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Notizie - Results from #7190

 

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Notizie

Riforme: Ncd, ok proposta Chiti ma serve largo consenso

Redazione Mercoledì, 30 Luglio 2014
- Roma, 29 lug. - Dopo i primi due 'contraenti' del patto del Nazareno, Pd e FI, anche Ncd - che sostiene il ddl riforme - accoglie con favore la proposta di Vannino Chiti di ridurre il numero degli emendamenti, concentrare il confronto e i voti solo su alcuni temi, e poi rinviare il voto finale a settembre. A parlare in Aula e' il capogruppo Ncd, Maurizio Sacconi, che tuttavia avverte: "Questa proposta ha senso se riscontra un largo consenso". .

Riforme: la Lega non ci sta, risposte da Renzi o niente ferie

Redazione Mercoledì, 30 Luglio 2014
- Roma, 29 lug. - Dopo tante aperture alla proposta di Vannino Chiti, arriva il primo stop in Aula al Senato. La Lega pone dei paletti chiari e avverte il premier Renzi: "o ci da' risposte concrete alle nostre proposte o grazie e arrivederci, per noi si va avanti niente ferie". Ad intervenire e' il capogruppo Gian Marco Centinaio: "Noi siamo settimane che stiamo parlando di contenuti, non e' che si inizia oggi con l'intervento di Chiti. Da settimane abbiamo avanzato proposte costruttive sulle quali aspettiamo risposte dal governo che, ad oggi, non sono ancora arrivate. Senza risposte concrete e serie io rimango fermo al bivio per decidere dove andare", quindi - scandisce l'esponente del Carroccio - "non cantate vittoria, domani mi immagino gia' il faccione di Renzi che dice 'abbiamo vinto, i brutti e cattivi hanno ritirato gli emendamenti', ma non e' cosi'. Io vorrei vedere invece il faccione di Renzi che si siede al tavolo per confrontarsi sulle riforme, in caso contrario io rinuncio alle ferie. Nessun accordo si e' raggiunto: risposte concrete finalmente e poi decidiamo un percorso, in caso contrario grazie e arrivederci". Infine, Centinaio conclude: "Mi ha fatto paura che FI mette paletti sul patto del Nazareno, ma per noi o si ridiscute tutto, oppure si va avanti cosi'. La Lega non e' fatta da cadregari, abbiamo fatto proposte concrete, quindi un passo e' stato fatto ma il percorso deve ancora iniziare".

Riforme: Sel insiste, impossibile trattare con chi insulta

Redazione Mercoledì, 30 Luglio 2014
- Roma, 29 lug. - Sel insiste e fa saltare il 'lodo Chiti' sulla riforma del Senato: "Noi abbiamo apprezzato l'iniziativa di Chiti e dichiarato la nostra disponibilita' a qualsiasi soluzione possa determinare lo sblocco della stallo sulle riforme. Ma nonostante le buone intemzioni di Chiti non e' per guadagnare una settimana che abbiamo messo in campo una iniziativa del genere", ha detto Nicola Fratoianni di Sel nel corso della conferemza stampa al Senato. "Non si puo' pensare di trattare in presenza di un linguaggio offensivo. Non siamo frenatori e vogliamo discutere nel merito dei provvedimenti", ha aggiunto Fratoianni. "A Boschi diciamo che la nostra disponibilita' a discutere c'e', ma bisogna farlo nel merito". "Dire 'togliete gli emendamenti e poi discutiamo' e' una condizione irricevibile", ha sottolineato Fratoianni "Oggi in capigruppo abbiamo dato la nostra disponibilita' ad una riduzione consistente degli emendamenti, ma questo deve avere un contraltare preciso sui punti che abbiamo posto. E' arrivato il momento in cui nessuno puo' continuare a fare giochini", ha aggiunto Loredana De Petris. .

Riforme: Pizzetti, no del governo a mediazione Grasso, ok a Chiti

Redazione Mercoledì, 30 Luglio 2014
- Roma, 29 lug. - Il governo respinge la proposta di mediazione avanzata dal presidente del Senato, Pietro Grasso, in capigruppo, che ipotizzava di accantonare i primi due articoli del ddl, e partire con le votazioni sull'articolo 3. Per il governo, spiega il sottosegretario Luciano Pizzetti, vale la consequenzialita' degli articoli, quindi si parte con gli emendamenti all'articolo 1, poi quelli all'articolo 2 e cosi' a seguire. "Noi - aggiunge - restiamo fedeli alla proposta Chiti, se salta si va avanti" con il timing prestabilito e "cercheremo di votare tutto entro la pausa estiva". Dunque no alla 'mediazione Grasso', no al "gioco dell'oca" del ritorno del ddl in commissione. Unica apertura chiara da parte del governo e' sulla proposta di Vannino Chiti. Se salta l'accordo, avverte il sottosegretario Luciano Pizzetti, "alle 15 si va in Aula e a breve ci sara' il voto sull'emendamento di De Petris (1.29) sul Senato elettivo. E' un emendamento molto importante che decide se il Senato sara' elettivo o meno e li' si vede", essendo questo il tema centrale di tutto lo scontro tra opposizioni e maggioranza, "li' ci togliamo subito il dente". Fino a questa mattina l'accordo tra maggioranza, governo e opposizioni per sbloccare l'impasse al Senato sulle riforme c'era. Poi, "cosa sia successo rispetto a ieri sera non lo so". Il sottosegretario alle Riforme, Luciano Pizzetti, parlando con i giornalisti a palazzo Madama, mentre e' in corso la riunione della maggioranza in vista della nuova capigruppo, spiega come sono andate le cose, almeno fino a ieri sera, a seguito della lettera del premier Matteo Renzi, nella quale il governo apriva a modifiche da apportare al testo dell'Italicum "Per noi non e' cambiato nulla rispetto a ieri sera e questa mattina. Per noi fa fede la proposta Chiti", sottolinea Pizzetti, che tiene a specificare che "il problema ora non e' Forza Italia, non lo sta ponendo Forza Italia", replica a chi gli fa osservare che il partito di Berlusconi ha avvisato il governo che il patto del Nazareno, compreso l'Italicum quindi, non si tocca. "Il problema lo pone chi doveva essere contento delle aperture di ieri di Renzi sulle modifiche alle soglie di sbarramento. Per noi i margini" di trattativa "sono quelli posti dalla proposta Chiti, senza mettere in discussione l'impianto del ddl", e quindi la non elettivita' del Senato. "Voglio smentire - scandisce - nel modo piu' categorico che il problema" allo sblocco dell'impasse "sia rappresentato dal governo o dalla maggioranza", perche' "il governo ieri ha dato, anche sulla legge elettorale, ampie aperture". Tanto che "stamattina, prima dell'Aula, eravamo tutti d'accordo. Poi cosa e' cambiato non lo so". .

Mogherini, sostegno Italia a ruolo Osce per dialogo in Ucraina

Redazione Mercoledì, 30 Luglio 2014
- Roma, 29 lug. - Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, nel corso della conferenza stampa alla Farnesina con il presidente della Confederazione Svizzera, Didier Burkhalter ribadisce il sostegno italiano al ruolo dell'Osce in Ucraina, "l'organizzazione che puo' cercare di far ripartire il dialogo nazionale nel Paese e, quando ci saranno le condizioni, il disarmo nell'est ed elezioni": "Credo - ha aggiunto il capo della diplomazia italiana - che vada valorizzato che a Vienna l'Osce e' riuscito a ottenere in via consensuale l'estensione della missione degli osservatori nell'est Ucraina" e l'approvazione di "una nuova missione per l'osservazione del controllo delle frontiere sul lato russo". Da parte sua, Burkhalter, presidente di turno dell'Osce, ha sottolineato come sia "importante" che l'organizzazione "conservi la capacita' di consenso". "Nonostante le difficolta', e' ancora possibile decidere in 57", ha aggiunto, ricordando il rinnovo della missione e l'avvio di una nuova per la sorveglianza delle frontiere. Il presidente svizzero ha quindi rivolto un "appello per il cessate il fuoco" nella zona del disastro aereo nell'est dell'Ucraina, e per "un corridoio che permetta accesso alla nostra missione di osservatori" per favorire "un'inchiesta vera e concreta". .

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Riforme: nessun accordo in capigruppo, timing ddl non cambia

Redazione Mercoledì, 30 Luglio 2014
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Riforme: terminata seduta Senato, esame riprende domani alle 9, 30

Redazione Mercoledì, 30 Luglio 2014
- Roma, 29 lug. - L'Aula del Senato riprendera' domani mattina alle 9,30 la discussione sugli emendamenti al ddl Riforme. Durante la seduta di oggi, caratterizzata dall'ostruzionismo attuato dalle opposizioni, sono stati respinti cinque emendamenti. .

Riforme, e' il giorno dei veti Mediazione in salita sul Senato

Redazione Mercoledì, 30 Luglio 2014
- Roma, 29 lug. - La tagliola non funziona, gli appelli sono gia' stati lanciati, si tenta la mediazione al Senato sulle riforme ma anche quella e' ancora lontana dal successo. Poteva essere il giorno della pace, a Palazzo Madama, ed in effetti ne Pd le acque si sono fatte piu' tranquille. Mancano pero', per far scoppiare la pace generale, gli assensi di M5S, Lega e Sel. E pare proprio che non verranno accordati. Stamane, quando in Aula riprende la discussione sulla revisione della Carta costituzionale, va al microfono Vannino Chiti, leader riconosciuto dei dissidenti del Pd. Elenca una serie di proposte che equivalgono ad una mano tesa: concentrare il dibattito su alcuni temi precisi, tra cui le modalita' di elezione del Senato, il numero dei deputati e l'immunita', quindi ridurre gli emendamenti a "una decina" e poi rinviare alla prima settimana di settembre il voto finale sul ddl riforme. Il suo partito non fatica molto a dare ufficialmente il via libera all'idea. Ma gia' Forza Italia lancia avanza subito i primi distinguo. Dice si' ai tempi suggeriti, ma mette subito in chiaro che non potranno essere toccati i termini dell'accordo tra Renzi e Berlusconi. Lasciando intendere che tra questi bisogna mettere anche l'Italicum. Pronta la risposta di M5S, Lega e Sel. Il primo a rispondere, mille miglia lontano da Roma, e' Beppe Grillo. Il M5S e' pronto a lasciare il Parlamento se dovesse passare una riforma che preveda il Senato non elettivo, chiarisce: "Rimarremo ancora fino a quando sara' possibile cercare di impedire il colpo di Stato con l'eliminazione del Senato elettivo. Dopo, se questi rottamatori della Costituzione non ci lasceranno scelta, ce ne andremo". Vogliamo risposte concrete da Renzi o qua nesuno va in ferie, avverte il capogruppo della Lega al Senato Gian Marco Centinaio. Sel, da parte sua, si prende un paio d'ore prima di affiancarsi formalmente agli irriducibili. "Dire 'togliete gli emendamenti e poi discutiamo' e' una condizione irricevibile", spiega Nicola Fraoianni, che esprime apprezzamento per l'iniziativa di Chiti ma spiega come sia impossibile trattare "con chi insulta". Il riferimento e' ai "gufi, frenatori e rosiconi" che popolano il lessico politico del Presidente del Consiglio. Nel frattempo tenta una mediazione personale il Presidente del Senato. Pietro Grasso interrompe prima i lavori d'Aula per permettere a tutti di raccogliere le idee. Poi propone di continuare la discussione sulle riforme a partire dai punti meno controversi. Alla fine incassa un ennesimo no. Questa volta del governo. E' la giornata dei veti incrociati. .

Riforme: scatta regola 'Canguro', decadono 1400 emendamenti

Redazione Mercoledì, 30 Luglio 2014
- Roma, 29 lug. - Nell'Aula del Senato scatta la regola del 'Canguro'. I senatori hanno respinto l'emendamento 1.35 presentato da Sel sulla riduzione del numero dei parlamentari. La bocciatura ha precluso le successive 53 proposte di modifica analoghe. Stesso effetto ha sortito il no all'emendamento 1.88 sull'elezione diretta dei membri del Parlamento. Il voto contrario dell'Assemblea ha prodotto un 'salto' all'emendamento 1.1445. In un colpo solo si e' dunque passati da pagina 40 a pagina 620 del fascicolo degli emendamenti, circa 1400 proposte sono decadute.

Riforme, la mediazione e' saltata Sel respinge la proposta Renzi

Redazione Martedì, 29 Luglio 2014

- Roma, 29 lug. - Nessun accordo in conferenza dei capigruppo tra maggioranza e opposizione. Il timing delle riforme, quindi, resta quello gia' stabilito e "si va avanti votando, votando, votando". Lo riferisce il presidente dei senatori Ncd, Maurizio Sacconi. "Abbiamo solo perso tempo per un'intera mattinata", spiega Sacconi, visto che "non c'e' nessuna disponibilita' da parte di Sel e M5S a ritirare gli emendamenti e modificare il comportamento parlamentare".

Riprendendo i lavori in aula e informando l'Assemblea dell'esito della Capigruppo, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha espresso il suo "rammarico" per il fallimento della maediazione: "Siamo alla conclusione di tutti i tentativi di mediazione che sono stati vani, io ritengo di avere fatto tutto il possibile, ma devo prendere atto con rammarico che si devono riprendere le votazioni", ha aggiunto Grasso.

La tagliola, dunque, non funziona. Gli appelli sono gia' stati lanciati, la mediazione e' fallita. Poteva essere il giorno della pace, a Palazzo Madama, ed in effetti ne Pd le acque si sono fatte piu' tranquille. Mancano pero', per far scoppiare la pace generale, gli assensi di M5S, Lega e Sel. E pare proprio che non verranno accordati. Stamane, quando in Aula riprende la discussione sulla revisione della Carta costituzionale, va al microfono Vannino Chiti, leader riconosciuto dei dissidenti del Pd. Elenca una serie di proposte che equivalgono ad una mano tesa: concentrare il dibattito su alcuni temi precisi, tra cui le modalita' di elezione del Senato, il numero dei deputati e l'immunita', quindi ridurre gli emendamenti a "una decina" e poi rinviare alla prima settimana di settembre il voto finale sul ddl riforme. Il suo partito non fatica molto a dare ufficialmente il via libera all'idea. Ma gia' Forza Italia lancia avanza subito i primi distinguo. Dice si' ai tempi suggeriti, ma mette subito in chiaro che non potranno essere toccati i termini dell'accordo tra Renzi e Berlusconi. Lasciando intendere che tra questi bisogna mettere anche l'Italicum. Pronta la risposta di M5S, Lega e Sel. Il primo a rispondere, mille miglia lontano da Roma, e' Beppe Grillo. Il M5S e' pronto a lasciare il Parlamento se dovesse passare una riforma che preveda il Senato non elettivo, chiarisce: "Rimarremo ancora fino a quando sara' possibile cercare di impedire il colpo di Stato con l'eliminazione del Senato elettivo. Dopo, se questi rottamatori della Costituzione non ci lasceranno scelta, ce ne andremo".

Vogliamo risposte concrete da Renzi o qua nesuno va in ferie, avverte il capogruppo della Lega al Senato Gian Marco Centinaio. Sel, da parte sua, si prende un paio d'ore prima di affiancarsi formalmente agli irriducibili. "Dire 'togliete gli emendamenti e poi discutiamo' e' una condizione irricevibile", spiega Nicola Fraoianni, che esprime apprezzamento per l'iniziativa di Chiti ma spiega come sia impossibile trattare "con chi insulta". Il riferimento e' ai "gufi, frenatori e rosiconi" che popolano il lessico politico del Presidente del Consiglio. Nel frattempo tenta una mediazione personale il Presidente del Senato. Pietro Grasso interrompe prima i lavori d'Aula per permettere a tutti di raccogliere le idee. Poi propone di continuare la discussione sulle riforme a partire dai punti meno controversi. Alla fine incassa un ennesimo no. Questa volta del governo. E' la giornata dei veti incrociati.

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