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Notizie

Lavoro

Permessi retribuiti, il ministero apre ai parenti di terzo grado

Sergey Martedì, 01 Luglio 2014

I tre giorni al mese di permesso retribuito per assistere familiari con gravi handicap possono essere chiesti anche per accudire parenti o affini entro il terzo grado purchè questi non hanno coniuge o genitori che possono assisterli. Kamsin E' quanto ha precisato il ministero del lavoro con l'interpello 19 del 26 giugno con cui ha dato una risposta alle perplessità in materia poste da alcune associazioni che tutelano le persone disabili.

Il ministero chiarisce la portata dell'articolo 24 della legge 183/2010 - la norma concede al lavoratore che assiste il disabile, ove questi non sia ricoverato a tempo pieno, la fruizione di tre giorni al mese di permesso retribuito e coperto da assicurazione - indicando che il lavoratore può chiedere i tre giorni di permesso anche per assistere un parente o un affine di terzo grado quando i genitori o il coniuge della persona che necessita dell'assistenza si trovino in una delle seguenti condizioni: abbiano compiuto i sessantacinque anni di età; siano anche essi affetti da patologie invalidanti; siano deceduti o mancanti. Per mancanti si intende non solo l'assenza naturale o giuridica, ma ogni altra condizione certificata dall'autorità giudiziaria o da altra pubblica autorità, quale divorzio, separazione legale o abbandono. Si ricorda, peraltro, che sono parenti di terzo grado i bisnonni, i pronipoti, gli zii, i nipoti (figli di sorelle e fratelli), e sono affini di terzo grado i parenti (dello stesso grado) del coniuge.

In altri termini la fruizione dei permessi può essere concessa indipendentemente dall'impossibilità da parte di parenti più prossimi a prestare assistenza purchè i genitori o il coniuge del disabile abbiano compiuto i sessantacinque anni di età, oppure sia affetto da patologie invalidanti o deceduto.

Zedde

Pensioni

Esodati, il governo blinda la sesta salvaguardia

Eleonora Accorsi Martedì, 01 Luglio 2014

Poche le possibilità di una estensione dell'emendamento proposto dal Governo sulla sesta salvaguardia che domani sbarcherà finalmente alla Camera per la sua discussione e votazione. Un iter che si preannuncia molto serrato in modo da poter concludere la conversione in legge del provvedimento già prima della pausa estiva. Kamsin Proprio per accelerare il governo ha fatto intendere che non ci sono gli spazi per affrontare altre tematiche in materia previdenziale nel provvedimento. Insomma nessuna modifica in vista per i quota 96, gli autorizzati ai volontari prima del 2007 e per altri capitoli caldi come quello per ottenere l'armonizzazione dei requisiti per i macchinisti e ferrovieri e la revisione del sistema sulle penalizzazioni. Solo per citare alcune delle oltre 70 proposte emendative al testo del governo che sono state presentate in vista della discussione che si terrà oggi in Commissione a Montecitorio.

A confermare come, a causa della mancanza di adeguata copertura finanziaria, i margini di modifica siano estremamente risicati per apportare correzioni è il presidente della commissione lavoro, Cesare Damiano (Pd): "Molte delle circa 70 iniziative parlamentari di modifica ricalcano lo spirito della proposta bipartisan (la pdl 224, ndr) su cui ci siamo concentrati finora. Ma appare chiaro che a questo punto, ipotesi di un allargamento delle protezioni ad altre categorie di  occupati non compresi nel perimetro disegnato dall'esecutivo che considero condivisibili, non potranno fare alcuna strada, non essendoci risorse aggiuntive". Il progetto unificato infatti aveva un costo di circa 47 miliardi da qui al 2022, cifra "non disponibile" secondo Damiano.

L'intervento governativo, già discusso su Pensioni Oggi nei giorni scorsi, prevede la tutela di ulteriori 32.100 lavoratori attraverso la riassegnazione di 24 mila posizioni non utilizzate con il secondo e quarto provvedimento di salvaguardia (20mila posizioni derivanti dalla seconda e 4 mila dalla quarta) ed 8.100 nuove posizioni da finanziare. Con la misura sostanzialmente il governo garantisce la salvaguardia, allungando fino al 6 gennaio 2016 i termini per essere inclusi.

Zedde

Giustizia: Renzi, via a riforma. Si discuta no litigi

Redazione Lunedì, 30 Giugno 2014
- Roma, 30 giu. - Dodici punti per riformare la giustizia in Italia: la cornice disegnata da Matteo Renzi a Palazzo Chigi parte dalla responsabilita' civile dei magistrati, passa per le intercettazioni, per arrivare all'abbattimento dell'arretrato civile anche attraverso l'informatizzazione che scatta alla mezzanotte. Uno spettro ampio d'azione pr coprire il quale il presidente del consiglio chiama a contribuire tutte le parti coinvolte attraverso la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. "Avremmo potuto essere qui per dare il primo click a mezzanotte per il via al processo civile telematico. Lo facciamo ora: da mezzanotte parte il processo civile telematico, parte formalmente la riforma", spiega il capo dell'esecutivo che poi ha sottolineato come questo passaggio "segni l'addio ai tribunali pieni di scartoffie. La nostra scommessa e' che si possa discutere di giustizia in modo non ideologico. Sono vent'anni che sulla giustizia si litiga senza discutere", continua il premier, "vorremo discutere di giustizia senza litigare". E' la "via di Orlando", inteso come il titolare del dicastero di via Arenula, "alla Giustizia. Non l'Orlando furioso, ma l'Orlando...doroteo". Una battuta che spiega molto dell'approccio del governo, deciso a procedere nella 'rivoluzione', non con i carri armati, ma con il bisturi. "Saranno a disposizione i disegni di legge per chi li vuole cambiare o modificare. C'e' una trasparenza totale, li approviamo il 1 settembre. Il processo civile dovra' durare un anno. La scommessa dei mille giorni sara' questa. Alla fine avremo un processo civile anche con un dimezzamento dell'arretrato", osserva il presidente del Consiglio. L'altro punto qualificante della riforma riguarda la carriera dei magistrati: "Vogliamo che un giudice faccia carriera, diventi capo della procura o dell'ufficio, non perche' fa parte di questa o quella corrente", ha sottolineato ancora Renzi: "Ci inchiniamo alla indipendenza della magistratura, che e' un principio sa-cro-san-to", scandisce: "All'indipendenza della magistratura, non alla magistratura. Noi non siamo contro le correnti in magistratura, hanno portato a discussioni sul diritto e nascono da una politica con la P maiuscola. Ma non si puo' far carriera perche' si fa parte di una corrente". La prescrizione "sta a cuore al governo", ha ribadito il premier che giudica non degno di un Paese civile un sistema in cui si rinuncia a giudicare quando trascorre troppo tempo dal reato commesso. Altro tema spinoso e' quello delle intercettazioni: in questo il governo e' totalmente aperto alla discussione. Di piu': chiede anche ai direttori dei giornali di intervenire. Il punto piu' delicato riguarda il rispetto della privacy delle persone coinvolte, quindi la pubblicazione delle intercettazioni. Si chiede il premier, e chiede a magistrati e giornalisti, quando sia lecito pubblicare i tabulati, se sia concepibile la pubblicazione di conversazioni che attengono alla sfera privata anche quando queste poco o nulla hanno a che fare con i reati di cui si parla. "Per noi un magistrato deve essere libero di intercettare, ma dov'e' il limite alla pubblicazione delle intercettazioni. Nessuno vuole bloccare le intercettazioni, ma talvolta l'utilizzo delle intercettazioni" va rivisto, osserva il Capo dell'esecutivo.

M. O: Grasso, impossibile giustificare episodi come questi

Redazione Lunedì, 30 Giugno 2014
- Roma, 30 giu. - "Il ritrovamento dei corpi di Eyal, Gilad e Naftali e' la notizia che nessuno di noi avrebbe voluto ricevere. In questo momento drammatico il mio pensiero va alle loro famiglie a cui va la mia personale solidarieta' e la vicinanza del nostro Paese. Sono tornato ieri dalla visita di Stato in Israele e Palestina dove avevo incontrato anche la famiglia di Eyal. Speravo in un epilogo diverso: erano solo adolescenti, sono vittime di una guerra insensata. Nessuna differenza culturale o politica puo' giustificare episodi come questo". Lo scrive il presidente del Senato, Piero Grasso, su facebook. "E' pero' nel momento di maggiore disperazione che dobbiamo rilanciare l'idea della pace come unica alternativa alla guerra in Medio-Oriente: dobbiamo spezzare questa catena di odio e violenza ed impedire, a tutti i costi, che altre famiglie, israeliane o palestinesi, debbano ancora soffrire", scrive ancora Grasso. .

Governo: cordoglio e sdegno per morte israeliani rapiti

Redazione Lunedì, 30 Giugno 2014
- Roma, 30 giu. - Il consiglio dei ministri che si e' appena riunito si e' aperto con un momento di raccoglimento a seguito della notizia del ritrovamento dei corpi dei ragazzi israeliani rapiti. Al popolo e al governo di Israele, affermano fonti di Palazzo Chigi, va tutto il cordoglio dell'esecutivo italiano e sdegno per quanto accaduto.

Altro...

Riforma Pa, licenziabile il dipendente con i requisiti per la pensione anticipata

Rossini V Lunedì, 30 Giugno 2014

Le pubbliche amministrazioni potranno risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro in favore dei dipendenti che hanno raggiunto i requisiti per la pensione anticipata. E' questa l'altra importante misura introdotta con il decreto sulla riforma della pubblica amministrazione in materia previdenziale (oltre all'abolizione del trattenimento in servizio). Kamsin E' quanto precisa   l'articolo 1, comma 5 del decreto legge 90/2014 che chiarisce la portata dell'articolo 72 del Dl 112/2008, in tema di risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro, alla luce delle modifiche apportate dalla riforma Fornero. Viene precisato che, per procedere in tal senso i dipendenti devono aver maturato i 40 anni di servizio, se hanno raggiunto un diritto a pensione entro il 31 dicembre 2011; mentre dopo tale data, valgono i requisiti previsti dal Dl 201/2011, che, per il 2014, sono fissati in 42 anni e 6 mesi per gli uomini e 41 anni e 6 mesi per le donne.

Il comma 5 precisa che la norma è attivabile nei confronti del personale delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del d.lgs. 165/2001 inclusi il personale delle autorità indipendenti e i dirigenti medici responsabili di struttura complessa. Si ritiene, nel silenzio della norma, che le amministrazioni potranno procedere in tal senso solo in presenza dei requisiti individuati dalla Circolare della Funzione Pubblica 2/2012 che aveva indicato che la risoluzione del rapporto di lavoro non può essere esercitata fin tanto che il lavoratore sia interessato alla penalizzazione di cui all'articolo 24, comma 10 del Dl 201/2011. 

Zedde

Berlusconi apre ai diritti gay e Forza Italia si spacca

Redazione Lunedì, 30 Giugno 2014

- Roma, 30 giu. - L'apertura di Silvio Berlusconi al dibattito sui diritti civili degli omosessuali spacca Forza Italia. Se da una parte il leader ha definito "battaglia di civilta'" la discussione su matrimoni e adozioni gay, dall'altra esponenti di spicco del partito mettono i paletti in nome delel posizioni tradizionali del partito. Un plauso alla sortita di Berlusconi viene da Michela Vittoria Brambilla, responsabile del Dipartimento per il sociale e la solidarieta' di Forza Italia.

La deputata forzista ricorda che "La nostra Costituzione, oltre a sancire il principio di eguaglianza, tutela 'i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalita''. Con la sua dichiarazione di ieri, il presidente Berlusconi ha ricordato a tutti che e' necessario garantire l'effettivita' di questi precetti, indipendentemente dall'orientamento sessuale dell'individuo".

Gasparri, anche Berlusconi contrario a matrimoni e adozioni

"Per quanto mi riguarda mi sento ampiamente rassicurato da quanto mi ha detto Berlusconi, affermando di essere assolutamente contrario a matrimoni o ad adozioni gay" dichiara Maurizio Gasparri che aggiunge: "Del resto, una coppia gay con diritto all'adozione rischierebbe di alimentare il turpe commercio degli uteri in affitto, la forma piu' abietta di materialismo e di sottomissione del corpo delle donne usate a pagamento per fare figli da immolare all'egoismo altrui!. "Per quanto riguarda la discussione sui diritti, siamo ovviamente tutti attenti, anche se spesso - prosegue il vicepresidente del Senato - non si riesce a comprendere esattamente di cosa si parli, essendo ampiamente riconosciuti, nella corretta applicazione del diritto civile, ampi diritti per ciascuno, a prescindere dagli orientamenti sessuali".

Giovanardi, contrari a rivoluzione antropologica

"In dissenso dall'ultimo Berlusconi noi vogliamo difendere quella che Benigni, quando gli fa comodo, definisce la 'Costituzione piu' bella del mondo', dove la famiglia e' scolpita come 'societa' naturale fondata sul matrimonio' fra un uomo e una donna, con relativo diritto dei figli di avere un padre e una madre" dice da parte sua il senatore Carlo Giovanardi, capogruppo di Ncd in commissione Giustizia. "Da veri liberali - aggiunge - vogliamo eliminare ogni possibile discriminazione per chi vuole instaurare un rapporto di convivenza e solidarieta', nell'ambito delle 'formazioni sociali' indicate dalla Corte Costituzionale, senza sindacare i motivi che spingono uomini e donne dello stesso sesso o di sesso diverso a fare questa scelta". Contro questo vero e proprio tentativo di 'rivoluzione antropologica' - conclude - saremo fermissimi in Parlamento, dove continueremo anche l'ostruzionismo per bloccare disegni di legge liberticidi, come quello Scalfarotto, che vogliono colpire penalmente la semplice liberta' di pensiero e di parola".

La Russa, si' a regolamentazione unioni, ma niente adozioni

Apertura senza reticenze alla regolamentazione dei diritti civili ma niente equiparazione al matrimonio e, soprattutto, veto incondizionato sulle adozioni omosex. Sono queste le condizioni di Fratelli d'Italia pronto da un lato a lanciare una proposta di iniziativa popolare per precisare all'interno della norma che regola le adozioni laddove le prevede soltanto per coniugi che si tratta di persone di "sesso diverso"; parallelamente, su iniziativa di Ignazio La Russa, arriva la proposta di "arrangiare un iter di riforma costituzionale" per il quale e' partito oggi da Milano un appello "trasversale" a tutti i partiti politici. L'idea di La Russa prevede la modifica dell'articolo 29 della Costituzione con la precisazione che il matrimonio sul quale si dice fondata la societa' naturale e' quello "tra persone di sesso diverso" e l'aggiunta di un comma sul riconoscimento e tutela dei "vicendevoli diritti e doveri di coloro che pur senza contratto matrimonio decidano di convivere stabilmente".

Toti, tempi maturi per riflessione a prescindere da Pascale

Forza Italia e' pronta al dibattito sui diritti civili delle coppie gay. L'europarlamentare e consigliere politico del partito, Giovanni Toti, ha detto di aver colto "positivamente il fatto che se ne parli in modo laico e civile all'interno del centro destra". "E' una cosa piu' che giusta, poi si vedra' come si articola", ha risposto il consigliere politico, a margine della presentazione di un'iniziativa del partito milanese. Toti ha parlato dell'apertura di Silvio Berlusconi come di "una riflessione per la quale i tempi sono maturi" e non di "un cambio di rotta dovuto alla Pascale". "Con tutto il rispetto per la mia amica Francesca - ha spiegato - e' stato Papa Francesco a dire che non era nessuno lui per giudicare certe situazioni di persona". Secondo Toti, quindi, "se la Chiesa cattolica spinge a una riflessione su questo, un partito che vuole rappresentare un grande fetta di italiani ha il dovere di farlo". L'idea e' quella di impostare il discorso a partire "dall'allargamento dei diritti, ma - ha chiarito - bisogna vedere che non ledano diritti di altri". E' in quest'ottica che l'europarlamentare scarta il tema delle adozioni: "non sono personalmente favorevole - ha detto - in Forza Italia non c'e' stato ancora dibattito. Di base non e' punto da cui partiremmo: il punto da cui partire e' l'allargamento dei diritti a tutte le coppie di questo paese senza ledere gli altrui e quindi vanno tutelati i diritti dei figli a crescere in una famiglia tradizionale".

Gay: Gasparri, anche Berlusconi contrario a matrimoni e adozioni

Redazione Lunedì, 30 Giugno 2014
- Roma, 30 giu. - "Per quanto mi riguarda mi sento ampiamente rassicurato da quanto mi ha detto Berlusconi, affermando di essere assolutamente contrario a matrimoni o ad adozioni gay". Lo dichiara Maurizio Gasparri (FI) che aggiunge: "Del resto, una coppia gay con diritto all'adozione rischierebbe di alimentare il turpe commercio degli uteri in affitto, la forma piu' abietta di materialismo e di sottomissione del corpo delle donne usate a pagamento per fare figli da immolare all'egoismo altrui!. "Per quanto riguarda la discussione sui diritti, siamo ovviamente tutti attenti, anche se spesso - prosegue il vicepresidente del Senato - non si riesce a comprendere esattamente di cosa si parli, essendo ampiamente riconosciuti, nella corretta applicazione del diritto civile, ampi diritti per ciascuno, a prescindere dagli orientamenti sessuali". "Quanto agli aspetti previdenziali, poi, suggerirei di informarsi - sottolinea Gasparri - presso esperti autorevoli come Giuliano Cazzola, uomo proveniente dalle file della sinistra sindacale, che ha spiegato i guasti che potrebbero essere causati da un uso strumentale dei matrimoni gay sulle pensioni di reversibilita'". "Per il resto, credo che il compito prioritario del centrodestra - aggiunge - sia quello di difendere la famiglia composta da uomo e donna e orientata alla nascita di figli. C'e' bisogno di introdurre il quoziente familiare, di promuovere tutele fiscali. Non e' urgente abbandonarsi a stravaganze. Mi stupisce il silenzio di molti che nel mio partito, pronti a fare la rivoluzione per le primarie di Canicatti' o di Pioltello, non avvertono il dovere di dire qualcosa. Stiano tranquilli. Confermo a tutti coloro che esitano a manifestare in pubblico il loro pensiero privato che Berlusconi e' contrario a matrimoni e adozioni gay", conclude Gasparri. .

Ue: da Strasburgo a Milano, luglio caldo apre semestre

Redazione Lunedì, 30 Giugno 2014
- Bruxelles, 30 giu. - Prima ancora che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, pronunci mercoledi' il suo discorso di "investitura" come nuovo presidente di turno dell'Ue davanti al neocostituito Parlamento europeo a Strasburgo, l'attivita' del semestre italiano sara' gia' entrata nel vivo, dando il via a un mese di luglio denso di appuntamenti istituzionali di rilievo. Gia' domani e' infatti in programma una prima riunione del cosiddetto Coreper, ovvero i rappresentanti diplomatici dei 28, a guida italiana. Il giorno dopo tutti a Strasburgo per la presentazione ufficiale del programma semestrale da parte di Renzi che poi venerdi' ricevera' a Roma la Commissione europea uscente, guidata da Jose' Manuel Barroso. Le attivita' vere e proprie del Consiglio partiranno l'8 luglio con il debutto di Pier Carlo Padoan alla presidenza dell'Ecofin, preceduto il giorno prima dalla riunione dell'Eurogruppo, organismo che esula dalla presidenza di turno. La stessa settimana, e' in programma il primo Consiglio informale in Italia, quello di Giustizia e Affari interni, particolarmente importante a causa dell'accento che la presidenza italiana vuole mettere sul tema dell'immigrazione e del Mediterraneo, che vedra' i padroni di casa Angelino Alfano e Andrea Orlando ricevere i colleghi europei a Milano l'8 e 9 luglio. Sempre in quei giorni, a partire dal 7, al Parlamento europeo si decidono le composizioni delle diverse Commissioni, davanti alle quali, fra il 22 e il 24 luglio, i diversi ministri del governo presenteranno i diversi programmi settoriali (Padoan alla Commissione Affari economici e monetari, Mogherini a quella Affari esteri, e via dicendo). Nella settimana del 14 luglio, si parte con il Consiglio Agricoltura e Pesca che sara' presieduto dal ministro Maurizio Martina. A Firenze, il 14 e 15 luglio e' in programma un informale Sviluppo, mentre il 16, dopo la votazione a Strasburgo sul nuovo presidente della Commissione europea il presidente del Consiglio Matteo Renzi torna a Bruxelles per il vertice straordinario dei capi di Stato e di governo, in cui si discuteranno le altre nomine, a partire da quella dell'alto rappresentante per la Politica estera Ue e dalla presidenza dello stesso Consiglio europeo. Quel giorno a Milano e' in programma il consiglio Ambiente e il 17 una riunione dei ministri del Lavoro e Affari sociali. Sempre il 17 a Bruxelles e' invece in calendario il consiglio Ecofin sul bilancio Ue. A Milano e' anche programmato il Consiglio informale competitivita', il 21 e 22 mentre a Bruxelles il 22 c'e' il primo consiglio Esteri a guida italiana e il giorno dopo quello sugli Affari generali. A partire dal 25 luglio la presidenza italiana e le istituzioni Ue si concedono una lunga pausa estiva: i lavori riprendono con l'informale Esteri (Gymnich) del 28 e 29 agosto. .

Rendite finanziarie, da domani scatta l'aumento al 26%

Nicola Colapinto Lunedì, 30 Giugno 2014

La stangata sulle rendite finanziarie partirà da domani 1° luglio ed interesserà anche tutti coloro che possiedono un conto corrente. Sono queste le novità previste dal decreto irpef che, se da un lato, ha concesso il bonus sugli 80 euro mensili, dall'altro ha modificato il prelievo sulle attività finanziarie portando l'aliquota di tassazione dal 20% al 26%. Kamsin  Toccati dall'aumento prima di tutto gli interessi o altri proventi generati da conti correnti, depositi bancari e postali; aumenta il prelievo al 26% anche sui redditi derivanti da obbligazioni, titoli simili e cambiali finanziarie (previste dall'articolo 26 del Dpr n. 600 del 1973) e sugli interessi, premi e altri proventi derivanti dalle obbligazioni, maturati a partire dal 1° luglio 2014, indipendentemente dalla data di emissione dei titoli.

Passa al 26% la tassazione sulle Rendite Finanziarie
Il prelievo passa al 26% anche per i redditi diversi di natura finanziaria ma poiché il maggiore prelievo si applica solo sui redditi maturati a partire dal 1 ° luglio, al fine di evitare che l'aumento incida anche su quelli maturati antecedentemente a tale data è data la possibilità di affrancare il costo o il valore di acquisto delle attività finanziarie possedute al 30 giugno 2014, con il versa
mento di un'imposta sostitutiva del 20% sulle plusvalenze latenti.

Resta confermata al 12,5% invece l'aliquota per chi possiede titoli di Stato (Bot, Cct, Ctz); l'aliquota vale anche peri buoni fruttiferi postali emessi dalla Cassa Depositi e prestiti, e per titoli equiparati, emessi da organismi internazionali. Per le obbligazioni emesse da Stati esteri compresi nella cosiddetta «white list» o da loro enti territoriali il prelievo scende per ottemperare una normativa europea: l'aliquota di tassazione passa infatti dal 20% al 12,5%, con riferimento agli interessi e agli altri proventi maturati a partire dal 1° luglio 2014 e alle plusvalenze derivanti dalla loro cessione o rimborso realizzate dalla stessa data.

Viene inoltre meno la ritenuta sui redditi generati dagli investimenti e attività estere, pari al 20%, che ha effetto ai fini dell'esonero dall'obbligo di compilazione del quadro Rw della dichiarazione dei redditi da parte dei contribuenti e di segnalazione da parte degli intermediari.

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