarsi della ripresa economica i tecnici al ministero dell'economia potrebbero riaprire il dossier pensioni per recuperare alcune risorse nel frattempo disperse. Kamsin Il capitolo vale infatti 236 miliardi di euro nel bilancio dello Stato e non è da escludersi che il commissario Cottarelli possa nuovamente aprirlo. Con grande prudenza, il ministero del Tesoro si sta muovendo per cercare di capire in quale direzione agire e l'area individuata è quella delle pensioni più alte. Soprattutto per finanziare i vari correttivi per risolvere diversi nodi ancora aperti, come i quota 96 della scuola, lo stop alle penalizzazioni ed una maggiore gradualità in uscita. L'occhio è puntato in particolare sui trattamenti frutto del calcolo retributivo.

Ebbene l'ipotesi di riforma che circola in Via XX Settembre, riportata da alcuni quotidiani nazionali tra cui "Il Mattino", è applicare un contributo di solidarietà solo sulla parte dell'assegno previdenziale maturato con il sistema retributivo. La materia è scivolosa e fonti vicine al dossier raccontano che l'attenzione si è concentrata su una opzione che riguarda le pensioni che superano i 62 mila euro. In quell'area ci sono 186 mila persone (pari all'1,1% di tutti i pensionati) il cui costo è di 15 miliardi: il 5,5% del totale. L'ipotesi è applicare 4 aliquote (8, 21, 28 e 37%) sulla parte di pensione maturata con il retributivo. Una scelta questa che potrebbe portare risparmi previdenziali pari a circa 800 milioni. Una versione applicata ad una platea più estesa è stata invece tentata prendendo in esame i pensionati sopra i 35 mila euro.

Una soglia scelta non a caso in quanto si tratta di persone a riposo (600 mila individui) che stanno già pagando il blocco delle indicizzazioni all'inflazione previsto fino al 2016. In questo caso i risparmi di spesa, secondo una stima prudenziale, salgono fino a 2 miliardi di euro. Tuttavia, precisa chi sta seguendo la vicenda, questa pista è stata messa da parte. Sull'intero dossier, comunque, pesano un paio di incognite. In primo luogo perchè i dati Inps, in particolare per quanto riguarda i dipendenti pubblici, rendono difficile la ricostruzione della carriera previdenziale di centinaia di migliaia di italiani. E in secondo luogo perchè un provvedimento che taglia una pensione già maturata in forza di regole successive, espone il fianco alla censura della Corte Costituzionale.

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Sant'Anna di Stazzema: Napolitano, uno spiraglio per la verita'

Redazione Martedì, 12 Agosto 2014
- Roma, 11 ago. - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella ricorrenza del settantesimo anniversario dell'eccidio nazista di Sant'Anna di Stazzema, ha inviato al Sindaco, Maurizio Verona, il seguente messaggio: "Desidero non far mancare in questa dolorosa e solenne giornata il mio memore, sempre solidale saluto alla popolazione di Sant'Anna di Stazzema insieme con la mia ammirazione per quanti continuano instancabilmente ad operare per la causa della verita' e della giustizia nel 70° anniversario di una strage che ha inorridito il mondo". "Ricordo con intensa commozione - prosegue il Capo dello Stato - l'abbraccio del marzo dello scorso anno con il Presidente Gauck e il nostro cosi' significativo incontro con i famigliari delle vittime e con tutti i cittadini di Sant'Anna. E saluto con speranza il riaprirsi di uno spiraglio per la ricerca delle responsabilita' in sede giudiziaria nell'amica Germania. Un abbraccio a tutti i partecipanti alla manifestazione". Anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, in una nota si unisce "nel ricordo delle 560 vittime innocenti barbaramente trucidate nell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema il 12 agosto di sessant'anni fa, una delle pagine piu' buie della storia d'Italia". "Donne, vecchi e bambini rimasti nelle proprie case, certi che nulla sarebbe potuto accadere a civili inermi. Il loro sacrificio, come emerso dalle indagini della Procura militare di La Spezia, non fu l'esito di rappresaglia, bensi' di un atto premeditato e curato in ogni dettaglio per sterminare la popolazione ed interrompere i collegamenti fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti in zona", prosegue il Presidente Grasso. "La strage di Sant'Anna di Stazzema, quelle che la precedettero e quelle che la seguirono, hanno lasciato nel nostro Paese cicatrici indelebili. In attesa che la Corte federale di Karlsruhe concluda le proprie indagini e renda giustizia a questo tragico episodio della nostra storia, mi rivolgo soprattutto alle nuove generazioni affinche' mantengano vivo il ricordo di questi eventi. In un momento in cui nel mondo assistiamo a simili, terribili stragi, solo la memoria storica, la cultura della tolleranza, della democrazia, della liberta' e della giustizia, puo' preservarci dal ripetersi di tali atrocita'", conclude il Presidente Grasso. .
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