Strumenti

  • Calcola la Data di Pensionamento
  • Calcola l'Importo della Pensione (AGO)
  • Calcola l'Importo della Pensione (Enti Locali e Sanita')
  • Calcola l'Importo della Pensione per i dipendenti statali
  • Calcola la Pensione nella Gestione Separata Inps
  • Calcola i Contributi Volontari
  • Calcola il TFS
  • Calcola l'Ape sociale
  • Calcola la Naspi
  • Calcola la RITA, la rendita Integrativa anticipata
  • Calcola la Pensione Netta
  • Controlla se Entri nella 9^ salvaguardia
  • Calcola il Riscatto e la Ricongiunzione
  • Vai a tutti gli Strumenti
PensioniOggi.it

Notizie - Results from #7500

 

  • Home
  • Notizie
  • Strumenti
  • Forum
  • Guide
Sottoscrivi questo feed RSS

Notizie

Riforme: torna il 'grande freddo' Pd-M5S, salta' l'incontro

Redazione Lunedì, 07 Luglio 2014
- Roma, 7 lug. - Torna il 'grande freddo' e Pd e M5S non ssi trovano per quell'incontro sulle riforme che i pentastellati avevano 'spinto' ancora nel corso della mattinata, annunciandone la diretta streaming sui blog di riferimento. Oggetto del contendere, le "risposte formali" che i democrat attendono dai 5 Stelle, che a loro volta rispondono ricordando la pubblica presa di posizione di Di Maio, con un'intervista al Corriere della Sera di domenica. Ne', del resto, si tratta dell'unico intralcio sul cammino delle riforme che mercoledi' dovrebbero affacciarsi nell'Aula del Senato. "Quando non si hanno idee, si ricorre agli epiteti, tipo 'sabotatori', e agli slogan... Se si stesse al merito delle cose si andrebbe avanti meglio", dice un Vannino Chiti allergico alle richieste di 'ortodossia' che arrivano dalla maggioranza Pd. "Guerini - aggiunge il senatore Dem, capofila dei 'malpancisti' Pd - forse arriva all'ultimo momento ma io e' da quando ero presidente di Regione che ho sostenuto il superamento del bicameralismo paritario". Ma Chiti, a proposito del nuovo Senato, parla soprattutto di "riforma sbagliata e non votabile". Chiosa non secondaria, considerando che il fronte trasversale dei frondisti non accenna a deporre le armi e trova ampio spazio sia nel Pd sia in FI. Tornando al gelo Pd-M5S, e' Roberto Speranza a ribadire che il Pd "considera questo confronto molto serio ed importante per il dibattito democratico nel nostro Paese e per dare piu' forza al percorso delle riforme. Proprio per queste ragioni - puntualizza - riteniamo imprescindibile che tale confronto possa svolgersi solo dopo che saranno pervenute formali risposte alle questioni indicate nei giorni scorsi dal Partito democratico". "Stiamo rasentando il ridicolo. Ho gia' risposto con un'intervista al Corriere della Sera, il documento scritto non e' un metodo per ottenere una legge elettorale degna di questo nome", ribatte Di Maio. "Siamo esterrefatti per quello che e' accaduto", aggiunge il vicepresidente pentastellato della Camera: "Io ho parlato con Guerini giovedi per l'appuntamento di oggi alle 15, che e' saltato, ma poi Guerini non mi ha fatto sapere nulla". Al di la' dell'aspetto formale, la conclusione e' sostanziale: "Vuol dire che noi da adesso in poi parliamo solo con Renzi", annuncia infatti l'esponente M5S, perche' cio' che e' successo indica "che non sono affidabili gli interlocutori che si sono interposti fra noi e lui". "I cittadini devono poter scegliere e noi vogliamo dal Pd una risposta chiara su questo", rilancia a proposito dell'introduzione delle preferenze nella legge elettorale. "Vogliono il doppio turno e noi lasciamo sul tavolo il doppio turno, pero' magari non facciamo che al primo turno si vince con il 37 per cento", aggiunge sempre Di Maio. .

Salta l'incontro sull'Italicum M5s dal Pd richieste ridicole

Redazione Lunedì, 07 Luglio 2014

- Roma, 7 lug. - Un duro botta e risposta tra grillini e democratici sull'Italicum ha portato al naufragio del dialogo tra M5s e Pd. A Renzi, che chiedeva un documneto scritto sui dieci punti proposti dai democratici, i pentastellati hanno risposto con una intervista di Luigi Di Maio ritenuta pero' insufficente, tanto da spingere i grillini a disdire l'incontro fissato per oggi alle 15. "Quando ho sentito Guerini, ed e' una questione di serieta', abbiamo fissato ora, data e luogo" aveva detto Di Maio, ma alle richieste del Pd aveva obiettato: "stiamo rasentando il ridicolo. Ho gia' risposto con un'intervista al Corriere della Sera, il documento scritto non e' un metodo per ottenere una legge elettorale degna di questo nome".

DI MAIO: "IL PD E' INAFFIDABILE, ORA PARLIAMO SOLO CON RENZI" (LEGGI)

"La nostra piu' grande apertura e' l'inizio di questo tavolo di confronto. Abbiamo dimostrato una buona volonta' per discutere e pianificare un percorso. Poi, nei singoli punti il dibattito diventa un po' noioso. La legge elettorale non e' il problema dell'Italia ma e' importante. Noi ci teniamo molto alle preferenze, loro ci tengono ad altri punti, speriamo in un punto d'incontro". Di Maio ha confermato anche che "siamo pronti a cancellare l'idea delle 'preferenze negative', pero' facciamo una legge per cui i condannati in via definitiva, a parte quelli per reati di opinione, in Parlamento non entrano piu'". Sui tempi per avere la nuova legge elettorale Di Maio ha detto che "Renzi la vorrebbe portare a casa in autunno ma i tempi stanno gia' slittando. Noi ci siamo dati, dopo un'eventuale intesa col Pd, 100 giorni incluso agosto".

A dare l'annuncio del forfait era stata Alessandra Moretti: "Per quanto ne so io, l'incontro oggi non si tiene. Io sto per partire per Bruxelles" avvea detto, "Per sedersi intorno ad un tavolo bisogna ragionare in maniera approfondita. Serve un documento, non basta un'intervista", in ogni caso, l'importante e' che si sia aperto un dialogo costruttivo". Il capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza, ha confermato che l'incontro si terra' "solo dopo che saranno pervenute formali risposte alle questioni indicate nei giorni scorsi dal Partito Democratico". .

Italicum: Di Maio, Pd inaffidabile, ora parliamo solo con Renzi

Redazione Lunedì, 07 Luglio 2014
- Roma, 6 lug. - "Siamo esterrefatti per quello che e' accaduto". Lo ha detto Luigi Di Maio in conferenza stampa dopo la decisione del Pd di non incontrare il M5S sulla legge elettorale. "Io ho parlato con Guerini giovedi' - ha aggiunto - per l'appuntamento di oggi alle 15, che e' saltato, ma poi Guerini non mi ha fatto sapere nulla". Quindi "vuol dire che noi da adesso in poi parliamo solo con Renzi", annuncia l'esponente M5S, perche' cio' che e' successo indica "che non sono affidabili gli interlocutori che si sono interposti fra noi e lui". "Stamattina il Pd con una lettera del capogruppo Speranza ha chiesto di disdire l'appuntamento di oggi", ha spiegato Di Maio "A noi dispiace che si e' persa un'occasione per gli italiani di arrivare a un punto concreto. Noi abbiamo le idee molto chiare e vediamo dall'altra confusione". "Io non posso preoccuparmi di quali siano le ragioni oscure di questa disdetta", ha detto Di Maio. "Sicuramente si e' mancato di rispetto ai cittadini italiani che si aspettavano un confronto in streaming fra due forze politiche. Non e' un problema nostro. Semmai verra' dopo se il Pd ci dira' no, non vogliamo avere a che fare con M5S", ha aggiunto e poi ha sottolineato: "noi abbiamo risposto a otto punti su dieci". "Credevo che l'obiettivo fosse fare una legge elettorale in 100 giorni e non scriversi in carta bollata per 15 giorni. Se vogliono farlo per corrispondenza lo dicano", ha sottolineato il grillino. "Correttezza istituzionale vuole che se organizzi un incontro lo fai secondo prassi istituzionale - ha aggiunto tornando sulla 'disdetta' Pd di oggi - Guerini mi ha detto: 'non avete risposto alle domande ci vediamo lunedi alle 15'. Questa situazione e' paradossale. C'e' una grande confusione politica e la volonta' di temporeggiare. Se ci avessero detto ci vediamo fra due settimane per risolvere i nostri problemi interni, va bene...". "Ci facciano capire e facciano capire agli italiani che cosa vogliono fare", ha detto il vicepresidente M5S della Camera. "Prima hanno chiesto le risposte, abbiamo rilasciato un'intervista e poi hanno detto che le volevano scritte - ha osservato ancora Di Maio - Perche' il tavolo dall'altra parte non salta anche se l'incontro non e' in streaming? Far saltare un tavolo perche' non si e' scritto sulla carta giusta...". Secondo Di Maio "non c'e' nessuna volonta' di fare saltare questo tavolo", "la cosa piu' facile che potevamo fare oggi era sparare a zero", dopo che e' saltato l'incontro con il Pd sulla legge elettorale. "Noi sentiamo la responsabilita' dall'inizio di portare a casa la legge elettorale in 100 giorni, ma non vogliamo perdite di tempo. Vogliamo un interlocutore che abbia le idee chiare su che cosa fare". .
Pubblico Impiego

Pensioni Pa, si lascia a 65 anni se i requisiti sono stati maturati entro il 2011

Bernardo Diaz Lunedì, 07 Luglio 2014

I dipendenti pubblici che hanno maturato un qualsiasi diritto a pensione con le regole previgenti la riforma Monti-Fornero e che sono ancora in servizio dovranno lasciare il posto di lavoro al compimento del 65esimo anno di età. Kamsin È quanto ha precisato, con un'interpretazione autentica, l’articolo 2, comma 4 del Dl 101/2013 che ha risposto a "brutto muso" alla decisione del Tar del Lazio che aveva di fatto messo in dubbio la possibilità per le Pa di collocare a riposo i dipendenti secondo le regole di pensionamento previgenti. E le vecchie regole prevedevano per l'appunto la pensione di vecchiaia al perfezionamento dei 65 anni, il limite ordinamentale per la permanenza in servizio per la maggior parte dei pubblici dipendenti.

Sin dall’entrata in vigore del Dl 201/2011 (decreto Salva Italia) la Funzione pubblica con la circolare 2/2012 e l’Inps - gestione ex Inpdap – avevano interpretato l’articolo 24 della riforma nel senso che il lavoratore con un diritto a pensione acquisito entro il 31 dicembre 2011 non potesse permanere in servizio al fine di raggiungere i nuovi e più severi requisiti richiesti dalla nuova norma ma dovesse obbligatoriamente lasciare al perfezionamento dei requisiti di pensionamento fissati dalla vecchia disciplina.

Il Tar Lazio, con la sentenza 2446/2013, aveva però annullato la parte della circolare nella parte in cui stabiliva che la Pubblica amministrazione doveva collocare a riposo al compimento del 65esimo anno di età i dipendenti che nell’anno 2011 erano già in possesso della massima anzianità contributiva (40 anni) o comunque dei requisiti prescritti per l’accesso a un trattamento pensionistico diverso dalla pensione di vecchiaia. Nel contempo, il Tar aveva accertato il diritto del ricorrente a permanere in servizio fino al compimento del 66esimo anno, nuovo limite di età previsto dalla riforma previdenziale per il 2012.

Il legislatore ha pertanto sconfessato l'indirizzo del Tar ribadendo che "l'art. 24, comma 3, primo periodo, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito in legge 22 dicembre 2011, n. 214, si interpreta nel senso che il conseguimento da parte di un lavoratore dipendente delle pubbliche amministrazioni di un qualsiasi diritto a pensione entro il 31 dicembre 2011 comporta obbligatoriamente l'applicazione del regime di accesso e delle decorrenze previgente rispetto all'entrata in vigore del predetto articolo 24".

In altri termini il 65esimo anno di età il limite invalicabile nei confronti di quei lavoratori con un qualsiasi diritto a pensione perfezionato entro il 31 dicembre 2011. E per effetto della recente abolizione del trattenimento in servizio (dl 90/2014) le eventuali prosecuzioni potranno essere ammesse solo al fine di garantire continuità tra stipendio e assegno pensionistico nell’ipotesi in cui la decorrenza di quest’ultimo non sia immediata.

Si ricorda inoltre che il rapporto di lavoro potrà essere risolto anche al compimento del 40esimo anno contributivo qualora tale ipotesi sia applicabile all’Ente. L’articolo 72, comma 11, del Dl 112/2008 concede infatti la possibilità in capo alle amministrazioni di risolvere il rapporto di lavoro nei casi di raggiungimento dell’anzianità massima contributiva di 40 anni.

Zedde

Napolitano: Europa superera' la crisi, mai in discussione l'unita'

Redazione Lunedì, 07 Luglio 2014
- Sveta Gora, 7 lug. - "Sono certo che l'Europa superera' la profonda crisi che l'ha colpita negli ultimi anni di cui soffrono le nostre economie e le nostre popolazioni". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che questa mattina in Slovenia a scoperto una targa in ricordo delle vittime della Grande Guerra. Secondo il Capo dello Stato sono necessari cambiamenti e correzioni nelle politiche e nelle istituzioni europee, ma "guai a mettere in discussione il principio dell'unita' e dell'integrazione". Napolitano ha parlato davanti al Santuario del Monte Santo dove, con il Presidente della Slovenia, Borut Pahor, ha inaugurato la 'panchina della pace' nell'ambito delle celebrazioni del centenario dell'inizio della Grande Guerra. "Italia e Slovenia - ha aggiunto - faranno la loro parte per trasformare l'Ue e nel reagire a qualsiasi tentazione distruttiva e a qualsiasi rischio di dissoluzione di questo patrimonio irreversibile nell'interesse della pace e dei nostri popoli". .

Altro...

Servizio Civile, un lavoro a 400 euro al mese per oltre 100mila giovani

Eleonora Accorsi Lunedì, 07 Luglio 2014

Coinvolgere nel giro di un triennio 100 mila giovani cambiando i connotati del servizio civile attraverso progetti di solidarietà, inclusione, legalità a tutela del patrimonio culturale e geologico. Kamsin E garantire loro uno "stipendio" di circa 400 euro al mese. E' quanto sta studiando l'esecutivo per riformare il servizio civile italiano che vorrebbe anche estenderlo agli stranieri: «Un'altra cosa che vogliamo fare è aprirlo agli stranieri regolarmente soggiornanti nel nostro Paese», ha indicato Luigi Bobba, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche sociali con delega alle politiche giovanili e al servizio civile. Non servono titoli di studio, ma basta avere un'età compresa tra 18 e il 28 anni di età. Aggiunge il sottosegretario: «Stiamo studiando, in collaborazione con i ministeri dell'Ambiente e della Cultura la possibilità di legare il servizio sociale dei giovani volontari a progetti di recupero già finanziati».

Attualmente i volontari sono circa 15 mila, un migliaio sono gli enti accreditati a cui si aggiungeranno 37 mila nuove reclute a partire dal prossimo Ottobre. Le consultazioni sono andate avanti per oltre 3 mesi. Ma sullo sfondo c'è l'approvazione di un testo legislativo che dovrà trasformare il servizio civile nazionale (già in settimana in Consiglio dei ministri potrebbe presentare la legge delega) in modo da garantire in tempi brevi una riorganizzazione del servizio civile. Le aree di intervento sono state ridefinite: protezione civile, assistenza, ambiente, patrimonio artistico e culturale, servizio civile all'estero. I volontari riceveranno 433 euro al mese per una durata minima di 8 mesi prorogabili a 12. Ognuno costerà alle casse dello Stato circa 6.000 euro l'anno; l'obbligo è limitato alle 30 ore di lavoro settimanali e il rimborso non sarà compatibile con altri redditi.

Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di una variante del reddito di cittadinanza per dare una "paghetta" ai giovani. «Non è un lavoro - chiarisce Francesca Bonomo deputata Pd che ha la delega al servizio civile e alle politiche giovanili.- e non vogliamo sia un lavoro sottopagato tantomeno però è un volontariato puro. Ma pensiamo che debba essere un'esperienza anche orientata ad avviare un percorso professionale. Pensiamo a un attestato finale, un riconoscimento in termini di crediti formativi. E stiamo lavorando per renderlo valido anche ai fini contributivi Inps».

Zedde

Riforme: Di Maio, impegni scritti? Ridicolo

Redazione Lunedì, 07 Luglio 2014
- Roma, 7 lug. - "Quando ho sentito Guerini, ed e' una questione di serieta', abbiamo fissato ora, data e luogo". Prima che arrivasse la 'disdetta' da parte Pd, cosi' parlava Luigi Di Maio a 24 Mattino su Radio 24. Alle richieste del Pd di firmare prima un documento di impegno sui dieci punti chiesti da Renzi, Di Maio ha obiettato che "stiamo rasentando il ridicolo. Ho gia' risposto con un'intervista al Corriere della Sera, il documento scritto non e' un metodo per ottenere una legge elettorale degna di questo nome". "Credo che l'incontro ci sara', al di la' delle metodologie delle risposte", considerava l'esponente M5S. Al di la' della questione dell'incotro, ormai saltato almeno per oggi, queste sono state le indicazioni sul metodo da parte di Di Maio: "La nostra piu' grande apertura e' l'inizio di questo tavolo di confronto. Abbiamo dimostrato una buona volonta' per discutere e pianificare un percorso. Poi, nei singoli punti il dibattito diventa un po' noioso. La legge elettorale non e' il problema dell'Italia ma e' importante. Noi ci teniamo molto alle preferenze, loro ci tengono ad altri punti, speriamo in un punto d'incontro". Di Maio ha confermato anche che "siamo pronti a cancellare l'idea delle 'preferenze negative', pero' facciamo una legge per cui i condannati in via definitiva, a parte quelli per reati di opinione, in Parlamento non entrano piu'". Sui tempi per avere la nuova legge elettorale Di Maio ha detto che "Renzi la vorrebbe portare a casa in autunno ma i tempi stanno gia' slittando. Noi ci siamo dati, dopo un'eventuale intesa col Pd, 100 giorni incluso agosto". .

Italicum, salta l'incontro M5s-PdI Dem, prima risposte formali

Redazione Lunedì, 07 Luglio 2014

- Roma, 7 lug. - "Oggi io, Danilo Toninelli, Paola Carinelli e Maurizio Buccarella incontreremo il Pd per l'incontro decisivo sulla legge elettorale". Lo conferma dalla sua pagina Fb il vicepresidente M5S della Camera, Luigi Di Maio. Dunque l'appuntamento in agenda, almeno secondo i 5 Stelle, resta, come scrive Di Maio, alle "ore 15, Sala del Cavaliere, Camera dei Deputati".

Il post e' completato dal link al blog di Beppe Grillo in cui veniva rilanciata l'intervista di ieri allo stesso di Maio, contenente, annota oggi l'esponente M5S, "le risposte alle domande che si pone il Pd".

E' nella giornata di ieri, infatti, che dai Dem sono arrivate richieste di impegni scritti da parte di M5S sul terreno delle riforme.

IL PD NON CEDE, "NIENTE INCONTRO, PRIMA RISPOSTE FORMALI" (LEGGI)

 

I democratici, infatti, ritengono necessario che prima venga formalizzato un documento sui 10 punti messi per iscritto dal Pd. Altrimenti, si fa notare, c'e' il rischio concreto che l'incontro sia inutile.

E se l'Italicum accende il dibattito interno anche alla maggioranza, su soglie e necessita' di introdurre le preferenze, i riflettori restano puntati sulle riforme costituzionali per cui si apre una settimana chiave. "Quando non si hanno idee, si ricorre agli epiteti, tipo 'sabotatori', e agli slogan... Se si stesse al merito delle cose si andrebbe avanti meglio", dice Vannino Chiti rispondendo alla richiesta di 'ortodossia' sulle riforme che arriva dalla maggioranza Pd. Chiti, a proposito del nuovo Senato, parla di "riforma sbagliata e non votabile, ma parlo per me" e torna a chiedere "accordi chiari e sul merito".

Corradino Mineo, esponente di spicco dei 'malpancisti' Pd, non fa passi indietro: rivendica di stare "esprimendo una posizione individuale" e ripete ancora una volta che "non siamo una corrente. Ho dato un consiglio a Matteo Renzi e non ne sono pentito, perche' se continuera' come un carro armato su questa linea, alla lunga - avverte - sara' lui il responsabile di un errore e gli elettori se ne renderanno conto". "Non sono un capo partito", dice ancora Mineo esprimendo la sua "fortissima sensazione che il premier si stia rendendo conto di alcuni problemi reali". "Di cosa discuteremo stasera al gruppo Pd, qual e' la riforma del Senato? Noi - incalza - non sappiamo ancora se ci sara' l'immunita', sarebbe un errore. Non sappiamo quanti saranno i deputati, non sappiamo come si eleggera' il Presidente della Repubblica. Ci sono ancora talmente tante incertezze che non so su cosa ci chiedono fedelta'. Ci chiedono fedelta' sull'idea, non bisogna dissentire. Questo mi pare grottesco". "Si e' capito che la maggioranza del PD non vuole i senatori eletti dal popolo, io non capisco perche'", dice ancora Mineo.

Sul tavolo della commissione Affari costituzionali arriveranno i nodi fin qui rinviati e ancora non risolti: dall'elezione del Senato, a quella del Capo dello Stato, alla modifica dello strumento referendario.

Stasera alle 20 si terra' l'assemblea dei senatori Pd. Sono una ventina, fra loro, quelli che chiedono un Senato elettivo. Una tesi che potrebbe uscire rafforzata dai risultati del sondaggio che sempre domani il direttore di IPR Marketing, Antonio Noto, presentera' per la fondazione Univerde, in conferenza stampa a Palazzo Madama: "Gli italiani e la riforma del Senato. Abolito, nominato o elettivo?". Anche nel Nuovo Centro destra di Angelino Alfano c'e' chi e' ribadisce di preferire un Senato votato dai cittadini. "La riforma del Senato cosi' com'e' non va. Elezione diretta va introdotta", ha twittato, ad esempio, Roberto Formigoni.

Domani, invece, dovrebbe proseguire l'assemblea dei gruppi di Forza Italia. Sono oltre trenta i senatori azzurri che hanno apposto la loro firma al ddl di Agusto Minzolini che chiede un Senato scelto dai cittadini. Cosi' come lo chiede Sel, il Movimento 5 Stelle e gli ex grillini. Sempre domani tornera' a riunirsi la Commissione Affari Costituzionali e l'approdo in Aula del ddl, da programma, e' fissato per mercoledi'. Ma sono diversi i senatori che pensano non si faccia in tempo: troppi ancora gli emendamenti da affrontare, inclusi quelli al titolo V.

Con ogni probabilita' domani si riunira' anche la conferenza dei Capigruppo per stabilire il calendario dei lavori.

La presidente del gruppo Sel Loredana De Petris ha gia' chiesto a Pietro Grasso che, finito l'esame della Commissione, ci sia una settimana di tempo prima dell'arrivo del testo in Aula e martedi' mettera' di nuovo sul tavolo la sua richiesta, durante la riunione. .

Riforme: alle 12 conferenza stampa delegazione M5S

Redazione Lunedì, 07 Luglio 2014
- Roma, 7 lug. - Arrivera' da una conferenza stampa, alle 12 in sala stampa alla Camera, la risposta M5S al Pd che ha mandato a monte l'incontro atteso per oggi sulle riforme. Ad incontrare i giornalisti saranno Luigi Di Maio e i capigruppo pentastellati a Camera e Senato. .

Riforme: salta Pd-M5S. Speranza, solo dopo risposte formali

Redazione Lunedì, 07 Luglio 2014
- Roma, 7 lug. - Il capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza, conferma che oggi non si terra' l'incontro con la delegazione M5S. Scrive, l'esponente Dem, alla presidente della Camera che l'appuntamento si terra' "solo dopo che saranno pervenute formali risposte alle questioni indicate nei giorni scorsi dal Partito Democratico". .
  • Inizio
  • Indietro
  • 746
  • 747
  • 748
  • 749
  • 750
  • 751
  • 752
  • 753
  • 754
  • 755
  • Avanti
  • Fine
Strumenti
  • Calcola la Data di Pensionamento
  • Calcola l'Importo della Pensione (AGO)
  • Calcola l'Importo della Pensione (Enti Locali e Sanita')
  • Calcola l'Importo della Pensione per i dipendenti statali
  • Calcola la Pensione nella Gestione Separata Inps
  • Calcola i Contributi Volontari
  • Calcola il TFS
  • Calcola l'Ape sociale
  • Calcola la Naspi
  • Calcola la RITA, la rendita Integrativa anticipata
  • Calcola la Pensione Netta
  • Controlla se Entri nella 9^ salvaguardia
  • Calcola il Riscatto e la Ricongiunzione
  • Vai a tutti gli Strumenti

Copyright ©2026 Pensioni Oggi