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Notizie

Legge Elettorale: i dubbi di Berlusconi, ma 'aperture' su soglie

Redazione Mercoledì, 06 Agosto 2014

- Roma, 6 ago. - Nessun via libera oggi sulle possibili modifiche all'Italicum, ma una disponibilita' di massima a riflettere sulle attuali soglie di ingresso previste dal testo della riforma elettorale, cosi' come e' stato licenziato dalla Camera. In particolare, una disponibilita' a procedere con un 'aggiustamento' - ma senza stravolgere l'impianto dell'Italicum, e' stato il paletto - degli sbarramenti per i 'piccoli' partiti, ovvero sulle soglie di ingresso per i partiti che si presentano in coalizione e per i partiti che vanno alle urne da soli, senza alleanze. E' la posizione che, spiegano fonti di Forza Italia, avrebbe espresso Silvio Berlusconi durante il lungo incontro con Matteo Renzi a palazzo Chigi, durante il quale si e' messa sul tavolo la possibilita' di innalzare la soglia perche' scatti il premio di maggioranza.

Una disponibilita', quindi, a discutere in un prossimo incontro, da tenersi dopo la pausa estiva, quando sara' stato approvato in prima lettura il ddl riforme costituzionali, sui 'ritocchi' - e su questo Berlusconi sarebbe stato 'fermo', ritocchi non stravolgimenti - da apportare all'Italicum. Sulle preferenze, invece, l'ex premier avrebbe espresso dubbi, ma senza un 'no' pregiudiziale in questa fase del confronto. Da Berlusconi, riferiscono ancora le stesse fonti, e' comunque arrivata la conferma del patto del Nazareno e dell'asse stretto con Renzi su tutto il percorso delle riforme. Secondo le fonti azzurre, anche da parte del premier sarebbero state manifestate delle 'osservazioni' sulle preferenze. Durante l'incontro si sarebbe anche discusso dell'ipotesi dei collegi uninominali, ma senza che sia stata assunta una posizione definitiva sia sulle preferenze che sui capolista bloccati che, infine, sull'uninominale.

Fisco

Fisco, calano le entrate tributarie nel primo semestre

Redazione Mercoledì, 06 Agosto 2014

 Nel periodo gennaio-giugno 2014 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 194.797 milioni di euro, sostanzialmente stabili (-0,8% pari a -1.549 milioni di euro), rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Lo sottolinea il Dipartimento delle Finanze del Mef. Kamsin  Registrano - informa una nota del Mef - un gettito complessivamente pari a 105.291 milioni di euro e una diminuzione del 4,7% (-5.191 milioni di euro), rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno.

L'Irpef è sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La leggera variazione negativa dello 0,2%, (-175 milioni di euro) che riflette gli andamenti delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (-0,7%), delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (-0,2%) e dei lavoratori autonomi (-2,9%), risulta parzialmente compensata dall'aumento dei versamenti in autoliquidazione (+11,8%). L'Ires mostra un calo del 26% (-3.449 milioni di euro) essenzialmente riconducibile ai minori versamenti a saldo 2013 e in acconto 2014 effettuati da banche e assicurazioni a seguito dell'incremento della misura dell'acconto 2013 fissato, per questi contribuenti, al 130% dal D.L. n. 133 del 30 novembre 2013.

Per i contribuenti non interessati da questa misura, i primi dati relativi ai versamenti Ires del mese di luglio mostrano un andamento favorevole in proiezione annua per effetto di un aumento delle frequenze, di maggiori importi medi versati e del ricorso alla rateazione. Tra le altre imposte dirette, si riducono del 12,4% (-730 milioni di euro) l'imposta sostitutiva su interessi e altri redditi di capitale e del 35,9% (-496 milioni di euro) l'imposta sostitutiva sul risparmio gestito e amministrato.

Cresce invece il gettito derivante dalle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche del 49,5% (+107 milioni di euro) e dall'imposta sostitutiva sul valore dell'attivo dei fondi pensione del 6,7% (+36 milioni di euro). Registra un gettito di 1.692 milioni di euro l'imposta sostitutiva sui maggiori valori delle quote di partecipazione al capitale della Banca d'Italia (art. 1 comma 148 Legge di stabilità 2014), mentre ammonta a 1.912 milioni di euro (+79 milioni di euro, pari a +4,3%) l'Imu riservata all'erario, derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D.

Le imposte indirette, invece, nel primo semestre dell'anno, registrano un gettito pari a 89.506 mln di euro con un incremento del 4,2% (+3.642 mln di euro), rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. Si conferma in crescita il gettito Iva che aumenta del 3,1% (+1.486 mln di euro). L'imposta di bollo cresce dell'8,4% (+414 mln di euro) per effetto dei versamenti affluiti nel mese di aprile a titolo di acconto su quanto dovuto dai contribuenti per l'anno 2015. L'andamento positivo risente inoltre dell'aumento dall'1,5 al 2 per mille dell'imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari previsto dalla legge di Stabilita' 2014, dell'eliminazione del limite minimo di 34,20 euro e del contestuale incremento del limite massimo dell'imposta di bollo, passato da 4.500 euro a 14.000 euro.

Tra le altre imposte indirette si segnala l'incremento del gettito dell'accisa sui prodotti energetici (oli minerali), pari all'8,7% (+925 milioni di euro), principalmente per effetto dell'abolizione della riserva destinata alle regioni a statuto ordinario, che dal mese di dicembre 2013 viene contabilizzata tra le imposte erariali. Cresce il gettito dell'accisa sul gas naturale per combustione (+23,8% pari a +426 milioni di euro) e quello dell'accisa sull'energia elettrica e addizionali, che segnala un aumento del 20,4% (+233 milioni di euro). Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, un calo del 2,3% (-135 mln di euro). Infine continua l'andamento favorevole del gettito relativo alle entrate tributarie derivanti dall'attivita' di accertamento e controllo, che risulta in crescita del 10,9% (+398 mln di euro).

Zedde

L. elettorale:Berlusconi a Palazzo Chigi per incontro con Renzi

Redazione Mercoledì, 06 Agosto 2014
- Roma, 6 ago. - Silvio Berlusconi e' arrivato a palazzo Chigi per incontrare il premier Matteo Renzi. Al centro del colloquio le modifiche all'Italicum.

Renzi e Berlusconi a P. Chigi Discutono di Italicum e riforme

Redazione Mercoledì, 06 Agosto 2014

- Roma, 5 ago. - E' in corso a palazzo Chigi il nuovo incontro tra il premier Matteo Renzi e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, per rinnovare il Patto del Nazareno sulle riforme e, in particolare, sulla legge elettorale, con la possibilita' di apportare alcune modifiche al testo dell'Italicum approvato alla Camera.

Per Matteo Renzi il voto del Senato sul ddl Boschi e' la prova del nove. Il premier non vuole perdersi il rush finale. Il traguardo potrebbe gia' arrivare giovedi' e il presidente del Consiglio sta valutando l'ipotesi di un intervento in Aula. Ieri intanto sono stati approvati gli articoli 13, 14, 16, 17, 18 e 20. Tra l'altro e' stato introdotto un giudizio preventivo di costituzionalita' delle leggi elettorali da parte della Consulta, si e' deciso lo stop ai decreti omnibus e che ilo' Capo Stato puo' rinviare anche parti delle leggi, il Senato inoltre non votera' le leggi di amnistia e indulto.

L'esecutivo - oggi ha incassato anche la fiducia su dl P.A. - quindi accelera. "Quanti - si chiede il presidente del Consiglio - avrebbero scommesso 20 giorni fa che saremmo arrivati dove siamo? E' stato ridotto il numero delle persone che vivono con la politica e di politica". Insomma per il Capo dell'esecutivo da palazzo Madama sta arrivando "un segnale bellissimo". "Bisogna avere il passo del maratoneta - dice comunque il presidente del Consiglio -, gli italiani ci chiedono di cambiare e cambieremo".

Le opposizioni nel frattempo restano sulle barricate. Un emendamento presentato dal 'dissidente' Pd Felice Casson che lasciava al Senato il potere di decidere su amnistia e indulto e' stato bocciato con voto segreto per soli due voti. Ma al di la' delle proteste di Sel, delle critiche del Movimento 5 stelle e delle invettive della Lega, l'iter del ddl Boschi procede speditamente. Tanto che le forze politiche gia' pensano al prossimo step, ovvero alla questione della legge elettorale. Angelino Alfano ha incontrato Renzi.

"Noi abbiamo tre obiettivi, tutti di buon senso - ha spiegato il ministro dell'Interno -. Il primo e' un premio di maggioranza, anche robusto, a chi vince perche' chi vince ha diritto a governare. Il secondo e' quello delle preferenze perche' gli italiani hanno diritto a scegliere il proprio deputato preferito. Il terzo e' quello delle soglie ragionevoli perche' nell'altra parte della Camera dei deputati, non quella di chi vince, ma quella di tutti gli altri, gli italiani hanno diritto a essere rappresentati".

Dl competivita': Camera conferma fiducia, 352 i si'

Redazione Mercoledì, 06 Agosto 2014
- Roma, 5 ago. - L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo sul dl Competivita'. I contrari sono stati 193 mentre 352 sono stati i voti favorevoli. La Camera riprendera' i lavori domani mattina alle 9,30. Nel pomeriggio e' previsto il voto finale sul provvedimento. .

Altro...

Riforme, il governo accelera Renzi, ora la legge elettorale

Redazione Martedì, 05 Agosto 2014
- Roma, 5 ago. - "Inizia un cambiamento storico". Per Matteo Renzi il voto del Senato e' la prova del nove. Il premier non vuole perdersi il rush finale. Il traguardo potrebbe gia' arrivare giovedi' e il presidente del Consiglio sta valutando l'ipotesi di un intervento in Aula. Oggi intanto sono stati approvati gli articoli 13, 14, 16, 17, 18 e 20. Tra l'altro e' stato introdotto un giudizio preventivo di costituzionalita' delle leggi elettorali da parte della Consulta, si e' deciso lo stop ai decreti omnibus e che ilo' Capo Stato puo' rinviare anche parti delle leggi, il Senato inoltre non votera' le leggi di amnistia e indulto. L'esecutivo - oggi ha incassato anche la fiducia su dl P.A. - quindi accelera. "Quanti - si chiede il presidente del Consiglio - avrebbero scommesso 20 giorni fa che saremmo arrivati dove siamo? E' stato ridotto il numero delle persone che vivono con la politica e di politica". Insomma per il Capo dell'esecutivo da palazzo Madama sta arrivando "un segnale bellissimo". "Bisogna avere il passo del maratoneta - dice comunque il presidente del Consiglio -, gli italiani ci chiedono di cambiare e cambieremo". Le opposizioni nel frattempo restano sulle barricate. Un emendamento presentato dal 'dissidente' Pd Felice Casson che lasciava al Senato il potere di decidere su amnistia e indulto e' stato bocciato con voto segreto per soli due voti. Ma al di la' delle proteste di Sel, delle critiche del Movimento 5 stelle e delle invettive della Lega, l'iter del ddl Boschi procede speditamente. Tanto che le forze politiche gia' pensano al prossimo step, ovvero alla questione della legge elettorale. Angelino Alfano ha incontrato Renzi. "Noi abbiamo tre obiettivi, tutti di buon senso - ha spiegato il ministro dell'Interno -. Il primo e' un premio di maggioranza, anche robusto, a chi vince perche' chi vince ha diritto a governare. Il secondo e' quello delle preferenze perche' gli italiani hanno diritto a scegliere il proprio deputato preferito. Il terzo e' quello delle soglie ragionevoli perche' nell'altra parte della Camera dei deputati, non quella di chi vince, ma quella di tutti gli altri, gli italiani hanno diritto a essere rappresentati". Anche i 'piccoli' partiti guardano al nuovo sistema di voto e questa mattina hanno avuto una riunione al Senato a margine dei lavori sulle riforme. Intanto si attende l'esito del faccia a faccia tra il Capo dell'esecutivo e il Berlusconi. Si terra' domani mattina e Renzi ribadisce il suo ottimismo. "Troveremo un accordo", ha spiegato ai cronisti. Sul tavolo il nodo della soglia e il tema delle preferenze. .

Legge Elettorale: domani incontro premier-Berlusconi

Redazione Martedì, 05 Agosto 2014
- Roma, 5 ago. - Si terra' domani, molto probabilmente in mattinata, l'incontro tra il premier Matteo Renzi e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, per sugellare il nuovo patto del Nazareno sulla legge elettorale. Lo riferiscono fonti parlamentari azzurre. .

Riforme: Renzi domani vede Berlusconi, poi giovedi' sara' in Aula

Redazione Martedì, 05 Agosto 2014
- Roma, 5 ago. - Il premier Matteo Renzi potrebbe essere in Aula giovedi' per seguire il rush finale del ddl Boschi. Il voto del Senato sulle riforme potrebbe avvenire proprio nella giornata di giovedi'. Intanto si apprende che si terra' domani, molto probabilmente in mattinata, l'incontro tra il Matteo Renzi e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, per sugellare il nuovo patto del Nazareno sulla legge elettorale. Lo riferiscono fonti parlamentari azzurre. Gil

Regione Sicilia: si' di nascosto a norma salva-stipendi deputati

Redazione Martedì, 05 Agosto 2014
- Palermo, 5 ago. - Nella manovra ter approvata dall'Ars all'alba di venerdi' scorso c'e' anche una norma, finora passata sotto silenzio, per mettere in salvo gli stipendi dei deputati regionali. Si tratta di un emendamento inserito ad hoc e che assicura i fondi anche in caso di sforamento del patto di stabilita'. La disposizione e' contenuta nell'articolo 2 del legge finanziaria, che ha introdotto una "variazione nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'esercizio 2014". In particolare, con l'emendamento 2.22, a decorrere dall'esercizio finanziario 2014, il capitolo 109301 - U.P.B. 4.2.1.5.10 e' inserito nell'elenco relativo a "Spese obbligatorie e d'ordine iscritte nello stato di previsione della spesa ai sensi dell'articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196". Si tratta delle risorse necessarie per pagare gli stipendi del personale e dei 90 deputati dell'Ars che, con il nuovo anno, non saranno piu' iscritte nei capitoli liberi ma obbligatori. Qualora si dovesse sforare il patto di stabilita', pur in presenza di risorse disponibili, le prime voci a essere bloccate sarebbero quelle contenute nei capitoli liberi. Per ultimi, invece, i capitoli obbligatori, che godrebbero di una maggior tutela. Una norma, si fa notare negli uffici del piu' antico Parlamento d'Europa, che gia' ha trovato piena applicazione a livello nazionale, e che e' volta a salvaguardare il regolare funzionamento dell'Assemblea siciliana. Da quest'anno grazie alla norma in questione, tuttavia, con le casse praticamente vuote e lo spettro del patto di stabilita' sempre incombente, potrebbero saltare improvvisamente le risorse per stipendi e altre voci di spesa, ma sempre e comunque ad eesclusione di quelle per deputati e personale dell'Ars. .

Regione Sicilia: si' di nascosto a norma salva-stipendi deputati

Redazione Martedì, 05 Agosto 2014
- Palermo, 5 ago. - Nella manovra ter approvata dall'Ars all'alba di venerdi' scorso c'e' anche una norma, finora passata sotto silenzio, per mettere in salvo gli stipendi dei deputati regionali. Si tratta di un emendamento inserito ad hoc e che assicura i fondi anche in caso di sforamento del patto di stabilita'. La disposizione e' contenuta nell'articolo 2 del legge finanziaria, che ha introdotto una "variazione nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'esercizio 2014". In particolare, con l'emendamento 2.22, a decorrere dall'esercizio finanziario 2014, il capitolo 109301 - U.P.B. 4.2.1.5.10 e' inserito nell'elenco relativo a "Spese obbligatorie e d'ordine iscritte nello stato di previsione della spesa ai sensi dell'articolo 26 della legge 31 dicembre 2009, n. 196". Si tratta delle risorse necessarie per pagare gli stipendi del personale e dei 90 deputati dell'Ars che, con il nuovo anno, non saranno piu' iscritte nei capitoli liberi ma obbligatori. Qualora si dovesse sforare il patto di stabilita', pur in presenza di risorse disponibili, le prime voci a essere bloccate sarebbero quelle contenute nei capitoli liberi. Per ultimi, invece, i capitoli obbligatori, che godrebbero di una maggior tutela. Una norma, si fa notare negli uffici del piu' antico Parlamento d'Europa, che gia' ha trovato piena applicazione a livello nazionale, e che e' volta a salvaguardare il regolare funzionamento dell'Assemblea siciliana. Da quest'anno grazie alla norma in questione, tuttavia, con le casse praticamente vuote e lo spettro del patto di stabilita' sempre incombente, potrebbero saltare improvvisamente le risorse per stipendi e altre voci di spesa, ma sempre e comunque ad eesclusione di quelle per deputati e personale dell'Ars.
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