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Dal 1° maggio 2015 è in vigore il nuovo ammortizzatore sociale contro la disoccupazione delineato nel decreto legislativo 22/2015 attuativo della legge delega sul mercato del lavoro (Jobs Act).

La Nuova Assicurazione sociale per l'Impiego (NASPI)

La Naspi è una prestazione economica istituita per gli eventi di disoccupazione involontaria che si verificano a partire dal 1° maggio 2015. Ne possono beneficiare tutti i lavoratori dipendenti (anche a tempo determinato), con la sola esclusione degli assunti a tempo indeterminato dalle pubbliche amministrazioni (Dlgs 165/01) e degli operai agricoli (Oti e Otd).

La nuova prestazione sostituisce l’indennità di disoccupazione ordinaria Aspi e Mini-Aspi che continueranno ad essere erogate nei confronti dei lavoratori che hanno perso il lavoro prima del 1° maggio 2015 sino al loro completo esaurimento. 

La Naspi è stata istituita dal decreto legislativo numero 22/2015, attuativo della legge Delega 183/2014 (cd. Jobs Act), con cui si è provveduto al riordino degli ammortizzatori sociali. Vediamo dunque in questa breve guida i principali aspetti della nuova prestazione.

Indice

Destinatari
Importo
Durata
Termini per la domanda
Rapporto con l'Aspi
Compatibilità con il lavoro dipendente
Cumulabilità con lo svolgimento di lavoro autonomo
Liquidazione Una Tantum
Cause di Decadenza
Lavoratori Part-time

Destinatari

La Naspi può essere erogata nei confronti dei lavoratori privati dipendenti (con l'esclusione dei lavoratori agricoli per i quali restano in vigore le attuali tutele) e dei lavoratori a tempo determinato del settore pubblico. La Naspi spetta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente l'occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:

a) stato di disoccupazione involontaria; b) almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti la disoccupazione; c) almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l'inizio della disoccupazione. Possono fruire della Naspi anche i lavoratori che si sono dimessi per giusta causa e coloro che abbiano risolto consensualmente il rapporto di lavoro nell'ambito della procedura obbligatoria di conciliazione. Sono esclusi, invece, i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o di risoluzione consensuale

L'importo

L'importo della Naspi è rapportato alla retribuzione imponibile previdenziale (quella, cioè, su cui sono stati versati i contributi) degli ultimi quattro anni. Infatti, l'importo è pari a tale retribuzione divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33, con i seguenti limiti:

1) se la retribuzione non supera i 1.195 euro mensili (dato da rivalutare annualmente), l'indennità mensile è pari al 75% di tale retribuzione;

2) se supera i 1.195 euro mensili, l'indennità mensile sarà pari al 75% della retribuzione più il 25% della differenza tra retribuzione e la soglia 1.195. L'indennità mensile, in ogni caso, non potrà superare 1.300 euro mensili (dato da rivalutare annualmente). Dal quarto mese di fruizione l'indennità è ridotta del 3% al mese (il cd. decalage).

Durata

La Naspi non ha una durata prefissata: spetta, infatti, per un numero di settimane pari alla metà di quelle di contribuzione accreditate al lavoratore negli ultimi quattro anni. Quindi può durare sino ad un massimo di 2 anni. Pensionioggi.it ha messo a disposizione anche un programma gratuito per avere un'idea, inserendo i dati richiesti, della durata e dell'importo dell'assegno che si andrà a percepire.

Termini

Per conseguire l'ammortizzatore sociale sarà necessario presentare domanda all'inps entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. L'erogazione della Naspi, inoltre, sarà condizionata alla partecipazione del disoccupato a iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale anche se si rimanda ad un decreto ministeriale la regolazione di questo vincolo e delle relative sanzioni.

Rapporto con l'Aspi

La circolare Inps 94/2015 contiene un'articolata serie di criteri per determinare i periodi oggetto di esclusione ai fini della Naspi. Ad esempio, nell'ipotesi in cui un lavoratore nei 4 anni che precedono l'inizio delperiodo di disoccupazione per cui richiede la Naspi abbia percepito integralmente l'Aspi, vengono escluse dal computo dei contributi utili per la nuova prestazione (Naspi) le settimane di durata teorica dell'indennità già goduta che non possono comunque essere inferiore a 52 (requisito minimo di accesso all'Aspi).

Al contrario, se il soggetto ha fruito parzialmente delle prestazioni Dso e Aspi, il numero di settimane da escludere si riduce in funzione della minore durata. Sono esclusi i periodi contributivi che hanno dato luogo a indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti e alla mini Aspi 2012; mentre, le settimane di percezione delle indennità di disoccupazione mini Aspi (dal 2013) vengono raddoppiate e tolte dal periodo di durata della Naspi.

Compatibilità con lavoro dipendente

Il beneficiario può essere impiegato in rapporti di lavoro subordinato senza limiti di durata purchè il reddito conseguito non sia superiore a quello minimo escluso da imposizione fiscale (cioè 8mila euro). Se il reddito è inferiore, il lavoratore mantiene il diritto alla prestazione, a condizione che, entro un mese dall'inizio dell'attività, comunichi all'Inps il ricavato annuo che prevede conseguire.

In tale circostanza la prestazione viene diminuita di un importo pari all'80 per cento dei compensi preventivati, rapportati al tempo intercorrente tra la data di inizio delle attività e quella di conclusione del periodo di fruizione della prestazione, se antecedente, alla fine dell'anno. La riduzione è oggetto di conguaglio d'ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Il limite di 8mila euro può essere superato senza dar luogo a decadenza solo laddove il beneficiario risulti occupato in un contratto di lavoro subordinato di durata massima di 6 mesi. In tal caso l'assegno viene però sospeso per il periodo lavorativo in parola.

Compatibilità con lavoro autonomo

La Naspi nel caso in cui il lavoratore, durante il periodo in cui percepisce la NASpI, intraprenda un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale ricavi un reddito inferiore al limite di reddito che consente la conservazione dello stato di disoccupazione (cioè 4.800 euro annui), deve comunicare all'INPS entro un mese dall'inizio dell'attività, il reddito annuo che prevede di ricavare.

In tal caso, la misura della NASpI è ridotta di un importo pari all'80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell'attività e la data in cui termina il periodo di godimento della prestazione o, se antecedente, la fine dell'anno. La riduzione è ricalcolata d'ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi sulla base del reddito effettivamente percepito e risultante dalla dichiarazione dei redditi stessa. I lavoratori per i quali non sussiste l'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi sono tenuti a presentare all'INPS un'apposita dichiarazione concernente il reddito ricavato dall'attività lavorativa autonoma entro il 31 marzo dell'anno successivo.

Nel caso di mancata presentazione dell'autodichiarazione il lavoratore è tenuto a restituire la NASpI percepita dalla data di inizio dell'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.

Liquidazione una tantum

Per favorire l'autoimpiego e l'autoimprenditorialità è possibile richiedere la liquidazione anticipata, in unica soluzione, dell'importo complessivo del trattamento a cui l'interessato avrebbe avuto diritto e che non gli è ancora stato erogato, al fine di avviare un'attività di lavoro autonomo o un'attività di impresa individuale o al fine di sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio.

Al tal fine il beneficiario della prestazione deve presentare all'INPS, a pena di decadenza, la domanda di liquidazione anticipata, in via esclusivamente telematica, entro 30 giorni dalla data di inizio dell'attività di lavoro autonomo o di impresa individuale o dalla data di sottoscrizione di una quota di capitale sociale della cooperativa. 

Nel caso in cui il lavoratore che abbia ottenuto la liquidazione anticipata della prestazione instauri un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la liquidazione anticipata della NASPI è tenuto a restituire l'intero ammontare dell'anticipazione ottenuta, salvo il caso in cui il rapporto di lavoro subordinato sia instaurato con la cooperativa della quale il lavoratore ha sottoscritto una quota di capitale sociale.

La Decadenza

Sono cause di decadenza dalla Naspi: a) perdita dello stato di disoccupazione; b) mancata partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale; c) inizio di un'attività lavorativa subordinata o autonoma senza provvedere alle comunicazioni all'Inps sopra indicate; d) raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato; e) acquisizione del diritto all'assegno ordinario di invalidità, salvo il diritto del lavoratore di optare per la NASpI.

Lavoratori Part-Time

Possono accedere alla naspi anche coloro che intrattengono contemporaneamente più rapporti di lavoro part time, qualora uno di questi cessi per una delle cause che danno titolo alle prestazioni. E' necessario, comunque, che il reddito complessivo percepito includendo anche tutti gli altri rapporti a tempo parziale, sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione e chi è interessato lo comunichi all'Inps, entro un mese dall'invio della domanda per fruire della prestazione.

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Documenti: Decreto legislativo 22/2015; Circolare Inps 94/2015; Circolare Inps 142/2015; Circolare Inps 194/2015

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