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PensioniOggi.it

Notizie - Results from #6610

 

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Notizie

Terrorismo: Alfano, nostro livello allerta sempre alto

Redazione Giovedì, 11 Settembre 2014
- Roma, 11 set. - "Il nostro livello di allerta e' sempre alto". Lo ha ribadito il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, a Unomattina. "Noi - ha ricordato il ministro - siamo un grande Paese occidentale che da quell'11 settembre - che oggi ricordiamo con lo stesso dolore e con una consapevolezza ancora maggiore dei rischi - non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alle coalizioni contro il terrore. Quindi, siamo in prima linea, dalla parte della democrazia, dalla parte della liberta', e questo ci espone inevitabilmente". "L'altro aspetto - ha proseguito Alfano - per altro rivendicato da Al Baghdadi, dall'autoproclamatosi Califfo che ci ha omaggiato di citazioni, e' l'essere culla della Cristianita', la capitale della Cristianita' intesa anche come la citta' dove vive e abita il Papa. E' chiaro che se una dottrina dice che simbolico e' il significato - quando si afferma di conquistare Roma da parte del Califfo o da parte di coloro i quali lo sostengono - lo si dice anche in senso metaforico. Pero' ridurre tutto a metafora potrebbe essere un elemento di sottovalutazione". .
Pubblico Impiego

Riforma Pensioni, non tutti i trattenimenti in servizio sono revocabili

Rossini V Giovedì, 11 Settembre 2014
Resta salva la facoltà per il dipendente che non ha raggiunto i requisiti contributivi minimi per la pensione di chiedere il trattenimento in servizio sino all'età di 70 anni.

Kamsin E' noto a tutti che, per effetto dell'articolo 1 del Dl 90/2014 convertito con legge 114/2014 i trattenimenti in servizio nel pubblico impiego in essere al 25 Giugno 2014 sono fatti salvi solo fino al 31 ottobre 2014 (o fino alla loro scadenza, se anteriore), mentre i trattenimenti in servizio disposti ma non ancora efficaci a tale data sono revocati. Dunque salta la possibilità per i dipendenti pubblici di chiedere la permanenza in servizio per un biennio dopo il compimento dell'età per il collocamento a riposo. Prima dell'introduzione della novella le Pa potevano infatti concedere la permanenza sul posto di lavoro sino all'età di 68 anni (67 anni per chi aveva raggiunto un diritto a pensione entro il 2011) ai sensi di quanto stabilito dalla Circolare della Funzione Pubblica 2/2012.

Ora i trattenimenti in servizio non potranno essere piu' concessi e chi attualmente beneficia della proroga biennale dovrà essere obbligatoriamente collocato in pensione d'ufficio dal prossimo 1° Novembre, prima della scadenza del biennio.

Ma questo principio subisce un temperamento laddove il dipendente non abbia raggiunto almeno 20 di contributi. Infatti, in tal caso, anche dopo la recente riforma, su domanda dell'interessato l'amministrazione è tenuta a disporre il trattenimento in servizio, sino a 70 anni di quei dipendenti che non hanno ancora perfezionato il requisito di contribuzione minimo per la maturazione del diritto a pensione di vecchiaia (ovvero 20 anni di contributi). E' questo infatti quanto discende da un principio enunciato dalla Corte costituzionale con la sentenza 282 del 1991.  Nella decisione i giudici hanno infatti affermato che: "Il principio (...) secondo cui non può essere preclusa, senza violare l 'art. 38, secondo comma della Costituzione, la possibilità per il personale (...) che al compimento del sessantacinquesimo anno - quale che sia la data di assunzione - non abbia ancora maturato il diritto a pensione, di derogare a tale limite per il collocamento a riposo, al solo scopo di completare il periodo minimo di servizio richiesto dalla legge per il conseguimento di tale diritto, non può che avere (...) valenza generale".

Il principio peraltro è stato codificato anche in una norma di legge, l'articolo 509, comma 5 del Dlgs 297/1994 (che non è stato abrogato dal Dl 90/2014) per il comparto scuola. La norma, come precisato anche dalla Circolare della Funzione Pubblica 2/2012, ha valenza generale ed è dunque applicabile nei confronti di tutte le Pa.

In altri termini i lavoratori che non hanno perfezionato i 20 anni di contribuzione,  potranno, al solo fine di compiere il numero di anni richiesto per ottenere il minimo della pensione, chiedere di rimanere in servizio fino al conseguimento di tale anzianità minima, e comunque non oltre il 70° anno di età.

Riforma Pensioni, così cambia il trattenimento in servizio nella PaZedde

Fisco

Tasi 2014,nei comuni ritardatari il pagamento slitta al 16 Dicembre

Bernardo Diaz Giovedì, 11 Settembre 2014
Solo 3.600 enti, secondo gli ultimi dati censiti da Confedilizia, hanno centrato la scadenza del 10 Settembre, potendo così chiamare alla cassa i contribuenti per la prima rata della Tasi entro il 16 ottobre.

Kamsin E' scaduto ieri il termine per i comuni che non avevano deliberato le aliquote sulla Tasi entro il 23 Maggio di farlo in tempo utile per chiedere ai propri concittadini di versare l'acconto entro il 16 Ottobre. Entro il 10 Settembre i comuni dovevano infatti inviare le delibere sulle aliquote al Mef che ha tempo per pubblicarle fino al 18 Settembre. Attualmente solo 3.600 enti, secondo gli ultimi dati censiti da Confedilizia, hanno rispettato questa la scadenza. Anche se i numeri sono ancora provvisori in circa 2mila comuni non sono arrivate e non arriveranno decisioni.

In questi enti l'appuntamento con la Tasi si complica e non di poco. Innanzitutto i contribuenti dovranno recarsi alla cassa entro il 16 dicembre e il tributo si pagherà in rata unica con aliquota di base all'1 per mille sulle abitazioni principali. La regola è valida in linea generale anche per gli immobili diversi dalla prima casa con la precisazione, tuttavia, che il valore tra Imu e Tasi (sulle seconde case si paga infatti anche l'Imu) non deve superare l'aliquota massima del 10,6 per mille. Quindi nel caso l'aliquota Imu sia superiore al 9,6 per mille l'aliquota standard della Tasi non sarà applicata per l'intero ma si ridurrà nella misura sufficiente a far sì che la somma dei due tributi non superi il 10,6 per mille.

Altro effetto del mancato rispetto della tempistica fissata dalla legge riguarda il riparto dell'obbligazione tributaria fra possessori e occupanti, che dovrà essere effettuato nella misura standard, rispettivamente, del 90% e del 10% del totale. Mentre i comuni possono modificare tali percentuali, abbassando la prima fino al 70% e alzando simmetricamente la seconda fino al 30%.

Queste regole, secondo Confedilizia, penalizzeranno le abitazioni di valore catastale medio-basso, che vedranno aumentare il prelievo rispetto a quanto accadeva nel precedente regime (che era caratterizzato dalla presenza di detrazioni in misura fissa) mentre pagheranno importi minori le abitazioni che il catasto considera più pregiate.

Tasi, Per la Cgia in 2 capoluoghi su 3 l'imposta sarà piu' leggera dell'ImuZedde

Fisco

Esodati Bancari, l'assegno va corrisposto al netto delle ritenute fiscali

Sergey Giovedì, 11 Settembre 2014
La Corte Suprema di Cassazione ha stabilito che la corresponsione dell'assegno straordinario per il sostegno dei lavoratori del credito posti in prepensionamento, sia effettuata al netto delle ritenute di legge che sono dovute all’erario.

Kamsin È corretto il calcolo dell'assegno straordinario per il sostegno dei lavoratori esodati del settore creditizio operato dall'Inps tenendo conto dell'importo delle ritenute calcolate sull'intero assegno con modalità di tassazione separata. Questa modalità di calcolo consente di neutralizzare l'incidenza delle ritenute e di garantire ai lavoratori prepensionati un importo netto pari al trattamento pensionistico anticipato. E' quanto ha indicato la Corte di cassazione con la sentenza 18128 del 22 Agosto 2014.

Il caso ha inizio da un ex bancario che aveva beneficiato dell'assegno straordinario di sostegno al reddito e si era rivolto al tribunale lamentando un errore nel calcolo dell'assegno erogato dal fondo di solidarietà. Il soggetto richiedeva una somma pari all'importo lordo di cui il ricorrente era titolare che era soggetto all'imposta di cui all'articolo 17, comma 4-bis del testo unico sulle imposte dei redditi. I tribunali di primo e secondo grado accoglievano le istanze del lavoratore e l'Inps proponeva, pertanto, ricorso in Cassazione. I Giudici di Piazza Cavour hanno accolto il ricorso dell'Inps sottolineando che la ratio dell'assegno straordinario è che questo sia pari al trattamento pensionistico netto, virtualmente determinato con il computo dell'anzianità contributiva mancante. A tale importo viene aggiunto quello delle ritenute, calcolate «con lo stesso criterio che deve essere applicato all'intero assegno».

Secondo i giudici dunque la questione va risolta sulla base di quanto disposto dal comma 9 dell'articolo 10 del decreto 28 aprile 2000 n.158, modificato dal protocollo del 16 dicembre 2009, che determina la misura dell'assegno straordinario di sostegno al reddito, in base alla somma fra due valori: l'importo netto del trattamento pensionistico spettante nell'assicurazione generale obbligatoria con la maggiorazione dell'anzianità contributiva mancante per il diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità (ora pensione anticipata); l'importo delle ritenute di legge sull'assegno straordinario. Il Dm 158/2000, si legge nelle motivazioni, ha infatti il compito di assicurare che i dipendenti di banca l'importo reale della pensione, in modo che l'importo delle ritenute di legge, da aggiungere a quella della pensione netta, non può che essere pari alle effettive ritenute applicabili al reddito straordinario che, nella specie, sono quelle previste in misura agevolata dall'articolo 17, comma 4-bis del Dpr 917/1986.

La determinazione dell'importo deve essere dunque effettuata attraverso la sommatoria fra l'importo netto del trattamento pensionistico spettante nell'assicurazione generale obbligatoria con la maggiorazione dell'anzianità contributiva mancante per il diritto alla pensione e l'importo delle ritenute di legge sull'assegno straordinario. All'assegno straordinario, essendo di fatto una liquidazione rateizzata di una somma incentivante l'esodo del lavoratore, si applica la tassazione separata secondo l'articolo 19 del Tuir.

Esodati Bancari, l'assegno straordinario si riduce tra l'8% e l'11%Zedde

Consulta e Csm: si torna a votare, verso elezione di Violante e Catricala'

Redazione Giovedì, 11 Settembre 2014

- Roma, 11 set. - Oggi il Parlamento torna a votare per eleggere due giudici della Corte Costituzionale e i 6 'laici' del Csm rimasti. Ieri sera enensima fumata nera alla Camera per l'elezione, dal Parlamento in seduta comune: con 815 presenti e votanti, nessun astenuto, e una maggioranza a 570, Violante ha avuto 429 voti, Besostri 165, Modugno 119, Bruno 68, Catricala' 64; i voti dispersi sono stati 46, 121 le bianche, 33 le nulle. Nessun candidato, dunque, ha infatti raggiunto il richiesto quorum dei 3/5.

Intanto sono stati eletti i due 'laici' del Csm, Giovanni Legnini e Giuseppe Fanfani, che hanno ottenuto rispettivamente 524 e 499 voti. Questi i voti per gli altri candidati: 499 Bene; 485 Leone; 471 Alberti Casellati; 441 Balduzzi; 430 Vitali; 427 Colaianni; 217 Zaccaria; 129 Falanga; 32 Marotta; 23 Brutti. Presenti e votanti 815. Nessun astenuto, maggioranza dei 3/5 a 489; 18 bianche e 62 voti dispersi. Forza Italia, che ieri ha fatto saltare l'accordo votando scheda bianca, ha annunciato che votera' Luciano Violante e Antonio Catricala' (nella foto) alla Consulta.

Altro...

Giustizia: Orlando, meno arretrato anche con riduzione ferie toghe

Redazione Giovedì, 11 Settembre 2014
- Roma, 11 set. - La riduzione delle ferie dei magistrati "non e' la questione centrale della riforma": l'arretrato nella giustizia "si riduce con tanti interventi e anche quello sulle ferie puo' contribuire ad affrontare questo tema". Lo ha dichiarato il Guardasigilli Andrea Orlando, nel corso de 'La telefonata' di Maurizio Belpietro. "Abbiamo chiesto ai magistrati di farsi carico delle esigenze di cambiamento nella Pubblica Amministrazione - ha aggiunto il ministro - e i magistrati ci hanno segnalato la specificita' del loro lavoro. Cercheremo di tenerne conto, ma anche loro tengano conto della necessita' di cambiamento. In un momento in cui si chiede alla Pubblica Amministrazione di fare un salto, credo che la magistratura - ha concluso - possa dare la sua disponibilita' a ragionare su questo, magari ripristinando il confronto". .

Giustizia: Anm, coraggio e' abrogare leggi ad personam

Redazione Giovedì, 11 Settembre 2014
- Roma, 10 set. - "Il tema delle ferie e' una priorita'? Allora serve coraggio per intervenire su tutte le altre materie della giustizia, abrogando le leggi ad personam: sulla prescrizione, ad esempio, gli interventi annunciati sono molto modesti". Lo ha dichiarato il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli, interpellato dopo l'incontro con il ministro della Giustizia Andrea Orlando. "Non si puo' affrontare il tema delle ferie con un decreto legge e rinviare interventi urgenti, come quello, che l'Europa ci chiede, contro la corruzione, quello sulla prescrizione e quello sul falso in bilancio - continua Sabelli - cio' vuol dire distogliere l'attenzione dai veri problemi della giustizia". .

Renzi da' il via a spending review. Obiettivo 3%, ma senza tagli lineari

Redazione Giovedì, 11 Settembre 2014
- Roma, 10 set. - Al via la Spending review del governo Renzi: con la riunione del Consiglio dei ministri di oggi l'operazione di tagli alla spesa pubblica ha avuto formalmente inizio. Assenti il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e quello della Salute, Beatrice Lorenzin (che Renzi ha incontrato piu' tardi separatamente), il premier ha chiesto ai presenti di far arrivare al suo tavolo una nota scritta sui risparmi che ogni dicastero ritiene di poter fare. Nessun taglio lineare, dunque, ma la richiesta di individuare i centri di costo delle priorita' ministero per ministero. Nei prossimi giorni arriveranno le prime 'due diligence' dei ministri: una volta ricevute si vedra' quanto si avvicinino a quell'obiettivo del 3% che Matteo Renzi aveva indicato in una intervista. Un metodo piu' condiviso e responsabilizzante, quindi, che esclude l'ipotesi di una 'commissione esaminatrice'. .

Csm: disco verde per Legnini e Fanfani. Domani voto altri 6

Redazione Giovedì, 11 Settembre 2014
- Roma, 10 set. - Sono Giovanni Legnini e Giuseppe Fanfani i due 'laici' del Csm eletti oggi dal Parlamento in seduta comune, rispettivamente con 524 e 499 voti. Questi i voti per gli altri candidati: 499 Bene; 485 Leone; 471 Alberti Casellati; 441 Balduzzi; 430 Vitali; 427 Colaianni; 217 Zaccaria; 129 Falanga; 32 Marotta; 23 Brutti. Presenti e votanti 815. Nessun astenuto, maggioranza dei 3/5 a 489; 18 bianche e 62 voti dispersi. Domani alle 9,30 la votazione per gli altri 6 consiglieri 'laici'. .

Berlusconi alle prese con lega e Ncd, ma a FI e' allarme conti

Redazione Mercoledì, 10 Settembre 2014
- Roma, 10 set. - Raccontano che Silvio Berlusconi abbia gia' pronta in mano la penna per siglare con la dovuta ufficialita' l'accordo per la ricostituzione della coalizione di centrodestra nelle regioni che, da ottobre prossimo al 2015, andranno al voto. E non e' un caso se oggi la conferenza stampa degli azzurri delegati dal 'capo' a trattare con i papabili alleati sia stata all'insegna della 'melassa'. Denis Verdini, subito dopo il tavolo (a cui partecipano anche Toti, Matteoli, Romani e Brunetta) e' volato ad Arcore per fare il punto direttamente con il Cavaliere, assieme a Gianni Letta e Niccolo' Ghedini (impegnati anche a sciogliere i nodi delle nomine al Csm e alla Consulta). Berlusconi, tuttavia, deve risolvere un'altra e forse piu' impellente grana: le casse in rosso del partito. E al tesoriere e braccio destro Maria Rosaria Rossi ha dato mandato di usare il pugno di ferro: i parlamentari in ritardo con i versamenti devono provvedere quanto prima o non saranno rieletti. La situazione, spiegano fonti azzurre, e' "drammatica": mancano all'appello 15 milioni di euro, mentre i debiti totali ammontano a 88 milioni, quasi tutti finora garantiti da fideiussioni del 'capo'. Che, pero', non ha intenzione di sborsare un euro di piu'. L'allarme lanciato oggi e' senza appello: se si va avanti cosi' si rischia la bancarotta, e c'e' chi non esclude che allora il Cavaliere possa tenere in vita solo il simbolo 'Forza Silvio'. Ma ancor prima, c'e' il rischio reale di non riuscire a pagare gli stipendi dei dipendenti di settembre, con conseguente mancato rinnovo di altri contratti (gia' e' stata avviata una forte opera di spending review). Quanto al fronte alleanze, il messaggio inviato alle altre forze di centrodestra e' chiaro: Forza Italia vuole raggiungere l'intesa con tutti i partiti alternativi alla sinistra, quelli che da Fdi alla Lega, passando per Ncd, costituivano il vecchio centrodestra. Perche' solo cosi', e' il refrain dell'ex premier, possiamo puntare a vincere. Del resto, il vero obiettivo di Berlusconi e' rimettere in piedi la coalizione in vista delle politiche, passando per il test della tenuta del centrodestra a livello locale. Ma sia chiaro, FI non e' disposta a fare accordi a meta'. Dunque, e' l'avvertimento, o si va uniti in tutte le regioni oppure il banco salta: "no ad accordi a macchia di leopardo", spiega Matteoli. La linea dettata da Berlusconi ai suoi, viene spiegato, e' pero' di massima disponibilita'. Ben consapevole, spiegano ancora le stesse fonti, che il vero e forse unico nodo da sciogliere sono i rapporti ormai tesissimi tra Ncd e Lega. Questione non da poco, se il messaggio che a sua volta gli alfaniani fanno recapitare all'ex premier e' di darsi da fare con Salvini per riportarlo a piu' miti consigli. Tocca a Forza Italia, sottolineano fonti autorevoli di Ncd, tenere a bada la Lega e garantire per il Carroccio. Perche' una cosa e' certa, scandisce la fonte, "allo stato attuale nessuna alleanza e' possibile con chi ci attacca ogni giorno e spara a zero su Alfano e sul governo". Ma la Lega, viene riferito, ha un altro obiettivo: riconquistare in toto l'elettorato - un buon primo passo e' gia' stato compiuto alle europee - e conquistare la prateria a destra lasciata vuota dalle altre forze di centrodestra, Ncd perche' al governo con il Pd e FI per la sua opposizione dolce e trattativista con Renzi. FI invita pero' il Carroccio a fare poco lo 'schizzinoso': "Vorrei ricordare a Salvini che Maroni in Lombardia si regge grazie anche ai 9 voti di Ncd", ha affermato in conferenza stampa Giovanni Toti. Quanto ad Alfano, la mano e' tesa (non passano inosservate le parole concilianti di Brunetta, che non risparmia lodi al titolare del Viminale per la sua informativa di ieri sul terrorirsmo): "Ci faremo carico dei problemi degli altri partiti del centrodestra, anche per quel che riguarda l'Italicum". Ncd, comunque, ha come primo obiettivo le percentuali: dobbiamo incassare consensi e voti, spiegano i vertici. E testare sul territorio il nuovo progetto dei Popolari, tanto da aver deciso e ufficializzato oggi che in tutte le regioni si presenteranno uniti sotto lo stesso simbolo. Tra i nodi ancora da sciogliere - per la verita' per il Cavaliere e' bello che sciolto con il no alle consultazioni popolari - quello delle primarie. Decide il partito e non il livello locale (con buona pace di Fitto), anche se "non ci impicchiamo al no preventivo", spiega Matteoli. .
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