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Notizie

Alfano, Delegazione Ncd al governo non cambia

Redazione Giovedì, 29 Maggio 2014
- Roma, 29 mag. - Non cambia la pattuglia del Nuovo centrodestra nel governo guidato da Matteo Renzi e il partito continuera' ad avere un presidente in Angelino Alfano e un coordinatore nell'ex ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello. Lo dice al termine dell'assemblea dei gruppi lo stesso ministro dell'Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano: "La nostra composizione nell'esecutivo resta quella che e'. Non credo che Lupi abbia intenzione di lasciare il governo delle Infrastrutture" aggiunge Alfano che cosi' mette fine alla ridda di voci che si erano inseguite nei giorni scorsi. "Noi abbiamo celebrato 45 giorni fa un congresso - osserva ancora Alfano, rispetto alla struttura del partito - che mi ha eletto presidente e che mi ha dato il potere di indicare un coordinatore che e' Gaetano Quagliariello". .

#vinciamonoi fu un errore Grillo furioso per l'autocritica

Redazione Giovedì, 29 Maggio 2014

- Roma, 29 mag. - Passato lo choc, i Cinque Stelle fanno i conti con quella che forse non e' stata una Caporetto e nemmeno una Waterloo - come ha detto Grillo - ma di sicuro una sconfitta cocente. E in un documento illustrato dallo 'staff' fanno il punto sulle contromisure da adottare per uscire da una crisi che potrebbe portare il mpvimento all'estinzione. "Se si decide di voler raggiungere il 51% allora bisogna adeguare il messaggio. Se si decide di puntare ad alcune fasce di popolazione, bisogna far ricorso a strumenti appropriati (tv in prima istanza) e declinare il messaggio".

E' una delle 'possibili soluzioni', rubricata al titoletto 'Definire meglio il target da puntare', illustrate ieri sera. Inoltre, sempre secondo quanto si legge sul documento elaborato dall'ufficio comunicazione 5 stelle, bisogna 'Uscire fuori' e "organizzare stati generali tematici, entrare nelle universita', nei luoghi di lavoro e lasciar perdere le agora'. Anadare a presentare denunce e proposte - prosegue il documento - direttamente ai destinatari. Aprirsi, prendersi le piazze mediatiche degli altri". Tra le altre 'possibili soluzioni' indicate dallo staff M5S ci sono pure: 'Rafforzare paradigma denuncia-proposta': "per far percepire l'affidabilita' e il costruttivismo del gruppo - si legge nel documento - non si possono piu' fare solo denunce senza essere affiancate da proposte e soluzioni. Se non si ha una soluzione a un problema, non lo si puo' denunciare". E ancora, altri paragrafi con suggerimenti 'Creare un progetto' e 'Investire sul lavoro parlamentare': qui si consiglia di "assumere consulenti preparati, i migliori esperti, rafforzare il reparto", insomma "rafforzare quantitativamente e qualitativamente l'attivita' legislativa".

Grillo e Casaleggio furiosi per l'analisi dello staff

Torna poi la necessita' dello streaming ma solo per 'Assemblee tematiche': "I parlamentari devono tornare a confrontarsi su temi pratici e concreti. E farlo in streaming, in modo da interessare quelle fette di popolazione destinatarie del lavoro parlamentare o dell'attivita' di governo". E infine, ultima soluzione indicata, 'Selezionare input': "Abbiamo spesso dato un numero eccessivo di input - si legge nel documento M5S - soffrendo la mancanza di coordinamento tra i vari 'produttori di notizie' ovvero la comunicazione della Camera, la comunicazione del Senato, il blog e Beppe Grillo. Paghiamo il fatto che troppo spesso i compartimenti restano isolati l'uno dall'altro. Al netto dei temi di stretta attualita', abbiamo messo troppa carne al fuoco tutta insieme. Poteva essere utile mettere in calendario la potenza da fuoco tema su tema, unendo le forze".

Autocritica, ma con bacchettata incorporata: i "parlamentari hanno percepito" un "atteggiamento di sfiducia nei loro confronti". "Seppur elogiati per il loro impegno - viene sottolineato nel paragrafo 'Non siamo da governo' - i parlamentari del M5S non sono ancora percepiti come affidabili. Si ritengono poco concreti, la battaglia sul 138 l'hanno capita ben poche persone. Mancano di umilta' e a volte sono percepiti come saccenti". "Gli italiani in questa fase difficile hanno dimostrato di aver bisogno di affidarsi a un uomo forte, fattore che ciclicamente torna nella storia, da Mussolini a Berlusconi, e hanno bisogno di serenita'. Renzi ha saputo trasmettere serenita' costruttiva, mentre noi abbiamo trasmesso energia si', ma ansiosa e fatta percepire dai media e dagli altri competitor come distruttiva".

"Renzi e' stato capace di lasciare il segno con un messaggio di novita', grazie al suo linguaggio e ai suoi toni - viene sottolineato nel dovumento - Renzi, volutamente, e' apparso diverso dal suo stesso partito, un partito che non trascina, che non ha mai toccato le emozioni del paese. E Renzi lo sapeva pure. Noi abbiamo cercato di sovrapporre l'immagine del premier a quella del suo partito, il messaggio del 'burocrate', lui ha sempre giocato a disallinearsi, a discostarsi dal suo partito". "Il voto del 25 maggio non e' stato tanto pro-Renzi o pro-Pd, nonostante le percentuali bulgare, quanto contro il Movimento 5 stelle e lo spettro della 'paura', costruito finemente ed efficacemente per portare quindi tutti gli elettori in un alveo di 'sicurezza' rappresentata da Renzi" e' l'analisi fatta dallo 'staff' M5S "La chiamata alle armi - prosegue il documento - contro la forza del male (riproduzione del modello anti berlusconiano) e' riuscita tanto e' vero che a sinistra, invece di esultare per un risultato mai ottenuto, hanno invece tirato un sospiro di sollievo (la Repubblica e' salva) o inveito contro il grillino sconfitto". "paradossale e' stata la scelta del #vinciamonoi. Ci si e' creduto tanto da aver spinto gli altri partiti a crederci e quindi a reagire con la chiamata alle armi".

M5S: Grillo e Casaleggio infuriati da analisi 'staff', e' caos

Redazione Giovedì, 29 Maggio 2014
- Roma, 29 mag. - Infuriati. Cosi' sarebbero, secondo quanto si apprende, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio con lo staff della comunicazione della Camera che ha fatto un'analisi del voto, messa nero su bianco e illustrata ieri sera ai deputati riuniti in assemblea. A far "trasalire" il leader M5S e il cofondatore, e' stata - secondo quanto viene riferito - un'analisi che fa fare "una figuraccia al Movimento" parlando di parlamentari che sembrano "saccenti, non umili e poco affidabili" e "non adatti al governo". Oltre a tirare in ballo l'"uomo forte" che gli italiani cercherebbero ancora oggi in Renzi cosi' come, in passato, in Berlusconi. E Mussolini. Ma l'irritazione di Casaleggio nascerebbe anche dal fatto che il documento chiede di puntare di piu' sulla televisione per poter arrivare all'agognato 51%. Un'indicazione che va in netto contrasto con quanto suggerito invece, all'indomani dell'esito elettorale, proprio da Casaleggio che aveva sollecitato ad essere meno presenti in tv. Tra l'altro, sempre secondo quanto si apprende, sempre Casaleggio non avrebbe voluto un 'quartier generale' a Roma, in un albergo dell'Eur, dove, con tanto di sala stampa, i 5 stelle avrebbero aspettato i risultati. Che pero' sono stati al di sotto delle aspettative. "Troppa attenzione mediatica" era stato sottolineato. Ad alimentare il caos in casa 5 stelle, c'e' anche il fatto che l'analisi del voto sia stata elaborata solo dallo staff comunicazione della Camera. Documento, tra l'altro pubblicato, su qualche quotidiano e oggi a disposizione delle agenzie di stampa, ma che ai deputati non e' stato consegnato. Questa analisi, quindi, e' stata elaborata soltanto dall'ufficio comunicazione M5S dei gruppi di Montecitorio e del Senato - dove i senatori 5 stelle hanno iniziato la loro riunione per un'analisi del voto - ed anche in questo comparto si registra una certa "irritazione". Rocco Casalino, che e' il coordinatore della comunicazione sia di Camera sia del Senato, di fatto sembra sia stato 'bypassato' e in queste ore, secondo quanto si apprende, starebbe cercando un chiarimento con i colleghi della Camera. A complicare il quadro, c'e' anche un'altra analisi, fatta dalla 'tv coach' Silvia Virgulti che ieri sera, in assemblea dei deputati, ha puntato il dito contro quella che ha definito "comunicazione negativa di Grillo" e sul fatto che "Casaleggio, vestito di scuro e con quel cappellino, ha mandato un "messaggio inquietante e non rassicurante". Mentre, cosi' racconta oggi qualche deputato 5 stelle, i parlamentari sarebbero stati "promossi" perche', avrebbe detto la Virgulti, "se non fossero andati in giro per le piazze, il Movimento 5 stelle avrebbe preso un risultato ancora peggiore". Un deputato critico ammonisce: "Basta con 'sta presunzione dei superpoteri, che noi siamo i rappresentanti dei cittadini e loro no.. Non e' cosi' di fatto. Bisogna rispettare il voto dell'elettorato". Ai deputati e' stato spiegato che la comunicazione puo' avvenire "per giudizi o per contenuti" e che M5S finora ha comunicato per giudizi: l'obiettivo, viene spiegato, e' di comunicare da ora in poi per contenuti per convincere gli elettori a votare M5S. Un pomeriggio 'caldo', quindi con deputati e senatori alle prese con le rispettive assemblee di gruppo, in vista di quella assemblea congiunta della prossima settimana. Il clima e' abbastanza avvelenato, anche se oggi molti dicono che non dovrebbero esserci strappi, non foss'altro perche' non sono previste votazioni ma solo l'avvio del dibattito. Al Senato, Paola Taverna fa la sua analisi: "Mi pare evidente - spiega - l'informazione e' stata tutta pro-Renzi. E gli italiani non sono pronti... perche' noi siamo oltre". Ma che cosa ha sbagliato il Movimento 5 stelle in campagna elettorale? "Forse abbiamo avuto toni eccessivi", ammette la stessa 'pasionaria' Taverna.
Pensioni

Esodati, l'esame della proposta di legge Damiano partirà il 23 Giugno

Sergey Giovedì, 29 Maggio 2014

La proposta di legge sugli esodati, a firma del presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano (Pd), inizierà l’esame in aula alla Camera da lunedì 23 giugno. E' quanto ha deciso oggi la conferenza dei capigruppo della Camera.

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La proposta di legge unificata contiene la cd. sesta salvaguardia, un insieme di norme volte a tutelare quei lavoratori che attualmente non hanno potuto mantenere il beneficio delle vecchie regole pensionistiche, quelle vigenti sino al 31 dicembre 2011.

Si ricorda che la proposta tutela, in sostanza, i lavoratori che fruiscono della mobilità sulla base di accordi sindacali stipulati entro il 2011 che maturino i requisiti per la pensione entro 2 anni dal termine dell'indennità di mobilità; gli autorizzati ai volontari che abbiano presentato domanda entro il 31 gennaio 2012 che maturino la decorrenza del trattamento entro il 2018; i lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro (unilateralmente o con accordi) che maturano il requisito per la pensione (non piu' la decorrenza) entro il 6 dicembre 2014.

Modifiche importanti interessano anche i lavoratori precoci in favore dei quali viene resa valida la contribuzione accreditata a qualsiasi titolo al fine di escludere le penalizzazioni sino al 31.12.2017 previste dall'articolo 24, comma 10 del Dl 201/2011. Altri benefici interessano gli autorizzati ai volontari prima del 20 luglio 2007 ed il personale ferroviario viaggiante, di macchina e di manovra.

Renzi parla alla direzione Pd Voto impone cambiare Ue e Italia

Redazione Giovedì, 29 Maggio 2014
- Roma, 29 mag. - "Abbiamo ricevuto un consenso che ci impone di cambiare il nostro Paese e l'Europa in maniera decisa". Lo ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi alla direzione del Pd. "L'Europa cambia perche' l'alternativa e' l'Europa che non si salva". - "Il Pd si e' posto come non il garante di conservazione ma come il testimone di speranza. La partita si e' giocata tra rabbia e speranza e ha vinto la speranza, per questo non possiamo indietreggiare su questa vocazione", ha aggiunto Renzi, secondo il quale "il Pd e' chiamato ad essere il partito della nazione e della speranza". "Prima delle dissertazioni sui nomi e' importante capire se le idee che il Pse ha espresso sono ancora valide oppure no. Questo e' il punto di partenza: c'e' o non c'e' la consapevolezza che di fronte ai populismo c'e' da investire sui valori di cittadinanza e sui valori sociali". "Abbiamo il dovere di dire - ha sottolineato il premier - che la risposta che l'Europa ha dato alla crisi non e' stata sufficiente alle attese dei cittadini europei". Poi una stoccata a Grillo: "In streaming si fanno i dibattiti, a trovare i populisti inglesi ci si va di nascosto", ha detto commentando l'atteggiamento del Movimento 5 stelle. "Mi ha colpito - ha aggiunto - perche' c'e' una filosofia dietro che avevo sottovalutato. In campagna elettorale ci chiedevamo 'chissa' con chi staranno?', loro lo sapevano gia'". "Il punto piu' basso della campagna elettorale e' stato toccato quando un cantante sul palco di San Giovanni ha detto di odiare Napolitano piu' come uomo che come politico". Quanto al Pd sono "allucinanti le polemiche sulla foto di gruppo, non c'e' stato alcun salto sul carro del vincitore". .

Altro...

Confindustria: Brunetta, FI su stessa lunghezza d'onda di Squinzi

Redazione Giovedì, 29 Maggio 2014
- Roma, 29 mag. - "Non solo condividiamo in pieno l'analisi del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, sulla situazione dell'economia italiana e le proposte formulate questa mattina per superare la crisi in cui versa il Paese, ma lo ringraziamo, anche, per aver ribadito ancora una volta quelli che sono i cardini della nostra azione politica e che in passato hanno caratterizzato la nostra azione di governo", afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. "Dal 'ridimensionamento della spesa corrente, tagliando gli incentivi improduttivi, riducendo il perimetro pubblico e avviando una radicale messa in efficienza della Pubblica Amministrazione, riportando la pressione fiscale e contributiva a livelli accettabili 'alla necessita' di 'una regolazione semplice, chiara e stabile, un'amministrazione al servizio delle imprese e non contro queste; una giustizia rapida ed efficiente; un'istruzione che sappia attrezzare i giovani alle nuove sfide; una ricerca mirata; il decentramento della contrattazione collettiva e la decontribuzione e detassazione dei salari di produttivita'': tutti strumenti di una politica industriale buona ed efficiente", dice ancora. "Cosi' come, al pari di Confindustria, siamo preoccupati per la ristrettezza del credito che affligge le nostre imprese, e che Forza Italia collega all'esigenza di attribuire alla Bce il ruolo di prestatore di ultima istanza. E non possiamo accettare - riprende Brunetta - come ha ricordato tanto il presidente Squinzi nella sua relazione, quanto il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, che in Italia ' chi fa impresa sia trattato come un nemico della legge o un soggetto che tenta di aggirarla'". "Infine, solenne il passaggio del presidente Squinzi sull'importanza delle esportazioni per il nostro Paese e, soprattutto, del Made in Italy, con riferimento al quale ha parlato di ' gusto, qualita', raffinatezza, personalita'' dei nostri prodotti: innegabile. Siamo, nei fatti e con la nostra storia, sulla stessa lunghezza d'onda di Confindustria. Presidente Squinzi - conclude - lavoreremo insieme. Le tue proposte per riportare l'Italia sul sentiero della crescita sono le nostre, le nostre proposte sono le tue". .

Divorzio breve: dopo l'ok alla camera tempi rapidi al Senato

Redazione Giovedì, 29 Maggio 2014

- Roma, 29 mag. - Via libera bipartisan della Camera alle nuove norme che mirano ad introdurre in Italia il divorzio breve. I primi a rivendicare la vittoria sono i due relatori, l'azzurro Luca D'Alessandro e la Democratica Alessandra Moretti, che hanno illustrato la materia oggi in una conferenza stampa, invitando i colleghi senatori ad approvare a loro volta il provvedimento in tempi brevi: "Siamo in contatto con i colleghi di palazzo Madama - ha spiegato i due relatori - auspichiamo che il testo non venga stravolto e che non si dia il via al solito rimpallo tra le Camere".

La norma che introduce il divorzio berve, spiegano D'Alessandro e Moretti, "e' molto equilibrata", anche perche' "interviene solo sui tempi e in maniera chirurgica", mentre non va ad incidere, ad esempio, sull'aspetto che riguarda la tutela dei figli: "I minori sono assolutamente garantiti dalle norme preesistenti che non vengono in alcun modo modificate", assicurano i due esponenti di Forza Italia e Pd. In questo modo il legislatore mira ad evitare i conflitti che colpiscono in particolare i figli, aiutando chi vuole creare una nuova famiglia.

Il provvedimento sul 'divorzio breve' approvato dalla Camera "e' un testo equilibrato e realistico, che senza stravolgere le norme rendera' piu' snello il percorso giudiziale riducendo il contenzioso. Abbreviare i tempi facilita la soluzione dei conflitti tra coniugi, anche a vantaggio della serenita' dei figli". Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia della Camera, esprime soddisfazione per il voto in aula: "Dopo tanti tentativi andati a vuoto nelle scorse legislature, stavolta siamo vicini al traguardo.

E' una legge doverosa in linea con i tempi e con gli altri paesi, e' un passo avanti di civilta' giuridica e sociale. Auspico che il passaggio al Senato possa avere tempi rapidi". Il 'divorzio breve', a giudizio di Ferranti, "non sminuisce affatto il valore del matrimonio ne' obbliga a tempi accelerati, perche' anche con la nuova legge - osserva - saranno pur sempre gli ex coniugi a decidere quando chiedere il divorzio dopo la separazione. Quanto ai figli, il nostro ordinamento li tutela ampiamente a prescindere dal contesto familiare". .

Divorzio breve, si' della Camera Adesso manca solo il Senato

Redazione Giovedì, 29 Maggio 2014
- Roma, 29 mag. - Via libera dell'Aula della Camera alla proposta di legge sul divorzio breve che riduce i tempi dello scioglimento del matrimonio a 12 mesi in caso di contenzioso e a 6 mesi per le consensuali. I si' sono stati 381, i no 30, gli astenuti 14. Il disegno di legge passa ora all'esame del Senato. Il provvedimento prevede lo stop alla separazione di 3 anni per chiedere il divorzio. Il termine scende a 12 mesi per la separazione giudiziale e a 6 mesi per la consensuale, indipendentemente dalla presenza o meno di figli. Se la separazione e' giudiziale, il termine decorre dalla notifica del ricorso. Riguardo la comunione legale "a comunione dei beni si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale". Il 'divorzio breve' sara' operativo anche per i procedimenti in corso. .

Bonus Irpef, proposta l'estensione a pensionati e famiglie monoreddito

Nicola Colapinto Giovedì, 29 Maggio 2014

Da lunedì scorso oltre 10 milioni di lavoratori dipendenti hanno visto la propria busta paga un pochino più ricca. La promessa elettorale di Renzi di concedere da maggio i famosi 80 euro in busta paga è stata formalmente mantenuta, nonostante tutte le critiche sollevate in questi ultimi due mesi.

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Una mossa certamente abile a cui si deve buona parte del successo del Pd alle elezioni europee. La platea dei beneficiari è infatti molto vasta: sono circa 12,2 milioni i soggetti che potranno vedere crescere le buste paga di ben mille euro l'anno a regime. Il bonus da 80 euro riguarda chi ha un reddito annuo lordo compreso tra i 8 e i 24 mila euro annui; la somma erogata scende fino ad azzerarsi del tutto oltre i 26 mila euro di reddito; rientrano tra i beneficiari non solo i lavoratori dipendenti a tempo pieno part time o con contratto di collaborazione ma anche i cassaintegrati, lavoratori mobilità o in disoccupazione.

Il beneficio tuttavia potrebbe ora allargarsi rapidamente se fosse accolto l'emendamento proposto da Ncd al decreto Irpef in corso di esame in Senato. Il nuovo centro Destra ha chiesto infatti di allargare lo sconto Irpef anche le famiglie con reddito oltre 26.000 euro a condizione che siano monoreddito e con almeno tre figli a carico. Secondo il viceministro all'Economia Enrico Morando l'esecutivo sta valutando attentamente questa ipotesi presentata in quanto il costo non sarebbe proibitivo; secondo le stime presentate dai firmatari la proposta avrebbe un costo oscillante tra i 40 e 50 milioni di euro.

Bonus Irpef esteso ai pensionati
Superato questo passaggio il premier ha comunque promesso che dall'anno prossimo, quando la misura diventerà strutturale, il bonus sarà esteso anche nei confronti dei pensionati e dei lavoratori incapienti (cioè verso coloro che guadagnano meno di 8mila euro all'anno). Piu' in bilico invece l'estensione del beneficio alle partite Iva il cui costo sarebbe troppo elevato secondo i tecnici del ministero dell'economia. 

E intanto sulla proposta di Renzi arriva il plauso di Damiano: È importante l’annuncio del Premier Matteo Renzi a proposito dell’estensione, a partire dal 2015, degli 80 euro netti mensili anche ai pensionati. Questo impegno sana una discriminazione tra lavoratori dipendenti, che avranno questo aumento dalla fine del mese di maggio,  e pensionati. Vorremmo che l’attenzione posta dal Primo Ministro anche a questa categoria di cittadini facesse assumere come una delle priorità dell’Esecutivo la questione previdenziale" ha detto l'ex ministro del lavoro.

Sc: Monti, non entro nel Pd; Renzi 'sintesi' tra Merkel e Hollande

Redazione Giovedì, 29 Maggio 2014
- Roma, 29 mag. - "Mi sono ritirato nell'ottobre del 2013 quindi, chi si ritira, deve avere il buon gusto di non dare suggerimenti. Quando ero ancora presidente del partito avevo dato suggerimenti sul posizionamento del partito, non sono stato ascoltato a maggior ragione mi astengo oggi dal dare suggerimenti. Dentro Scelta civica ci sono molte persone capaci in grado di farlo. Rimane il fatto che alle elezioni del 2013 - in 50 giorni e senza soldi - siamo riusciti a raccogliere 3 mln di voti. Oggi Renzi ha avuto un grandissimo successo perche' ai voti che aveva, e' riuscito a aggiungere 2 mln e 700.000 voti". Lo ha detto il senatore a vita Mario Monti, ospite a "Agora'" su Raitre. L'ex opremier poi ha parlato del partito di Renzi: "Perche' non entro nel Pd? Perche' non sento la vocazione e non ho la missione di fare il politico, infatti sono uscito anche dal partito che ho fondato". "Renzi puo' fare un'ottima sintesi tra Merkel e quella meteora che fu Hollande quando si presento' sulla scena". Lo dice l'ex premier Mario Monti ad Agora' su Rai3. "Se l'Italia volesse farsi valere in Europa per ottenere una carica, le verrebbe gentilmente risposto: 'Avete gia' una carica importantissima con Mario Draghi'. Non e' escluso che un italiano possa avere una posizione importante, ma bisognerebbe che l'Europa fosse in difficolta' a trovare soluzioni alternative e che, quindi, fosse proprio l'Europa a chiederlo e che non fosse ostacolata dal governo italiano". Lo dice l'ex premier Mario Monti ad Agora' su Rai3. .
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