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Notizie

M5S: Grillo 'conquistato' da Farage, razzista? No, ha senso dell'umorismo

Redazione Venerdì, 30 Maggio 2014

- Roma, 30 mag. - Nigel Farage "non e' come lo descrivono, cosi' come non sono ne' fascista ne' nazista, come mi descrivono i giornali italiani". Cosi' Beppe Grillo parla al giornale britannico 'Telegraph' e spiega che con il leader dell'Ukip non c'e' ancora nessun accordo. "L'incontro era solo per conoscerci" ha sostenuto Grillo. Poi ha sottolineato che ci sono alcuni punti in comune come sull'immigrazione dove anche Farage "vuole controllare i flussi come noi: non e' vero che e' un razzista". Il leader dell'Ukip, Nicol Farage, ha "senso dell'umorismo e dell'ironia", ha poi aggiunto Beppe Grillo, in un passaggio dell'intervista al quotidiano britannico 'Telegraph'. "Non cambieremo il nostro programma - detto - non cambieremo le nostre idee, ma si parla di concetti come democrazia diretta, quindi abbiamo qualcosa in comune".

Grillo, che comunque ha spiegato che sull'alleanza la parola passera' alla Rete, ha pero' messo in evidenza che "con 17 parlamentari, se vuoi formare un gruppo autonomo, sei fuori". Si intensificano intano le voci di dissenso da Grillo nel Movimento. Ieri Beppe Grillo ha scritto su Facebook: "C'e' chi ha chiesto le mie 'dimissioni' (non si sa da cosa). Il tempo e' dalla nostra parte". Poi ha linkatp ad un articolo sul suo blog firmato da Aldo Giannuli nel quale lo storico e saggista spiega perche' "Grillo non si deve dimettere".

"Si stanno levando molte voci che chiedono le 'dimissioni' di Beppe Grillo (ho visto una dichiarazione in questo senso anche diparlamentari del M5s o ex del movimento) - scrive Giannuli - anche in questo blog ci sono interventi che vanno in questo senso e qualche autorevole amico me lo ha scritto in una mail privata. Tutti, piu' o meno, ricordano la frase con cui Grillo diceva che si sarebbe ritirato se non avesse 'vinto'. Bene, allora discutiamone. In primo luogo: dimettersi da cosa? Grillo non ha cariche formali nel M5s, non ne e' il segretario - sottolinea Giannuli - per cui la richiesta di dimissioni puo' significare solo che deve smettere di parlare e magari chiudere il suo sito. Mi sembra una richiesta eccessiva, che non si puo' fare neanche al leader piu' sconfitto del sistema solare: ma, allora, fatte le dovute proporzioni, uno come Veltroni cosa avrebbe dovuto fare? Per non dire di Paolo Ferrero".

Vito Crimi: no faide interne, Grillo-Casaleggio non si discutono

"Io non so quale film stanno guardando i giornalisti, resta il fatto che dentro questo film noi ci siamo e ho impressione ne stiano guardando un altro. Sentiamo parlare di 'bufera nel M5S' e di 'faide interne', ma da lunedi' siamo tornati a lavorare e vediamo solo persone sorridenti che si sono rimesse sotto a lavorare come e piu' di prima". Lo scrive su Facebook Vito Crimi, senatore ed ex capogruppo del M5S a palazzo Madama. "Nessuno ha mai messo in discussione Beppe e Gianroberto - assicura - lo sport nazionale di tirar fango sul M5S continua". "Abbiamo lavorato su centinaia di emendamenti al testo del governo sulle riforme - prosegue Crimi - stiamo ragionando sul decreto Irpef (quello del bonus 80 euro e non solo), audizioni varie al Copasir e altre Commissioni di inchiesta, e non abbiamo neanche il tempo di scatenare faide. Tanto per farvi un esempio, riunione del Senato di ieri su due ore e mezzo totali ne abbiamo impiegate quasi due per discutere dei lavori d'Aula e dei provvedimenti in esame e solo in parte, alla fine, si e' discusso di voto e risultati alle europee, ma rispetto a questo c'era una serenita' e una concordia che non avevo visto prima".

"Si parla di dossier anti-Grillo - aggiunge - sono tutte chiacchiere, si tratta di alcune considerazioni fatte da qualcuno che ha espresso una sua opinione su alcuni aspetti comunicativi che possono aver condizionato il voto. E' una ipotesi, una opinione, ne condivido una parte ma non tutto. Ciascuno di noi e voi avra' fatto le sue considerazioni, ma sono considerazioni in quanto e' impossibile determinare con certezza come si e' mosso l'elettorato, e anche i sondaggi di analisi del flusso di voti se ci azzeccano come i sondaggi pre elettorali... stiamo freschi!". Intanto il deputato dissidente M5S Tommaso Curro' scrive su Twitter: "M5S, giovedi' 29 mag '14, aula Tatarella, assemblea M5S Camera: finalmente torna il mio movimento 5 stelle. Ora si riparte forti e uniti".

Renzi accelera sulle riforme, sfilata di ministri a Palazzo Chigi

Redazione Venerdì, 30 Maggio 2014

- Roma, 30 mag. - Il premier Matteo Renzi prosegue il suo giro d'orizzonte per mettere a punto l'agenda delle riforme delle prossime settimane dopo il successo alle elezioni europee. Stamane Renzi ha ricevuto a palazzo Chigi i ministri della P.a. Marianna Madia, della Giustizia Andrea Orlando, della Cultura Dario Franceschini e dei Trasporti Maurizio Lupi. In mattinata a palazzo Chigi e' giunto anche il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Nei giorni scorsi il premier aveva incontrato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi e il ministro dell'Interno Angelino Alfano. .

Pubblico Impiego

Riforma Pa, dall'abrogazione del trattenimento in servizio maggiori posti per i giovani

Nicola Colapinto Venerdì, 30 Maggio 2014

Muove su più fronti la Riforma del pubblico impiego che il governo punta a realizzare dal prossimo 13 giugno. Le parole chiave sono maggiore mobilità intercompartimentale; staffetta generazionale; abrogazione del trattenimento in servizio, revisione dell'istituto dell'esonero; risoluzione anticipata del rapporto di lavoro per i dirigenti.

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L'idea dell'esecutivo sul fronte della dirigenza è di realizzare il cd. ruolo unico, un mercato organico dei manager pubblici che avrà effetti anche sulle retribuzioni che dovrebbero ispirarsi al merito e alla omogeneità (a parità di prestazioni o incarichi svolti). Si potenzierà la valutazione delle performance che dovrebbe avvenire sulla base di obiettivi misurabili fissati dal ministro competente. I premi dei dirigenti saranno ancorati anche a criteri di carattere generale come l'andamento dell'economia o il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica.

E ci sarà maggiore mobilità: "non si entrerà più in una amministrazione per restarvi tutta la vita con carriere automatiche" ha detto la Madia. Non solo. Ci sarà anche la possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico oltre un determinato termine.

Il ministro Madia ha spiegato inoltre che si vuole abrogare l'istituto del trattenimento in servizio, per recuperare almeno 10mila-13mila posti di lavoro da assegnare alla staffetta generazionale. Tra le altre proposte c'è la tanto discussa riduzione del 50% del monte ore dei permessi sindacali e l'introduzione dell'esonero dal servizio, un istituto abrogato nel 2011 che ora potrebbe assumere rilevanza per i prepensionamenti e per dare maggior spazio ai giovani.

Ci sarà molto probabilmente anche un intervento corposo sul fronte delle municipalizzate, dei comuni, delle Regioni, sulle forze dell'ordine e delle Prefetture a cui il governo potrebbe chiedere un contributo aggiuntivo di risparmi a ottobre in una nuova operazione di spending review del commissario Carlo Cottarelli.  Alcune semplificazioni potrebbero riguardare anche il settore dell'edilizia sul fronte delle autorizzazioni sismiche, quelle paesaggistiche e in particolare per i piccoli interventi o sui tempi di rilascio del permesso di costruire.

Pensioni

Pensioni, Damiano: bisogna abbassare l'età pensionabile

Eleonora Accorsi Venerdì, 30 Maggio 2014

Il presidente della commissione lavoro della Camera dei Deputati Cesare Damiano lancia l'idea di una revisione dell'età pensionabile sulla base anche di quanto accaduto di recente in Germania.

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"Se è vero che la Germania ha approvato una riforma che riduce l'età per il collocamento a riposo, bisognerebbe chiedersi se non sia il caso che anche nel nostro Paese si aprisse una discussione serena sulla questione che possa favorire un ricambio generazionale tra anziani e giovani. Con questa semplice ricetta che adesso sta cominciando a entrare nel pensiero germanico, si potrebbero definire creare nuovi posti di lavoro per i giovani".

Quanto ai recenti dati diffusi dalla Covip sulla previdenza complementare Damiano ricorda che le risorse accantonate con la previdenza privata hanno ormai assunto un "livello rilevante, anche se l’Italia è ancora indietro rispetto ad altri paesi europei industrialmente avanzati. Non bisogna mai dimenticare che le risorse versate a questi fondi appartengono ai lavoratori e che la loro finalità è quella di aggiungere alla pensione pubblica un assegno complementare. Evitiamo di scostarci da questo obiettivo primario, che è stato pensato soprattutto per le giovani generazioni con la finalità  di poter disporre di una pensione complessivamente dignitosa - sostiene Damiano.

Il Governo dovrebbe promuovere una grande campagna di adesione soprattutto tra i giovani e, contemporaneamente, rendere obbligatorio il versamento della quota di previdenza privata spettante alle aziende, stimolando in questo modo l’adesione dei lavoratori, che va comunque tenuta facoltativa. L’utilizzo anticipato di una quota di  queste risorse risparmiate dai lavoratori è già oggi possibile in alcuni casi:ad esempio  per l’acquisto della prima casa o  per particolari spese mediche. Queste norme possono essere rese maggiormente elastiche tenuto conto dell’attuale momento di crisi e delle necessità delle famiglie".

Fisco

Tasi, pronto il bollettino precompilato. Si chiariscono le regole per la proroga

Bernardo Diaz Venerdì, 30 Maggio 2014
Arriva il disco verde ai bollettini della Tasi, che il Comune può inviare precompilati ai contribuenti, mentre si stanno chiudendo i lavori per la proroga degli acconti nei Comuni che non hanno deliberato in tempo.

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Arrivano i bollettini postali per il versamento della Tasi. I bollettini dovranno essere messi gratuitamente a disposizione dalle Poste e i comuni che intendano personalizzarli, inviandoli  precompilati ai contribuenti, dovranno conseguire l'autorizzazione dalle Poste stesse. Il modello standard del bollettino è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale dello scorso 28 maggio.

Il contribuente può effettuare il versamento del tributo sui servizi indivisibili presso gli uffici postali oppure tramite servizio telematico gestito da Poste, ottenendo come ricevuta anche l'immagine virtuale del Bollettino o una comunicazione in formato testo contenente tutti i dati identificativi del bollettino e del bollo virtuale di accettazione. II modello di bollettino di conto corrente postale riporta obbligatoriamente ii numero di conto corrente 1017381649, valido in tutti i comuni del territorio nazionale, numero sul quale non si possono fare versamenti tramite bonifico. II conto corrente è intestato a "Pagamento Tasi".

Novità anche sulla proroga della Tasi sulla quale il tavolo tecnico avviato dal ministero è arrivato a conclusione. Nell'ultima ipotesi, trova conferma il calendario in due tappe, al 16 ottobre per l'acconto e al 16 dicembre per il saldo, con la novità che queste scadenze coinvolgerebbero anche le abitazioni principali, che quindi subirebbero un anticipo rispetto alle regole in vigore oggi: nei Comuni che non hanno inviato le delibere entro il 23 maggio, infatti, il Dl 16/2014 aveva previsto per queste abitazioni il pagamento in soluzione unica il 16 dicembre.

Secondo l'esecutivo inoltre i Comuni avranno tempo sino al 10 settembre per inviare le delibere per renderle valide per la data del 16 Ottobre (attualmente il termine di scadenza è fissato al 31 luglio). Se il Comune non rispetterà la data i contribuenti dovranno pagare la Tasi con l'aliquota standard dell'1 per mille, sempre senza superare il tetto del 10,6 per mille nella somma fra Imu e Tasi sugli immobili diversi dall'abitazione principale. Nel provvedimento che sarà licenziato dal Cdm si stabilisce anche che i comuni dove salta l'acconto di giugno riceveranno una somma pari al 50% delle entrate Tasi ad aliquota standard entro il 20 giugno.

Altro...

Monti, non entro nel Pd; Renzi 'sintesi' tra Merkel e Hollande

Redazione Giovedì, 29 Maggio 2014
- Roma, 29 mag. - "Mi sono ritirato nell'ottobre del 2013 quindi, chi si ritira, deve avere il buon gusto di non dare suggerimenti. Quando ero ancora presidente del partito avevo dato suggerimenti sul posizionamento del partito, non sono stato ascoltato a maggior ragione mi astengo oggi dal dare suggerimenti. Dentro Scelta civica ci sono molte persone capaci in grado di farlo. Rimane il fatto che alle elezioni del 2013 - in 50 giorni e senza soldi - siamo riusciti a raccogliere 3 mln di voti. Oggi Renzi ha avuto un grandissimo successo perche' ai voti che aveva, e' riuscito a aggiungere 2 mln e 700.000 voti". Lo ha detto il senatore a vita Mario Monti, ospite a "Agora'" su Raitre. L'ex opremier poi ha parlato del partito di Renzi: "Perche' non entro nel Pd? Perche' non sento la vocazione e non ho la missione di fare il politico, infatti sono uscito anche dal partito che ho fondato". "Renzi puo' fare un'ottima sintesi tra Merkel e quella meteora che fu Hollande quando si presento' sulla scena". "Se l'Italia volesse farsi valere in Europa per ottenere una carica, le verrebbe gentilmente risposto: 'Avete gia' una carica importantissima con Mario Draghi'. Non e' escluso che un italiano possa avere una posizione importante, ma bisognerebbe che l'Europa fosse in difficolta' a trovare soluzioni alternative e che, quindi, fosse proprio l'Europa a chiederlo e che non fosse ostacolata dal governo italiano". .

Direzione Pd: Renzi invoca unita' 40% ci carica responsabilita'

Redazione Giovedì, 29 Maggio 2014
- Roma, 29 mag. - Prima direzione dopo lo tsunami del 40 per cento alle Europee: e' passato poco piu' di un mese dall'ultima, ma sembrano passati anni. Intanto per la durata della riunione, meno di due ore, in cui non si sono sentiti interventi critici rispetto alla relazione del segretario e, di conseguenza, nessuna contro replica. Niente a che vedere con la lunga e drammatica direzione del 20 gennaio quando il botta e risposta tra segretario e presidente porto' alle dimissioni di Gianni Cuperlo. Renzi, tuttavia, appare meno aggressivo nell'esporre le sue idee. Addirittura paterno quando si rivolge ai neo eletti al Parlamento Europeo. Certo, non si e' festeggiato il 40%, spiega, perche' non si e' trattato di una vittoria del segretario o del partito ma "degli italiani per l'Italia". Ma anche perche' quel 40 per cento carica sulle spalle del Pd una responsabilita' di cui, forse, ci si accorgera' soltanto nei mesi avvenire, con l'appuntamento del semestre europeo, con le riforme istituzionali, con i provvedimenti sull'economia e sul lavoro. E' un inaspettato appello all'unita' quello che il segretario pronuncia al Nazareno, perche' non ce ne sarebbe bisogno visto il clima nuovo che sembra spianare la strada al governo e alla sua segreteria: "Non c'e' stato nessun salto sul carro del vincitore", dice Renzi riferendosi alle prese di posizione di chi, anche all'interno del partito, si e' mostrato scandalizzato dalla presenza di molti esponenti della minoranza (di quel che ne rimane, almeno) nella fotografia che celebrava la vittoria del 25 maggio. Quelle polemiche Renzi le ha trovate "allucinanti". Parole che hanno immediatamente fatto risuonare nella sala la formula-mantra di questi giorni: gestione unitaria. Bene, se gestione unitaria ci sara', avverte Renzi, "non e' il tentativo di tornare a schemi vecchi o a spartizioni correntizie ma e' corresponsabilita', una volta chiariti gli obiettivi. Se le persone ci vogliono stare, ci staranno". Il Pd "deve continuare ad essere il partito della speranza" da anteporre a quello "della rabbia" secondo il fortunato schema del 'derby' che Renzi ha proposto in campagna elettorale. Solo cosi' si potranno portare a casa quelle riforme che rimangono la ragione sociale dell'esecutivo a trazione Renzi. Il cronoprogramma non si tocca, "il tempo e' questo": entro l'estate riforma costituzionale approvata in Senato e Italicum, in quest'ordine, per fare in modo che il Pd "metta residenza in quel 40 per cento" che Renzi bolla come "accidente della storia". Prima dell'estate, pero', ci sono due appuntamenti da non mancare. Il primo quello dei ballottaggi per i quali Renzi chiama "tutti a dare un contributo" cosi' da vincere anche contro la sfortuna: "Siamo a 17 capoluoghi di provincia, che non porta un gran che bene...". Poi c'e' da riassettare gli organi interni del partito. La presidenza, rimasta vacante dall'addio di Cuperlo. E la segreteria, da rivedere alla luce dei suoi componenti divenuti nel frattempo ministri, ma anche del nuovo clima che si respira tra i democratici. "La minoranza entrera' in segreteria", ha confermato Davide Zoggia di Area Riformista. Contemporaneamente il segretario del Pd chiede di rilanciare la campagna di ascolto degli insegnanti e, soprattutto, la formazione politica. Due 'promesse mancate' di cui Renzi si assume la responsabilita'. Quello interno, tuttavia, non e' il solo riassetto che attende il premier. Perche', come lui stesso spiega, ci sono partiti rappresentati anche al governo, che sono praticamente spariti. Di frotne a questo "non si puo' lasciare ma raddoppiare". Parole che Pippo Civati (unica voce rimasta fuori dal coro) interpreta come un invito agli esponenti di Scelta Civica di entrare nel partito. "Io guardo da un'altra parte", ha risposto Civati. "Nessuno di noi fara' campagna acquisti in Parlamento, ma siamo disponibili a ragionare e a riflettere", erano state le parole di Renzi, anche perche' "immaginando che l'orizzonte della legislatura e' il 2018" ogni ragionamento "e' fisiologico". .

Congo: Boschi, rientreranno anche gli altri bimbi

Redazione Giovedì, 29 Maggio 2014
- Roma, 29 mag. - "Sicuramente l'impegno del governo ci sara' anche per le altre famiglie che si trovano nella stessa situazione di aver completato l'iter di adozione in Congo. Le difficolta' ci sono state perche' il Congo le ha bloccate per un anno". Lo annuncia il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, a Otto e mezzo su La7. "Speriamo che per gli altri bimbi gia' adottati si risolva presto ma - osserva - non posso sbilanciarmi sui tempi".

Renzi: tocca a noi cambiare Ue. Lavoro prima di tutto

Redazione Giovedì, 29 Maggio 2014
- Roma, 29 mag. - La battaglia per conquistare una delle istituzioni europee che vanno a rinnovarsi puo' aspettare. Il Partito Democratico deve pensare, per il momento ai contenuti e a strutturarsi in modo tale da risultare determinante nel Parlamento Europeo. L'intervento di Matteo Renzi alla direzione, convocata per fare il punto sulle elezioni e sulla nuova stagione europea che sta per aprirsi, va in questa direzione: i numeri ci sono, dice il premier in una riunione riservata ai neo eletti, la delegazione democratica puo' essere determinante. A patto che ci si parli, si lavori insieme in maniera coordinata. Non e' un caso che per 'prendere per mano' i neoeletti il segretario abbia chiamato il professore Roberto Gualtieri, gia' presidente dell'Istituto Gramsci, e deputato europeo fresco di rielezione. Nella legislatura che si e' appena chiusa in Europa, Gualtieri si e' guadagnato la stima dei colleghi del Pse e degli altri gruppi. Una scelta coerente con i criteri meritocratici a cui il premier dice di ispirarsi. I contenuti, dunque: "Abbiamo ricevuto un consenso che ci impone di cambiare il nostro Paese e l'Europa in maniera decisa". Un'Europa che per Renzi deve avere "un respiro piu' ampio" di quello mostrato negli ultimi anni. Un invito rivolto anche e soprattutto al Pse al quale il presidente del consiglio chiede se le idee espresse in campagna elettorale siano "ancora valide oppure no. Questo e' il punto di partenza: c'e' o non c'e' la consapevolezza che di fronte ai populismo c'e' da investire sui valori di cittadinanza e sui valori sociali?". No, insomma, a "un'Europa che si occupa di tutto e lascia a noi i temi dell'immigrazione". Quello che e' stato uno slogan della campagna elettorale, "ma che ora deve diventare un impegno". Strettamente legato a quello per cambiare verso all'Europa, e' l'impegno di cambiare l'Italia attraverso le riforme: la road map di Renzi non accetta rinvii - "questo e' il tempo", detta il segretario - e spiega che, entro l'estate, dovra' essere approvata la riforma costituzionale al Senato e la riforma della legge elettorale, "ma non per andare al voto". parallelamente, il Pd dovra' combattere quella che il premier definisce "la madre di tutte le battaglia", ovvero la riforma del mercato e delle regole del lavoro assieme a un "ripensamento delle politiche industriali per diverse realta' del Paese: dal Sulcis a Termini Imerese fino al profondo Nord". Il premier sottolinea il "ruolo che alcuni rinnovi delle aziende partecipate dallo Stato produrranno nelle prossime settimane in termini di strategia sia in Italia che all'estero". E aggiunge: "Su tutto cio' si gioca una parte della scommessa in termini di politica industriale, di ripartenza di posti di lavoro e credibilita', forza e fiducia del Paese". Nei prossimi giorni, poi, si sbrogliera' il nodo riguardante Alitalia: "e' questione di ore", assicura Renzi che chiede un "cambio di passo" anche sulla vicenda Ilva perche', dice, "cosi' non si va avanti".

M5S: dossier segreto sul voto L'ira di Grillo e  Casaleggio

Redazione Giovedì, 29 Maggio 2014
- Roma, 29 mag. - Infuriati. Cosi' sarebbero, secondo quanto si apprende, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio con lo staff della comunicazione della Camera che ha fatto un'analisi del voto, messa nero su bianco e illustrata ieri sera ai deputati riuniti in assemblea. A far "trasalire" il leader M5S e il cofondatore, e' stata - secondo quanto viene riferito - un'analisi che fa fare "una figuraccia al Movimento" parlando di parlamentari che sembrano "saccenti, non umili e poco affidabili" e "non adatti al governo". Oltre a tirare in ballo l'"uomo forte" che gli italiani cercherebbero ancora oggi in Renzi cosi' come, in passato, in Berlusconi. E Mussolini. Ma l'irritazione di Casaleggio nascerebbe anche dal fatto che il documento chiede di puntare di piu' sulla televisione per poter arrivare all'agognato 51%. Un'indicazione che va in netto contrasto con quanto suggerito invece, all'indomani dell'esito elettorale, proprio da Casaleggio che aveva sollecitato ad essere meno presenti in tv. Tra l'altro, sempre secondo quanto si apprende, sempre Casaleggio non avrebbe voluto un 'quartier generale' a Roma, in un albergo dell'Eur, dove, con tanto di sala stampa, i 5 stelle avrebbero aspettato i risultati. Che pero' sono stati al di sotto delle aspettative. "Troppa attenzione mediatica" era stato sottolineato. Ad alimentare il caos in casa 5 stelle, c'e' anche il fatto che l'analisi del voto sia stata elaborata solo dallo staff comunicazione della Camera. Documento, tra l'altro pubblicato, su qualche quotidiano e oggi a disposizione delle agenzie di stampa, ma che ai deputati non e' stato consegnato. Questa analisi, quindi, e' stata elaborata soltanto dall'ufficio comunicazione M5S dei gruppi di Montecitorio e del Senato - dove i senatori 5 stelle hanno iniziato la loro riunione per un'analisi del voto - ed anche in questo comparto si registra una certa "irritazione". Rocco Casalino, che e' il coordinatore della comunicazione sia di Camera sia del Senato, di fatto sembra sia stato 'bypassato' e in queste ore, secondo quanto si apprende, starebbe cercando un chiarimento con i colleghi della Camera. A complicare il quadro, c'e' anche un'altra analisi, fatta dalla 'tv coach' Silvia Virgulti che ieri sera, in assemblea dei deputati, ha puntato il dito contro quella che ha definito "comunicazione negativa di Grillo" e sul fatto che "Casaleggio, vestito di scuro e con quel cappellino, ha mandato un "messaggio inquietante e non rassicurante". Mentre, cosi' racconta oggi qualche deputato 5 stelle, i parlamentari sarebbero stati "promossi" perche', avrebbe detto la Virgulti, "se non fossero andati in giro per le piazze, il Movimento 5 stelle avrebbe preso un risultato ancora peggiore". Un deputato critico ammonisce: "Basta con 'sta presunzione dei superpoteri, che noi siamo i rappresentanti dei cittadini e loro no.. Non e' cosi' di fatto. Bisogna rispettare il voto dell'elettorato". Ai deputati e' stato spiegato che la comunicazione puo' avvenire "per giudizi o per contenuti" e che M5S finora ha comunicato per giudizi: l'obiettivo, viene spiegato, e' di comunicare da ora in poi per contenuti per convincere gli elettori a votare M5S. Un pomeriggio 'caldo', quindi con deputati e senatori alle prese con le rispettive assemblee di gruppo, in vista di quella assemblea congiunta della prossima settimana. Il clima e' abbastanza avvelenato, anche se oggi molti dicono che non dovrebbero esserci strappi, non foss'altro perche' non sono previste votazioni ma solo l'avvio del dibattito. Al Senato, Paola Taverna fa la sua analisi: "Mi pare evidente - spiega - l'informazione e' stata tutta pro-Renzi. E gli italiani non sono pronti... perche' noi siamo oltre". Ma che cosa ha sbagliato il Movimento 5 stelle in campagna elettorale? "Forse abbiamo avuto toni eccessivi", ammette la stessa 'pasionaria' Taverna.
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