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Notizie - Results from #7590

 

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Notizie

Lavoro

Cassa Integrazione, Poletti: manca 1 miliardo

Redazione Lunedì, 30 Giugno 2014

C'è un buco di un miliardo di euro per finanziare la Cassa integrazione in deroga. A rischio ci sono le risorse per oltre 50mila lavoratori e che il governo non e' ancora riuscito a fronteggiare. Kamsin A confermarlo, insieme al fatto che sui conti "non ci sara' alcuna manovra correttiva", e' il ministro del lavoro Giuliano Poletti, intervistato da 'Repubblica'.

Poletti ricorda come la legge Fornero "prevede dal 2014 l'uscita graduale dalla cassa integrazione e dalla mobilita' in deroga. Per questo il precedente governo aveva predisposto un decreto per la modifica dei criteri d'accesso" e "ridotto di un miliardo le coperture finanziarie". "Non credo che oggi ci siano le condizioni tecniche per smontare o cambiare radicalmente quel provvedimento - spiega il ministro - E c'e' anche un problema di risorse: nel 2014 abbiamo dovuto utilizzare quelle stanziate per finanziare la cassa in deroga del 2013" e "ora dobbiamo trovare le coperture per il 2014.

Comunque non e' stato approvato ancora alcun decreto, dobbiamo ancora decidere. Voglio anche far notare - continua Poletti - che la cassa in deroga e' finanziata da tutti i cittadini, sono le tasse che finanziano la cassa in deroga, non le imprese. Ed e' bene non chiudere gli occhi davanti al fatto che nel ricorso alla cassa in deroga ci sono stati evidenti eccessi".

Zedde

Ue: da domani l'11esimo semestre italiano dal 1959

Redazione Lunedì, 30 Giugno 2014
- Roma, 30 giu. - Si apre domani il semestre di presidenza di turno italiana dell'Unione europea, l'undicesimo dal 1959. Il premier, Matteo Renzi, ha gia' fissato tre priorita', crescita, occupazione e immigrazione. In particolare si punta a rilanciare l'economia attraverso una maggiore flessibilita' nel rispetto dei vincoli di bilancio, alla creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani, e a una gestione piu' solidale dei flussi migratori verso il continente. La prima sfida sara' pero' il completamento del puzzle delle nomine, avviato a soluzione con la designazione di Jean-Claude Juncker alla guida della Commissione europea mentre Martin Schulz e' stato confermato presidente dell'Europarlamento. La sera del 16 luglio, dopo che il Parlamento europeo avra' ratificato la nomina di Juncker, i leader dei Ventotto si incontreranno per altre due nomine cruciali: quella del nuovo presidente del Consiglio dell'Ue (favorita la premier danese Helle Thorning Schmidt) e quella dell'Alto rappresentante della politica estera e di sicurezza per cui si parla dell'attuale ministro degli Esteri, Federica Mogherini. In linea con il clima di austerita' in Europa, l'Italia ha scelto di limitare le spese per organizzare il semestre a 68 milioni di euro, meno della meta' dei 170 spesi dalla Francia per il suo recente semestre e in linea con Lituania e Grecia, le due presidenze precedenti, "costate" rispettivamente 62 e 50 milioni di euro. .

Immigrati: Salvini camicie di Renzi e Alfano sporche di sangue

Redazione Lunedì, 30 Giugno 2014
- Roma, 30 giu. - E' scontro politico sull'ondata di migranti che approda sulle coste italiane o viene soccorso in alto mare dalle unita' delal missioen 'Mare Nostrum'. "Altri 30 morti su un barcone. Altri 30 morti sulla coscienza di chi difende Mare Lorum. Fermare le partenze, aiutarli a casa loro, subito! Le camicie di Renzi e Alfano sono sporche di sangue. O no?" scrive su Facebook il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, cui fa eco Maurizio Gasparri. "Altri morti nel Mediterraneo. Hanno un preciso nome i responsabili di queste vittime" scrive il senatore di Forza Italia, "Sono coloro che hanno voluto una guerra sbagliata in Libia come Cameron, Obama, Sarkozy spalleggiati anche da alcune istituzioni italiane, ma anche coloro che con il governo Letta e Renzi hanno voluto la demenziale operazione Mare nostrum che incoraggia trafficanti di ogni genere". "Renzi ha detto che bisognava chiedere il coinvolgimento dell'Europa. Dov'e' questa partecipazione? Alfano dice ogni giorno che Mare nostrum non puo' durare all'infinito ma intanto, anche con ambigui traffici affaristici in Sicilia, questo trasporto di clandestini continua. Ieri come oggi e temo anche domani migliaia di sbarchi, morti, tragedie, caos. Non si puo' andare avanti. Abbiamo chiesto in Parlamento e torneremo a farlo nelle prossime ore il blocco immediato di Mare nostrum perche' solo in questo modo i vigliacchi dell'Unione europea e delle Nazioni unite, in grado solo di presenziare ai funerali, saranno costretti a definire una strategia di intervento". Pronta la risposta del Pd che accusa Salvini di fare "lo sciacallo pensando di essere in campagna elettorale permanente" e di "speculare sui morti e gettare fango sul governo italiano". "Si vergogni" scrivono i deputati del Partito democratico Michele Anzaldi, Lorenza Bonaccorsi, Federico Gelli ed Ernesto Magorno. "Invece di sostenere gli sforzi del governo Renzi - spiegano i parlamentari Pd - che sta cercando di rompere la solitudine in cui si trova da anni l'Italia sul tema immigrazione, Salvini da europarlamentare attacca le nostre istituzioni. Il suo partito e' stato al governo per dieci anni ma oggi il leader della Lega sembra essersene dimenticato. Sostenga l'impegno dell'esecutivo all'europarlamento, invece di polemizzare in maniera rozza e indegna". .
Pubblico Impiego

Riforma Pa, stop ai trattenimenti in servizio. Ecco cosa cambia

Bernardo Diaz Lunedì, 30 Giugno 2014

Dal 25 Giugno è arrivato l'atteso stop ai trattenimenti in servizio per i lavoratori delle pubbliche amministrazioni. E' questa una delle principali novità contenute nel decreto legge sulla riforma della pubblica amministrazione (articolo 1, comma 1 del decreto legge 90/2014)  che di fatto,  introduce  la regola generale, riguardante tutte le categorie del pubblico impiego, del collocamento a riposo al raggiungimento dei limiti di età. Kamsin L'intervento è contenuto nei primi quattro commi del citato articolo con il quale si prevede l'abolizione dell'articolo 16 del decreto legislativo 503/1992 e degli interventi legislativi conseguenti. Trova, quindi, lo stop definitivo una disposizione che agli albori rappresentava il diritto del dipendente a rimanere in servizio, per un biennio (o 5 anni in alcuni casi), una volta raggiunti i limiti di età.

La norma opera immediatamente solo per i trattenimenti già disposti e non ancora efficaci al 25 giugno 2014 (data di entrata in vigore del Dl 90), i quali devono essere revocati. Quelli già in essere continuano a spiegare gli effetti, ma solo fino al 31 ottobre prossimo. Resta ferma la scadenza anteriore, se originariamente fissata.  Periodo transitorio piu' lungo per per i magistrati ordinari, amministrativi, contabili, militari, gli avvocati dello Stato e dei militari, per i quali i trattenimenti in servizio in essere hanno efficacia fino al 31 dicembre 2015, ovvero fino alla loro scadenza originaria, se antecedente.
 
L'abrogazione dell'istituto del trattenimento in servizio può essere comunque salutato positivamente per favorire il ricambio generazionale, in un momento di crisi del sistema economico nel suo complesso e di blocco delle assunzioni. Infatti la misura aumenta la già elevata età media dei dipendenti pubblici in quanto coloro che normalmente potrebbero essere collocati in pensione per raggiunti limiti di età, possono ottenere altri due anni di servizio arrivando a lavorare fino a 67 o 68 anni (75 anni per alcune categorie), a seconda della data di maturazione del requisito pensionistico; e non consente inoltre di realizzare risparmi da cessazione che, in relazione al regime del turn-over, alimentano il budget spendibile per nuove assunzioni. L'istituto, lo si ricorda, è considerato dalla normativa vigente alla stessa stregua di una nuova assunzione, con la conseguenza che per finanziarlo vengono distratte le risorse assunzionali che potrebbero essere meglio finalizzate all’assunzione di giovani.

Con l'abrogazione del trattenimento in servizio la maggior parte dei lavoratori pubblici (con l'eccezione dei magistrati e dei professori universitari) non potranno però di fatto godere dell'incentivazione alla permanenza al lavoro sino a 70 anni, possibilità incentivata dal decreto legge 201/2011 (e poi già parzialmente limitata dal Dl 101/2013), per conseguire una pensione piu'  "succulenta" tramite coefficienti di rivalutazione piu' elevati.

Zedde

Pensioni

Esodati, "Dobbiamo trovare una soluzione strutturale"

Eleonora Accorsi Lunedì, 30 Giugno 2014

Ci abbiamo messo una pezza in attesa di trovare una soluzione strutturale entro l'estate da inserire nella prossima legge di stabilità, quella per il 2015. E' questa la sintesi del giudizio, un pò amaro a dire la verità, di Cesare Damiano in una intervista raccolta oggi dal quotidiano "Libero". Kamsin L'ex ministro del Lavoro Pd non nasconde infatti la sua insoddisfazione per un provvedimento, quello sulla sesta salvaguardia che il governo presenterà mercoledì alla Camera con cui sono state salvaguardate altre 31.200 persone: "E' un passo avanti, anche se non è risolutivo. Si è spostata di un anno la scadenza di coloro che matureranno il diritto di andare in pensione con la vecchia normativa (la decorrenza passa dal gennaio 2015 al gennaio 2016) e si è aggiunta una fattispecie: persone che sono state licenziate e che avevano un contratto di lavoro a tempo determinato. Non era scontato, il governo ha deciso di confrontarsi con una proposta di legge sottoscritta da tutti i componenti della commissione Lavoro di tutti i partiti che però aveva un obiettivo più ambizioso, risolvere definitivamente il problema. Peccato che Inps e Ragioneria abbiano stimato fossero necessari 47 miliardi da qui al 2022. Una stima esagerata, ma coi numeri bisogna fare i conti".

All'intervistatrice che gli fa notare come il ministro del Lavoro Poletti avesse promesso una soluzione strutturale e non piu' legata a singoli provvedimenti Damiano ammette che un compromesso era comunque necessario. "Il ministro Poletti alla fine ha ritenuto che per le condizioni attuali non si potesse fare altro. Io ho preferito questa sesta salvaguardia piuttosto che rimandare tutto alla legge di stabilità, che comunque, ha detto il ministro, sarà l'occasione per una soluzione strutturale". Una soluzione che secondo Damiano passerà attraverso tre ipotesi attualmente allo studio: " flessibilità del sistema previdenziale con penalizzazioni, che secondo me è la preferibile, quota 100 o flessibilità dai 62 anni con 35 di contributi, a condizione che il lavoratore accetti il ricalcolo con il sistema contributivo oppure il prestito previdenziale".

Damiano ricorda anche che il costo del salvataggio delle 170mila persone è stato pari a 11 miliardi di euro e che ancora però non c'è un numero preciso di quanti esodati siano ancora da tutelare: "non si può dire il loro numero. Sicuramente ci sono ancora molti lavoratori in sofferenza a seguito della riforma Fornero".  È possibile che nel tempo ne spuntino di nuovi? «Assolutamente sì». E quanti soldi servono per risolvere definitivamente il problema? «Svariati miliardi. Purtroppo non è possibile quantificare. E che in questa sciagurata vicenda sono stati commessi tanti errori tecnici. Penso ai lavoratori delle ferrovie, agli insegnanti, alle ricongiunzioni per chi aveva versato all'Inpdad e all'Inps. Bisognerà porre rimedio".

Zedde

Altro...

Esteso anche agli agricoltori lo sconto contributivo

Sergey Lunedì, 30 Giugno 2014

La circolare 81/2014 dell’ Inps indica le disposizioni operative per l’ accesso e la fruizione dei benefici da parte dei datori di lavoro agricoli che assumono lavoratori già sotto il regime Aspi (acronimo del nuovo ammortizzatore sociale introdotto dalla riforma Fornero: Assicurazione Sociale per l’ Impiego). Kamsin Lo sconto contributivo assegna anche al settore agricolo quanto già previsto per le altre categorie di datori di lavoro segnalate dal decreto legge 76/2013 convertito nella legge n. 99/2013.

L’ incentivo consiste nel riconoscimento del 50% della indennità Aspi che viene incassata mediante conguaglio dei contributi dichiarati mensilmente. I datori di lavoro agricoli, per disporre del contributo, dovranno trasmettere alla Sede Inps presso la quale assolvono i propri obblighi contributivi” una specifica dichiarazione sugli aiuti de minimis e dichiarazione di responsabilità “sulla base di un modello allegato alla circolare. “A tal fine si avvarranno dell’ apposita funzionalità, denominata Incentivo ASpl presente nel cassetto previdenziale Aziende Agricole, sezione Comunicazione on line”.

Tramite la stessa modalità sarà possibile consultare l’esito della richiesta; alle aziende che potranno utilizzare il beneficio sarà attribuito il codice “A2” che permetterà la consultazione da parte del datore di lavoro attraverso la specifica funzionalità “Codice Autorizzazione” presente nella sezione “Dati Azienda”.

Zedde

Ue: Delrio, con flessibilita' 10 miliardi l'anno

Redazione Lunedì, 30 Giugno 2014
- Milano, 30 giu. - Con un "miglior uso della flessibita'" sui conti pubblici sancita a Bruxelles l'Italia potrebbe recuperare fino a 10 miliardi l'anno. Lo sostiene, in un'intervista al Corriere della Sera il sottosegretario Graziano Delrio. La flessibilita' "vuol dire - spiega - che quando si calcola il deficit non viene considerata, o meglio viene considerata flessibile, una parte della spesa. Di fatto si allenta il patto di stabilita'. Puo' essere fatto per il cofinanziamento, cioe' i soldi che l'Italia e' obbligata a spendere per utilizzare i fondi europei. Parliamo di una cifra intorno ai 7 miliardi di euro l'anno". "Ma c'e' anche la clausola degli investimenti - prosegue Delrio - che consentirebbe di lasciare fuori dal calcolo spese ad alto impatto sociale, come la messa in sicurezza delle scuole o del territorio. Parliamo di una somma intorno ai 3 miliardi di euro. In tutto la flessibilita' potrebbe valere 10 miliardi l'anno anche se non e' scontato che queste due voci possano essere sommate". .

Berlusconi sposa la causa dei diritti gay. Gasparri frena no matrimoni

Redazione Domenica, 29 Giugno 2014
- Roma, 29 giu. - Silvio Berlusconi sposa a sorpresa la causa gay. "Quella per i diritti civili degli omosessuali e' una battaglia che in un paese davvero moderno e democratico dovrebbe essere un impegno di tutti" dice il leader di Forza Italia. "Da liberale, ritengo che attraverso un confronto ampio e approfondito si possa raggiungere un traguardo ragionevole di giustizia e di civilta'". "Siamo contenti che Silvio Berlusconi si sia espresso finalmente con chiarezza sulla necessita' che ci siano diritti riconosciuti per gli omosessuali" afferma Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, "Questa dichiarazione puo' rappresentare una svolta e ci possono essere in Parlamento le condizioni per approvare una buona legge. Renzi e Berlusconi si incontrino anche su questo e trovino la strada per far avanzare l'Italia verso i confini europei e occidentali. Serve un'ampia e decisa maggioranza in Parlamento e nel Paese per una legge che renda dignita', parita' e diritti agli omosessuali nel nostro Paese". Ma il senatore forzista Maurizio Gasparri frena: "Bisogna rispettare i diritti ed evitare discriminazioni. Ma resto convinto che matrimoni gay e adozioni da parte di coppie gay siano una scelta sbagliata che non condivido. Oggi, come ieri", dice. .

Riforme: da domani si vota, settimana chiave ma restano nodi

Redazione Domenica, 29 Giugno 2014

- Roma, 29 giu. - Riforme alla vigilia di una settimana decisiva per il primo necessario passaggio in Parlamento. Gia' da domani mattina, nella Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, i commissari inzieranno a votare gli emendamenti, proposti dalle forze politiche, al testo. Ma nonostante il countdown per l'approvazione, sul tavolo restano i nodi dell'elezione del nuovo Senato e dell'immunita' parlamentare e sono in molti a dare per scontato il fatto che l'approdo in Aula possa slittare rispetto alla prevista data del tre luglio. Anche se, la presidente della Commissione, Anna Finocchiaro, ha ribadito la sua intenzione di fare tutto il possibile perche' si rispettino i tempi indicati.

Cresce la fronda per il Senato elettivo

Il premier Matteo Renzi, sulle riforme, e' tornato a parlare anche da Bruxelles: non sono un optional e serve un cambio di passo per impremere velocita', ha detto, definendo poi ieri "settimana chiave" quella che prendera' il via da domani. Forza Italia, per parte sua, fa sapere che il patto del Nazareno regge. Ma i mal di pancia e le riserve non mancano nel partito del Cavaliere e giovedi' e' stata annunciata un'assemblea dei gruppi di Senato e Camera con Silvio Berlusconi. Nonostante l'apertura fatta a Renzi in streaming affinche' si giunga ad un tavolo per le Riforme, a Palazzo Madama i 5 stelle contestano alcuni snodi ritenuti essenziali dal Governo, come l'elezione indiretta dei nuovi senatori e chiedono di cancellare l'immunita' Dentro la maggioranza, alcuni senatori del Pd si sono 'sfilati' dalle indicazioni del partito e anche l'Ncd di Alfano ha presentato una modifica al ddl che introduce l'elezione diretta del Senato. Renzi intanto annuncia che incontrera', in settimanna, Fi e Movimento 5 Stelle, oltre che i suoi parlamentari. Anche se resta ancora da decidere quando.

Riforme: da domani si vota, cresce fronda per Senato elettivo

Redazione Domenica, 29 Giugno 2014
- Roma, 29 giu. - A Palazzo Madama la fronda per il Senato elettivo, intanto, e' cresciuta. Sono, infatti, 36 le firme raccolte per chiedere che il Senato venga eletto dai cittadini. Allo scadere del termine per la presentazione dei subemendamenti, (580 circa) i democratici Vannino Chiti e Felice Casson con Loredana De Petris di Sel, Mario Mauro dei Popolari e l'ex M5S Francesco Campanella hanno illustrato le loro proposte di modifica. Delle 35, 18 sono di senatori della maggioranza e ben 16 del Partito democratico. Numeri che potrebbero mettere a rischio il via libera dell'aula del Senato con i 2/3 auspicati da Matteo Renzi per evitare che alla fine del percorso parlamentare si tenga il referendum confermativo. E che potrebbero creare un problema al governo dal momento che cosi' i senatori di Forza Italia e delle altre opposizioni risulterebbero determinanti. Ma dal Pd Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, nei giorni scorsi ha minimizzato: "Non vedo nessun allarme" , ha detto. Ottimista il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini: "Siamo ad un passo dalla riforma del Senato, e' normale che nel corso del dibattito ci sia la presentazione di diversi emendamenti ma il percorso procedera' secondo la direzione e con i tempi previsti". Sono 3 gli emendamenti targati FI gia' depositati che vanno in questa direzione. Sono a firma di Caliendo, Minzolini, D'ambrosio Lettieri e Tarquinio, ma c'e' chi in Senato, ritiene che siano una trentina i senatori azzurri che la pensano allo stesso modo. Il capogruppo azzurro a Palazzo Madama, Paolo Romani, nei giorni scorsi, ha osservato: "In maniera molto trasparente e palese voglio ribadire che nel Patto del nazareno e' prevista l'elezione di secondo grado. All'interno di tutti i gruppi, a maggior ragione nel nostro, ma sicuramente anche nel Pd, ci sono senatori che ritengono sia meglio l'elezione diretta. Sara' a mio avviso l'aula a decidere". Trasversale anche il fronte sull'immunita': tra i subemendamenti presentati, per chiederne l'eliminazione per i nuovi senatori, ci sono non solo quelli di M5S ma anche quelli di esponenti di maggioranza, con Chiti e Casson. Sono 37 le firme al testo che prevede di sopprimere tout court i commi 2 e 3 dell'articolo 68 della Costituzione lasciando cosi' soltanto l'insindacabilita' delle opinioni e dei voti espressi nell'esercizio delle funzioni. .
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