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Notizie

Scuola, si cambia: Renzi annuncia, meritocrazia per i prof

Redazione Mercoledì, 03 Settembre 2014
- Roma, 2 set. - All'indomani del lancio del piano 'Mille giorni', Matteo Renzi ricorre alla tradizionale nota politica 'e-news' per tornare sul tema della riforma della scuola e rivendicare le novita' che saranno introdotte dal provvedimento. Quella messa a punto dall'esecutivo, e che sara' ufficialmente illustrata domani, alle 10, sul sito internet 'passodopopasso.italia.it', garantisce il premier, non sara' "l'ennesima riforma della scuola. Noi proponiamo un nuovo patto educativo". La riforma, spiega il presidente del Consiglio, "conterra' alcune idee nel merito per rendere la scuola sempre piu' strumento di crescita per il giovane cittadino. Ma anche strumento di crescita per il Paese. Si tratta di proposte, non di diktat prendere o lasciare. Proporremo agli insegnanti di superare il meccanismo atroce del precariato permanente e della supplentite, ma chiederemo loro di accettare che gli scatti di carriera siano basati sul merito e non semplicemente sull'anzianita': sarebbe, sara', una svolta enorme". E ancora, prosegue Renzi, "proporremo agli insegnanti di superare il meccanismo atroce del precariato permanente e della supplentite, ma chiederemo loro di accettare che gli scatti di carriera siano basati sul merito e non semplicemente sull'anzianita'". Renzi spiega che sulla scuola confluiranno "piu' soldi, ma facendo comunque tanta spending review: perche' educare non e' mai un costo, ma gli sprechi sono inaccettabili soprattutto nei settori chiave. Dal 15 settembre al 15 novembre ascolteremo tutti, a cominciare dagli studenti che sono per noi protagonisti, non spettatori. Nella legge di stabilita' ci saranno le prime risorse e da gennaio gli atti normativi conseguenti. Nel frattempo - aggiunge - continueremo a investire sull'edilizia scolastica, sbloccando il patto a quei comuni che hanno progetti seri, cantierabili, come e' accaduto dopo la mia lettera di inizio mandato". Insomma, sottolinea Renzi, "in mille giorni riporteremo il nostro Paese dove deve stare: a fare la locomotiva, non l'ultimo vagone. Il 41% ci serve a questo: cambiare verso, in Italia come in Europa". Per il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, l'obiettivo della riforma della scuola e' di cambiare un "metodo negativo che ha soffocato la possibilita' di crescita della scuola italiana". Quella che "stiamo elaborando non e' l'idea di stabilizzare i precari - ha detto Giannini, rinviando a domani con il presidente del Consiglio Renzi l'illustrazione dei dettagli della riforma - quello che vogliamo fare e' mettere fine a questo metodo veramente negativo" ovvero "essere consapevoli all'inizio dell'anno dei posti di cui c'e' bisogno e non avere i professori pronti". Per superarlo "bisogna veramente cambiare il sistema". Inoltre, c'e' la "questione di metodo che diventa di merito: cioe' partire con una grande consultazione che riguardera' tutte le parti coinvolte" e con questo si intende "la societa' italiana, perche' per educare un bambino e farne una persona criticamente pronta ad affrontare la realta' e a lavorare in maniera adeguata e qualificata serve un ripensamento complessivo". L'impostazione della riforma non dispiace alle parti sociali: c'e' infatti un'apertura al dialogo da parte della Cisl e della Uil Scuola sull'intenzione del governo di introdurre degli scatti di carriera per gli insegnanti basati sul merito. A condizione, pero', che non si tocchino gli scatti di anzianita', perche' sono un riconoscimento all'esperienza che esiste in tutti i Paesi dell'Ue, spiegano il segretario della Cisl Scuola, Francesco Scrima, e Massimo Di Menna, segretario generale Uil Scuola. Anche da parte della Cgil nessuna preclusione al dialogo, sottolinea il segretario generale del sindacato, Mimmo Pantaleo, tenendo pero' ben presente che la priorita' assoluta rimane il rinnovo del contratto nazionale degli insegnanti. .

'Pax renziana' vacilla, alta tensione Pd. Soccorso Cav in economia

Redazione Mercoledì, 03 Settembre 2014
- Roma, 2 set. - La 'pax renziana' si e' gia' chiusa: da una parte le bordate di Massimo D'Alema al governo, dall'altra l'iniziativa dei parlamentari di minoranza Stafano Fassina e Alfredo D'Attorre, parlano di un nuovo clima di tensione all'interno del partito. E questo all'inizio di una delicata 'fase due' del governo iniziata con i mille giorni e che vedra' Renzi affrontare subito i temi della spesa pubblica, della scuola e del lavoro. I dissidi con il ministro Poletti sono stati a piu' riprese smentiti dal capo del governo e, anche oggi, la presenza del ministro del lavoro a Palazzo Chigi ha fatto pensare immediatamente a un redde rationem tra i due. Niente di tutto questo, spiegano da Palazzo Chigi: l'incontro non c'e' stato e Poletti ha incontrato il solo Graziano Delrio. Se sul fronte dei rappoorti nel governo Renzi puo' ostentare sicurezza e annunciare per domani un "nuovo patto per l'istruzione", su quello dei rapporti con l'opposizione interna al partito le esternazioni dei parlamentari Fassina e D'Attorre, ma soprattutto quelle dell'ex rottamando Massimo D'Alema, fanno virare bruscamente su 'tempesta' il barometro del Pd. I parlamentari annunciano infatti battaglia su un tema che sembrava superato con il passaggio del ddl Boschi al Senato: la cancellazione del vincolo di bilancio dalla Carta costituzionale. Il solo modo, spiegano i promotori, di andare avanti con la battaglia per ottenere maggiore flessibilita' sui vincoli europei. Si chiede il renziano Roberto Giachetti se non si sia in presenza di "compagni che sbagliano", visto che - rileva su twitter - Fassina era responsabile economico del Pd, con segretario Bersani, quando il pareggio di bilancio e' diventato norma costituzionale nel 2012. D'Alema non entra nel merito delle riforme ma, alla richiesta di fare un bilancio di quanto realizzato dal governo, si limita a constatare che "Renzi si impegna molto, ma ottiene poco". Insufficiente, dunque, e' il giudizio dell'ex premier che, parlando del Pd, sottolinea come sia ormai "un movimento del premier, che si circonda di persone fiduciarie". Il problema e' che anche tra le persone "fiduciarie" l'aria che tira non e' delle migliori: in Emilia Romagna sembra infatti sul punto di esplodere il rapporto tra due renziani di ferro come Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, avversari alle primarie per la presidenza della Regione: Richetti ha infatti accusato apertamente Bonaccini di avere gia' "compattato l'apparato", il "gruppo dirigente del partito" in Emilia Romagna e, in ultima analisi, gli ex Ds, attorno a se'. "Sono apparato anche i sindaci che mi sostengono e che sono stati votati direttamente dai cittadini?", e' stata la replica di Bonaccini. In questo quadro, l'unica buona notizia per Matteo Renzi, potrebbe arrivare da Silvio Berlusconi che, stando a quanto si apprende, sarebbe disposto a mettere da parte, per il momento, l'Italicum per dare una mano al governo sulla partita dei provvedimenti economici. .

Musica: una canzone per la Boschi, il ministro grazie Belfiore

Redazione Mercoledì, 03 Settembre 2014
- Roma, 2 set. - Gianni Belfiore, storico paroliere di Julio Iglesias ma anche di Raffaella Carra' e Fred Bongusto, ha scritto una canzone dedicata al ministro per le Riforme Maria Elena Boschi. "Ringrazio Gianni Belfiore, lo storico paroliere di Julio Iglesias per avermi dedicato una canzone - dice la Boschi -. Anzi mi meraviglio che abbia scelto proprio me! Io amo la melodia italiana e nonostante non appartengano alla mia generazione, conosco le canzoni piu' celebri di Julio Iglesias da 'Se mi lasci non vale' a 'Manuela'". Il brano, per la cronaca, si intitola 'Immagine' il numero in edicola domani del settimanale diretto da Alfonso Signorini ne riportera' il testo di cui anticipiamo la prima strofa: "A prima vista fai innamorare per quel tuo fascino vellutato che non si lascia decifrare, sei come la compagna di scuola del liceo, il simbolo dell'amore dove il sesso si fa reo". "Ho scritto una canzone per lei perche' la Boschi emana un carisma che nemmeno lei sa di avere. Ha un alone di mistero e sensualita' non comune. E' giovane e tosta ma poi, alla sera si ritrova triste e sola davanti alla tv. Tutto cio' e' molto umano", sono invece le parole di Belfiore. Ma, riprende Maria Elena Boschi, sempre nell'anticipazione diffusa dal settimanale, "dalle parole di Belfiore arriva un augurio a me e a tutte le donne della mia eta' a trovare la persona adatta con la quale condividere la vita". "Certo io l'ho sempre dichiarato che sarei felice di trovarla e di avere dei figli. Non sono assolutamente alla spasmodica ricerca di un fidanzato, ma e' normale - aggiunge l'esponente Pd - che avverta una simile esigenza in questo momento della vita, anche se il mio impegno principale resta quello istituzionale". Quanto a chi vedrebbe come interprete della canzone a lei dedicata, Maria Elena Boschi dice che "Cremonini e' bravissimo e a me piacerebbe sentirlo cantare, ma credo che scriva da solo le sue canzoni. E poi chissa' se si trova qualcuno disposto a cantare una canzone scritta per un ministro". .

Pd: D'Alema, il partito oggi non ha segreteria ma fiduciari di Renzi

Redazione Mercoledì, 03 Settembre 2014
- Bologna, 2 set. - "Sostanzialmente il Pd, in questo momento, non ha una segreteria ma un gruppo di persone che sono fiduciarie del presidente del Consiglio. In questo modo il partito finisce per avere una vita molto stentata". E' il pensiero di Massimo D'Alema che ha ribadito anche la propria contrarieta' alla figura del doppio incarico segretario-premier. "Come e' noto - ha spiegato il presidente della Fondazione Italianieuropei a margine della Festa Nazionale dell'Unita' a Bologna - siamo andati ad un congresso in cui noi sostenevamo la necessita' di evitare il doppio incarico. Non e' una scoperta di ora". "Siccome credo nel ruolo dei partiti - ha concluso D'Alema - credo che non possano essere il 'movimento del premier'. Dovrebbero avere una loro vita democratica e dei loro organismi dirigenti". .
Fisco

Sblocca Italia, ecco l'ABC dei nuovi bonus fiscali sulla casa

Bernardo Diaz Martedì, 02 Settembre 2014
Per la riqualificazione energetica tramite fonti rinnovabili arriva un bonus del 50% fino a un massimo di 96 mila euro. Detrazione d'imposta fino al 65% per interventi tesi a garantire il rispetto della normativa antisismica, con tetto a 60 mila euro. Via il bollo e l'imposta registro sull'accordo tra locatore e affittuario per ridurre il canone d'affitto. 

Kamsin Con il decreto Sblocca Italia è in arrivo un nuovo pacchetto di bonus fiscali sulla casa. L'obiettivo del governo è quello di stimolare la ripresa di un settore, quello edile, fortemente colpito da una lunga e profonda recessione. La bozza del testo adottata lo scorso 29 Agosto dal Consiglio dei ministri contiene infatti una serie di interessanti misure (ancora suscettibili di modifiche prima della pubblicazione del testo in Gazzetta). 

Bonus Edilizi. Lo Sblocca-Cantieri introduce due nuovi bonus (oltre gli altri due già popolari, del 65 e del 50%), validi dal primo gennaio 2015. Uno per l'adeguamento sismico di interi edifici: ciascun proprietario può detrarre tra il 50 e il 65% della spesa fino a 60 mila euro. L'altro "verde" per chi installa impianti "basati sull'impiego delle fonti rinnovabili" (50% delle spese con tetto a 96 mila euro). Per quanto riguarda il miglioramento sismico ad essere beneficiati saranno gli interventi realizzati sulle parti strutturali degli edifici. Lo sgravio Irpef varierà tra il 50 e il 65% dei costi sostenuti, in relazione al livello di rischio sismico del fabbricato che sarà fissato con decreto dal ministero delle infrastrutture. Il tetto di spesa su cui calcolare l'aiuto potrà arrivare a 60 mila euro per unità immobiliare.

Per quello sul miglioramento energetico si prevede che in caso di installazione di impianti «green» (per esempio pannelli solari o minieolico) la detrazione del 50% potrà essere calcolata su un massimo di 96 mila euro. Tale beneficio, al pari di quello sul rischio sismico, seguirà le stesse regole già vigenti per il bonus ristrutturazione, a cominciare dalla fruizione in 10 quote annuali da far valere in dichiarazione dei redditi. Resta da definire la cumulabilità delle due nuove forme agevolative con quelle già previste dall'articolo 16bis del Tuir (possibile l'utilizzo di un tetto di spesa unico di 96 mila euro).

Le vecchie detrazioni Irpef (bonus 65% e 50%) per il momento non vengono prorogate (una misura in tal senso arriverà probabilmente con la prossima legge di stabilità).

Vantaggi per chi compra casa per affittarla.  Il provvedimento introduce un incentivo fiscale sino al 2017 per coloro che acquistano immobili nuovi residenziali (o completamente ristrutturati) per poi concederli in locazione a prezzo concordato per almeno otto anni. Potranno accedervi, oltre alle persone fisiche non esercenti attività commerciale, le coop edilizie e i soggetti del terzo settore. Il beneficio consisterà in una deduzione dall'Irpef del 20% di quanto pagato per comprare o realizzare l'immobile (deve trattarsi di abitazione non di lusso e appartenere alla classe energetica A o B). Il tetto di spesa non potrà superare i 300 mila euro: il recupero fiscale massimo sarà quindi pari dunque 7.500 euro all'anno, 60 mila euro in tutto. Esclusi come inquilini solo i parenti di primo grado (un genitore non può affittare al figlio, il nonno al nipote sì). Servirà un decreto interministeriale Infrastrutture-Economia per l'attuazione.

Rottamazione delle vecchie case. I privati che rottamano ad una società immobiliare o di recupero edilizio una casa a bassa prestazione energetica, riceveranno inoltre uno sconto sulle imposte immobiliari (ipotecaria, registro, catastale), dovute in misura fissa (circa 600 euro) anziché percentuale. Il bonus fiscale sarà valido anche in caso di permuta.  Ciò avverrà a una condizione: l'impresa deve dichiarare nel rogito che intende ritrasferire l'immobile entro cinque anni dalla data di acquisto e solo dopo aver effettuato interventi di recupero tali da fare ottenere all'immobile una classe energetica A o B.

Se la ristrutturazione riguarda un singolo appartamento, il requisito si intenderà soddisfatto in caso di riduzione del fabbisogno energetico pari almeno al 50%. Il mancato rispetto di tale vincolo comporterà il recupero delle imposte proporzionali da parte dell'Agenzia delle entrate, maggiorate degli interessi e delle sanzioni (pari al 30%). Il meccanismo opera anche in caso di permuta nei confronti di imprese di costruzione per l'acquisto di fabbricati nuovi o ristrutturati: in tale ipotesi al privato acquirente spetta un ulteriore sgravio Irpef. Inoltre chi compra queste case riqualificate dovrebbe godere del bonus Irpef (detrazione del 50% delle spese con tetto a 150 mila euro in dieci anni, 65% con tetto a 200 mila se il costruttore ha abbattuto l'edificio per farne uno nuovo).

Tra le altre misure contenute nella bozza del provvedimento c'è la cancellazione delle imposte di bollo e di registro sull'accordo tra locatore e affittuario per ridurre il canone d'affitto ed una rimodulazione degli ecoincentivi sulle auto per il biennio 2014-2015.

Sblocca Italia, via i permessi per i lavori in casaZedde

 

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Immigrati: Alfano, c'e' anche consenso Germania a Frontex plus

Redazione Martedì, 02 Settembre 2014
- Roma, 2 set. - "Giorno importante: dopo sostegno della Francia a Frontex plus, abbiamo anche consenso della Germania". E' quanto scrive su Twitter il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, dopo l'incontro a Berlino con l'omologo tedesco Thomas de Maziere. "E' un riconoscimento del grande impegno italiano", sottolinea Alfano. Come ha spiegato ieri la commissaria Ue agli Affari interni Cecilia Malmstrom in occasione di un incontro con il ministro francese Ernard Cazeneuve, l'operazione Frontex +, operativa dal prossimo novembre, non deve essere considerata "una duplicazione di Mare Nostrum". Per ora, ha spiegato, "stiamo definendo l'area adeguata per le operazioni nel Mediterraneo centrale" e "lavorando strettamente con le autorita' italiane e con Frontex, definiamo di quali mezzi tecnici, navali e aerei ci sara' bisogno" perche' Frontex + "avra' bisogno naturalmente della partecipazione degli altri Stati" Ue. L'operazione Frontex +, ha aggiunto, si inserisce in un contesto piu' ampio che ha a che fare con le drammatiche situazioni di conflitto da cui provengono molti degli immigrati: si tratta insomma di affrontare "tutta la catena dell'immigrazione: dalla lotta alle organizzazioni criminali colpevoli di una vera tratta di esseri umani, al sistema di asilo europeo", attraverso il controllo e la protezione delle frontiere si' ma anche applicando il principio di solidarieta' per chi fugge da persecuzioni e guerre. La decisione di istituire Frontex +, dopo che "l'Italia negli ultimi 8 mesi ha fatto con Mare Nostrum un lavoro straordinario salvando molte vite", rappresenta inoltre "l'inizio di una riflessione piu' ampia su come affrontare anche nel futuro le questioni migratorie". .

Immigrati: Alfano, c'e' anche il consenso della Germania a Frontex plus

Redazione Martedì, 02 Settembre 2014

- Roma, 2 set. - "Giorno importante: dopo sostegno della Francia a Frontex plus, abbiamo anche consenso della Germania". E' quanto scrive su Twitter il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, dopo l'incontro a Berlino con l'omologo tedesco Thomas de Maziere. "E' un riconoscimento del grande impegno italiano", sottolinea Alfano. Come ha spiegato ieri la commissaria Ue agli Affari interni Cecilia Malmstrom in occasione di un incontro con il ministro francese Ernard Cazeneuve, l'operazione Frontex +, operativa dal prossimo novembre, non deve essere considerata "una duplicazione di Mare Nostrum". Per ora, ha spiegato, "stiamo definendo l'area adeguata per le operazioni nel Mediterraneo centrale" e "lavorando strettamente con le autorita' italiane e con Frontex, definiamo di quali mezzi tecnici, navali e aerei ci sara' bisogno" perche' Frontex + "avra' bisogno naturalmente della partecipazione degli altri Stati" Ue.

Ancora sbarchi sulle coste, centinaia di donne e bambini (LEGGI)

L'operazione Frontex +, ha aggiunto, si inserisce in un contesto piu' ampio che ha a che fare con le drammatiche situazioni di conflitto da cui provengono molti degli immigrati: si tratta insomma di affrontare "tutta la catena dell'immigrazione: dalla lotta alle organizzazioni criminali colpevoli di una vera tratta di esseri umani, al sistema di asilo europeo", attraverso il controllo e la protezione delle frontiere si' ma anche applicando il principio di solidarieta' per chi fugge da persecuzioni e guerre. La decisione di istituire Frontex +, dopo che "l'Italia negli ultimi 8 mesi ha fatto con Mare Nostrum un lavoro straordinario salvando molte vite", rappresenta inoltre "l'inizio di una riflessione piu' ampia su come affrontare anche nel futuro le questioni migratorie".

Riforme: minoranza Pd, via pareggio di bilancio da Costituzione

Redazione Martedì, 02 Settembre 2014
- Roma, 2 set. - Un emendamento al ddl Boschi per eliminare il pareggio di bilancio dalla Costituzione. Lo presenteranno i deputati della sinistra Pd Stefano Fassina e Alfredo D'Attorre. Se, poi, non dovesse essere accolto perche' estraneo alla materia, come gia' accaduto al Senato, i deputati si dicono pronti a trasformarlo in un progetto di legge. "Noi avevamo gia' presentato al Senato un emendamento del genere", spiega D'Attorre contattato telefonicamente dall'AGI, "ed era stato dichiarato non attinente al titolo V, allora in discussione". Si tratterebbe, spiega ancora D'Attorre, "di modificare la riforma della costituzione del 2012 che conteneva il principio principio del pareggio di bilancio, rendendo possibile a livello costituzionale cio' che chiediamo a livello europeo, cioe' scomputare le spese infrastrutturali dal deficit, rendendo il ricorso all'indebitamento possibile quando questo abbia come obiettivo l'investimento con funzione economica anticiclica, cosi' da contrastare il rischio di recessione". "E' una modifica costituzionale che rende coerente con la costituzione cio' che chiediamo a livello europeo", ribadisce D'Attorre: "Presenteremo un emendamento specifico al ddl Boschi, se poi non sara' considerato attienente per materia, abbiamo pronto uno specifico progetto di legge costituzionale". Infine, D'Attorre segnala che "nei giorni scorsi perfino Romano Prodi ha dichiarato che e' stato un errore mettere il pareggio di bilancio in Costituzione, a riprova che non e' una tesi da estremisti di sinistra ma condivisa da chi ha avuto responsabilita' di primo livello. Il nostro e' anche un invito a Renzi ad agire con piu' determinazione a livello europeo e non accontentarsi della nomina della Mogherini ma occuparsi nel semestre europeo di questioni di sostanza. Le regole vanno cambiate e il semestre europeo avrebbe dovuto mettere mano a questo tema da subito". .

Renzi, nuovo 'patto' sulla scuola. Gli scatti vanno legati al merito

Redazione Martedì, 02 Settembre 2014

- Roma, 2 set. - All'indomani del lancio del piano 'Mille giorni', Matteo Renzi ricorre alla tradizionale nota politica 'e-news' per tornare sul tema della riforma della scuola e rivendicare le novita' che saranno introdotte dal provvedimento. Quella messa a punto dall'esecutivo, e che sara' ufficialmente illustrata domani, alle 10, sul sito internet 'passodopopasso.italia.it', garantisce il premier, non sara' "l'ennesima riforma della scuola. Noi proponiamo un nuovo patto educativo".

La riforma, spiega il presidente del Consiglio, "conterra' alcune idee nel merito per rendere la scuola sempre piu' strumento di crescita per il giovane cittadino. Ma anche strumento di crescita per il Paese. Si tratta di proposte, non di diktat prendere o lasciare. Proporremo agli insegnanti di superare il meccanismo atroce del precariato permanente e della supplentite, ma chiederemo loro di accettare che gli scatti di carriera siano basati sul merito e non semplicemente sull'anzianita': sarebbe, sara', una svolta enorme".

E ancora, prosegue Renzi, "proporremo agli insegnanti di superare il meccanismo atroce del precariato permanente e della supplentite, ma chiederemo loro di accettare che gli scatti di carriera siano basati sul merito e non semplicemente sull'anzianita'". Renzi spiega che sulla scuola confluiranno "piu' soldi, ma facendo comunque tanta spending review: perche' educare non e' mai un costo, ma gli sprechi sono inaccettabili soprattutto nei settori chiave.

Dal 15 settembre al 15 novembre ascolteremo tutti, a cominciare dagli studenti che sono per noi protagonisti, non spettatori. Nella legge di stabilita' ci saranno le prime risorse e da gennaio gli atti normativi conseguenti. Nel frattempo - aggiunge - continueremo a investire sull'edilizia scolastica, sbloccando il patto a quei comuni che hanno progetti seri, cantierabili, come e' accaduto dopo la mia lettera di inizio mandato".

Insomma, sottolinea Renzi, "in mille giorni riporteremo il nostro Paese dove deve stare: a fare la locomotiva, non l'ultimo vagone. Il 41% ci serve a questo: cambiare verso, in Italia come in Europa". Infine, il premier assicura che la nomina di Federica Mogherini ad Alto Rappresentante della politica estera europea rappresenta anche un "simbolo, perche' e' una giovane donna che fa politica in Italia. Non sempre alle giovani donne e' stato consentito di fare politica. Specie in Italia. Invece credo che una delle caratteristiche della fase che il nostro Paese sta vivendo sia proprio l'apertura a una classe dirigente nuova

. Per anni in Europa si e' dipinta l'Italia come il Paese nel quale i soliti noti fanno e disfano e in alcuni casi si e' cercato di dare una rappresentazione di macchietta alla classe politica del nostro Paese. Federica fara' bene perche' e' brava, competente e capace. Ma facendo bene ci aiutera' anche a vincere lo stereotipo".

Tasi 2014, contribuenti alla Cassa entro il 16 Ottobre nei comuni puntuali

Bernardo Diaz Martedì, 02 Settembre 2014
Nei comuni che pubblicheranno le delibere Tasi entro il 18 Settembre, la prima rata del tributo si pagherà entro il 16 Ottobre ed il saldo entro il 16 Dicembre. Altrimenti rata unica su aliquota standard entro il 16 Dicembre.

Kamsin Autunno caldo sul fronte delle imposte sul mattone. Soprattutto per quanto riguarda la Tasi, la nuova imposta sui servizi indivisibili entrata in vigore da quest'anno che sostituisce l'Imu sulle prime case. Oltre al danno c'è spesso la beffa: oltre a dover pagare, molti contribuenti dovranno farlo in tempi brevi perché le amministrazioni comunali sono in ritardo con la pubblicazione delle delibere sulle aliquote. Dal data base presente sul sito del ministero delle Finanze ieri risultava infatti che su un complesso di 8.057 comuni italiani sono state pubblicate solo 4.567 delibere per la Tasi. Nei circa Duemila comuni in cui le amministrazioni sono riuscite a pubblicare entro fine maggio e che non abbiano deciso tempistiche diverse, i contribuenti hanno già pagato la prima rata entro il 16 giugno e dovranno versare il saldo entro il 16 dicembre. Quindi per loro il problema non si pone.

Nei comuni che avranno deliberato le aliquote tra inizio giugno e il 10 settembre, con pubblicazione entro il 18 settembre sul sito del Mef, i contribuenti dovranno versare la prima rata entro il 16 ottobre e il saldo il 16 dicembre. In questa situazione si trovano, tra gli altri, i proprietari di casa di Milano e di Roma. All'appello però mancano ancora circa 3.500 amministrazioni che hanno solo poco più di due settimane di tempo per deliberare in tempo. A denunciare l'allarme è stata ieri la Consulta dei Caf. «Sono molto preoccupato  ha spiegato Valeriano Canepari, presidente CafCisl e coordinatore della Consulta  perché la scadenza è sempre più vicina e moltissimi Comuni mancano ancora, ma già in questi giorni i centri di assistenza fiscale sono impegnati soprattutto per la Tasi».

Se non lo faranno entro il 10 Settembre i contribuenti saranno chiamati alla cassa il 16 dicembre e dovranno pagare il tributo sulla base delle aliquote standard. La disciplina Tasi, visto l'alto grado di incertezza che l'ha accompagnata nella sua lunga gestazione, ha previsto infatti una via d'uscita, che in caso di mancata delibera impone ai contribuenti di pagare a dicembre l'aliquota standard (1 per mille). Nel caso dell'abitazione principale, il calcolo è semplice (e non prevede detrazioni), ma sugli altri immobili incontra due complicazioni. Prima di tutto, la somma di Imu e Tasi non può superare il 10,6 per mille, quindi toccherà ai contribuenti applicare l'aliquota della Tasi che rispetta questa regola: dove l'Imu è al 10 per mille, per esempio, la Tasi da pagare sarà lo 0,6 per mille. Se l'aliquota Imu è del 10,3 per mille la Tasi sarà dello 0,3 per mille. Inoltre quando la casa è in affitto o comodato, il proprietario dovrà pagare il 90% del tributo, lasciando all'inquilino il restante 10%.

Tasi 2014, Mef: cala del 30% il gettito rispetto all'ImuZedde

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