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Notizie

Dl Lavoro: il governo incassa la fiducia, domani il via definitivo

Redazione Martedì, 13 Maggio 2014
- Roma, 13 mag. - L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo sul dl lavoro con 333 si', 159 no Si tratta della terza fiducia incassata dal governo Renzi sul decreto. Per domani e' atteso il voto definitivo sul provvedimento che modifica l'attuale normativa sull'apprendistato e i contratti a termine. Le disposizioni si applicano ai rapporti di lavoro costituiti successivamente alla data di entrata in vigore del decreto. - CONTRATTI A TERMINE Il contratto a termine non puo' avere una durata superiore a trentasei mesi, comprensiva di eventuali proroghe, per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione, sia nella forma del contratto a tempo determinato, sia nell'ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato. Il numero complessivo di contratti a tempo determinato stipulati da ciascun datore di lavoro non puo' eccedere il limite del 20 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1 gennaio dell'anno di assunzione. Per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti e' sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato. I lavoratori assunti a termine in violazione del limite percentuale sono considerati lavoratori subordinati con contratto a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto di lavoro. Ferma restando la possibilita' per i contratti collettivi nazionali di lavoro di individuare limiti diversi, esclusivamente per i datori di lavoro che occupano almeno trenta dipendenti l'assunzione di nuovi apprendisti e' subordinata alla prosecuzione, a tempo indeterminato, del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 20 per cento degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. Le proroghe sono ammesse, fino ad un massimo di cinque volte, nell'arco dei complessivi trentasei mesi, indipendentemente dal numero dei rinnovi. Nel computo del periodo massimo di durata del contratto a tempo determinato si tiene conto anche dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni equivalenti per la somministrazione di lavoro a tempo determinato. Viene prevista esplicitamente l'adozione in via sperimentale del contratto a protezione crescente nella futura delega legislativa che dovra' disciplinare, in un testo unico semplificato, i rapporti di lavoro. MATERNITA'. Per le lavoratrici il congedo di maternita' intervenuto nell'esecuzione di un contratto a termine presso la stessa azienda, concorre a determinare il periodo di attivita' lavorativa utile a conseguire il diritto di precedenza all'assunzione. A queste lavoratrici e' anche riconosciuto il diritto di precedenza anche nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi, con riferimento alle mansioni gia' espletate in esecuzione dei precedenti rapporti a termine. Il datore di lavoro e' tenuto a informare il lavoratore del diritto di precedenza mediante comunicazione scritta da consegnare al momento dell'assunzione. - APPRENDISTATO E FORMAZIONE. Il contratto di apprendistato contiene, in forma sintetica, il piano formativo individuale definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali. Fatta salva l'autonomia della contrattazione collettiva, al lavoratore e' riconosciuta una retribuzione che tenga conto delle ore di lavoro effettivamente prestate nonche' delle ore di formazione almeno nella misura del 35% del relativo monte ore complessivo. Qualora la Regione non provveda a comunicare al datore di lavoro, entro quarantacinque giorni dalla comunicazione dell'instaurazione del rapporto, le modalita' per usufruire dell'offerta formativa pubblica il datore di lavoro non e' tenuto ad integrare la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere con quella finalizzata all'acquisizione di competenze di base e trasversali. - CONTRATTI DI SOLIDARIETA'. I datori di lavoro che stipulino il contratto di solidarieta', hanno diritto, nei limiti delle disponibilita' preordinate nel Fondo per l'occupazione di cui e per un periodo non superiore ai 24 mesi, a una riduzione dell'ammontare della contribuzione previdenziale ed assistenziale ad essi dovuta per i lavoratori interessati dalla riduzione dell'orario di lavoro in misura superiore al 20 per cento. La misura della riduzione e' fissata dal decreto emendato al 35 per cento. ENTI DI RICERCA. Quegli enti che attivano contratti a termine, nella precedente formulazione non rientravano nel limite del 20% delle assunzioni a tempo determinato rispetto al numero dei dipendenti. Ora invece potranno protrarre il rapporto di lavoro dei ricercatori anche oltre 36 mesi e non oltre il periodo in cui e' prevista l'attuazione del progetto di ricerca. Vengono esentati gli enti di ricerca pubblici e privati al rispetto dei tetti fissati per i contratti a termine, pari al 20% del numero dei dipendenti e a 36 mesi di durata complessiva. La scadenza dei contratti a tempo determinato viene legata invece alla durata del progetto stesso. - SANZIONI PER CHI SFORA TETTO 20%. Introdotte sanzioni amministrative per le aziende che violano il limite del 20% di contratti a termine sul complesso dei dipendenti. Il provvedimento prevede una sanzione pari al 2 % della retribuzione se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale non e' superiore a un solo lavoratore. La multa sale al 50% della retribuzione se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale e' superiore a uno. - PRECEDENZA ASSUNZIONE PRECARI. Il diritto di precedenza all'assunzione del lavoratore che ha svolto attivita' a tempo determinato per almeno sei mesi con la stessa mansione e per gli stagionali, deve essere espressamente richiamato dall'azienda nell'atto scritto che avvia il contratto di lavoro. Lo stesso decreto modificato dalla Camera estende il beneficio alle donne in maternita', stabilendo che coloro che restano incinta durante il periodo di un contratto a termine possono conteggiare anche la gravidanza nella durata del contratto. .

Emergenza immigrati: lite Ue-Roma, Italia dica cosa vuole fare

Redazione Martedì, 13 Maggio 2014
- Roma, 13 mag. - Prima una giornata sul filo della tensione politica tra Roma e Bruxelles sull'emergenza immigrati, ovvero sul fatto che l'Italia sia lasciata sola nel fronteggiare le tragedie nel Mediterraneo e gli sbarchi sulle coste. Poi, in serata, la telefonata chiarificatrice tra la commissaria Ue agli Affari Interni, Cecilia Malmstrom, e il ministro degli Interni intaliano Angelino Alfano al quale e' stata espressa ancora una volta "la riconoscenza della Commissione europea per l'eccellente lavoro che l'Italia sta facendo per assistere i migranti e salvare vite umane in mare". Le polemiche hanno preso quando il portavoce della Malmstrom ha parlato di una lettera - spedita "in marzo al governo italiano" ma rimasta "senza risposta" - in cui si chiedevano "indicazioni concrete" su quello che Bruxelles avrebbe potuto fare in piu' rispetto a quanto gia' messo in campo. La replica di Alfano a queste affermazioni e' stata "ci sono quattro indicazioni precise che noi abbiamo sempre dato in tutti i contesti", vale a dire assistenza umanitaria in Africa, Frontex che agisca al posto dell'Italia mettendo bandiera europea sulle navi, la sede di Frontex in Italia (oggi e' a Varsavia) e diritto d'asilo non limitato al Paese di primo ingresso. "Noi - ha rincarato Alfano - non consentiremo che nessuno, neanche a livello di rapporto tra Commissione Ue e singoli Stati, giochi a scaricabarile facendo si' poi che il conto lo paghi l'Italia. Se ci sara' da andare dalla Malmstrom, io ci andro' anche domattina: invece di scrivere letterine andro' a dirle chiaramente in faccia quali sono le nostre richieste". Alfano ha detto inoltre che "le dichiarazioni della commissione Ue sono al confine tra il provocatorio e il ridicolo", ribadendo che a suon di burocrazia "muore l'Europa nel cuore dei cittadini europei. E' un'Europa della burocrazia quella che di fronte ai morti chiede letterine. Abbiamo gia' detto chiaramente nei vertici europei, nei Consigli dei ministri europei, in tutte le sedi che chiediamo l'aiuto dell'Europa". E in altri interventi nel corso della giornata ha ribadito che "abbiamo sempre detto queste cose in tutti i consessi internazionali, abbiamo promosso a ottobre una task force mediterranea che ha dato alcuni esiti e questi esiti non sono portati avanti". Alfano ha parlato anche di 'scaricabarile' da parte della commissione: "Dice che e' in scadenza e non puo' fare tutto quello che vorrebbe, oppure ci dice che queste sono competenze dei singoli Stati, non siamo nati ieri e sapremo rappresentare con forza le ragioni dell'Italia". In serata poi ecco arrivare il chiarimento tra Bruxelles e Roma. In una conversazione telefonica, definita "costruttiva e aperta", Cecilia Malmstrom ha espresso "ancora una volta" al ministro degli Interni italiano la "riconoscenza" della Commissione europea su come sta affrontando l'emergenza umanitaria. "Ho reiterato al ministro la disponibilita' della Commissione europea ad aiutare e sostenere l'Italia nei suoi sforzi per la gestione della crescente pressione migratoria e di richiedenti asilo". In una nota diffusa a Bruxelles dopo la telefonata intercorsa tra i due e' rilevato che la Malmstrom ha detto al ministro che "la Commissione e' al corrente del punto di vista italiano e che non ha mosso alcuna critica alle autorita' italiane. Ho infine spiegato al ministro Alfano che la lettera inviata il 14 aprile aveva il solo scopo di chiedere in che modo possiamo fornire ulteriore assistenza, e di identificare e garantire al meglio risposte congiunte alle sfide immediate che ci attendono". .

Geithner: chiesero a Obama di far cadere Silvio .  Berlusconi, non sorprende

Redazione Martedì, 13 Maggio 2014

- Roma, 13 mag. - Al G-20 del 2011 funzionari europei chiesero agli Stati Uniti di aderire a un "complotto" per far cadere l'allora premier Silvio Berlusconi. Lo rivela Timothy Geithner, ex ministro del Tesoro Usa, nel suo memoir intitolato 'Stress test', e del quale danno conto in anticipo La Stampa e il Daily Beast. "Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani, io dissi" a Barack Obama, racconta Geithner, che nel volume si sofferma sulla disastrosa situazione finanziaria che spinse quei funzionari a progettare il piano. "Ad un certo punto, in quell'autunno, alcuni funzionari europei ci contattarono con una trama per cercare di costringere il premier italiano Berlusconi a cedere il potere; volevano che noi rifiutassimo di sostenere i prestiti dell'Fmi all'Italia, fino a quando non se ne fosse andato", spiega Geithner secondo quanto riporta l'articolo di Paolo Mastrolilli sul quotidiano torinese. I ricordi piu' drammatici dell'ex ministro del Tesoro cominciano con l'estate del 2010, quando "i mercati stavano scappando dall'Italia e la Spagna, settima e nona economia piu' grande al mondo". L'ex segretario scrive che aveva consigliato ai colleghi europei di essere prudenti: "Se volevano tenere gli stivali sul collo della Grecia, dovevano anche assicurare i mercati che non avrebbero permesso il default dei paesi e dell'intero sistema bancario". Ma all'epoca Germania e Francia "rimproveravano ancora al nostro West selvaggio la crisi del 2008", e non accettavano i consigli americani di mobilitare piu' risorse per prevenire il crollo europeo. Nell'estate del 2011 la situazione -racconta ancora l'ex ministro- era peggiorata, pero' "la cancelliera Merkel insisteva sul fatto che il libretto degli assegni della Germania era chiuso", anche perche' "non le piaceva come i paesi che ricevevano assistenza europea - Spagna, Italia e Grecia - stavano facendo marcia indietro sulle riforme promesse". A settembre -riporta La Stampa- Geithner fu invitato all'Ecofin in Polonia, e suggeri' l'adozione di un piano come il Talf americano, cioe' un muro di protezione finanziato dal governo e soprattutto dalla banca centrale, per impedire insieme il default dei paesi e delle banche. Fu quasi insultato. Gli americani, pero', ricevevano spesso richieste per "fare pressioni sulla Merkel affinche' fosse meno tirchia, o sugli italiani e spagnoli affinche' fossero piu' responsabili". Cosi' -rivela- arrivo' anche la proposta del piano per far cadere Berlusconi: "Parlammo al presidente Obama di questo invito sorprendente, ma per quanto sarebbe stato utile avere una leadership migliore in Europa, non potevamo coinvolgerci in un complotto come quello".

BERLUSCONI: NON SONO SORPRESO. CON ME OBAMA SI COMPORTO' BENE

"Non sono sorpreso. Ho sempre dichiarato che nel 2011 nei confronti del mio governo, ma anche nei confronti del mio Paese, c'e' stato tutto un movimento che era partito dal nostro interno ma poi si e' esteso anche all'esterno per tentare di sostituire il mio governo, eletto dai cittadini, con un altro governo". Cosi' Silvio Berlusconi commenta le parole dell'ex ministro Usa Geithner "Non mi soprende che l'uomo del presidente Usa abbia confermato le manovre nei miei confronti", spiega Berlusconi al Corriere.it. "Gia' nel giugno del 2011, quando ancora non era scoppiato l'imbroglio degli spread, il Presidente della Repubblica Napolitano riceveva Monti e Passera, come e' stato scritto, per scegliere i tecnici di un nuovo governo tecnico e addirittura per stilare il documento programmatico. E poi abbiamo saputo anche che ci sono state quattro successive tappe di scrittura, con l'ultima addirittura di 196 pagine", aggiunge l'ex premier. "Io avevo la contezza che stesse accadendo qualcosa e avevo anche ad un certo punto ritenuto che ci fosse una precisa regia. Al G-20 di Cannes, addirittura - ricorda Berlusconi - amici e colleghi di altri paesi mi dissero: 'Ma hai deciso di dare le dimissioni? Perche' sappiamo che tra una settimana ci sara' il governo Monti...'. E l'ha rivelato per esempio Zapatero in un suo libro che riguardava quel periodo", conclude il leader azzurro. "Io devo dire che Obama si comporto' bene durante tutto il G20 - dice berlusconi - Noi fummo chiamati dalla Merkel e Sarkozy a due riunioni in due giorni consecutivi e in queste riunioni si tento' di farmi accettare un intervento dal Fondo Monetario Internazionale. Io garantii che i nostri conti erano in ordine e non avevamo nessun bisogno di aiuti dall'esterno e rifiutai di accedere a questa offerta, che avrebbe significato colonizzare l'Italia come e' stata colonizzata la Grecia, con la Troika".

INSORGE FORZA ITALIA, "COMMISSIONE D'INCHIESTA"

"Chiediamo con ogni forza, solennita' e urgenza l'istituzione di una Commissione di indagine parlamentare, dotata dei piu' ampi poteri che la Costituzione le assegna!" dice il capogruppo FI alla Camera, Renato Brunetta. Si e' trattato dunque di "un colpo di stato", di un "golpe", dicono oggi gli esponenti FI quasi in coro: "Chiediamo con forza un'indagine parlamentare seria, profonda e meticolosa per fare piena luce sull'intera vicenda", dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia-Pdl, Paolo Romani. Anche la portavoce FI alla Camera, Mara Carfagna, sottolinea che deve essere il Parlamento a "fare piena luce su quegli eventi anche attraverso l'istituzione di commissioi di inchiesta ad hoc". Si tratto', per Romani, di "un vero e proprio accerchiamento politico, istituzionale, "economico e finanziario che con un colpo di mano sovverti' indebitamente la volonta' popolare".

FINI, NESSUN GOLPE MA RENZI CHIEDA CHIAREZZA A USA

Premette che "nel 2011 Berlusconi si dimise perche' l'Italia rischiava il fallimento, con conseguenze devastanti per tutta l'Unione Europea" e che "il nostro governo era giudicato, anche in sede internazionale, incapace di salvarci dalla bancarotta ed era diffuso l'auspicio di un nuovo esecutivo". Gianfranco Fini, all'epoca presidente della Camera, allora assicura che "non ci fu nessun colpo di Stato, ma cio' non toglie che le rivelazioni dell'ex ministro del Tesoro statunitense Geithner non siano oggettivamente gravi ed inquietanti". "Il rilevante ruolo istituzionale che questi ricopriva all'epoca e le vicende descritte nel suo libro - prosegue l'allora leader Fli - impongono al nostro governo di chiedere sollecitamente al vertice dell'amministrazione Usa di fare chiarezza. Ne hanno diritto tutti gli italiani, coloro che all'epoca sostenevano Berlusconi, al pari di quanti gli si opponevano a viso aperto". "Spero che il presidente Renzi - dice ancora Fini - sia consapevole che, al di la' delle polemiche della politica domestica, non ci possono essere divisioni nell'appurare la verita' su fatti che, per quanto presunti, riguardano la nostra sovranita' e dignita' nazionale".

IL PD: GEITHNER? DICHIARAZIONI GENERICHE E FUMOSE

"Nella loro assoluta genericita' e fumosita', le dichiarazioni di Timothy Geithner vanno prese con le molle. E' francamente sorprendente che un ex Segretario del Tesoro statunitense usi tanta vaghezza e imprecisione parlando di complotti e disegni politici messi su da non meglio identificati funzionari europei per favorire una crisi politica in Italia". Lo afferma il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda che poi continua: "Se la questione e' la fine del governo Berlusconi, mi sembra ci sia ben poco da indagare. Berlusconi e' caduto per ragioni politiche ben note: il fallimento dell'azione del suo governo in tutti i settori - dall'economia allo sviluppo sociale, dalla politica industriale all'efficienza dei grandi servizi pubblici - e la profonda crisi di credibilita' personale sia in Italia che nel mondo". "Quanto poi alla sua decadenza da senatore, tutti sanno che e' stata determinata da una condanna definitiva per frode fiscale giunta dopo un processo durato piu' di dieci anni e da una legge, la legge Severino, che lo stesso Berlusconi ha voluto, votato e fatto votare. Comunque - conclude Zanda - se Geithner ha prove, elementi e nomi da fare, li faccia perche' il dovere della chiarezza appartiene anche a chi e' stato Segretario del Tesoro Usa".

Dl Lavoro: ok Camera a fiducia, 333 si', 159 no

Redazione Martedì, 13 Maggio 2014
- Roma, 13 mag. - L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo sul dl lavoro. Il provvedimento e' stato approvato con 333 si', 159 no. .
Lavoro

Decreto Lavoro verso il via libera definitivo. Damiano: ora Renzi si occupi delle pensioni

Redazione Martedì, 13 Maggio 2014
Il Governo pone la fiducia alla Camera per accelerare la terza lettura del Decreto Lavoro. Damiano: "bene il provvedimento. Ora il governo si occupi di esodati e pensioni"

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Dopo il parere favorevole senza osservazioni della commissione Bilancio della camera, il decreto lavoro è approdato oggi in aula dove il governo con il ministro Boschi in serata ha posto la fiducia per consentire la conversione in legge del provvedimento. Il rush finale è dovuto dall'avvicinarsi della scadenza del decreto, che deve essere convertito entro il 19 Maggio pena la decadenza.

Contro la fiducia ha protesto Massimiliano Fedriga della Lega lamentando che per l’ennesima volta viene maltrattato il parlamento. Sulla stessa linea d’onda si sono attestati Forza Italia e i Cinquestelle  che in precedenza avevano chiesto  il rinvio del decreto in Commissione, senza tuttavia ottenerlo. Come si ricorderà il testo è già stato approvato con fiducia sia alla camera che al senato dove, secondo il parere del relatore Carlo dell’Aringa, il provvedimento è stato migliorato. Per il ministro del lavoro Poletti il provvedimento migliora le condizioni di lavoro: «È meglio avere la possibilità di stare 36 mesi in un posto di lavoro piuttosto che avere sei ragazzi che cambiano il loro lavoro ogni sei mesi perchè l’imprenditore, preoccupato di dover formalizzare una causale, preferisce interrompere il contratto e prenderne un altro».

Secondo Cesare Damiano, ex ministro del lavoro Pd, il Decreto Lavoro "è un compromesso accettabile che mantiene inalterata nella sua formulazione finale la sostanza delle correzioni apportate in prima lettura alla Camera".

Ora secondo Damiano le forze parlamentari dovranno concentrarsi sugli altri temi caldi: "la  battaglia si sposterà sul tema della Delega e sui suoi capisaldi essenziali come il contratto di inserimento a tempo indeterminato, per il quale dovrà valere a regime anche la tutela dell’articolo 18 e sugli ammortizzatori sociali, che andranno estesi anche ai lavoratori precari".

Damiano torna a lanciare la sfida anche sul capitolo previdenza, sino ad ora non toccato dal Governo Renzi: "vogliamo ancora una volta dire al Premier Matteo Renzi che tra le priorità della sua azione politica deve essere incluso il tema delle pensioni al fine di risolvere tempestivamente il problema degli ‘esodati’, delle ricongiunzioni e di “quota 96″ degli insegnanti. La legge Fornero sulla previdenza va cambiata: se si vuole, come afferma il ministro Poletti, trovare una soluzione strutturale, bisogna tornare alle quote introdotte nel 2007 o alla flessibilità nell’uscita dal lavoro verso la pensione".  

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Berlusconi: Gethner? E' conferma volevano togliermi di mezzo

Redazione Martedì, 13 Maggio 2014
- Roma, 13 mag. - "E' la conferma di cio' che ho sempre sostenuto, ovvero che c'e' stata la precisa volonta' di togliere di mezzo un presidente del Consiglio democraticamente eletto. E' la conferma che nel 2011 c'e' stato un attacco non solo a Silvio Berlusocni ma alla sovranita', all'autonomia e agli interessi dell'Italia". Lo ha detto Silvio Berlusconi al Tg5, in merito a quanto rivelato dall'ex ministro Usa Geithner sull'autunno del 2011. .

Berlusconi: FI a Napolitano, su Geithner faccia chiarezza

Redazione Martedì, 13 Maggio 2014
- Roma, 13 mag. - "E' necessaria chiarezza. Ed e' necessario che il presidente della Repubblica, il rappresentante di quella unita' e sovranita' cosi' gravemente ferita, si faccia promotore del piu' completo chiarimento, spingendo le istituzioni italiane ed europee all'esercizio di un dovere di trasparenza e lealta' verso il popolo italiano. Il mio partito chiede a gran voce la massima chiarezza, cominciando dall'istituzione di una commissione di inchiesta. Mi auguro che le altre forze politiche non si oppongano, comprendendo che i valori oggi in gioco travalicano gli interessi di parte". Lo scrive il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, in una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in merito alle notizie rese note dall'ex segretario al Tesoro americano Timothy Geithner, nel saggio 'Stress Test'. "Ma soprattutto chiedo a Lei, signor presidente della Repubblica, - aggiunge - di non far mancare la sua ferma determinazione nell'operare perche' la dignita' nazionale e la sovranita' italiana siano riscattate attraverso un completo chiarimento di queste vicende e l'individuazione dei responsabili di questa macchinazione che umilia la democrazia e il popolo italiano". .

Torna il servizio civile, leva per difesa la Patria

Redazione Martedì, 13 Maggio 2014
- Roma, 13 mag. - E' una leva "per la difesa della patria", accanto al servizio militare, ovvero un "Servizio civile nazionale universale" per garantire a 100mila giovani all'anno di poter svolgere per otto mesi, prorogabili di quattro, e aperta agli stranieri, il servizio civile, una delle misure proposte dal governo nelle linee guida per una riforma del Terzo settore, anticipate stamane da Matteo Renzi. Tale servizio prevedera' dei benefit sotto forma di crediti formativi o tirocini e si potra' svolgere in parte nei Paesi dell'Unione europea. .

Expo: Renzi, Stato piu' forte Grillo: blocchiamo tutto, e' rapina

Redazione Martedì, 13 Maggio 2014
AGI) - Roma, 13 mag. - Nessuna marcia indietro sull'Expo. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, oggi a Milano per ribadire con forza la centralita' dell'Expo, ha garantito: "Non ci lasceremo rubare il futuro dai ladri. Chi ruba va fermato ma non si fermano le opere, si fermano i ladri". E ancora: "Sono qui, a dispetto dei sondaggi - ha aggiunto Renzi - per dire che il governo fara' la sua parte. Non bisogna mollare, bisogna vincere la sfida dell'Expo". Ma Beppe Grillo va all'attacco: "Quando Renzie ci mette la faccia i cittadini ci mettono il culo (e i soldi)", scrive sul suo blog. "L'Expo e' un furto aggravato e continuato, il 90% degli appalti e dei subappalti e' gia' stato assegnato. L'unica cosa da fare e' fermarlo", scandisce il comico genovese, secondo il quale "c'e' una rapina in corso. Noi ci siamo stufati - ha detto - c'e' un'associazione a delinquere alla luce del sole. Sara' una guerra. Con Expo daremo un giro di vite, altro che andare avanti con questa putt...". Renzi, tuttavia, non ha dubbi: "Saremo operativi nel rispetto di tutte le scadenze perche' vogliamo arrivare in tempo". Le parole e le decisioni assunte dal premier trovano il pieno plauso del ministro dell'Interno, Angelino Alfano: "Ho condiviso molto sia la scelta di Cantone sia della task force, ora occorrera' accendere un faro ancora piu' luminoso su tutti questi fatti e sulle procedure: siamo convinti che ad aprile prossimo l'Italia si presentera' con una vetrina completamente trasparente e pulita e con un buon risultato", ha spiegato il titolare del Viminale. Il governatore lombardo, Roberto Maroni, condivide l'incarico affidato a Cantone, ma chiede gli siano assegnati "piu' poteri". Per la presidente della Camera, Laura Boldrini, l'Expo "e' una occasione importantissima: non puo' e non deve fallire". Forza Italia, con il consigliere politico Giovanni Toti, invita il premier a "metterci la testa e non solo la faccia, il governo deve fare la sua parte per sostenere l'Expo". Toti torna poi a criticare l'enfasi e la diffusione di notizie relative alle inchieste che, in piena campagna elettorale, "favoriscono sicuramente Grillo, soprattutto per come vengono proposte. Sono inchieste di cui ancora non conosciamo i contorni e che, per quanto e' dato sapere, lasciano intravvedere ampi margini di calunnia e millantato credito tra i protagonisti della vicenda". .

M5S: Grillo, Noi piano B, abbiamo diritto di governare Paese

Redazione Martedì, 13 Maggio 2014
- Milano, 13 mag. - Beppe Grillo ha ribadito che se il Movimento 5 stelle "prendera' qualche deputato in piu' del Pd" andra' da Giorgio Napolitano per chiedergli di sciogliere le Camere e andare al voto. "Non sara' un voto a un programma, ma un voto politico: o noi o loro", ha affermato in una conferenza stampa a Milano. "Noi peggio di questi non potremmo mai fare, avremmo anche il diritto di andare a governare e cambieremo questo Paese dalle radici". I politici finora "hanno fallito", ha concluso, "noi siamo il piano B". E ancora. "Vado da Vespa perche' rappresenta l'elettorato che mi vede come Hitler". . "Vado contro un pregiudizio", aggiunge. Grillo descrive poi Silvio Berlusconi come una "salma che gira e promette dentiere". "Una volta raccontava palle ma ci credeva, adesso sulla dentiera lo vedi che non ci crede piu': che vuole salvarsi il c... perche' le sue aziende vanno a picco". "Il populismo e' l'atto piu' nobile della politica" ha argomentato Beppe Grillo spiegando che ora "ci chiamano anti politica e non populisti". E poi ha aggiunto che dire no "a queste cose" come l'Expo e' "l'unica arma che hanno i cittadini".
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