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Renzi, difendiamo l'Europa dall'assalto della tecnocrazia

Redazione Sabato, 05 Luglio 2014
- Roma, 5 lug. - "Difendiamo l'Europa dall'assalto della tecnocrazia", perche' l'Europa non sia solo la patria di "banchieri e burocrati". Cosi' il premier Matteo Renzi parlando a Fie' allo Sciliar. "Dobbiamo difendere l'Europa dall'assalto della tecnocrazia" ha affermato il premier intervenendo ad un convegno sul ruolo delle Regioni in Europa. "L'Europa non puo' diventare la patria delle burocrazie delle banche", ha sottolineato il presidente del Consiglio, "ha senso e un futuro solo se condivide i valori e gli interessi di tutti i cittadini". "Non serve a niente condividere una moneta - ha insistito - se non condividi un destino". "Se vogliamo costruire il futuro non possiamo essere schiacciati sul presente", ha aggiunto. Io, considerato rottamatore, credo che "la rottamazione non fosse cancellare il passato, poi magari c'era una questione legata ad alcuni politici romani", ha proseguito. "Ce' bisogno di una qualita' che l'Italia ha perso: la fiducia in se stessi. L'Italia ha perso autorevolezza perche' ha perso autostima e si e' raccontata come un insieme di problemi", ha aggiunto. "L'Italia non e' questo", ha continuato ci sono "valori piu'' grandi, educativi, culturali, come la scommessa sul bello". "Non possiamo pensare di uscire dalla crisi se continuiamo a guardare a chi ha risultati diversi da noi, sull'economia come sulla disoccupazione, come causa dei nostri problemi", ha concluso il Presidente del Consiglio. .

Gaffe M5S su Napolitano, morto il Giorgio sbagliato . E' bufera

Redazione Sabato, 05 Luglio 2014
- Roma, 5 lug. - "Se ne e' andato Giorgio. Quello sbagliato". Questo il testo del tweet di ieri con cui la responsabile web del Movimento 5 Stelle a MOntecitorio, Debora Billi, aveva commentato la morte di Giorgio Faletti. Oggi, sempre via social network, Billi si scusa con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Le battute infelici scappano, speriamo stavolta siano scappate per sempre - si legge su twitter e facebook - Desidero scusarmi personalmente con il presidente Napolitano per l'accaduto, augurandogli naturalmente una vita lunga e serena, e con il M5S a cui ho creato imbarazzo. Non accadra' piu'", promette Billi. Il tweet 'incriminato' di Debora Billi ha suscitato sulla rete una acceso dibattito e non sono mancate le critiche per il riferimento al presidente Napolitano. Poco dopo la pubblicazione del post sul social network, infatti, molte le prese di distanza e le critiche alla responsabile web del Movimento 5 Stelle di Montecitorio per aver scritto, dopo la notizia della morte di Giorgio Faletti, "se ne e' andato Giorgio. Quello sbagliato". Incrollabile commenta ironico: "Veramente una signora, che classe...". Arturo De Luca scrive: "ma dove hai studiato? Alla Sorbonne.... Che classe esempio lampante della cultura ed educazione di M5S". Fabio Manuela Mulas sintetizza: "Vergognoso!". Per Quintino Melis "con questo ti sei qualificata per quello che sei. Non servono altre parole". Laura Ceruti osserva: "scrivi questi tweet poi magari ti domandi, ma perche' abbiamo fatto flop alle Europee?". Duro il commento di Valentina: "che bestia che sei!". Ma su twitter compaiono anche commenti a favore di Billi: "E' una battuta. E' satira. E' Kasta etc etc etc", scrive ad esempio Matteo Forte. Ma la maggior parte dei commenti sono di critica. Alcuni anche con termini 'pesanti' e parolacce. Pasquale Cacciatore non usa mezzi termini per dire la sua: "Che animale. E non hai nemmeno cancellato il tweet". Di fatti, la responsabile comunicazione dei grillini alla Camera non elimina il post finito sotto accusa, ma dopo alcune ore ne scrive un altro: "Cosi' imparo a rubare le battute...". E dopo un'ora torna a scrivere su twitter: "Madre miserabile" "bestia" "schifosa"... Ahem si, sono io la maleducata". Solo questa mattina, intorno alle 10, Billi si scusa con il Capo dello Stato, augurandogli "lunga vita". .

Gaffe M5S: morto il Giorgio sbagliato , poi le scuse a Napolitano

Redazione Sabato, 05 Luglio 2014
- Roma, 5 lug. - "Se ne e' andato Giorgio. Quello sbagliato". Questo il testo del tweet di ieri con cui la responsabile web del Movimento 5 Stelle a Montecitorio, Debora Billi, aveva commentato la morte di Giorgio Faletti. Oggi, dopo le polemiche del web, Billi si scusa con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sempre via social network: "Le battute infelici scappano, speriamo stavolta siano scappate per sempre - si legge su twitter e facebook - Desidero scusarmi personalmente con il presidente Napolitano per l'accaduto, augurandogli naturalmente una vita lunga e serena, e con il M5S a cui ho creato imbarazzo. Non accadra' piu'", promette Billi. .

Berlusconi 'contro' i frondisti, non perdo la faccia

Redazione Sabato, 05 Luglio 2014
- Roma, 5 lug. - Raccontano che Silvio Berlusconi non abbia affatto gradito le prese di posizione dei 'frondisti' contro le riforme. E, stando sempre a quanto raccontano alcuni esponenti azzurri vicini all'ex premier, sembra che al Cavaliere non sia andata giu' nemmeno la lettura dei giornali, dai quali - a suo dire - la sua leadership appare come appannata, con un partito pronto a non seguire la linea da lui dettata. Insomma, l'umore torna ad essere tendente al nero. Per la verita' - viene spiegato - dopo le quattro ore di sfogatoio alla riunione dei parlamentari, l'umore del Cavaliere non era certo dei migliori. Non solo perche' da tempo e' divenuto allergico a certe 'liturgie', ma perche' di fatto lui con il premier Renzi si era gia' impegnato formalmente al via libera sulle riforme. E il 'teatrino' - cosi' sembra che abbia definito nei colloqui privati la riunione di venerdi' - andato in scena nella sala della Regina di Montecitorio per l'ex capo del governo non e' stato un bel vedere offerto ai media ma, soprattutto, a Renzi. Tanto che Berlusconi era stato 'costretto' a ribadire all'inquilino di palazzo Chigi di non preoccuparsi, Forza Italia non si sfilera', e votera' compatta le riforme. Poi ieri, nei ragionamenti privati con i fedelissimi, i toni verso i cosiddetti frondisti sarebbero saliti e divenuti piu' duri: ma dove credono di andare, non l'hanno capito che cosi' rischiamo di non contare nulla e che il Pd si faccia le riforme che vuole con Grillo? Ma e' in primis la parola data a Renzi che preme al Cavaliere. Ci ho messo la faccia e questi vogliono mandare tutto all'aria, sarebbe lo sfogo piu' ricorrente. Il che vorrebbe dire cancellare l'accordo sull'intero pacchetto: Italicum e giustizia. Ma anche il capitolo aziende di famiglia. E siccome Berlusconi non ha nessuna intenzione di venir meno al patto con Renzi, ne' di fare la figura del leader che non controlla piu' le sue truppe, ecco spiegata la nota diffusa nel tardo pomeriggio. Una nota dai toni apparentemente morbidi, nella quale il leader azzurro "invita" i parlamentari forzisti a votare le riforme. Ma al di la' del tono conciliante, il messaggio vero inviato al suo partito - e cosi' all'esterno - e' che e' lui a decidere e non sono ammessi compromessi ne' ripensamenti: il ddl costituzionale si vota, in commissione e poi in Aula. Tanto che ha gia' dato mandato ai suoi di annullare la nuova assemblea congiunta dei parlamentari di martedi'. Per la verita', gia' ieri sera i fedelissimi del Cavaliere davano per scontato che non vi sarebbe stato nessun secondo round. Ad irritare l'ex premier, poi, anche le voci giuntegli piu' o meno velate sul fatto che avrebbe venduto il partito per ottenere garanzie per le sue aziende e per i suoi guai giudiziari. E cosi', nella nota mette ben in chiaro: "Ribadisco che il nostro dialogo con le forze che compongono l'attuale maggioranza di Governo e' limitato al solo tema delle riforme istituzionali. Forza Italia resta infatti convintamente all'opposizione non condividendo la politica economica e la politica sulla giustizia sino ad ora messe in atto da questo esecutivo". Il timore berlusconiano, del quale l'ex premier ha parlato con Verdini e Romani per avere contezza dei numeri in Aula a palazzo Madama, e' che le fronde anti-riforma del Senato dei vari schieramenti possano coalizzarsi per bocciare la norma portante del ddl, ovvero quella che elimina l'elezione diretta dei senatori. Del resto, gia' ieri uno dei piu' accaniti detrattori della riforma, Augusto Minzolini, spiegava ad alcuni colleghi deputati che il Senato elettivo lo vogliono in tanti, come i 5 Stelle, diversi di Ncd e anche nel Pd. Dunque, pallottoliere alla mano, il blitz potrebbe riuscire, travolgendo cosi' anche la blindatura dell'Italicum, sul quale si levano gia' gli scudi di Ncd e dei piccoli. Berlusconi vorrebbe evitare che sia proprio una fetta del suo partito a guidare la 'rivolta'. E a quei senatori sentiti al telefono, l'ex premier chiede di restare uniti, solo cosi' saremo determinanti. Ma i malpancisti azzurri, almeno per il momento, tengono il punto. Ad esempio, Brunetta, che attraverso Il Mattinale, mette in chiaro: "e' fuori discussione la bonta' della decisione di Berlusconi di mantenere fede ad un patto di riforme. Ma questo patto non puo' implicare l'adesione passiva di FI a una forma istituzionale da Paese sudamericano bolivarista". .
Pubblico Impiego

Pa, la Madia firma il decreto per assumere i vincitori di concorso

Nicola Colapinto Sabato, 05 Luglio 2014

E' stato ''firmato'' il decreto per ''636 vincitori di concorsi non assunti''. Così il ministro della Pa, Marianna Madia, che, dando l'annuncio via Twitter, ha parlato di ''forze nuove e competenti''
Si tratta di giovani che hanno superato da tempo le prove di selezione e che, ora, potranno finalmente vedere l'agognata assunzione.  Kamsin Tra loro anche 106 che avevano terminato il corso-concorso della Scuola nazionale dell'amministrazione. I posti disponibili sono in alcuni ministeri e agenzie.

La decisione della Madia arriva mentre proseguono i lavori parlamentari per sul disegno di legge delega sulla Riforma del Mercato del Lavoro (Jobs Act). Ieri il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha indicato che manca circa un miliardo per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga "simulazioni di un paio di centri studi, che credo siano fondate, si parla di una differenza di circa un miliardo fra le risorse utilizzate per i vecchi ammortizzatori e quelle necessarie per i nuovi ammortizzatori" ha detto Poletti.

"Naturalmente è una simulazione che parte dal presupposto che siccome si deve stabilire età, tempo, quanto tempo una persona è stata in azienda, non è materialmente possibile farlo. La forbice diventerà più o meno larga in ragione del fatto che una persona ha lavorato un certo numero di anni in azienda - osserva il ministro - e perde il posto di lavoro, avrà una tutela finita la Cig ordinaria e straordinaria che dura un certo numero di anni. Se dura uno, due o tre anni è diverso. Queste erano le simulazioni fatte da un paio di centri studi, ma credo siano fondate. "E' ancora molto presto, siamo in una discussione di tipo generale. Questi elementi devono essere tutti ponderati ed erano alla base della prima simulazione del Jobs Act. Questi erano i numeri che emergevano".

Zedde

Altro...

Riforma Fiscale, governo verso un aumento delle tasse sulle sigarette

Sergey Sabato, 05 Luglio 2014

Il Decreto legislativo sul riordino della tassazione su tabacchi ed e-cig, che dovrebbe andare in Cdm il 10 luglio, prevede un incremento delle accise sui tabacchi che si aggirerebbe sui 20 centesimi per le fasce alte e 10 per le fasce basse. Più soft l'intervento sulle e-cig, che dovrebbero avere uno 'sconto'. Kamsin Se confermato il previsto rincaro del prezzo delle sigarette sarà l'ennesimo intervento in materia del Governo certamente non per tutelare la salute pubblica, scoraggiando  l’ uso del tabacco. L'obiettivo è quello di tentare di recuperare parte del gettito per le casse dello stato del settore che nel 2013, complice la crisi, si è affievolito.

Non si tratta di un rincaro generico, ma pesato in modo da influire in vario modo tra gli attori del settore. Il rincaro infatti avviene mediante l’ aumento delle accise che sono composte da 2 componenti: una parte fissa ed una parte variabile. La parte fissa varierà dal 7 al 10% e la parte variabile, si incrementerà dal 58,5 al 58,6%: per i fumatori rincaro di 20 centesimi per il tipo Rothmans e 10 centesimi per il tipo Marlboro.

Da quanto previsto i rincari incidono maggiormente sui prodotti di fascia bassa che sarebbero stati “graziati” dalla riduzione dell’ incremento che inizialmente doveva essere di 40 centesimi sulla parte fissa. I produttori di fascia alta sono stati compensati da uno sconto del 60% su un nuovo prodotto in competizione con la sigaretta elettronica. Quest’ultima è molto penalizzata in quanto, anche se la bozza del decreto prevede una riduzione dell’ accisa del 40% rispetto alle sigarette, potrà essere soggetta ad una tassa che raddoppierebbe l’ attuale costo di ricarica.

Zedde

Equitalia riapre la rateazione: c'è tempo fino al 31 luglio per mettersi in regola

Sergey Sabato, 05 Luglio 2014
I contribuenti che per vari motivi non erano in  regola con l’ Istituto per i versamenti al 22 giugno 2013 potranno essere reinseriti in un piano di pagamento che prevede l’ estinzione del proprio debito in 72 rate.

Kamsin Termini riaperti per pagare a rate i debiti con il fisco. I contribuenti hanno tempo fino al 31 luglio per scegliere di pagare a rate il proprio debito con il fisco utilizzando la possibilità prevista dal decreto Irpef dello scorso aprile. Provvedimento che ha riammesso alla rateazione i contribuenti che avevano perso il diritto alla dilazione, non risultando in regola con i versamenti alla data del 22 giugno 2013. Allora erano state introdotte con il cosiddetto decreto del fare nuove regole più favorevoli, ma con l'effetto di mettere fuori gioco appunto chi per vari motivi si era ritrovato in ritardo.

Con il decreto irpef invece, raccogliendo un'indicazione avanzata dalla stessa Equitalia, le porte sono state riaperte. Bisognerà però presentare la domanda appunto entro fine mese per sfruttare un pagamento frazionato fino ad un massimo di 72 rate (sei anni).
Ci sono però alcune limitazioni rispetto alle regole generali sulla rateizzazione: il nuovo piano concesso non è prorogabile, e decade in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive, invece che otto come previsto per chi ha potuto optare per questo regime entrando dalla porta principale.

Il provvedimento interessa 2,3 milioni di cartelle per un importo di oltre 25 miliardi di euro.

Zedde

Renzi: con Merkel rapporto ottimo , si lavora alle riforme

Redazione Venerdì, 04 Luglio 2014
- Roma, 4 lug. - Allarme rientrato nelle cancellerie europee: tra Italia e Germania le scintille sono gia' spente. Dopo una giornata di scontro, sia Matteo Renzi che la cancelleria si dichiarano reciproca stima e cordialita'. Ma nel merito le posizioni restano quelle di partenza, con i tedeschi che pongono l'enfasi sulla stabilita' e gli italiani su crescita e flessibilita', due modi diversi di leggere lo stesso trattato. In mattinata, dopo i fuochi d'artificio di ieri partono gli idranti di due ministri di peso: prima Pier Carlo Padoan e poi Federica Mogherini: "C'e' un rapporto solido tra Renzi e Angela Merkel". Parole a cui fa subito da sponda la dichiarazione distensiva di Steffen Seibert, portavoce di Frau Merkel: "La Germania e l'Italia vogliono fondamentalmente la stessa cosa", "il Patto di Stabilita' e crescita e' stato studiato per assicurare una crescita sostenibile", aggiunge Seibert, "per quel che ne so io, non ci sono divergenze tra i governi di Germania e Italia su questo punto, stiamo spingendo nella medesima direzione". Con Angela Merkel "il rapporto e' ottimo" chiude il caso lo stesso Renzi, durante la conferenza stampa ufficiale da presidente del semestre Ue, al termine del colloquio con il presidente della Commissione Jose Manuel Barroso. "Non c'e' nessuna polemica tra noi e il governo tedesco in ordine alla gestione della stabilita' e della flessibilita'": le "regole del patto parlano di stabilita' e crescita". Ma il premier un sassolino dalla scarpa se lo vuole levare comunque: "Non ho sentito polemiche da esponenti politici. Se poi parliamo di quanto detto da qualche banchiere, rispondo che la Bundesbank deve perseguire il suo obiettivo statutario, non entrare nel dibattito politico" afferma, sottolineando l'inusualita' dell'intervento di Weidmann di ieri. Nel merito, pero', da Berlino si continua a sottolineare l'importanza della stabilita', mentre il premier batte di nuovo sullo stesso tasto: "Se parliamo solo di stabilita', distruggiamo il nostro futuro". Un braccio di ferro diplomatico, ma sostanziale, che proseguira' nelle prossime settimane e a cui si intreccia il complicato puzzle di nomine e documenti a cui si sta lavorando tra Bruxelles e le diverse capitali comunitarie. Gli osservatori sono concordi: Renzi delle chances le ha. Uno fra tutti il Financial Times: per la Germania "sara' difficile screditare Renzi", scrive il quotidiano della City, che definisce il premier italiano una "rockstar". Certo un effetto su questo giudizio lo avra' avuto anche il tentativo di Renzi di far uscire dall'angolo David Cameron, ma il discorso di ieri a Strasburgo ha colpito molti, non tanto per le poche linee programmatiche, quanto per l'appello al futuro e ai sogni dell'Europa: "Restituire speranza e passione ai cittadini" della Ue e' l'obiettivo che si pone il semestre italiano, ha ribadito oggi Renzi. Sul piatto della bilancia il premier mette ancora una volta le riforme, contraltare all'auspicata flessibilita'. "Con il progetto di riforme dei mille giorni l'Italia vedra' un grande restyling complessivo" assicura. "L'Italia deve essere piu' semplice. Se diventa piu' semplice diventa anche piu' forte". E proprio sul fronte interno Renzi si dovra' impegnare la prossima settimana, quando entrera' nel vivo l'esame del ddl di riforma del Senato e subito dopo quando dovrebbe approdare a palazzo Madama l'Italicum. Nel Pd la fronda resta: "L'Italicum va modificato, lo capisce anche un bambino" ha affermato Pierluigi Bersani. E anche in Forza Italia le fibrillazioni non cessano, tanto che Silvio Berlusconi ha docuto prendere carta e penna per cercare di serrare le fila del suo partito in fermento: "ho invitato ed invito i nostri deputati e i nostri senatori a sostenere convintamente" il percorso riformatore. Stabilita', flessibilita', crescita, riforme: quattro parole per quattro settimane di fuoco prima della pausa estiva. .

Riforme: Berlusconi, su economia e giustizia Fi all'opposizione

Redazione Venerdì, 04 Luglio 2014
- Roma, 4 lug. - "Ho invitato ed invito i nostri deputati e i nostri senatori a sostenere convintamente" il percorso riformatore. Cosi' il presidente di Fi Silvio Berlusconi, in una nota. "Da vent'anni ci impegniamo in solitudine per dare al nostro Paese istituzioni che garantiscano democrazia, efficienza e governabilita'. Per la prima volta (ma meglio tardi che mai) riscontriamo la volonta' di altre forze politiche di concorrere davvero a quel percorso di riforme che abbiamo lungamente auspicato. Per tali motivi, ho invitato ed invito i nostri deputati e i nostri senatori a sostenere convintamente questo percorso, a cominciare dalla riforma che riguarda il Senato, che sara' seguita dalla discussione e approvazione della nuova legge elettorale e dalla riforma del Titolo V. Nel lungo cammino che ancora ci attende per modernizzare il nostro assetto istituzionale, avremo modo di affrontare insieme queste riforme, di migliorarle e di ampliarne, ove possibile, gli ambiti e gli obiettivi". "Ribadisco che il nostro dialogo con le forze che compongono l'attuale maggioranza di Governo è limitato al solo tema delle riforme istituzionali. Forza Italia - sottolinea Berlusconi - resta infatti convintamente all'opposizione non condividendo la politica economica e la politica sulla giustizia sino ad ora messe in atto da questo esecutivo". .

Pensioni, i nuovi requisiti minimi per gli armonizzati

Bernardo Diaz Venerdì, 04 Luglio 2014
L'Inps ha diffuso la circolare applicativa in materia di armonizzazione all’assicurazione generale obbligatoria dei requisiti minimi di accesso al sistema pensionistico di alcune categorie di personale iscritto presso l’INPS, ex-ENPALS ed ex- INPDAP.

Kamsin La Circolare Inps 86/2014 ha specificato le modalità di allungamento dei requisiti di accesso alla pensione, vigenti dal 1° gennaio 2014, nei confronti dei cd. lavoratori armonizzati ai sensi del Dpr 157/2013 pubblicato lo scorso gennaio in Gazzetta Ufficiale; si trattava, com'è noto, di un provvedimento previsto dal decreto legge 201/2011 (riforma Monti-Fornero), che ha ridisegnato la previdenza, anche se il suo percorso attuativo si è prolungato nel tempo.

Il provvedimento prevede il lento e progressivo adeguamento dei requisiti minimi di accesso alla pensione per diverse categorie di lavoratori (che godevano sino al 31 dicembre 2013 di requisiti diversi da quelli vigenti nell’assicurazione generale obbligatoria), armonizzandoli a quelli che sono previsti nell'Ago.
Le categorie di lavoratori coinvolti dal provvedimento sono gli spedizionieri doganali, i poligrafici per quanto riguarda il prepensionamento, il personale viaggiante addetto ai pubblici servizi di trasporto, il personale di volo dipendente da aziende di navigazione aerea, i marittimi, i lavoratori dello spettacolo e gli sportivi professionisti (ex Enpals) e i dipendenti dell'Enav. 

L'inps con la Circolare conferma sostanzialmente l'impianto del Dpr 157/2013 ribadendo tuttavia che tutti i requisiti ivi indicati devono essere adeguati alla stima di vita in base alle norme generali. E dunque devono subire un immediato incremento di 3 mesi a partire dal 1° gennaio 2014, primo di anno di entrata in vigore della normativa in oggetto. I comparti regolati nel provvedimento inoltre subiscono la disapplicazione della finestra mobile.

Il regolamento, lo si ricorda, ha previsto l'incremento dei requisiti di accesso alla pensione per il soppresso Fondo degli spedizionieri doganali. Qui il requisito anagrafico per la prestazione di vecchiaia viene innalzato a 66 anni, rispetto ai 65 della vecchia normativa. Inoltre viene consentita la possibilità di totalizzare questi contributi che finora erano rimasti esclusi.

Per i poligrafici dipendenti da aziende in crisi il requisito contributivo di trentadue anni per accedere al prepensionamento viene innalzato a 35 anni per il biennio 2014-2015, a 36 anni per il 2016-2017 e a 37 anni a decorrere dal 2018.

Il regolamento ha incrementato poi i requisiti pensionistici del cd. personale viaggiante cioè i dipendenti di pubblici servizi di trasporto. Sino al 31.12.2013 i soggetti potevano andare in pensione a 60 anni (55 anni le donne); dal 2014 il requisito per il riposo viene fissato in 5 anni prima dell'età pensionabile prevista nel regime generale obbligatorio. In particolare dal 2018 saranno necessari, per uomini e donne, 61 anni di età per il pensionamento di vecchiaia.

Per i piloti del pilotaggio marittimo la pensione di vecchiaia viene liquidata, dal 1° gennaio 2014, al raggiungimento del requisito anagrafico ridotto di cinque anni rispetto a quello tempo per tempo in vigore nel regime generale obbligatorio. Per i marittimi adibiti al servizio di macchina il requisito anagrafico viene portato a 56 anni di età fino al 31 dicembre 2014, e innalzato a 57 anni per il periodo intercorrente tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. Dal primo gennaio 2018 il requisito viene fissato al raggiungimento di 58 anni di età.

Aumentano anche i requisiti per il pensionamento di vecchiaia degli ex-enpals e per gli iscritti al fondo sportivo professionisti. Per i ballerini l'età passa a 46 anni dai 45 anni previsti precedentemente; l'età pensionabile degli attori invece salirà da 63 a 64 anni; quella delle attrici passerà gradualmente dai 58 anni prima della Riforma a 64 anni nel 2022; per gli sportivi l'età per il collocamento a riposo è fissata in 53 anni.

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