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Notizie

Lavoro: Poletti a Squinzi altro che antipasto, riforma e' piatto

Redazione Domenica, 08 Giugno 2014
- Napoli, 8 giu. - "Abbiamo portato in Parlamento una legge delega che trasforma radicalmente tutti gli elementi del mercato del lavoro, degli ammortizzatori sociali, della strumentazione per le politiche attive del lavoro, questo vuol dire cambiare la faccia delle politiche del lavoro nel Paese". Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti replica cosi' da Napoli al presidente di Confindustria Squinzi, che ieri ha definito il dl lavoro un antipasto, auspicando una riforma piu' ampia. "Se Squinzi parla di antipasto, io dico che questo e' il piatto", aggiunge Poletti riferendosi ancora alla legge delega. "Siamo convinti di poterlo fare rapidamente - spiega - entro fine luglio il Senato conclude i lavori e quindi a inizio settembre possiamo andare alla Camera e avere l'approvazione della delega, mentre noi stiamo preparando gia' il materiale per i decreti attuativi". Intervistato durante "Repubblica delle idee", Poletti ha ribadito: "Non abbiamo in previsione di cambiare l'eta' pensionabile, ne' innalzandola ne' abbassandola, rimane quella che e'". Il rilancio del sud passa anche attraverso il buon utilizzo delle risorse europee, per questo il piano Garanzia giovani prevede un "monitoraggio sistematico da parte del ministero" e "ogni venerdi' saranno pubblicati i dati sull'andamento", cosi' "evitiamo di scoprire improvvisamente che una regione si e' fermata". .

Benigni: a Napoli tra Ulisse e Mose, ricordo Berlinguer e Troisi

Redazione Domenica, 08 Giugno 2014
- Napoli, 8 giu. - In un teatro di San Carlo che "i sondaggi lo davano vuoto, invece e' pieno", Roberto Benigni in dialogo con il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari, dall'attualita' della corruzione dilagante al commosso ricorso di Enrico Berlinguer e Massimo Troisi. Bene 'Repubblica delle idee' al Massimo napoletano, tempio europeo dell'opera lirica, ma "l'anno prossimo a Venezia - dice Roberto ad Eugenio - che c'e' piu' movimento, tutti che lavorano, gente che scappa per strada e gente che li rincorre. Stanno costruendo una nuova grande opera, un carcere. Continua la grande tradizione italiana con grandi opere, l'Expo' di Greganti/Frigerio e il Mose di Galan/Orsoni". "Credo qui ieri abbiano dato 'Pagliacci'", gli fa da spalla il giornalista. "Ah bene, pagliacci", incalza il comico toscano. Che ammonisce ironico: "Carige, la giunta regionale a Torino, l'Expo a Milano...tutta malavita organizzata al Nord. State attenti che scende al Sud". Benigni e' un uragano sul palco, e Scalfari teme lo voglia prendere in braccio, "come hai fatto con Berlinguer", ricorda; ma non riesce a sottrarsi a un 'selfie'. "Con Scalfari, sarebbe uno 'scalfi' - si inventa Benigni - dai facciamoci uno scalfi, e' il primo nella storia". "L'ho detto, qui finisce male", risponde un rassegnato Scalfari dai tempi comici insospettabili. In apertura, Scalfari in piedi esplicita: "Voglio ricordare la morte di Enrico Berlinguer, trenta anni fa, la notte tra l'11 e il 12 giugno 1984, perche' fa parte non solo della storia del partito comunista che non c'e' piu' ma della storia della democrazia d'Italia". "Ero amico di Berlinguer - racconta - l'ho intervistato 5 o 6 volte. Nel 1981 mi disse che i partiti dovevano uscire dalle istituzioni che avevano occupato indebitamente. Una cosa che noi non abbiamo ancora realizzato. E nel '77, che i comunisti italiani non volevano nessuna dittatura, neppure quella del proletariato, volevano soltanto la democrazia. Ecco, questo e' il Berlinguer che vorrei ricordare". Il teatro, pieno fino ai loggioni, si alza in piedi e applaude a lungo. Ci pensa Benigni a rimettere tutto sul registro dell'ironia, dicendosi atterrito da un incontro con il giornalista. "Gli ultimi tre che ha visto - dice - sono Napolitano, Renzi e il Papa. Con il Papa hanno parlato di Dio, poi il Papa e' rimasto da solo e ha parlato con Dio di Scalfari". Scambio di cortesia reciproco. "Tu conosci la Dante, conosci la Costituzione, sai a memoria l'Inno di Mameli - spiega il gionalista al comico - potresti andare al Quirinale". Un gioco tra i due che durera' per un'ora e mezza, durante la quale Scalfari propone Benigni anche come premier, poi come "rettore della migliore universita' d'Italia" ("qui finisce che mi mandi a insegnare in una scuola di Secondigliano", replica l'attore) e infine Papa e poeta. Benigni ne ha per il Pd ("al 41,8%? ma come, non lo ha preso neanche alle primarie!", commenta le Europee (dove hanno vinto anche "partiti della paura che cercano di distruggere tutto"), mostra amor patrio ("Italia paese del miracolo perpetuo, resistiamo") e si scaglia contro i corruttori ("non e' difficile ingannare il prossimo, ma e' una cosa stupida e volgare"). Alla fine, dopo aver spiegato e recitato il XXVII canto dell'Inferno in cui Dante incontra Ulisse, Benigni conclude: "Vorrei raggruppare tutti i momenti di gioia che abbiamo avuto oggi e dedicarli al mio amico, Massimo Troisi". E il teatro in piedi tributa l'ennesimo lungo applauso a tutti, i due sul palco e i due evocati. .

Ballottaggi: crolla affluenza, alle 12 ha votato il 15, 54%

Redazione Domenica, 08 Giugno 2014
- Roma, 8 giu. - Crolla l'affluenza alle urne per il secondo turno delle elezioni amministrative. Alle 12, secondo i fati diffusi dal Viminale, era andato a votare il 15,54% degli aventi diritto contro il 21,55% del primo turno, quando pero' si votava anche per il rinnovo del Parlamento europeo .

Corruzione: Poletti, chi tradisce fiducia sia fuori

Redazione Domenica, 08 Giugno 2014
- Napoli, 8 giu. - "Se una persona tradisce la fiducia dei cittadini non puo' essere piu' candidabile e non puo' essere nelle condizioni di tornare in campo anche dopo un lungo periodo". Cosi' il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a margine del suo intervento alla Repubblica delle idee, ribadisce che i fenomeni di corruzione stanno nella cultura del Paese e quindi "la responsabilita' delle persone non puo' essere abolita, perche' se uno ruba non e' colpa della legge, ma perche' ha deciso di rubare" .

Ballottaggi: 4,5 milioni di italiani al voto, eleggono 148 sindaci

Redazione Domenica, 08 Giugno 2014
- Roma, 8 giu. - Sono aperti dalle sette di questa mattina i seggi per il turno di ballottaggio delle amministrative 2014. Complessivamente circa 4 milioni e mezzo gli italiani chiamati alle urne per scegliere, in tutto, 148 sindaci. Ai 138 comuni delle regioni a statuto ordinario, vanno aggiunti un comune in Sardegna (Alghero, in provincia di Sassari), uno in Friuli Venezia Giulia (Porcia, provincia di Pordenone) e otto in Sicilia: Caltanissetta, San Cataldo (Caltanissetta), Acireale (Catania), Bagheria (Palermo), Monreale (Palermo), Termini Imerese (Palermo), Pachino (Siracusa) e Mazara del Vallo (Trapani). Diciassette i capoluoghi di provincia: Vercelli, Biella, Verbania, Bergamo, Cremona, Pavia, Padova, Modena, Livorno, Teramo, Perugia, Terni, Pescara, Bari, Foggia, Potenza e Caltanissetta. Sara' possibile votare fino alle 23. .

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Pensioni, statali in prepensionamento con un anticipo di quattro anni

Eleonora Accorsi Domenica, 08 Giugno 2014

Possibilità da parte di amministrazioni ed enti di risolvere «unilateralmente» il rapporto di lavoro dei dirigenti, piu' prossimi alla pensione, tre o quattro anni al massimo, versando loro una prestazione di pari importo al trattamento pensionistico fino al giorno in cui avranno raggiunto i requisiti minimi per il collocamento a riposo. E' la misura allo studio da parte del Ministero della Funzione pubblica prevede che potrebbe trovare collocazione nel decreto legge sulla Pubblica Amministrazione atteso il prossimo 13 Giugno. 

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Una misura che tradotta in pratica consentirebbe ad un dirigente di anticipare l'uscita dal lavoro già all'età di 62-63 anni in cambio di un assegno di accompagnamento alla pensione. Secondo la titolare della Funzione Pubblica, Marianna Madia, si tratta di estendere la normativa prevista dalla legge 92/2012 per le aziende del settore privato ai dirigenti statali con la finalità di ridurne il numero e favorire l'ingresso dei giovani.

Il documento dovrà essere vagliato "politicamente" ma potrebbe arrivare sul tavolo del Cdm il prossimo 13 Giugno e prevede che siano le amministrazioni pubbliche, sulla base di accordi con il dipartimento della Funzione pubblica, a chiudere il rapporto di lavoro del dirigente; l'amministrazione pubblica, attraverso l'Inps, verserà l'assegno di accompagnamento alla pensione dal momento della cessazione dal servizio fino alla maturazione dei requisiti per la pensione previsti dalla normativa Fornero.

Il tutto dovrebbe portare un risparmio medio di circa il 35% per le casse dello stato. La prestazione corrisposta sarebbe infatti di circa un terzo inferiore rispetto allo stipendio, poiché potrebbe raggiungere al massimo l'80% dell'ultima busta paga. La decisione se inserire la novità nei provvedimenti che attueranno la Riforma della Pubblica Amministrazione sarà assunta dai tecnici entro questa settimana: il 13 giugno infatti si terrà il consiglio dei ministri del prossimo 13 Giugno che dovrà mettere nero su bianco le decisioni dell'esecutivo sulla materia. 

Ballottaggi, si torna alle urne Italiani al voto in 148 comuni

Redazione Sabato, 07 Giugno 2014

- Roma, 8 giu. - Sono complessivamente circa 4 milioni e mezzo gli italiani che oggi torneranno alle urne per il turno di ballottaggio delle amministrative: sono chiamati a scegliere, in tutto, 148 sindaci. Si vota dalle 7 alle 23, a seguito del primo turno del 25 maggio.

Ai 138 comuni delle regioni a statuto ordinario, vanno aggiunti infatti un comune in Sardegna (Alghero, in provincia di Sassari), uno in Friuli Venezia Giulia (Porcia, provincia di Pordenone) e otto in Sicilia: Caltanissetta, San Cataldo (Caltanissetta), Acireale (Catania), Bagheria (Palermo), Monreale (Palermo), Termini Imerese (Palermo), Pachino (Siracusa) e Mazara del Vallo (Trapani). Diciassette i capoluoghi di provincia: Vercelli, Biella, Verbania, Bergamo, Cremona, Pavia, Padova, Modena, Livorno, Teramo, Perugia, Terni, Pescara, Bari, Foggia, Potenza e Caltanissetta.

Nuovo appuntamento con le urne, dunque, per 4.249.450 italiani, 2.030.531 uomini e 2.218.919 donne. Lo scrutinio avra' inizio stasera stessa, al termine delle operazioni di voto e dopo il riscontro del numero dei votanti.

Il turno di ballottaggio si svolgera' anche in un Comune del Friuli Venezia Giulia (Porcia, provincia di Pordenone) e in 8 Comuni della Sicilia (nell'isola si votera' oggi dalle 8 alle 22 e domani, lunedi', dalle 7 alle 15): tutte le informazioni sul turno di ballottaggio nelle due regioni sono reperibili sui relativi siti internet.

Per il ballottaggio - ricorda il Viminale - si sceglie solo tra i due candidati sindaci che hanno ottenuto, al primo turno, il maggior numero di voti: l'elettore vota tracciando un segno sul rettangolo entro il quale e' scritto il nome del candidato prescelto. E dal momento che il turno di ballottaggio costituisce una prosecuzione delle operazioni del primo turno, possono votare "solo coloro che abbiano maturato il diritto di elettorato entro il giorno di domenica 25 maggio 2014, data in cui si e' svolta la votazione del primo turno".

Questi ultimi potranno naturalmente partecipare al turno di ballottaggio anche se non si siano recati a esprimere il voto in occasione del primo turno. Il ballottaggio varra' anche come prima verifica dei risultati elettorali di due settimane fa, sebbene un confronto sia statisticamente poco omogeneo visto che in quell'occasione si era votato anche per le europee.

Nei 16 capoluoghi di provincia, il candidato di centrosinistra parte in vantaggio in 12 casi (a Vercelli, Biella, Verbania, Bergamo, Padova, Modena, Livorno, Perugia, Terni, Pescara, Bari e Potenza), quello di centrodestra in quattro (Cremona, Pavia, Teramo e Foggia). .

Sindaci, domani i ballottaggi. Al voto 5,5 mln di italiani

Redazione Sabato, 07 Giugno 2014
- Roma, 7 giu. - Sono complessivamente circa 4 milioni e mezzo gli italiani che domani torneranno alle urne per il turno di ballottaggio delle amministrative: sono chiamati a scegliere, in tutto, 148 sindaci. Ai 138 comuni delle regioni a statuto ordinario, vanno aggiunti infatti un comune in Sardegna (Alghero, in provincia di Sassari), uno in Friuli Venezia Giulia (Porcia, provincia di Pordenone) e otto in Sicilia: Caltanissetta, San Cataldo (Caltanissetta), Acireale (Catania), Bagheria (Palermo), Monreale (Palermo), Termini Imerese (Palermo), Pachino (Siracusa) e Mazara del Vallo (Trapani). Diciassette i capoluoghi di provincia: Vercelli, Biella, Verbania, Bergamo, Cremona, Pavia, Padova, Modena, Livorno, Teramo, Perugia, Terni, Pescara, Bari, Foggia, Potenza e Caltanissetta. .

Corruzione: Grillo, Renzi? Ok giu' toni ma si va oltre ridicolo

Redazione Sabato, 07 Giugno 2014
- Roma, 7 giu. - "Va bene abbassare i toni, va bene riconoscere i propri errori, ma quando e' troppo, e' troppo. Farsi prendere per il culo come se dovessimo scontare una condanna a vita da cornuti e mazziati e' troppo. Quando, dopo gli scandali, ma ormai piu' che di scandali che non scandalizzano piu' nessuno si dovrebbe parlare di cronaca quotidiana, dell'Expo e del Mose, in attesa della Tav, Renzie afferma che 'Il problema della corruzione non sono le regole che non ci sono, ma quelle che non si rispettano, il problema sono i ladri, non le regole' e' troppo". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog, commentando le parole di Matteo Renzi sulla corruzione e sul Pd, sostenendo che "qui andiamo oltre. Oltre il ridicolo. Oltre la farsa". "Ma i ladri stanno (anche) nel tuo partito, li avete fatti eleggere voi - prosegue Grillo nel suo blog, riferendosi a quanto ha detto oggi a Napoli sul Pd il premier Renzi - avete dovuto aspettare la magistratura per fare il lavoro che avreste dovuto fare voi? Allontanarli a calci. Sembra che ora nessuno conosca questo Orsoni, il sindaco di Venezia, quindi figlio di padre ignoto, cosi' il suo partito di appartenenza assume il ruolo di meretrice, adescatrice, escort. Si discetta con stile bizantiniano, carnevalesco (... dal giudice Carnevale che annullava le sentenze di condanna per i mafiosi in Cassazione per vizi di forma) se Orsoni sia o meno iscritto al Pd. Le foto con Bersani sul palco con una scenografia in cui le lettere PD sono gigantesche non fa testo e neppure che il Pd lo abbia candidato. No. Ce l'aveva o no la tessera Pd? In caso negativo che c'entrano i segretari di partito che si sono succeduti in questi anni? Che c'entra il Pd? Nulla. Qui andiamo oltre. Oltre il ridicolo. Oltre la farsa. Oltre la presa per il culo. Oltre l'avanspettacolo. Il meccanismo con cui questo sistema delinquenziale legalizzato si regge e' ormai semplice per chi vuole capirlo", sostiene l'ex comico genovese, che conclude: "di che regole parla Renzie? Di quelle che non ci sono? Della legge anticorruzione che il M5S ha proposto? Della legge sui conflitti di interesse (presenti a mani piene nel suo governo)? Di nuovi strumenti da mettere a disposizione della magistratura resa (quasi) innocua da decine di leggi fatte dal partito unico PD/Forza Italia in vent'anni? O forse allude agli inquisiti candidati nel suo partito alle europee? Quanti voti sposta la corruzione? Tanti. Di tutti quelli che ne godono, anche di poche briciole gettate sotto il tavolo. Dopo l'astensione, la corruzione e' il primo partito del voto. Primum vivere, comunque sia, e a culo tutto il resto", conclude il leader M5S. .

Corruzione, affondo di Renzi e Grasso Venerdi' primi provvedimenti

Redazione Sabato, 07 Giugno 2014
- Roma, 7 giu. - Sul tema della corruzione servono "risposte strutturali" e una svolta culturale: chi e' stato condannato deve rimanere alla larga dagli uffici pubblici. Matteo Renzi, nel suo intervento a 'La Repubblica delle idee' parla a lungo della vicenda Mose e dello scandalo legato all'Expo di Milano. E annuncia per venerdi' prossimo un provvedimento su misura. "Chi volesse negare una evidente responsabilita' della politica" nella vicenda del Mose "sarebbe fuori dalla storia. Anche nella mia parte politica", dice rispondento al direttore di Repubblica, Ezio Mauro, davanti alla platea del San Carlo di Napoli. La corruzione, insiste, "riguarda tutte le parti politiche, riguarda anche il Pd e il centrosinitra". Il caso di Venezia, spiega il premier, "e' ancora peggio degli altri perche' riguarda alcuni magistrati, alcuni finanzieri", sono coinvolte persone che "rappresentano non solo i ladri, ma anche le guardie". La risposta che si deve dare "deve essere strutturale e culturale. Non usciamo dalla crisi semplicemente con provvedimenti spot" serve "una scommessa educativa". Devono cambiare anche le varie autorita' "che in anni di funzionamento hanno visto aumentare i dipendenti e le indennita' ma non si sono accorte" di quello che stava accedendo. Per questo venerdi' il Governo, annuncia, "varera' un provvedimento ad hoc che recuperi lo spirito delle raccomandazioni della Commissione europea". Norme "per incidere sia sulla vigilanza che sulle procedure". Nel pacchetto della riforma della giustizia, deve essere inoltre chiaro il principio della certezza della pena: "Chi ha violato la legge non deve poter mettere piede in un ufficio pubblico se non per fare un certificato. Questa e' la rivoluzione di cui abbiamo bisogno. E' arrivato il momento di cambiare pagina e su questo mi gioco la credibilita' - conclude Renzi -. Sono convinto che l'Italia perbene, che e' decisamente in maggioranza, sia pronta dire basta". GRASSO, INSERIRE REATI TRA QUELLI COMPETENZA DDA = Per combattere la corruzione il presidente del Senato Piero Grasso indica "una soluzione", "si tratta - dice - di avere la concorde volonta' politica di attuarla, peraltro secondo le indicazioni a livello europeo e internazionale: basta inserire i reati di corruzione tra quelli di competenza delle direzioni distrettuali antimafia. Ma si puo' - sostiente Grasso - fare anche di piu': inserire un codicillo che blocchi, da subito e per sempre, ogni tipo di vitalizio per i politici condannati per reati di mafia e di corruzione, estendere la decadenza e la incandidabilita' ai parlamentari senza alcun limite, cosi' come per i sindaci ed i consiglieri regionali". Secondo Grasso "i recenti fatti ci hanno dimostrato che il malcostume e' diffuso in tutto il paese, ad ogni livello, e che e' necessario un impegno preventivo e repressivo mai messo in pratica finora" contro la corruzione, ha spiegato il presidente del Senato, secondo il qaule vanno tolti "da subito e per sempre i vitalizi ai politici condannati per mafia e corruzione". CORRUZIONE: SQUINZI, TOLLERANZA ZERO Tolleranza zero nei confronti di corruttori o di qualunque tipo di corruzione: lo ribadisce il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. "Confindustria non puo' e non deve avere nessun tipo di tolleranza verso chi imbocca scorciatoie" ha detto Squinzi, il quale ha garantito che l'Associazione stronchera' qualsiasi fenomeno di corruzione "senza sconti e con determinazione totale, anche nell'interesse delle aziende". .
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