Agricoltura, scatta il recupero degli aiuti Covid: Inps avvia le notifiche di annullamento
Sotto la lente i benefici indebitamente fruiti nel biennio 2020-2021. Per le aziende agricole c'è la possibilità di dimezzare le sanzioni, ma i tempi sono stretti: solo 30 giorni per regolarizzare.
Si chiude il cerchio sui sostegni economici erogati al settore agricolo durante l’emergenza pandemica. Lo rende noto l’Inps con il messaggio n. 72/2026, con il quale l’Ente dà ufficialmente il via alla fase di recupero degli aiuti Covid fruiti indebitamente dalle imprese delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura.
I provvedimenti riguardano principalmente l’esonero contributivo a favore dei datori di lavoro delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura per il primo semestre 2020 (art. 222 dl n. 34/2020); l’esonero contributivo a favore dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi (art. 16 e 16-bis del dl n. 137/2020); l’esonero contributivo per il mese di febbraio 2021 a favore delle filiere agricole appartenenti ai settori agrituristico e vitivinicolo (art. 70 del dl n. 73/2021). Dopo un lungo iter di verifiche e alcuni stop tecnici, l’Istituto sta inviando in questi giorni le notifiche di annullamento dei benefici, con la contestuale richiesta di versamento dei contributi arretrati e delle relative sanzioni.
Il labirinto dei controlli
L’operazione di recupero è l’atto finale di una gestione complessa. Le prime verifiche erano scattate a fine 2023, ma l'Inps era stata costretta a intervenire in autotutela nel maggio 2024 per correggere anomalie legate ai requisiti di regolarità contributiva. La ripresa massiccia degli invii in questo mese di gennaio è dettata anche dall’imminente scadenza dei termini di prescrizione.
Chi sono i soggetti interessati
L'annullamento del beneficio scatta qualora l'Inps riscontri la mancanza di uno dei requisiti fondamentali:
- Irregolarità contributiva: assenza di un Durc regolare.
- Codici Ateco: svolgimento di attività non rientranti tra quelle previste dalle norme agevolative.
- Aiuti di Stato: superamento dei limiti massimi (plafond) stabiliti dal "Temporary Framework" europeo.
Sanzioni dimezzate: la "finestra" dei 30 giorni
La novità più rilevante riguarda l'aspetto sanzionatorio. Grazie alla riforma introdotta dal D.L. n. 19/2024, le aziende possono beneficiare di uno sconto del 50% sulle sanzioni.
Per ottenere la riduzione, l'impresa deve però agire tempestivamente: il versamento integrale del debito (o la richiesta di rateazione con pagamento della prima quota) deve avvenire entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento. L'Inps avverte che, per il momento, i piani di rateazione sono calcolati con sanzioni piene: lo sconto verrà applicato e ricalcolato in una fase successiva.
Nota operativa: Le motivazioni del diniego e i codici per il pagamento ("codeline") sono già consultabili online sul Portale delle Agevolazioni (ex-Diresco). È fondamentale monitorare PEC e raccomandate: la data di ricezione è lo spartiacque per non perdere il beneficio dello sconto.
Avverso i provvedimenti di annullamento le aziende possono proporre istanza di riesame attraverso la funzione “Comunicazione Bidirezionale” presente nel “Cassetto Previdenziale del Contribuente” utilizzando l’oggetto “Esoneri e benefici contributivi”.