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Notizie

Corruzione: Grillo, Renzi? Ok giu' toni ma si va oltre ridicolo

Redazione Sabato, 07 Giugno 2014
- Roma, 7 giu. - "Va bene abbassare i toni, va bene riconoscere i propri errori, ma quando e' troppo, e' troppo. Farsi prendere per il culo come se dovessimo scontare una condanna a vita da cornuti e mazziati e' troppo. Quando, dopo gli scandali, ma ormai piu' che di scandali che non scandalizzano piu' nessuno si dovrebbe parlare di cronaca quotidiana, dell'Expo e del Mose, in attesa della Tav, Renzie afferma che 'Il problema della corruzione non sono le regole che non ci sono, ma quelle che non si rispettano, il problema sono i ladri, non le regole' e' troppo". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog, commentando le parole di Matteo Renzi sulla corruzione e sul Pd, sostenendo che "qui andiamo oltre. Oltre il ridicolo. Oltre la farsa". "Ma i ladri stanno (anche) nel tuo partito, li avete fatti eleggere voi - prosegue Grillo nel suo blog, riferendosi a quanto ha detto oggi a Napoli sul Pd il premier Renzi - avete dovuto aspettare la magistratura per fare il lavoro che avreste dovuto fare voi? Allontanarli a calci. Sembra che ora nessuno conosca questo Orsoni, il sindaco di Venezia, quindi figlio di padre ignoto, cosi' il suo partito di appartenenza assume il ruolo di meretrice, adescatrice, escort. Si discetta con stile bizantiniano, carnevalesco (... dal giudice Carnevale che annullava le sentenze di condanna per i mafiosi in Cassazione per vizi di forma) se Orsoni sia o meno iscritto al Pd. Le foto con Bersani sul palco con una scenografia in cui le lettere PD sono gigantesche non fa testo e neppure che il Pd lo abbia candidato. No. Ce l'aveva o no la tessera Pd? In caso negativo che c'entrano i segretari di partito che si sono succeduti in questi anni? Che c'entra il Pd? Nulla. Qui andiamo oltre. Oltre il ridicolo. Oltre la farsa. Oltre la presa per il culo. Oltre l'avanspettacolo. Il meccanismo con cui questo sistema delinquenziale legalizzato si regge e' ormai semplice per chi vuole capirlo", sostiene l'ex comico genovese, che conclude: "di che regole parla Renzie? Di quelle che non ci sono? Della legge anticorruzione che il M5S ha proposto? Della legge sui conflitti di interesse (presenti a mani piene nel suo governo)? Di nuovi strumenti da mettere a disposizione della magistratura resa (quasi) innocua da decine di leggi fatte dal partito unico PD/Forza Italia in vent'anni? O forse allude agli inquisiti candidati nel suo partito alle europee? Quanti voti sposta la corruzione? Tanti. Di tutti quelli che ne godono, anche di poche briciole gettate sotto il tavolo. Dopo l'astensione, la corruzione e' il primo partito del voto. Primum vivere, comunque sia, e a culo tutto il resto", conclude il leader M5S. .

Corruzione, affondo di Renzi e Grasso Venerdi' primi provvedimenti

Redazione Sabato, 07 Giugno 2014
- Roma, 7 giu. - Sul tema della corruzione servono "risposte strutturali" e una svolta culturale: chi e' stato condannato deve rimanere alla larga dagli uffici pubblici. Matteo Renzi, nel suo intervento a 'La Repubblica delle idee' parla a lungo della vicenda Mose e dello scandalo legato all'Expo di Milano. E annuncia per venerdi' prossimo un provvedimento su misura. "Chi volesse negare una evidente responsabilita' della politica" nella vicenda del Mose "sarebbe fuori dalla storia. Anche nella mia parte politica", dice rispondento al direttore di Repubblica, Ezio Mauro, davanti alla platea del San Carlo di Napoli. La corruzione, insiste, "riguarda tutte le parti politiche, riguarda anche il Pd e il centrosinitra". Il caso di Venezia, spiega il premier, "e' ancora peggio degli altri perche' riguarda alcuni magistrati, alcuni finanzieri", sono coinvolte persone che "rappresentano non solo i ladri, ma anche le guardie". La risposta che si deve dare "deve essere strutturale e culturale. Non usciamo dalla crisi semplicemente con provvedimenti spot" serve "una scommessa educativa". Devono cambiare anche le varie autorita' "che in anni di funzionamento hanno visto aumentare i dipendenti e le indennita' ma non si sono accorte" di quello che stava accedendo. Per questo venerdi' il Governo, annuncia, "varera' un provvedimento ad hoc che recuperi lo spirito delle raccomandazioni della Commissione europea". Norme "per incidere sia sulla vigilanza che sulle procedure". Nel pacchetto della riforma della giustizia, deve essere inoltre chiaro il principio della certezza della pena: "Chi ha violato la legge non deve poter mettere piede in un ufficio pubblico se non per fare un certificato. Questa e' la rivoluzione di cui abbiamo bisogno. E' arrivato il momento di cambiare pagina e su questo mi gioco la credibilita' - conclude Renzi -. Sono convinto che l'Italia perbene, che e' decisamente in maggioranza, sia pronta dire basta". GRASSO, INSERIRE REATI TRA QUELLI COMPETENZA DDA = Per combattere la corruzione il presidente del Senato Piero Grasso indica "una soluzione", "si tratta - dice - di avere la concorde volonta' politica di attuarla, peraltro secondo le indicazioni a livello europeo e internazionale: basta inserire i reati di corruzione tra quelli di competenza delle direzioni distrettuali antimafia. Ma si puo' - sostiente Grasso - fare anche di piu': inserire un codicillo che blocchi, da subito e per sempre, ogni tipo di vitalizio per i politici condannati per reati di mafia e di corruzione, estendere la decadenza e la incandidabilita' ai parlamentari senza alcun limite, cosi' come per i sindaci ed i consiglieri regionali". Secondo Grasso "i recenti fatti ci hanno dimostrato che il malcostume e' diffuso in tutto il paese, ad ogni livello, e che e' necessario un impegno preventivo e repressivo mai messo in pratica finora" contro la corruzione, ha spiegato il presidente del Senato, secondo il qaule vanno tolti "da subito e per sempre i vitalizi ai politici condannati per mafia e corruzione". CORRUZIONE: SQUINZI, TOLLERANZA ZERO Tolleranza zero nei confronti di corruttori o di qualunque tipo di corruzione: lo ribadisce il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. "Confindustria non puo' e non deve avere nessun tipo di tolleranza verso chi imbocca scorciatoie" ha detto Squinzi, il quale ha garantito che l'Associazione stronchera' qualsiasi fenomeno di corruzione "senza sconti e con determinazione totale, anche nell'interesse delle aziende". .

Ballottaggi: domani si scelgono 148 sindaci

Redazione Sabato, 07 Giugno 2014
- Roma, 7 giu. - Sono complessivamente circa 4 milioni e mezzo gli italiani che domani torneranno alle urne per il turno di ballottaggio delle amministrative: sono chiamati a scegliere, in tutto, 148 sindaci. Ai 138 comuni delle regioni a statuto ordinario, vanno aggiunti infatti un comune in Sardegna (Alghero, in provincia di Sassari), uno in Friuli Venezia Giulia (Porcia, provincia di Pordenone) e otto in Sicilia: Caltanissetta, San Cataldo (Caltanissetta), Acireale (Catania), Bagheria (Palermo), Monreale (Palermo), Termini Imerese (Palermo), Pachino (Siracusa) e Mazara del Vallo (Trapani). Diciassette i capoluoghi di provincia: Vercelli, Biella, Verbania, Bergamo, Cremona, Pavia, Padova, Modena, Livorno, Teramo, Perugia, Terni, Pescara, Bari, Foggia, Potenza e Caltanissetta.

Ue: Renzi, Junker? No se continua con politica austerita'

Redazione Sabato, 07 Giugno 2014
- Napoli, 7 giu. - Junker "cambi la politica europea o non avra' il nostro consenso". A dirlo a Napoli il premier Matteo Renzi. "Il Ppe vuole candidare Juncker? Bene. Cosa pensa di fare Juncker nei prossimi cinque anni? Uno che vuole continuare con le politiche dell'Europa degli anni passati non avra' il nostro consenso". Renzi ribadisce: "Non siamo interessati a discutere semplicemente ai nomi. La discussione deve avvenire su cosa dobbiamo a fare". "Non si puo' trasformare il risultato elettorale in una richiesta di posti - aggiunge - per noi la discussione sui nomi e' azzerata". .

Lavoro: Poletti, legge delega entro 2014 sara' risultato straordinario

Redazione Sabato, 07 Giugno 2014

- Santa Margherita Ligure, 7 giu. - Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e' fiducioso che l'iter della legge delega sul lavoro verra' concluso entro l'anno. "Penso proprio che la avremo entro l'anno, se, come ha dichiarato il presidente della Commissione Lavoro al Senato Sacconi, entro fine luglio si chiudera' la parte in aula al Senato", ha dichiarato Poletti a margine del convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, "immediatamente dopo la riapertura dei lavori a settembre, si andra' in aula alla Camera e, se i tempi di discussione saranno veloci come quelli del Senato, entro fine anno pensiamo di aver prodotto un risultato straordinario". "Una legge delega di riforma che comprende ammortizzatori sociali, strumenti per politiche attive e contrattazione vi rendete conto che e' un'operazione gigantesca", ha aggiunto il ministro, "se la si porta a compimento in qualche mese, e' un risultato straordinario".

La concertazione "e' stata a volte un modo per stare tutti intorno a un grande tavolo facendo pagare conto agli italiani". Lo ha dichiarato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a margine del convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria. "La palude non e' Confindustria", ha proseguito Poletti in riferimento a una dichiarazione di alcuni mesi fa del premier Matteo Renzi, "quando parliamo di palude non parliamo di un'organizzazione o di un sindacato ma di un contesto dove ognuno ha fatto non bene la propria parte; noi, per la parte che ci compete, non abbiamo intenzione di continuare su questa strada".

Corruzione: Poletti, non sostituire responsabilita' con regole

"Non possiamo pensare di sostituire la responsabilita' delle persone con le regole". E' il commento del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ai recenti scandali che hanno coinvolto l'Expo 2015 e il progetto Mose. "C'e' un problema di responsabilita' di modelli sociali e comportamentali che vanno ricostruiti in questo paese", ha affermato Poletti a margine del convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria, "bisogna adottare la regola generale che chi commette reati non puo' avere dei vantaggi: ad esempio noi sappiamo che sequestrare beni ai mafiosi e' stato un elemento decisivo".

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Renzi, Pd partito della Nazione Venerdi' misure anti-corruzione

Redazione Sabato, 07 Giugno 2014

- Roma, 7 giu. - "Il risultato delle Europee impone al Pd di essere partito della Nazione". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a 'La Repubblica delle idee'. "Il Pd e' quel partito che quando in campagna elettorale si trovo' ad affrontare il caso della richiesta di arresto di Genovese, non ha trovato scuse, ha guardato le carte e ha votato a favore senza cercare scorciatoie", ha aggiunto. "Chi ruba nel Pd andra' a casa a calci nel sedere", ha aggiunto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a 'La Repubblica delle idee'.

"L'esercito delle persone perbene non puo' solo indignarsi" davanti agli episodi di corruzione, "non basta piu'. L'esercito delle persone perbene cambiera' questo paese". Parlande del voto delle europeee, Renzi e' certo: "Il 40,8% non e' un risultato da mettere in frigo ma da spendere. Preferisco rischiare di perderlo per investire sull'Italia. Se non ci riusciamo sara' tutta colpa mia, se ci riusciamo riparte l'Italia", ha aggiunto.

Contro la corruzione "facciamo sul serio", occorre "dare risposte strutturali" che possono richiedere anche una settimana o due settimane in piu' e serve soprattutto "una risposta culturale". Lo dice Matteo Renzi, oggi a Napoli. "Bene i provvedimenti spot", ma non bastano, osserva il premier, c'e' "una emergenza educativa in Italia" per affermare che "la legalita' non e' un optional". Venerdi' prossimo ci sara' un provvedimento ad hoc sulla corruzione che prevede "poteri precisi" all'autorita' di Cantone, annuncia Matteo Renzi a Napoli.

Serve "una riforma radicale", "occorrera' incidere sulla vigilanza e sulle procedure" degli appalti. "Nella vicenda del Mose di Venezia sono coivolti i ladri ma anche le guardie". Cosi' il premier Matteo Renzi, a 'La Repubblica delle idee', criticando poi l'atteggiamento delle autorita' preposte ai controlli. "Dobbiamo porci il problema di come tagliare le autorita' che non hanno funzionato perche' non hanno piu' senso che esistano", ha aggiunto. .

Pd: Renzi, il 40,8% di consensi impone che sia Partito della Nazione

Redazione Sabato, 07 Giugno 2014

- Napoli, 7 giu. - "Il risultato delle Europee impone al Pd di essere partito della Nazione". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a 'La Repubblica delle idee'. "Il Pd e' quel partito che quando in campagna elettorale si trovo' ad affrontare il caso della richiesta di arresto di Genovese, non ha trovato scuse, ha guardato le carte e ha votato a favore senza cercare scorciatoie", ha aggiunto. "Chi ruba nel Pd andra' a casa a calci nel sedere", ha aggiunto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a 'La Repubblica delle idee'. "L'esercito delle persone perbene non puo' solo indignarsi" davanti agli episodi di corruzione, "non basta piu'. L'esercito delle persone perbene cambiera' questo paese". Parlande del voto delle europeee, Renzi e' certo: "Il 40,8% non e' un risultato da mettere in frigo ma da spendere. Preferisco rischiare di perderlo per investire sull'Italia. Se non ci riusciamo sara' tutta colpa mia, se ci riusciamo riparte l'Italia", ha aggiunto. .

Dell'Utri: Mogherini, penso estradizione questione di giorni

Redazione Sabato, 07 Giugno 2014
- Beirut, 7 giu. - L'estradizione di Marcello Dell'Utri dal Libano e' ormai "una questione giudiziaria nelle mani dell'Interpol, ma e'una questione di giorni". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, rispondendo alla domanda di un giornalista nella conferenza stampa congiunta con il collega libanese Gebran Bassil, e precisando che l'argomento e' stato oggetto di discussione durante il colloquio.

Corruzione: Renzi, venerdi' provvedimento riforma radicale

Redazione Sabato, 07 Giugno 2014
- Roma 22 feb. - "Venerdi' faremo provvedimento di legge per incidere sulla vigilanza e sulle procedure" degli appalti ha affermato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a 'La Repubblica delle idee'. "Nel pacchetto di riforme della Giustizia deve essere chiaro che i condannati non possono mettere piu' piede in un ufficio pubblico se non per chiedere un documento". Un pacchetto, ha spiegato, "che recuperi le indicazioni della commissione Ue". Serve "una riforma radicale", ha spiegato il premier. .

Acconto Tasi 2014, ecco il nuovo calendario delle scadenze

Bernardo Diaz Sabato, 07 Giugno 2014

Il governo ha varato ieri il decreto legge sulla proroga della Tasi. Con il provvedimento il governo ha scritto la parola fine sul tormentato debutto della Tasi che per tutto il mese di maggio ha reso incandescenti i rapporti tra esecutivo e sindaci.
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Il testo conferma l'emendamento approvato nei giorni scorsi al decreto Irpef, che però entrerà in vigore con la sua conversione definitiva solo dopo la metà di giugno, e fissa il nuovo calendario di scadenze in questo modo: i proprietari di immobili nei Comuni che hanno deliberato entro il 23 maggio sono chiamati a pagare l'acconto entro il 16 giugno, per tutti gli altri l'appuntamento alla cassa slitta al 16 ottobre e potrà ulteriormente slittare al 16 dicembre, in contemporanea con il saldo, qualora il Comune non rispetti neanche la data del 10 Settembre per fissare le aliquote.

In quest'ultimo caso, la Tasi sarà calcolata sulla base dell'aliquota standard dell'1 per mille senza detrazioni, con la particolarità che sugli immobili diversi dall'abitazione principale non si dovrà superare il tetto massimo del 10,6 per mille. Nel decreto, che uscirà in Gazzetta Ufficiale all'inizio della prossima settimana, si precisa peraltro che per gli immobili concessi a locatari o ad altro titolo, l'occupante dovrà versare il 10% dell'importo della Tasi.

Con l'approvazione del decreto Tasi cadono quindi le speranze di chi auspicava uno slittamento dell'acconto di giugno anche nei comuni che hanno approvato in tempo le delibere.

Acconto Tasi, le scadenze
L'acconto della Tassa sui servizi indivisibili erogati dai comuni dovrà essere pagato entro il 16 giugno nei 2.181 municipi che entro il 23 maggio hanno approvato e inviato al dipartimento delle Finanze le delibere con aliquote (e detrazioni) per proprietari e inquilini.
Per tutti gli altri comuni, invece, l'appuntamento alla cassa scatterà il 16 ottobre. A condizione però che i sindaci degli enti ritardatari (i 2/3 del totale) siano in grado di rispettare la seconda finestra per inviare le delibere al Mef che scadrà il 10 settembre (le decisioni dei sindaci dovranno essere pubblicate sul Portale del federalismo fiscale entro il 18 settembre).


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