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Notizie

La grana immunita' scuote la maggioranza Finocchiaro, basta scaricabarile

Redazione Martedì, 24 Giugno 2014
- Roma, 24 giu. - L'immunita' rischia di rappresentare un ostacolo ben piu' arduo di quanto lascino credere le parole degli esponenti della maggioranza. Perche' se e' vero, come ripete il presidente del consiglio Matteo Renzi, che "non si puo' compromettere un obiettivo storico", e' altrettanto chiaro che l'incidente sta provocando fibrillazioni potenzialmente letali in seno alla maggioranza e fuori. "Se si vuole ridiscutere di immunita', facciamolo. Se si vuole togliere l'immunita', togliamola. Quella non era la proposta del governo", dice il responsabile Enti Locali del Pd Stefano Bonaccini ribadendo sostanzialmente la posizione del ministro Boschi che ha sottolineato come l'idea fosse stataa dei relatori. A due giorni dall'incontro tra i Cinque Stelle e il Pd, quella dell'immunita' rischia di diventare una pregiudiziale a qualsiasi ipotesi di accordo. E' il vice presidente della camera e deputato Cinque Stelle Luigi Di Maio a scandire, dopo aver incontrato Beppe Grillo, che "l'immunita' deve scomparire, non appartiene al Movimento che non ne fa ricorso". Stanca di essere additata come la 'madre' dell'emendamento che tende a ristabilire l'immunita' epr i sindaci-senatori, la presidente della Prima Commissione al Senato Anna Finocchiaro avverte: "il governo era perfettamente a conoscenza del provvedimento. Sapeva tutto e ha fatto una scelta", per poi aggiungere: "Sto pensando di proporre addirittura un emendamento al mio emendamento per far passare l'idea del rinvio alla Corte. Sono favorevole anche a uno scudo valido solo per le espressioni e i voti dati in aula. Rispondero' cosi' a questo fastidioso scaricabarile su di me". La proposta avanzata da Anna Finocchiaro riguarda, dunque, l'insindacabilita'. Tema su cui si ritrovano anche i Cinque Stelle che, in serata, annunciano di stare presentando un subemendamento per eliminare l'immunita', mantenendo la sola insindacabilita' per i voti dati e le dichiarazioni rese nell'ambito del lavoro Parlamentare. E proprio il Movimento Cinque Stelle e' stato protagonista di un duro botta e risposta con il Pd. Il primo a gettare il guanto di sfida e' stato il senatore dem, Francesco Russo secondo il quale il capogruppo M5S al senato avrebbe presentato un emendamento per ristabilire l'immunita'. I diretti interessati rispondono che l'emendamento in questione era finalizzato "alla difesa del Senato elettivo" e, cadendo quella ipotesi, sarebbe decaduta anche la proposta emendativa. Stessa risposta a Russo e' arrivata anche da Paolo Romani, capogruppo di Fi a Palazzo Madama: "Dispiace per il senatore Russo che fraintende o vuole fraintendere quanto proposto da Forza Italia, che non ha mai chiesto ne' discusso che fosse reintrodotta l'immunita', fuori luogo in un Senato mera espressione delle istituzioni locali, quali quelli delineati da Renzi e dai relatori". A difendere la norma sull'immunita' rimangono i senatori Ncd: dopo le parole del deputato Fabrizio Cicchitto, che ieri demandava ai partiti la responsabilita' di esprimere candidati 'puliti', oggi e' stato il senatore Carlo Giovanardi ad evocare "effetti devastanti" nel caso scomparisse l'immunita'. Ed acquista credito presso le altre forze politiche anche la proposta di Roberto Calderoli di eliminare l'immunita' epr tutti, senatori e deputati. Sono stati Aldo Di Biagio dei Popolari per l'Italia e Cesare Damiano a dire che, se immunita' deve essere, allora meglio che valga per tutti. .

La svolta Ue, piu' flessibilita' Oggi Renzi illustra il programma

Redazione Martedì, 24 Giugno 2014
- Roma, 24 giu. - L'Italia chiede all'Ue un cambiamento sulle strategie economiche dell'Ue, Bruxelles risponde positivamente con un'agenda puntata sulle riforme, sostenuta dalla Merkel che, a sorpresa, apre spiragli sul Patto di Stabilita'. In una triangolazione Roma-Berlino-Lussemburgo, dove si e' aperto ieri il Consiglio dei ministri Esteri Ue, si e' giocato il futuro dell'Europa che, tra pochi giorni, assumera' la presidenza dell'Italia. Punto di partenza un documento che il governo italiano ha consegnato al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, dove si sottolinea che "e' arrivato il tempo di ripensare una piu' efficace strategia politica per riportare la crescita, creare posti di lavoro e promuovere la coesione". Una piattaforma di lavoro per Bruxelles che sta preparando un documento, dal titolo "Agenda strategica in tempi di cambiamento" che verra' presentato oggi ai 28 e che sara' il programma della prossima Commissione Ue ma che gia' ha iniziato a circolare tra Bruxelles e Lussemburgo. Le economie europee devono "continuare a perseguire le riforme strutturali" e, partendo dall'uso "pieno" della flessibilita' intrinseca delle norme del patto di stabilita' e crescita, "l'Unione deve fare passi coraggiosi per accelerare gli investimenti, creare occupazione e incoraggiare le riforme per la competitivita'" si legge nella bozza delle ricette suggerite dal documento che lo staff del presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, sta mettendo a punto. Concetti che sembrano del tutto in linea con quelli evidenziati dall'Italia che sottolinea la necessita' di "incoraggiare le riforme strutturali a livello nazionale, perche' sono il pilastro della nuova agenda politica europea". "Le riforme sono il principale motore della crescita, in particolare se lo sforzo e' compiuto con ampio consenso a livello nazionale e insieme con altri Paesi", si legge nel testo messo a punto dal sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi, su delega del premier Matteo Renzi. Intanto sulla parola 'flessibilita'' non poteva che entrare in campo la Germania che da sempre del Patto ha fatto lo scudo protettore della credibilita' europea. "Il Patto di stabilita' e crescita gia' fornisce opzioni per un'applicazione flessibile del Patto in alcuni casi particolari" ha precisato da Berlino il portavoce del cancelliere tedesco Angela Merkel, Steffen Seibert, spiegando che un "prolungamento delle scadenze" di rientro del deficit "e' possibile ed e' stato gia' usato" nel caso di un peggioramento della congiuntura o di investimenti per riforme strutturali. Nessun cambiamento sui testi ma, tra le righe, un via libera ad utilizzare i 'margini' del Patto di stabilita' e crescita con possibili scostamenti dai tetti fissati per i bilanci pubblici, a patto che vengano fatte le riforme richieste. Tra le indicazioni dell'Italia anche quella sul futuro presidente della Commissione Ue che, si legge nel documento, deve essere "audace e innovativo", deve "chiedere rispetto delle regole europee, ma essere anche in grado di pensare fuori dagli schemi". Indicazioni che colgono il via libera dato ieri dai socialisti europei alla nomina del popolare Claude Juncker il cui programma di nuova legislatura dovra' comunque essere incentrato sui temi casi al Pse, crescita, innovazione, occupazione. Sul fronte del bilancio resta punto saldo il rispetto delle regole con la possibilita' di uscire fuori dagli schemi. In Europa si sta sempre piu' diffondendo "la consapevolezza della necessita' di utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo gia' a livello europeo per investire sulla crescita e sulla creazione di posti di lavoro", ha detto il ministro degli Esteri Federica Mogherini che ritiene ci sia "una svolta in termini di uso degli strumenti che abbiamo nella politica economica europea". Lo ha detto al termine del Consiglio Affari Esteri, commentando le dichiarazioni del portavoce della Merkel. Mogherini ha anche confermato l''ipotesi' di una sua candidatura alla sostituzione di Catherine Ashton come alto rappresentante per la Politica estera Ue. Anche se ha aggiunto di essere "particolarmente orgogliosa" del suo attuale lavoro alla Farnesina. "Come avete visto dalla mole di lavoro che abbiamo, sono concentrata sul mio mestiere in questo momento, un lavoro molto bello e molto impegnativo che mi rende particolarmente orgogliosa, quello di ministro degli Esteri della repubblica italiana: su questo mi concentro". Mogherini ha ricordato che il sostegno di Jean Claude Juncker da parte "non solo dell'Italia, ma della famiglia politica di appartenenza" del governo Renzi, come confermato nella riunione dei leader socialisti di sabato scorso a Parigi e' "un atto di coerenza". .

Ue: Napolitano, in Parlamento larga maggioranza per linea Renzi

Redazione Lunedì, 23 Giugno 2014
- Roma, 23 giu. - "Nell'insieme io credo che ci sia nel Parlamento italiano, e quindi a sostegno della posizione del governo, una larga maggioranza favorevole a che si persegua una linea di proposte di cambiamento, proposte positive, cambiamenti positivi, a cui tutti potranno concorrere e che si dovranno confrontare con posizioni anche molto diverse nel Parlamento europeo". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano incontrando i presidenti dei gruppi parlamentari del Parlamento Europeo. "Quello che mi preme e' insistere ancora una volta sul ruolo del Parlamento che e' ancora larghissimamente poco conosciuto se non ignorato ed e' sottovalutato nelle opinioni pubbliche a cominciare da quella italiana", ha aggiunto Napolitano". Il Presidente ha aggiunto che "Oggi effettivamente possiamo parlare in Italia di un'esigenza largamente condivisa di rinnovamento dell'Unione europea. Ci sono anche posizioni piu' estreme, di contestazione piu' profonda dello stesso progetto inteso come grande prospettiva di soluzione dei problemi dello sviluppo della democrazia in Europa". Per Napolitano, "I parlamentari nazionali dovrebbero in qualche modo rispondere ai loro elettori anche della politica europea, dell'azione dei loro rappresentanti nel Parlamento europeo e dei loro governi nel Consiglio europeo". "Questo per dire che c'e' molta strada da fare e la nuova legislatura che vi vede qui impegnati e che vi vedra' tra Bruxelles e Strasburgo impegnati nei prossimi anni e' una strada straordinariamente impegnativa", ha aggiunto il Capo dello Stato. -
Pubblico Impiego

Pensioni, con la Riforma Madia sarà piu' difficile restare sino a 70 anni

Rossini V Lunedì, 23 Giugno 2014

Con le ultime novità contenute nel decreto legge sulla riforma della pubblica amministrazione approvato dal Cdm Venerdì 13 Giugno diventerà piu' difficile per i dipendenti del pubblico impiego fruire dell'incentivazione alla permanenza sul posto di lavoro sino all'età dei 70 anni. Kamsin Con l'eliminazione del trattenimento in servizio, seppur con talune gradualità in favore dei magistrati e di altre poche categorie "protette", il decreto Madia-Renzi fara' venir meno infatti uno dei punti di forza del Decreto Monti del 2011: l'incentivazione a restare al lavoro sino a 70 anni. 

Com'è noto la riforma Monti-Fornero ha "spronato" il proseguimento dell’attività lavorativa fino a 70 anni di età, con l'articolo 24, comma 4, secondo periodo del Dl 201/2011 in forza del quale il lavoratore può fruire di coefficienti di trasformazione piu' generosi tanto piu' elevata è l'età di collocamento a riposo. E quindi, in ultima analisi, il godimento di una pensione piu' ricca.

A dire il vero questa incentivazione non ha trovato vita facile per il pubblico impiego già con il Dl 101/2013. Infatti l’articolo 2, comma 5, del Dl 101/2013 ha interpretato autenticamente l’articolo 24 della riforma Monti-Fornero nel senso che per i lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni il limite ordinamentale – al raggiungimento del quale l’amministrazione deve far cessare il rapporto di lavoro se il lavoratore ha conseguito, a qualsiasi titolo, i requisiti per il diritto a pensione – non è modificato dall’elevazione dei requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia; si fa eccezione solo per il trattenimento in servizio o per far conseguire all’interessato la prima decorrenza utile della pensione. In pratica attualmente un dipendente pubblico che abbia già raggiunto l'età pensionabile può comunque proseguire l’attività lavorativa oltre il limite ordinamentale - che per la maggior parte dei dipendenti pubblici è fissato a 65 anni - solo in caso di concessione del trattenimento in servizio.

Per questi soggetti pertanto l'abrogazione del trattenimento in servizio voluta da Renzi e Madia e contenuta nel decreto approvato la scorsa settimana dal Cdm si tradurrà nell'impossibilità di fatto di poter raggiungere, o almeno avvicinarsi, ai fatidici 70 anni incentivati dallo stesso decreto 201/2011 e di ottenere una pensione piu' elevata.

Nel pubblico impiego esistono però categorie di lavoratori per i quali il limite ordinamentale è più elevato dei 65 anni. Si tratta in particolare dei professori universitari, dei magistrati, degli avvocati e procuratori dello Stato, che in base ai rispettivi ordinamenti sono collocati a riposo al raggiungimento del limite dei 70 anni di età (salvo concessione ulteriore del trattenimento in servizio che può arrivare fino a 5 anni). Per questi soggetti è del tutto evidente che le tagliole del Dl 101/2013 e del Decreto sulla Pubblica Amministrazione Renzi-Madia non sortiscono grandi effetti dato che non mettono in discussione la possibilità di continuare a lavorare sino a 70 anni.

Con un beneficio notevole in termini economici. Per queste categorie di lavoratori lo stipendio aumenta infatti annualmente, salvo la vigenza degli attuali blocchi retributivi, in funzione degli adeguamenti inflattivi e sulla base di appositi decreti; e, cessando dal servizio con età particolarmente elevate, avranno coefficienti di trasformazione piu' elevati in grado di garantire una rendita previdenziale piu' succulenta.

Zedde

Musei: Garante scioperi, bene Franceschini, pronti a tavolo

Redazione Lunedì, 23 Giugno 2014
- Roma, 23 giu. - "Premesso che la legge, ad oggi, prevede che solo la tutela e la salvaguardia del patrimonio storico-artistico sia da considerarsi un servizio pubblico, credo che possa essere utile, come ha suggerito il Ministro Franceschini, discutere se ampliare le tutele, previste dalla legge 146 del 1990 sull'esercizio del diritto di sciopero, per i cittadini-utenti". Lo ha detto all'AGI Roberto Alesse, presidente dell'Autorita' di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali, commentando le parole del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, secondo il quale serve una norma per "precettare il personale di musei e siti archeologici e scongiurare cosi' le chiusure". "L'Autorita' di garanzia - spiega Alesse - e' disponibile, anche alla luce della sua quotidiana attivita' di contemperamento tra diritti costituzionali (lo sciopero e il godimento dei servizi pubblici da parte dei cittadini), all'apertura di un tavolo tecnico con il Governo ed i Sindacati, per affrontare questo tema delicato ed evitare in futuro situazioni come quella verificatasi a Pompei". .

Altro...

Inps: si allungherà il tempo di erogazione dei servizi

Sergey Lunedì, 23 Giugno 2014

Nel triennio 2014-2016 nell’ I’Istituto andranno in pensione 2.405 dipendenti, pari al 7,5% dell’ organico, mentre le nuove assunzioni previste sono circa 500. Con queste previsioni, aggiunte ai recenti tagli di ulteriori 3000 unità che negli ultimi 24 mesi sono andati via, l’Inps non è più in grado di soddisfare la domanda con gli attuali standard di funzionamento: una pensione ad esempio non potrà essere erogata entro l’ attuale standard di 50 giorni, ma in un tempo medio di 4 mesi.

Kamsin

Lo scenario che si va delineando ha anche riflessi sulle entrate dell’ Istituto in quanto saranno rallentati anche l’ accertamento e  ed il recupero dei crediti contributivi che comporteranno una ridotta disponibilità finanziaria. Gli aspetti negativi saranno in parte assorbiti dai risparmi provenienti dalla spending review che prevedono un taglio delle spese di 517,7 milioni di euro per ciascun anno del prossimo triennio.

Le spese di gestione  complessive dell’ Istituto per il 2014 sono  di 4,4 miliardi e di 4,37 nel 2015 e nel 2016: spese che appaiono al di sotto della media dei 28 Paesi europei del 2,55%. “A livello territoriale, la nuova organizzazione prevede il progressivo adeguamento in funzione delle caratteristiche dell’ utenza, il mantenimento di livello di presidio del territorio adeguati e l’ evoluzione verso i servizi di orientamento e consulenza”.

Il piano dei risparmi impegna l’ Ente anche in una nuova organizzazione dell’ Istituto (dopo  l’ integrazione di Inpdap e Enpals ) prevedendo la diminuzione delle funzioni dirigenziali che passano da 56 a 49, le strutture da 71 a 64 ed un taglio del 29% dei dirigenti generali.
Zedde

Ue: Renzi a capigruppo, prenda coscienza voto per cambiare

Redazione Lunedì, 23 Giugno 2014
- Roma, 23 giu. - "L'Europa deve prendere coscienza del voto" del 25 maggio "per cambiare la sua politica". Lo avrebbe detto il presidente del consiglio Matteo Renzi ai capigruppo del Parlamento Europeo, secondo quanto riferito da Roger Helmer, capogruppo di L'Europa della Liberta' e della Democrazia. .

Sky: vertici incontrano Renzi, 40 mln investimenti

Redazione Lunedì, 23 Giugno 2014
- Roma, 23 giu. - Questa mattina James Murdoch e Andrea Zappia, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Sky Italia, hanno incontrato il presidente del Consiglio Matteo Renzi e illustrandogli i nuovi investimenti editoriali, per 40 milioni e con opportunita' di lavoro per oltre 7mila giovani, a a livello locale che internazionale, previsti nei prossimi mesi in Italia e che comprendono la produzione all'interno degli studi di Cinecitta' di due nuove grandi produzioni internazionali. Per quanto attiene alle due produzioni, BSkyB, Sky Deutschland e Sky Italia saranno un'unica squadra impegnata ad investire nel progetto "The young Pope": una serie televisiva scritta e diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino, che fara' cosi' il suo esordio nella serialita' televisiva, e in "Diabolik-La Serie", primo adattamento del fumetto delle sorelle Giussani con la scenografia del 3 volte Premio Oscar Dante Ferretti. Le due produzioni saranno le prime a beneficiare del Tax Credit sui contenuti audiovisivi recentemente approvato dal governo. James Murdoch ha dichiarato: "21st Century Fox e Sky Italia investono da lungo tempo in questo Paese, e in particolar modo nei contenuti e nei servizi, che spaziano da nuovi canali di intrattenimento, cinema e commedia, a quelli dedicati allo sport italiano, offrendo una maggiore possibilita'di scelta per le famiglie italiane e al tempo stesso le tecnologie migliori per i nostri milioni di abbonati. La creativita' italiana e' ammirata ovunque nel mondo e fin dalla nascita Sky Italia ha alimentato e incentivato il talento, la creativita' e l'inmovazione, per offrire un tangibile contributo allo sviluppo dell'industria culturale italiana. Questa industria ha un enorme potenziale ancora inespresso che avra' ora maggiori possibilita' di svilupparsi alla luce del recente decreto". A sua volta Andrea Zappia ha commentato "Dopo il successo internazionale di Gomorra - La Serie, Diabolik e The Young Pope rappresentano due progetti molto ambiziosi in cui crediamo fortemente. Siamo orgogliosi che due talenti del calibro di Paolo Sorrentino e Dante Ferretti" abbiano deciso di collaborare con Sky a progetti di tale portata per investimenti e capacita' di generare opportunita' di lavoro per oltre 7mila giovani e di grande professionalita'. .

Riforme: Di Maio, questione immunita' deve scomparire

Redazione Lunedì, 23 Giugno 2014
- Roma, 23 giu. - "La questione dell'immunita' deve scomparire". Lo ha detto Luigi Di Maio conversando con i cronisti al termine del vertice con Beppe Grillo sulle riforme. Per l'esponente di M5s la questione "non appartiene al Movimento, non utilizziamo l'immunita anche se ne abbiamo diritto", ha aggiunto. .

Immunita', e' polemica nel Pd. Finocchiaro, sono disgustata

Redazione Lunedì, 23 Giugno 2014
- Roma, 23 giu. - E' polemica all'interno del Partito Democratico sull'ipotesi di confermare l'immunita' parlamentare nel nuovo Senato. La Presidente della Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, Anna Finocchiaro, chiarisce: "Se attribuisci a una Camera delle funzioni sulle politiche pubbliche, cosi' com'e' nella riforma emendata, non ci puo' essere disparita' con l'altro ramo del Parlamento. E non lo dico io, lo dicono tutti i costituzionalisti. Stamattina in televisione per esempio l'ho sentito affermare con precisione dal professor Ainis. Cio' detto i relatori non scrivono gli emendamenti di testa loro. Raccolgono le indicazioni che emergono nel dibattito e hanno il dovere di valutarle quando scrivono le loro proposte. Ma se mi chiede come la penso io, allora le rispondo: la Finocchiaro pensa che l'immunita' non va bene cosi' neanche per i deputati". Cosi' Anna Finocchiaro, presidente della commissione "Avevo proposto che a decidere sulle autorizzazioni all'arresto e alle intercettazioni dovesse essere una sezione della Corte costituzionale e non il Parlamento. Valeva sia per il Senato sia per la Camera. E l'ho scritto in un emendamento". Poi l'emendamento "e' sparito dal testo perche' il governo ritiene che non si debba appesantire il lavoro della Corte costituzionale". "Ora non so che fara' il governo . Ma so che l'esecutivo ha vistato due volte i nostri emendamenti, compreso quello sull'immunita'. Conosceva il testo, sapeva tutto. ha fatto una scelta". Poi la Finocchiaro torna nel merito della questione: "I senatori avranno funzioni di controllo che vanno difese dalla limitazione della liberta'. I costituzionalisti sono d'accordo su questo punto. Come lo sono i partiti, da Forza Italia al Pd, alla Lega, all'Ncd e anche M5S. E noi abbiamo raccolto i loro pareri. Io pero' penso che l'articolo 68 non deve coprire gli atti svolti da sindaco o da consigliere regionale. Per quei fatti l'autorizzazione a procedere non dovrebbe essere necessaria. Fermo restando che la mia proposta e' un'altra: rimettere il tema dell'immunita' alla Consulta. Ma il governo mi ha risposto di no, motivandolo con la necessita' di non pesare troppo sui giudici costituzionali. Percio' mi chiedo: cosa vogliono da me?". "Ora sto pensando di proporre addirittura un emendamento al mio emendamento per far passare l'idea del rinvio alla Corte. Sono favorevole anche a uno scudo valido solo per le espressioni e i voti dati in aula. Rispondero' cosi' a questo fastidioso scaricabarile su di me. Pero' e' incredibile che tutto si riduca all'immunita'. Abbiamo fatto un lavoro pazzesco tutti insieme. Ne e' venuto fuori un Senato vero ma innovativo. Non puo' rimanere solo la vicenda dell'immunita'". Stefano Bonaccini, altro esponente del Pd, questa mattina ad Agora', ha spiegato: "Siamo di fronte al possibile approdo di una riforma storica, con il taglio di oltre 300 parlamentari, il superamento del bicameralismo perfetto, con una sola camera che fara' le leggi, abbassando i tempi e rispondendo alle esigenze dei cittadini normali. Se Renzi ha preso il 41%, al contrario di quanto e' avvenuto nei paesi del resto d'Europa, e' perche' le cose le fa". Lo ha detto Stefano Bonaccini, Pd, questa mattina ad Agora', su Rai Tre. "Quanto all'immunita': Renzi in quanto premier non gode dell'immunita', se voleva un vantaggio poteva proporre che l'immunita' coprisse anche lui. Non vorrei che si perdesse di vista la portata storica di questa riforma, per un paese che funzioni meglio, che abbia tempi di decisione piu' rapidi. Se si vuole ridiscutere di immunita', facciamolo. Se si vuole togliere l'immunita', togliamola. Quella non era la proposta del governo". Sul blog di Beppe Grillo, parlando delle riforme, in un post a firma Paolo Becchi, docente universitario vicino al M5s, in passato considerato tra gli ideologi del Movimento, si legge: "Dopo la mossa di Grillo sulle riforme, Renzi e' frettolosamente salito al Colle per consultarsi con il Capo dello Stato. A Re Giorgio, che pareva essersi defilato dopo aver imposto la soluzione definitiva alla sua politica delle 'larghe intese' (il patto Berlusconi-Renzi), resta sempre l'ultima parola, la decisione del sovrano. Cosi' accadra' sulle riforme, e cosi' e' accaduto nei giorni scorsi nella vicenda che ha riguardato il CSM, l'organo di garanzia della autonomia e indipendenza della magistratura ordinaria che egli presiede". .
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