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Notizie - Results from #7920

 

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Notizie

Ilva: Governo indica Gnudi nuovo commissario straordinario

Redazione Venerdì, 06 Giugno 2014
- Roma, 9 lug. - Il Presidente del consiglio dei ministri ha informato il Consiglio dei ministri sull'intendimento del Governo di nominare il nuovo commissario straordinario per la societa' ILVA, in considerazione della scadenza dell'incarico conferito a Enrico Bondi lo scorso anno. Il nuovo commissario straordinario sara' Piero Gnudi. Lo si legge nel comunicato di palazzo Chigi. .

Governo: da Cdm ok a dl Tasi su scadenze pagamenti

Redazione Venerdì, 06 Giugno 2014
- Roma, 6 giu. - Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge ponte che definisce le nuove date di pagamento della Tasi. Nel decreto, che ricalca l'emendamento al Dl Irpef, a quanto si apprende si rinvierebbe al 16 ottobre il pagamento della Tasi per i comuni che non hanno ancora fissato l'aliquota. Resterebbe invece fissato per il 16 giugno il pagamento per i comuni che hanno deliberato entro maggio. La disposizione prevederebbe inoltre il pagamento in un'unica soluzione a dicembre con l'applicazione dell'aliquota base all'1 per cento per i Comuni ancora inadempienti. .

Cantone: corrotti fuori da appalti . Corte Conti indaghera' sul Mose

Redazione Venerdì, 06 Giugno 2014
- Napoli, 6 giu. - Divieto di partecipare a gare per appalti pubblici per chi sia giudicato colpevole di corruzione. E' l'indicazione del presidente dell'autorita' nazionale anticorruzione Raffaele Cantone. A Napoli, a margine di un convegno di "Libera", il magistrato ribadisce di non aver mai "detto ne' pensato a una revoca degli appalti gia' dati, perche' giuridicamente non possibile" per quanto riguarda Expo. "Mi pongo il problema - aggiunge - se per il futuro non sia da imporre in tutti i contratti che verranno fatti dal pubblico una regola per la quale chi si macchia di corruzione non possa continuare ad avere appalti". La Corte dei conti, intanto, ha istituito una commissione di indagine sul Mose dopo che le indagini hanno coinvolto anche a provvedimenti contro un ex magistrato della stessa. La decisione e' stata presa dal presidente della Corte, Raffaele Squitieri, sentito il consiglio di presidenza, e d'intesa con il Procuratore generale. La commissione, informa una nota, avra' il compito di condurre accertamenti su "tutte le procedure di controllo effettuate negli anni in merito all'opera" oltre che di verifcare "gli atti e le relative risultanze". A presiederla e' stato nominato il Presidente di sezione Adolfo De Girolamo. Squitieri ha chiesto un primo rapporto entro quindici giorni. Ieri, inoltre, il Procuratore generale, Salvatore Nottola, ha aperto un fascicolo "atti relativi alla vicenda del Mose ed eventuali responsabilita' di magistrati della Corte dei conti". Nella nota Squitieri ribadisce che "eventuali casi individuali di corruzione o comportamenti illeciti da parte di magistrati della Corte, di per se' gravissimi e lesivi dell'onorabilita' dell'istituzione, vanno individuati e puniti con la massima sollecitudine e severita', e che la Corte assicura alla magistratura ordinaria tutto il supporto tecnico che si ritenga necessario da parte degli inquirenti. Tali casi, ove accertati", conclude il comunicato, "sarebbero ancor piu' gravi in quanto danneggiano profondamente l'opera quotidianamente espletata da una corpo di magistrati onesto, preparato e dedito all'esclusivo interesse della Repubblica a tutela delle pubbliche finanze". .

Giovani Confindustria: basta corruzione Fiducia a Renzi ma rispetti impegni

Redazione Venerdì, 06 Giugno 2014

- Santa Margherita Ligure, 6 giu. - Fiducia condizionata al governo, no alle delocalizzazioni selvagge e alla corruzione, fiducia nella possibilita' di saper creare nuovi posti di lavoro. E' il messaggio dei Giovani imprenditori di Confindustria, riuniti a Santa Margherita Ligure. Aprendo i lavori, il presidente Marco Gay, ha parlato del recente voto alle elezioni europee, un "voto che grida cambiamento e responsabilita'". La fiducia ottenuta dal partito del premier Matteo Renzi, per Gay, "e' una fiducia che si misurera' sulle capacita' di rispettare gli impegni". "L'Italia ha un governo a cui gli italiani hanno chiesto di non perdere tempo" e "noi Giovani imprenditori siamo qui per dire: presidente Renzi, lavoriamo uniti. Abbiamo responsabilita' distinte, ma insieme possiamo arrivare piu' lontano".

Al governo, i Giovani imprenditori, attraverso il loro presidente, chiedono "una politica industriale ambiziosa e coerente. Una strategia condivisa da decisori e da attori privati, che tenda a realizzare una visione ambiziosa e coerente del nostro ruolo in Europa, e del ruolo dell'Europa nel mondo". In particolare, ha sottolineato Gay, "vogliamo una prospettiva progettuale e decennale, perche' chi fa impresa ha bisogno di orizzonti piu' ampi per investire".

E ancora. Delocalizzare solo per cercare manodopera piu' a buon mercato "non e' un'opzione imprenditoriale" e "chi non accetta che il legittimo profitto sia indissolubilmente legato al territorio che lo genera" deve uscire da Confindustria. "Non abbiamo paura a dirlo: la delocalizzazione di quelle imprese che producono utili ma che vanno alla ricerca di manodopera sempre piu' sottopagata, sradicando ricchezze produttive che hanno segnato la storia di intere citta' e distretti, oggi non puo' piu' essere considerata una qualsiasi opzione imprenditoriale".

Marco Gay, risponde, a distanza di tempo, e senza mai citarlo, all'ex premier di Silvio Berlusconi che in passato aveva garantito la possibilita' di creare di un milione di posti di lavoro. "Qualcuno anni fa ha promesso all'Italia di creare un milione di posti di lavoro; ci ha firmato un contratto: noi come imprenditori di contratti ne firmiamo ogni giorno. E li rispettiamo". "La nostra sfida" - ha aggiunto - "e' quella di creare non solo posti di lavoro ma anche nuovi imprenditori: nel nostro movimento siamo 13mila, se ciascuno di noi incubasse o contribuisse alla creazione anche solo di una start up, in poco tempo avremmo 10mila nuove imprese. In termini di occupazione" - ha concluso - "significa molto piu' di un milione di posti di lavoro".

L'Italia soprattutto deve "pulire la fedina penale del Pil" per riguadagnare credibilita' internazionale e chi corrompe deve uscire da Confindustria. "Vogliamo un sistema che non tollera i corrotti e i corruttori, che non sfregia la grande opportunita' dell'Expo con l'ennesimo scandalo", ha affermato Gay, "gli imprenditori onesti hanno tutto l'interesse a che il sistema economico sia sano". "La legge sull'autoriciclaggio non ci spaventa, anzi ci aiuta a eliminare la concorrenza sleale della criminalita' organizzata che invade sempre piu' attivita' lecite dove prima non arrivava".

Infine un riferimento all'Europa. Il semestre europeo va abolito perche' un'Europa che ha "sprecato se stessa" diventi "veramente Europa". "Le formazioni antieuropeiste hanno sbancato ovunque ma oggi, mentre succede questo, proprio in quei Paesi che piu' degli altri hanno tratto vantaggio dal mercato unico europeo, gli italiani hanno saputo dire: facciamo l'Europa nuova", ha dichiarato Gay, "per questo oggi c'e' una coincidenza irripetibile, fra quello che si vuole e quello che si puo' fare".

"Sia chiaro, come italiani non abbiamo usato l'Europa come potevamo; abbiamo sprecato i margini di risparmio derivati dalla stabilita' dell'euro, sperperato la progettualita' offerta dai fondi strutturali, utilizzato i posti al Parlamento europeo piu' per riciclare seconde e terze linee di politici che non per mandare avanti le teste piu' competenti", ha detto ancora il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, "ma e' soprattutto l'Europa che ha sprecato se stessa".

"Siamo consapevoli che il nostro semestre europeo e' una buona occasione per rimediare, una grande opportunita' che l'Italia ha per dettare l'agenda", ha aggiunto Gay, "e noi vorremmo che il primo punto all'ordine del giorno fosse proprio l'abolizione del semestre stesso; non perche' vogliamo abolire l'Europa, all'opposto, perche' vogliamo che diventi veramente Europa, anzi, Stati Uniti d'Europa. C'e' un presidente del Consiglio europeo, nominato per due anni e mezzo: ci sembra che possa bastare".

Pensioni

Pensioni, giudici in pensione con 5 anni di anticipo

Eleonora Accorsi Venerdì, 06 Giugno 2014

Con la Riforma della Pubblica Amministrazione calendarizzata per il prossimo 13 Giugno in Cdm il governo Renzi potrebbe abbassare l'età di pensionamento dei magistrati.

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E' sul tavolo del Ministero della Funzione Pubblica infatti una norma che potrebbe eliminare il regime particolare di cui oggi godono i giudici e che gli permette di restare al lavoro fino al compimento dei 75 anni di età. Secondo la titolare della Funzione Pubblica Marianna Madia si potrebbe allineare il ritiro dei giudici a 70 anni in modo da equipararli ai limiti previsti per gli altri impiegati nelle Pubbliche Amministrazioni, in particolare medici e professori universitari.

L'ipotesi allarma il Csm, il Consiglio superiore della magistratura. Una misura del genere, ha segnalato Riccardo Fuzio, consigliere del Csm "ha profili di preoccupazione, perché si va a operare una modifica del sistema che avrebbe un impatto sulla funzionalità degli uffici giudiziari, specie quelli della giustizia civile". "La norma produrrebbe un vuoto nell'organico di oltre 400 magistrati, visto che circa 380 hanno superato i 70 anni e 66 ne hanno 69. Sarebbe necessaria una norma transitoria per consentire di compensare le uscite".

Nori: "non credo ci saranno ipotesi di prepensionamenti nel pubblico impiego"

Intanto sull'ipotesi di ricorrere a nuovi prepensionamenti degli statali, il dg dell'Inps, Mauro Nori, facendo riferimento al tavolo aperto tra l'Istituto ed i ministeri dell'Economia, della Pa e del Lavoro avverte: "Sto alle dichiarazioni dei ministri che hanno escluso ipotesi di prepensionamento nel pubblico. Si può parlare di provvedimenti", ha detto, che, "senza effettuare scivoli o prepensionamenti», agevolino "una sorta di turnover". Ma era stata la stessa Ministra Madia ad indicare chiaramente la possibilità, qualora necessario, di valutare «brevi anticipazioni» rispetto all' età pensionabile di sei mesi, un anno al massimo. Attesa anche per conoscere se i provvedimenti del governo, si attende un decreto legge ed un disegno di legge delega, che conterranno anche delle modifiche rispetto al regime sperimentale donna, istituto che, com'è noto, si avvicina alla sua scadenza naturale prevista per il 31 Dicembre 2015.

Altro...

Fiducia a tempo al governoNo a delocalizzazioni selvagge

Redazione Venerdì, 06 Giugno 2014

- Santa Margherita Ligure, 6 giu. -  Fiducia "a tempo" al governo, no alle delocalizzazioni selvagge, fiducia nella possibilita' di saper creare un milione di posti di lavoro. E' in sintesi la posizione espressa dai Giovani imprenditori di Confindustria, riuniti a Congresso a Santa Margherita Ligure. Il presidente, Marco Gay, e' tornato sul recente voto alle elezioni europee, un "voto che grida cambiamento e responsabilita'". La fiducia ottenuta dal partito del premier Matteo Renzi, per Gay, "e' una fiducia che si misurera' sulle capacita' di rispettare gli impegni". "L'Italia ha un governo a cui gli italiani hanno chiesto di non perdere tempo" e "noi Giovani imprenditori siamo qui per dire: presidente Renzi, lavoriamo uniti. Abbiamo responsabilita' distinte, ma insieme possiamo arrivare piu' lontano".

Al governo, i Giovani imprenditori, attraverso il loro presidente, chiedono "una politica industriale ambiziosa e coerente. Una strategia condivisa da decisori e da attori privati, che tenda a realizzare una visione ambiziosa e coerente del nostro ruolo in Europa, e del ruolo dell'Europa nel mondo". In particolare, ha sottolineato Gay, "vogliamo una prospettiva progettuale e decennale, perche' chi fa impresa ha bisogno di orizzonti piu' ampi per investire".

E ancora. Delocalizzare solo per cercare manodopera piu' a buon mercato "non e' un'opzione imprenditoriale" e "chi non accetta che il legittimo profitto sia indissolubilmente legato al territorio che lo genera" deve uscire da Confindustria. "Non abbiamo paura a dirlo: la delocalizzazione di quelle imprese che producono utili ma che vanno alla ricerca di manodopera sempre piu' sottopagata, sradicando ricchezze produttive che hanno segnato la storia di intere citta' e distretti, oggi non puo' piu' essere considerata una qualsiasi opzione imprenditoriale".

Marco Gay, risponde, a distanza di tempo, e senza mai citarlo, all'ex premier di Silvio Berlusconi che in passato aveva garantito la possibilita' di creare di un milione di posti di lavoro. "Qualcuno anni fa ha promesso all'Italia di creare un milione di posti di lavoro; ci ha firmato un contratto: noi come imprenditori di contratti ne firmiamo ogni giorno. E li rispettiamo". "La nostra sfida" - ha aggiunto - "e' quella di creare non solo posti di lavoro ma anche nuovi imprenditori: nel nostro movimento siamo 13mila, se ciascuno di noi incubasse o contribuisse alla creazione anche solo di una start up, in poco tempo avremmo 10mila nuove imprese.

In termini di occupazione" - ha concluso - "significa molto piu' di un milione di posti di lavoro. Molti lo stanno gia' facendo, molti altri inizieranno a farlo?". Infine un riferimento all'Europa. Il semestre europeo va abolito perche' un'Europa che ha "sprecato se stessa" diventi "veramente Europa". "Le formazioni antieuropeiste hanno sbancato ovunque ma oggi, mentre succede questo, proprio in quei Paesi che piu' degli altri hanno tratto vantaggio dal mercato unico europeo, gli italiani hanno saputo dire: facciamo l'Europa nuova", ha dichiarato Gay, "per questo oggi c'e' una coincidenza irripetibile, fra quello che si vuole e quello che si puo' fare".

"Sia chiaro, come italiani non abbiamo usato l'Europa come potevamo; abbiamo sprecato i margini di risparmio derivati dalla stabilita' dell'euro, sperperato la progettualita' offerta dai fondi strutturali, utilizzato i posti al Parlamento europeo piu' per riciclare seconde e terze linee di politici che non per mandare avanti le teste piu' competenti", ha detto ancora il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, "ma e' soprattutto l'Europa che ha sprecato se stessa".

"Siamo consapevoli che il nostro semestre europeo e' una buona occasione per rimediare, una grande opportunita' che l'Italia ha per dettare l'agenda", ha aggiunto Gay, "e noi vorremmo che il primo punto all'ordine del giorno fosse proprio l'abolizione del semestre stesso; non perche' vogliamo abolire l'Europa, all'opposto, perche' vogliamo che diventi veramente Europa, anzi, Stati Uniti d'Europa. C'e' un presidente del Consiglio europeo, nominato per due anni e mezzo: ci sembra che possa bastare".

"In questi giorni e' in corso la mid-term review di Europa 2020' e l'Italia ha la possibilita' di lanciare una sfida tanto chiara quanto visionaria: la guerra del 3%", ha proseguito Gay, "dopo anni di dibattito sterile e spesso deprimente sul rispetto dell'ormai tristemente famoso parametro di Maastricht, vorremmo che l'Italia e l'Europa si impegnassero al raggiungimento di un altro 3%, quello degli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo. Non solo: vorremmo che quello che si investe per raggiungere questo 3%, simbolo di crescita, non venga computato per il calcolo dell'altro 3%, simbolo del rigore".

"Le spese in ricerca e sviluppo, percio', non possono a nostro avviso essere limitate da un vincolo di bilancio", ha concluso il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, "questa e' la guerra del 3% che lanciamo, una sfida per tornare a crescere".

Acconto Tasi, lo slittamento riguarda anche le prime case

Bernardo Diaz Venerdì, 06 Giugno 2014

E' stato ridefinito il calendario della Tasi 2014. La strada scelta dal governo che ha presentato un emendamento al decreto irpef, è quella di confermare l'acconto della Tasi entro il 16 giugno nei 2.181 Comuni che hanno deciso e inviato le delibere con le aliquote entro il 23 maggio al dipartimento Finanze; e di spostare, nei comuni ritardatari, l'appuntamento al 16 ottobre.

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La novità è che questa data sarà valida anche per le abitazioni principali, una notizia che fa discutere perchè per queste ultime si sarebbe dovuto pagare tutto in una soluzione unica entro il 16 dicembre nei casi in cui il Comune non avesse deliberato in tempo.

Le aliquote da applicare per l'appuntamento del 16 Ottobre saranno quelle deliberate dai comuni ed inviate al Dipartimento delle Finanze entro il 10 Settembre, delibere che saranno pubblicate sul sito del dipartimento entro il 18 Settembre. In altri termini i contribuenti dovranno verificare se sul sito del dipartimento delle finanze dopo il 18 settembre sono state pubblicate le aliquote della Tasi e quindi presentarsi alla cassa entro il 16 Ottobre. Se il Comune non avrà deciso nemmeno per settembre i contribuenti saranno chiamati a pagare l'acconto misurandolo sull'aliquota base dell'1 per mille, e nel caso di immobili concessi in locazione, l'inquilino dovrà versare il 10 per cento.

Per far fronte alle esigenze di cassa dei comuni ritardatari il governo ha peraltro previsto l'erogazione di un'anticipazione entro il 20 giugno dei fondi necessari per coprire il 50% del gettito che sarebbe arrivato dall'aliquota standard della Tasi al 1 per mille.

L'emendamento sarà confermato da un decreto legge che sarà approvato oggi dal Consiglio dei ministri.

Dichiarazione dei redditi, arriva la proroga del 730 al 16 giugno

Bernardo Diaz Venerdì, 06 Giugno 2014

Il fisco ha concesso più tempo ai contribuenti per la consegna e ai CAF e professionisti abilitati per la trasmissione telematica del modello 730/2014 all'Agenzia delle Entrate.

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È quanto ha stabilito il DPCM del 3 giugno 2014 pubblicato in Gazzetta Ufficiale numero 127 lo scorso 4 giugno. Le motivazioni che stanno alla base della proroga sono ben note e possono essere individuate nelle modalità telematiche adottate dall'INPS per il rilascio dei modelli CUD e dalle incertezze che ci sono state in questi ultimi giorni sulla compensazione del rimborso derivante dal modello 730 per il pagamento dei tributi comunali.

Il decreto proroga dal 31 maggio al 16 giugno la consegna della dichiarazione del modello 730 ai CAF e ai professionisti abilitati. Questi ultimi avranno poi tempo sino al 24 giugno per consegnare al contribuente la copia della dichiarazione elaborata con il relativo prospetto di liquidazione. Slitta quindi anche il termine per la trasmissione in via telematica all'Agenzia delle Entrate della dichiarazione per la comunicazione del risultato finale della liquidazione, ci sarà tempo sino al prossimo 8 luglio.

Esodati, 1.500 le domande pervenute per la quinta salvaguardia

Eleonora Accorsi Venerdì, 06 Giugno 2014

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato il primo report sul monitoraggio delle domande presentate per l'accesso ai benefici della cosiddetta quinta salvaguardia prevista dall'articolo 1, comma 194 della legge 147/2013 e dal Decreto Ministeriale 14 febbraio 2014.

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Il documento diffuso mostra che le istanze di accesso al beneficio nel periodo intercorrente tra il 16 aprile e il 15 maggio 2014 alle direzioni territoriali del lavoro sono state 1.544. Il report tuttavia non indica il numero di istanze pervenute dalla Sicilia e dal Trentino Alto Adige. 

Le istanze monitorate si riferiscono esclusivamente a quei lavoratori tenuti al "passaggio" presso la DTL ai fini del riconoscimento della salvaguardia. Si tratta in particolare dei:

 1) lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto entro il 30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo il 30 giugno 2012, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

2) lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto dopo il 30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012 in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile, ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente piu' rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

3) lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato per risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Il report è disponibile a questo indirizzo.

Sovraffollamento carceri: l'Europa ci promuove

Redazione Giovedì, 05 Giugno 2014
- Roma, 5 giu. - Italia "promossa" dall'Europa,almeno fino al giugno 2015, sulla situazione del sovraffollamento delle carceri. Il Consiglio d'Europa infatti valuta positivamente i miglioramenti della situazione nelle carceri italiane e rinvia al giugno 2015 un'ulteriore valutazione sull'attuazione delle misure decise dal governo per affrontare il problema del sovraffollamento. In particolare e' stato apprezzato "l'impegno delle nostre autorita' a risolvere il problema del sovraffollamento carcerario" e "i risultati significativi ottenuti in questo campo grazie alle diverse misure strutturali adottate per conformarsi alle sentenze" della Corte, compreso "il calo importante e continuo della popolazione carceraria e l'aumento dello spazio vitale ad almeno 3 metri quadrati per detenuto". Il Consiglio d'Europa ha accolto con favore "la creazione di un ricorso preventivo nei tempi fissati dalla sentenza pilota sul caso Torreggiani" e preso nota "con interesse" delle informazioni "sulle misure prese per stabilire un ricorso risarcitorio, anch'esso previsto dalla sentenza pilota, attraverso un decreto legge che prevede la possibilita' di una riduzione di pena per i detenuti" ancora in carcere "e una compensazione pecuniaria" per quelli gia' usciti. Il ministro della giustizia Andrea Orlando ha accolto il giudizio positivo di Strasburgo sulle carceri italiane come "un riconoscimento al lavoro fatto", ma ha anche sottolineato che si tratta solo di "un punto di partenza". "C'e' ancora molto lavoro da fare. Avere risolto le urgenze, le emergenze non significa in alcun modo avere ancora un sistema penitenziario all'altezza della civilta' del nostro paese", ha detto Orlando ai giornalisti a margine di un consiglio Ue giustizia a Lussemburgo. "Credo che si debba proseguire sulla strada delle riforme. La riforma della giustizia complessiva dovra' affrontare anche questo capitolo in modo sistematico", ha concluso il ministro. "E' una notizia positiva, che pero' non deve indurci a dormire sugli allori", ha sottolineato il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, al termine del plenum di questa mattina. "Continuiamo ad essere sotto osservazione e tutti gli allarmi lanciati, a partire dal presidente della Repubblica, rimangono nella loro drammatica attualita'". Soddisfazione anche dall'Anm: per Rodolfo Sabelli un "segnale importante" e' giunto oggi dall'Europa, ma "si tratta di un primo passo" ed ora "occorre una revisione generale del sistema sanzionatorio, al di la' della pena detentiva come cardine esclusivo". .
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