Reddito di Libertà, Il contributo sale a 530 euro al mese
I chiarimenti in un documento dell’Inps. Integrazione in arrivo anche per le domande accolte e liquidate nel corso del 2025.
Reddito di libertà più ricco per le donne vittime di violenza. Il contributo sale, infatti, da 6.000€ a 6.360€ sia per le domande già accolte e liquidate nel 2025 sia per quelle che saranno presentate nel corso del 2026. Lo rende noto l’Inps nella Circolare n. 44/2026 in cui spiega che l’adeguamento fa seguito allo stanziamento di ulteriori risorse per la misura ad opera del legislatore.
Reddito di Libertà
Il contributo spetta alle donne residenti in Italia in possesso della cittadinanza italiana oppure di uno Stato dell’Unione Europea o extracomunitarie purché in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso per protezione speciale o di una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea. Sono equiparate alle cittadine italiane le straniere aventi lo status di rifugiate politiche o lo status di protezione sussidiaria.
Ne possono beneficiare le donne vittime di violenza, senza figli o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza ed in condizione di bisogno economico. Il contributo, completamente esentasse, è cumulabile con altri sostegni al reddito eventualmente spettanti (Assegno di inclusione, Naspi, Dis-Coll, Cassa Integrazione, eccetera) ed è diretto a sostenere le spese per assicurare l'autonomia abitativa e la riacquisizione dell'autonomia personale nonché il percorso scolastico e formativo degli eventuali figli minori.
Come si presenta la domanda
La domanda deve essere presentata per il tramite dei Comuni di riferimento, ossia dal Comune nel cui ambito è avvenuta la presa in carico da parte del centro antiviolenza e del servizio sociale, a prescindere che in tale Comune la donna abbia fissato la residenza o il domicilio.
Per la richiesta va utilizzato il modulo «SR208», denominato «Domanda Reddito di Libertà», reperibile nella sezione «Moduli» del sito istituzionale dell’Inps. Si ricorda che per accedere al contributo il rappresentante legale del centro antiviolenza, che ha preso in carico la donna, deve attestare il percorso di emancipazione e autonomia intrapreso e il servizio sociale professionale di riferimento deve attestare lo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria o urgente.
Le domande sono accolte sulla base delle risorse disponibili a livello regionale tenendo conto della data e dell’ora di invio delle stesse.
L’adeguamento
Originariamente il contributo era pari a 500€ al mese per un massimo di 12 mensilità (6.000€) da erogarsi in unica soluzione da parte dell’Inps previa verifica delle risorse finanziarie messe a disposizione dallo Stato e dalle Regioni. Con Decreto Interministeriale Famiglia-Lavoro-Economia del 17 settembre 2025 il Governo ha innalzato il contributo a 530€ al mese (6.360€) sulle annualità 2025 e 2026 grazie allo stanziamento di ulteriori risorse per la misura.
Di conseguenza l’Inps spiega che provvederà a corrispondere l’integrazione (360€) sulle domande già accolte relative all’annualità 2025 secondo l’ordine cronologico di accoglimento delle stesse.
Per le domande presentate dal 1° gennaio 2026 il contributo erogato sarà pari a 6.360€. A tal fine l’Inps ricorda che dal 1° gennaio 2026 possono ripresentare la domanda anche le donne a cui è stata respinta quella presentata entro il 31 dicembre 2025 per insufficienza di budget. Resta fermo che le domande presentate a decorrere dal 1° gennaio 2026 restano valide fino al 31 dicembre 2026 e sono accolte nei limiti delle risorse trasferite all’INPS entro la medesima data dal Dipartimento per le Pari opportunità o dalle Regioni.