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Pensioni, Damiano: il silenzio di Renzi è assordante
L'Ex ministro del Lavoro Cesare Damiano torna a chiedere al primo ministro Matteo Renzi di mettere mano all'agenda sulle pensioni. "Questo silenzio è assordante.
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Se parte il piano “sblocca Italia” voluto da Renzi per procedere lungo la strada delle semplificazioni burocratiche, il Premier non tralasci il tema delle pensioni e sblocchi un’assurda ingessatura del sistema che costringe a lasciare il lavoro a 67 anni. In questo modo stiamo impedendo l’ingresso al lavoro di una intera generazione di giovani. La legge Fornero va profondamente cambiata introducendo un criterio di flessibilità o tornando al precedente sistema delle quote. Il PD ed il Governo non devono sottovalutare il referendum promosso dalla Lega per abolire la legge Fornero, che sta trovando la condivisione di molti elettori ed iscritti del centrosinistra" ha detto Damiano.
Proprio ieri tra il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera e il Ministro dell'economia Pier Carlo Padoan c'è stata una querelle sulla revisione dell'età pensionabile. Il titolare di Via XX Settembre aveva infatti dichiarato di non essere favorevole ad una diminuzione dell'età pensionabile, ma di un graduale aumento. "Mi chiedo cosa succederà in Germania dove sono andati nella direzione opposta" ha detto Padoan. Che poi sulla possibilità di un aumento dell'età per il collocamento a riposo ha smentito: "No, assolutamente no. In Italia ci sono già strumenti che indicizzano l'età della pensione all'aspettativa di vita della popolazione, la cd. speranza di vita" ha concluso il Ministro.
Acconto Tasi, il governo approva lo spostamento nei comuni ritardatari
Due settimane di tempo per versare l'acconto Tasi. E' infatti fissata per il 16 Giugno la prima scadenza dell'acconto Tasi per i comuni che hanno pubblicato le delibere sul sito del ministero dell'Economia entro il 31 Maggio.
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A conti fatti dunque la proroga dell'acconto Tasi che il Governo sta preparando dovrebbe riguardare 5.760 Comuni, cioè il 71,5% dei municipi italiani, quelli che ancora, per vari motivi, non hanno approvato in tempo le delibere.
Mentre l'acconto Imu dovrà essere versato da tutti i contribuenti titolari di immobili, con l'esclusione di quelli adibiti ad abitazione principale, saranno tenuti a pagare la Tasi solo coloro che possiedono immobili e aree edificabili nei comuni che hanno adottato le delibere entro il 23 maggio. Per tutti gli altri la prima rata dovrebbe slittare al 16 ottobre. Ieri il governo ha presentato alle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato l'emendamento per lo slittamento del pagamento Tasi. Si tratta dello slittamento ad ottobre per i comuni che non hanno ancora deliberato l'aliquota. Lo stesso provvedimento dovrebbe essere anche varato dal Cdm in settimana per renderlo immediatamente esecutivo. Ancora resta il dubbio se verrà prorogato al 16 ottobre anche l'acconto per le abitazioni principali. La norma di legge attualmente in vigore prevede che la mancata deliberazione delle aliquote, entro il 23 maggio, comporti automaticamente la proroga del pagamento, in un'unica soluzione, al 16 dicembre. Per chiarire questi dubbi si attende un chiarimento dall'esecutivo entro questa settimana.
Il problema - Nei giorni scorsi, per evitare il rischio di errori nel pagamento degli acconti il governo ha anticipato la volontà di prorogare al 16 settembre la data di pagamento dell'acconto fissata dal decreto legge Salva Roma Ter (16/2014) al 16 giugno, data poi spostata "a voce" con una dichiarazione del Premier al 16 Ottobre sotto la richiesta del presidente dell'Anci, Piero Fassino. Il differimento riguarda solo i titolari di immobili ubicati nei comuni che entro il 23 maggio non hanno deliberato.
Negli altri comuni, c.d. puntuali, perchè hanno approvato per tempo le delibere, la scadenza per il pagamento della prima rata Tasi resta il 16 giugno. Per tale ragione i contribuenti dovranno verificare le decisioni assunte dai municipi per conoscere se è stata pubblicata una delibera in materia: se non è presente, il pagamento dell'acconto slitta ad una data che dovrà essere precisata nei prossimi giorni, se è stata pubblicata il contribuente dovrà comprendere con quali aliquote dovrà essere calcolato il tributo e presentarsi alla cassa entro il 16 Giugno.
Decreto Irpef, D'Alì: il bonus sarà esteso alle famiglie monoreddito
Arrivano diverse novità dalle Commissioni Finanze del Senato che hanno dato l'ok unanime oggi agli emendamenti al decreto Irpef. In primo piano c'è l'accoglimento della proposta di Ncd che chiedeva l'estensione dei famosi 80 euro in busta paga anche in favore delle famiglie monoreddito.
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Secondo il relatore Antonio D'Alì, del Nuovo Centrodestra, intervenuto a margine dei lavori, "l'estensione ci sarà" anche se l'esponente di Ncd non ha rivelato i termini dell'ampliamento; comunque la misura in discussione dovrebbe coinvolgere le famiglie monoreddito con due o tre figli a carico. Per questa operazione "si sta ragionando su un plafond di 60-70 milioni di euro" per la copertura, ha poi aggiunto il senatore. D'Alì ha rimarcato che questo consentirà di realizzare "l'80% di quanto proposto da Ncd e di venire incontro alle fasce di famiglie monoreddito con figli a carico con una 'scalettatura' secondo le risorse disponibili".
Tra gli altri emendamenti approvati al testo di legge ce n'è anche uno che riguarda le società partecipate dallo Stato, che dovranno procedere a tagli ma più "flessibili" rispetto all'impianto originario del decreto: è quanto prevede la modifica dei relatori, Cecilia Guerra (Pd) e D'Alì a Palazzo Madama. Si dispone infatti che i tagli ai costi operativi (fissati nel 2,5% per il 2014 e 4% nel 2015) avverranno con modalità parzialmente o totalmente alternative rispetto a quelle più stringenti previste dall'articolo 20 del provvedimento. Andranno però mantenuti gli obiettivi di risparmio previsti. In seguito a un emendamento del M5S, invece, le amministrazioni pubbliche dovranno pubblicare sul proprio sito internet i dati relativi ai compensi percepiti dai componenti del cda in quanto componenti di organi di società o fondi controllati o partecipati.
Slitta il pagamento dei canoni di concessione per le spiagge. Stop agli affitti d'oro delle Pa.
Slitta invece al 15 settembre il termine per il pagamento del canone per le concessioni della spiagge. Il nuovo termine riguarderà non solo il 2014 ma é da considerarsi a regime. Lo stabilisce un altro emendamento al decreto Irpef approvato dalle commissioni. Rinviata al 15 ottobre la riforma del settore che doveva vedere la luce entro lo scorso 15 maggio.
Grazie ad un emendamento M5s riscritto dai relatori e approvato dalle commissioni, il Dl Irpef accoglie anche la norma già prevista dal decreto Salva-Roma per bloccare gli affitti d'oro. La proposta di modifica prevede che le amministrazioni pubbliche e gli organi costituzionali, nell'ambito della propria autonomia, possano comunicare entro il 31 luglio 2014 il preavviso di recesso dai contratti di locazione di immobili in corso alla data di entrata in vigore del decreto. Il recesso potrà essere perfezionato dopo 180 giorni dal preavviso
Rai: il Garante, sciopero illegittimo . Ma sindacati confermano
- Roma, 3 giu. - I sindacati hanno scritto alla Commissione di Garanzia per l'Attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali confermando lo sciopero di tutti i dipendenti del gruppo Rai, per l'intera durata di ciascun turno di lavoro, su tutto il territorio nazionale, per mercoledi' 11 giugno. Lo riferisce in una nota la Slc Cgil, precisando che a sostegno della conferma, i sindacati indicano che "non risulta alle predette organizzazioni che la sigla Usn abbia una consistenza rappresentativa tale da integrare, nella successione degli scioperi dei giorni 11 e 19 giugno, la violazione di cui all'art.2, comma 2 della l.n.146/1990".
Nessuna marcia indietro dunque, in particolare da Cgil e Uil, sulla mobilitazione Rai contro il Dl 66 dell'aprile scorso, con accuse a Renzi di aver preso una "cantonata" e di essere in questa circostanza "un pessimo amministratore", oltre al fatto che il governo "chiede il pizzo, la tangente all'azienda con quei 150 milioni in meno da darle". Ma e' la Commissione di Garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali a fermarli: lo sciopero dei dipendenti Rai non si fara' l'11 giugno, perche' e' illegittimo, "non conforme alla legge". In particolare - dice la motivazione - non rispetta la regola - "ben nota alle organizzazioni sindacali", e' scritto nel comunicato diffuso dall'Authority - dell'intervallo dei 10 giorni tra due scioperi che insistono sullo stesso settore". Infatti era gia' prevista l'azione di sciopero del sindacato Usb per il 19 giugno e in precedenza comunicata al Garante.
Quindi diffida dallo scioperare l'11.Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi, dopo il parere espresso dall''Autorita' di garanzia per gli scioperi, avvisano oggi i giornalisti e i dipendenti Rai: in caso di sciopero l'11 giugno, sara' inevitabile una denuncia nei loro confronti per interruzione di pubblico servizio. La decisione del Garante e' arrivata mentre si spegnevano i riflettori sulla conferenza stampa tenuta nel teatro delle Vittorie dai leader di Cgil e Uil, Susanna Camusso e Luigi Angeletti, e dal segretario della Fistel Cisl, Vito Vitale (era assente il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni) e da cui era emersa la volonta' sindacale di non recedere dalle proteste contro il taglio governativo dei 150 milioni dalle competenze a favore dell'azienda derivanti dal canone e contro la vendita di quote, sia pur minoritarie, di Rai Way, strategico asset perche' riguarda le torri di trasmissione. E anzi i toni sindacali erano stati durissimi contro Renzi e il suo operato. "Noi insistiamo, uno sciopero si fa o meno - ha detto Susanna Camusso - se cambiano le condizioni. Al momento non credo che queste condizioni previste dal decreto siano cambiate". Camusso ha anche definito "grave" che il premier Renzi abbia parlato dello sciopero dei dipendenti Rai come di uno "sciopero umiliante". Il segretario generale della Cgil si e' chiesta "cosa umilia? I lavoratori manifestano con lo sciopero il loro dissenso". Camusso ha detto anche che "il governo in questo caso e' la controparte".
E ancora: "Sulla Rai c'e' chi ha mangiato molto e c'e' chi invece ha fatto tanti sacrifici, e penso in particolare ai precari. Le ragioni dello sciopero sono tutte ragioni sindacali e noi ci aspettiamo che la controparte dovrebbe rispondere su questi aspetti specifici". Non da meno Luigi Angeletti: "Questa volta il nostro emerito presidente del Consiglio ha preso una cantonata...". Per il segretario generale della Uil il presidente del Consiglio "avrebbe dovuto affrontare i problemi Rai come un vero capo di governo. C'e' una questione governance e quindi, per esempio, dirci come i partiti, compreso quello di cui lui e' il segretario, non devono metterci bocca sulle questioni Rai". Angeletti ha aggiunto "non e' che siccome ha preso voti, tutti devono stare zitti e non si deve dire se fa una cavolata...". Per Angeletti, il premier "si sta comportando come un pessimo amministratore d'azienda, il peggiore che ho avuto modo di conoscere". E i 150 milioni in meno alla Rai dalle competenze del canone sono "un pizzo chiesto all'azienda, il governo chiede una tangente con quei 150 milioni", la frase forte detta da Angeletti, per il quale quei 150 milioni in meno riducono la capacita' produttiva dell'azienda Rai. Si' al dibattito, nessun "diniego allo sciopero ed assunzione di responsabilita'", la posizione della Fistel Cisl, come ha spiegato il segretario generale della federazione, Vito Vitale. E mentre con una nota il segretario dell'Ugl, Giovanni Centrella, fa sapere "vogliamo si apra una discussione seria con il governo e con l'azienda sul futuro della Rai", domani pomeriggio e' in programma in commissione di vigilanza Rai l'audizione dell'intero Cda di viale Mazzini, a cominciare dalla presidente Anna Maria Tarantola. E il presidente della commissione, Roberto Fico, intanto dice "i soldi del canone si trovano all'Agenzia delle entrate che, con decreto di governo non versera' piu' 150 milioni alla Rai. Questo per far capire che i cittadini che pagano il canone non risparmiano un euro", ribadendo anche che "il governo, con la scusa della revisione della spesa pubblica, vuole far cassa subito con la cessione delle quote di Rai Way". Infine l'Adrai, l'associazione dei dirigenti Rai: "nessuna paura dei tagli e dei cambiamenti, faremo la nostra parte, ma senza concedere nulla a disegni privi di progettualita' o a narrazioni deformate, sprezzanti, diffamatorie e grottesche". .
Riforme: il governo stringe sul modello francese, Fi non ci stiamo
- Roma, 3 giu. - La maggioranza del Pd sembra stringere, secondo quanto si apprende, sul modello francese per la riforma del Senato. Lo fa nel corso di un'assemblea degli eletti a Palazzo Madama che si sta svolgendo ora. Dopo l'emendamento Marcucci- Mirabelli che ha aperto all'ipotesi sostenuta dai riformisti, c'e' chi non esclude che in questa direzione si possa arrivare anche a un emendamento del relatore di maggioranza. Sul tappeto resta pure l'ipotesi dell'elezione di secondo grado dei nuovi senatori attraverso un listino separato, contestualmente ai consiglieri regionali.
Nel Pd si discute, sempre secondo quanto si apprende, della definizione dell'elettorato passivo e dell'elettorato attivo. Se l'assemblea degli elettori sara' costituita, questo e' il ragionamento, da consiglieri comunali, consiglieri regionali e deputati di ogni Regione, bisogna confrontarsi su chi costituira' la platea degli eletti: solo i consiglieri regionali o anche i sindaci di capoluogo di provincia? E se si decidera', invece, che tutti possono essere eletti, chi avra' in capo l'indennita' nell'eventualita' di un sindaco di un piccolo Comune scelto per palazzo Madama? Stamane, intanto, il ministro Boschi ha incontrato la presidente della commissione Affari costituzionali e relatrice con il leghista Roberto Calderoli, del ddl sulle riforme. Lo stesso ministro dovrebbe vedere oggi Forza Italia e le regioni in vista del termine per le proposte di modifica al testo che scade alle 18. Intanto, i democratici, avrebbero chiuso la partita sui 21 senatori di nomina del presidente della Repubblica: non piu' 21 ma 5 sarebbe l'orientamento sulla proposta da avanzare. Resta comunque il fatto che il senatore Vannino Chiti ha preparato i suoi emendamenti firmati dagli ex M5S e che la Lega ha annunciato una mole enorme di proposte di modifica se non si arriva all'accordo, pronta, in caso contrario, a depositare solo le proposte a firma congiunta dei due relatori al provvedimento, Finocchiaro-Calderoli.
FI, IL MODELLO FRANCESE E' INACCETTABILE
"La riforma del Senato 'alla francese' e' inaccettabile". E' questa la posizione di Forza Italia, espressa dal capogruppo al Senato, Paolo Romani. Sul modello francese oggi si e' confrontato il gruppo Pd di palazzo Madama, con una proposta dei 'Riformisti democratici' su cui c'e' stata anche l'apertura dei senatori Marcucci e Mirabelli, che hanno presentato un documento in questa direzione. .
Altro...
Lavoro, drammatica la disoccupazione giovanile. Supera il 46%
Avanza la disoccupazione nel Bel Paese. Nei primi tre mesi del 2014 secondo le stime dell'Istat, i senza lavoro hanno raggiunto quota 13,6%, in crescita di 0,8 punti rispetto allo stesso periodo del 2013.
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Tra gli under 25 i disoccupati sono addirittura il 46%. Numeri che impennano se si guarda poi al solo Mezzogiorno. "Un dato grave che segna la crescita della diseguaglianza tra nord e sud" denuncia il leader della Cgil Susanna Camusso. Per il numero uno di Confindustria Squinzi "Strisciamo sul fondo".
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti promette un'inversione di segno entro fine anno e spiega che il dato sui senza lavoro risente nel periodo in questione della diminuzione del Pil dello 0,1%. "È chiaro - prosegue - che l'occupazione parte se c'è uno scatto forte nella capacità produttiva perchè l'industria ha prima l'esigenza di saturare gli impianti e poi di produrre nuovi posti di lavoro".
Squinzi: strisciamo sul fondo
I dati sulla disoccupazione preoccupano il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. "È vero che d'inverno la disoccupazione aumenta - ha detto nel suo intervento all'assemblea degli industriali di Varese - ma non raccontiamoci storielle, stiamo strisciando sul fondo. È dal 2007 che resistiamo". Squinzi ha precisato che "il dato veramente preoccupante è l'aumento della disoccupazione dello 0,8% su base annua".
Camusso: dato grave, aumenta divario nord-sud
"Credo che sia un dato come evidente molto grave che segna la crescita della diseguaglianza tra nord e sud, ma soprattutto segna che non è partito quel processo che invece doveva esserci di creazione del lavoro" così il segretario della Cgil Susanna Camusso commenta i dati sulla disoccupazione. "Non basta continuare a ragionare di debito e di tagli - ha proseguito - ma bisogna ragionare di creazione di lavoro, altrimenti qualunque ragionamento sulla crescita è appeso alla speranza".
Pensioni, Poletti: Non ci sarà un aumento dell'età pensionabile. Presto nuove norme per gli esodati
"Dire proprio di no": così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha risposto a chi gli domanda se il Governo abbia in programma un innalzamento dell'età pensionabile. "Noi abbiamo all'ordine del giorno un tema - ha spiegato a margine di un convegno in Regione Lombardia - che è quello degli esodati. Stiamo lavorando per trovare una soluzione strutturale: questo è il punto di emergenza che abbiamo, e questo affrontiamo".
Gaffe M5S per difendere il made in Italy: attenti al grano saraceno
Acconto Tasi 2014, questa settimana la decisione sulla proroga ad Ottobre
Il capitolo Tasi ufficialmente ancora non è stato deciso ma tutte le indicazioni arrivate dal governo tracciano un percorso chiaro: il Consiglio dei ministri approverà questa settimana un decreto legge, per far slittare subito il termine di pagamento della prima rata (fissato al 16 giugno) per i comuni che non hanno deliberato (i cd. comuni ritardatari).
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La norma sarà poi inserita nel decreto Irpef, attraverso un emendamento. Sulla necessità della proroga il viceministro all'Economia Enrico Morando non ha dubbi: «Il rinvio è necessario farlo per ovviare al disagio che la tassa sta creando ai cittadini. Il governo interverrà in questi giorni con un provvedimento ad hoc». Morando ha ricordato che in Parlamento «sono già stati presentati molti emendamenti al decreto Irpef che prevedono il rinvio della Tasi. Quindi è chiara la volontà del Parlamento di intervenire. Lo faremo dunque insieme».
Dl Irpef: continueremo a chiedere l'allargamento del bonus Irpef
«Ho parlato con il capogruppo Maurizio Sacconi: sulla richiesta di allargare il bonus Irpef alle famiglie andremo avanti. Siamo pronti anche a votare con altri gruppi. Ma non credo ce ne sarà bisogno», ha detto l'altro relatore al decreto Irpef, Antonio D'Alì, sull'ipotesi che il governo alla fine non accetti la richiesta di Ncd in vista della conclusione dell'esame del decreto Irpef nelle commissioni del Senato.
Sblocca Italia, il premier presenta il provvedimento per semplificare il paese
Sempre nella giornata di ieri Renzi ha scritto una lettera ai sindaci e ai cittadini per chiedere un aiuto nella semplificazione del paese. ’’Caro Sindaco, l’Italia riparte. I segnali di fiducia che arrivano dalla determinazione dei cittadini, da vari settori dell’economia e dai mercati internazionali, tuttavia, non bastano. Possiamo e dobbiamo fare di più. Aiutateci”. ’’Nessuna riforma sarà credibile se non diamo per primi noi il segnale che la musica è cambiata davvero’’, scrive il premier. “Per questo giudico prioritario che il governo adotti tutte le misure necessarie a sbloccare i procedimenti e i cantieri che sono fermi da anni, per ritardi o inconcludenze di settori diversi della Pubblica amministrazione’’.
"Quante volte siamo stati costretti a rinunciare a un investimento magari di capitali stranieri, certo innamorati dell'Italia, ma preoccupati del complicato sistema amministrativo del nostro paese". Nel giorno della Festa della Repubblica, il premier ha scritto ai sindaci, "per chiedere uno sforzo comune. Individuate una caserma bloccata, un immobile abbandonato, un cantiere fermo, un procedimento amministrativo da accelerare". E invita i primi cittadini ad inviare le segnalazioni entro il 15 giugno: "Sarà nostra cura verificarne lo stato d'attuazione con gli uffici dedicati e - se del caso - procedere all'interno di un pacchetto di misure denominato 'Sblocca Italia'.
"La necessità e l'urgenza di provvedere subito alla ripartenza dei cantieri e alla definizione delle procedure è sotto gli occhi di tutti", ha detto Renzi. "Come abbiamo fatto per la scuola - continua ancora il segretario del Pd - anche per questi interventi cercheremo di essere il più tempestivi possibili. Dimostrando una volta di più che il rapporto tra amministrazione centrale e autorità territoriali può davvero entrare in una fase nuova. Conto sull'aiuto dei sindaci, insomma. E invio un abbraccio doppio ai sindaci appena eletti. Vi attende un lavoro impegnativo ma carico di gioia e responsabilità: essere l'anima della propria comunità non è facile, ma è una strepitosa occasione. In bocca al lupo a tutti noi", ha concluso il primo ministro.
Rai: Autorita' boccia lo sciopero, e' illegittimo
Esodati, ecco cosa potrebbe cambiare con la proposta Damiano
Il Disegno di Legge è stato calendarizzato alla Camera dei Deputati per il mese di Giugno. Se approvato si tratterebbe del sesto intervento in materia di salvaguardati.
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A due anni di distanza dalla Riforma delle Pensioni Fornero si torna per l'ennesima volta a discutere sulla concessione di ulteriori deroghe in materia di innalzamento dei requisiti dell'età pensionabile. Non sono stati sufficienti i cinque provvedimenti di salvaguardia approvati in questi anni (la cui attuazione è peraltro parecchio in ritardo), che hanno consentito a 162.130 persone di mantenere i previgenti requisiti di pensionamento, piu' favorevoli.
Dopo molte peripezie la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, presieduta da Cesare Damiano, è riuscita a licenziare un Disegno di Legge unificato (AC 224 e abbinate) lo scorso 11 marzo e a calendarizzarne la sua discussione in Aula a Montecitorio per il prossimo 23 Giugno. Il provvedimento viaggia peraltro in parallelo con un altro disegno di legge il Ghizzoni/Marzana, riguardante però il personale della scuola, i cd. Quota 96. Cerchiamo quindi di approfondire in sintesi, i contenuti della proposta di legge che se sarà approvata potrà modificare alcuni punti critici delle attuali norme di pensionamento.
Lavoratrici Donne - Il disegno di legge interviene per risolvere in via legislativa (stante lo stallo della vicenda che ha visto contrapposti Parlamento e Ministero del Lavoro), i vincoli introdotti dall'Istituto di Previdenza con la Circolare Inps 35/2012 per la fruizione del regime sperimentale donna. In particolare la proposta afferma che, fermo restando la scadenza naturale del regime al 31 dicembre 2015, si deroga alle disposizioni in materia di decorrenza del trattamento e di adeguamento dei relativi requisiti di accesso agli incrementi della speranza di vita. Con questa precisazione verrebbe pertanto disapplicato il meccanismo delle finestre e dell'incremento del requisito anagrafico dovuto all'aspettativa di vita che per molte lavoratrici ha comportato l'esclusione dal regime.
Lavoratori Salvaguardati - La proposta apporta poi alcune modifiche relativamente alle deroghe previste in favore dei lavoratori cosiddetti esodati, cioè di quei lavoratori il cui rapporto di lavoro sia a vario titolo cessato e che, sebbene prossimi al pensionamento ai sensi della previgente normativa, non sono tuttavia riusciti a causa della cessazione del rapporto di lavoro, a maturare il diritto a pensione a seguito dell'innalzamento dei relativi requisiti di accesso disposto dalla Riforma Pensionistica realizzata con il Dl 201/2011 (cosiddetta riforma Fornero).
Beneficiari delle modifiche sono in particolare: i lavoratori in mobilità, i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione, i lavoratori cessati dal servizio (con accordi o senza).
Per quanto riguarda i lavoratori in mobilità la norma estende il sistema derogatorio a coloro le cui aziende abbiano stipulato accordi sindacali, in sede governativa o non, entro il 31.12.2011 che maturino il diritto alla pensione non più entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità stessa, ma entro i 24 mesi successivi alla fine del periodo di fruizione dell'indennità di mobilità. Ciò a prescindere dalla data di conclusione della procedura stessa e della data di effettivo collocamento in mobilità ed anche se preceduto da un periodo di Cassa Integrazione Guadagni.
Novità potrebbero riguardare anche i lavoratori autorizzati ai volontari. In favore di questi viene prevista la possibilità di usufruire della disciplina previgente al Decreto-Legge n. 201/2011, a condizione che abbiano presentato domanda alla data del 31 gennaio 2012 e che perfezionino i requisiti per usufruire del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2018. La norma ai fini della fruizione del regime derogatorio precisa che non rilevano né l'eventuale prestazione lavorativa successiva all'autorizzazione della prosecuzione volontaria, né l'eventuale mancato versamento di almeno un contributo volontario alla data del 6 dicembre 2011.
Completano il quadro i cd. lavoratori cessati dal servizio. In loro favore si precisa che possono beneficiare delle previgenti regole pensionistiche a condizione che questi maturino il diritto a pensione entro il 6 Dicembre 2014, (e non piu' la decorrenza entro il 6 gennaio 2015 come dispongono le attuali norme). Si ricomprendono nella categoria quei lavoratori "il cui rapporto di lavoro si risolva unilateralmente o in conseguenza di fallimento dell'impresa o in ragione di accordi individuali sottoscritti entro il 31 dicembre 2011 o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati entro la medesima data del 31 dicembre 2011".
Una ulteriore deroga viene concessa in favore dei lavoratori il cui rapporto di lavoro a tempo determinato si è concluso tra il 2007 e il 2011, purché maturino la decorrenza pensionistica entro entro il 6 Gennaio 2015. La proposta intervenendo sull'articolo 1 - comma 194 della legge 147/2013, riconosce la deroga ai lavoratori a tempo determinato il cui rapporto di lavoro sia cessato nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 e il 31 gennaio 2011, anche se hanno svolto successivamente alla data di cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Lavoratori Precoci - Di grande importanza, il disegno di legge cerca di limitare gli effetti della penalizzazione prevista dall'articolo 24 - comma 10 del Dl 201/2011. In particolare la norma agisce sul comma 2-quater dell'articolo 6 del decreto – legge n. 216/2011, ampliando la platea delle fattispecie escluse dalla riduzione percentuale del trattamento pensionistico in caso di pensionamento anticipato in favore dei soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017. In particolare la modifica elimina il vincolo secondo cui, per poter fruire del beneficio, la predetta anzianità contributiva debba essere costituita esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro (inclusi i periodi di astensione obbligatoria per maternità - per l'assolvimento degli obblighi di leva - per infortunio - per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria), ricomprendendo dunque tutti i periodi di contribuzione a qualsiasi titolo accreditata.
Altre Deroghe - In ultimo il disegno di legge ribadisce inoltre validità della deroga prevista dell'articolo 1 - comma 8 della legge 243/04 in favore degli autorizzati ai volontari prima del 20 luglio 2007, attualmente messa in discussione dall'Inps; concede la non applicazione della riforma Fornero a chi aveva 15 anni di contribuzione al 31 dicembre 1992 o per chi prima di tale data era stato ammesso alla prosecuzione volontaria dei contributi (i cd. quindicenni di cui al Dlgs 503/1992); generalizza le disposizioni eccezionali di cui all'articolo 24, comma 15-bis del Dl 201/2011 (cd. pensione a 64 anni).
Il disegno di legge, però, almeno dal punto di vista finanziario, non avrà vita facile perché le stime dall'Inps indicano un costo aggiuntivo di 47 miliardi di euro tra il 2014 e il 2025; e la Ragioneria generale dello Stato ha peraltro già espresso parere negativo sulla copertura prevista per l'intervento, basata sull'aumento delle entrate legate a giochi pubblici online e lotterie istantanee.