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Pensioni, Nuova stretta sulle uscite anticipate. Ecco cosa cambia

 

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Pensioni, Nuova stretta sulle uscite anticipate. Ecco cosa cambia

Valerio Damiani Giovedì, 18 Dicembre 2025
Dal 2031 gli anni di laurea riscattati potrebbero non essere più pienamente utilizzabili ai fini della maturazione del diritto alla pensione anticipata. In arrivo anche un inasprimento delle finestre mobile.

Nuovo «pacco» natalizio del Governo sulle pensioni. Dopo quello sulla mancata sterilizzazione dell’aumento dell’età pensionabile l’esecutivo ha depositato ieri in Commissione Bilancio al Senato un emendamento al disegno di legge di bilancio 2026 che colpisce coloro che hanno scelto di riscattare gli anni di laurea per anticipare la decorrenza della pensione. Ma non solo: la riforma prevede anche l’allungamento dei tempi di attesa per la pensione anticipata, penalizzando ulteriormente chi ha maturato i requisiti necessari per andare in pensione prima del raggiungimento dell'età pensionabile. Vediamo nel dettaglio la proposta ricordando che la norma deve ancora avere il disco verde in Parlamento. 

Riscatto della laurea

La proposta governativa prevede che dal 1° gennaio 2031 tutti i periodi di corso legale universitario riscattati (sia le lauree triennali, che quelle specialistiche, i dottorati di ricerca, eccetera) non saranno più utili ai fini della maturazione del diritto a pensione anticipata cioè 42 anni e 10 mesi di contributi a prescindere dall’età anagrafica (41 anni e 10 mesi le donne) oppure 20 anni di contributi e 64 anni di età (per i lavoratori nel sistema interamente contributivo) nella misura pari:

  • a 6 mesi se i requisiti sono maturati nel 2031;
  • a 12 mesi se i requisiti sono maturati nel 2032;
  • a 18 mesi se i requisiti sono maturati nel 2033;
  • a 24 mesi se i requisiti sono maturati nel 2034;
  • a 30 mesi se i requisiti sono maturati dal 2035 in poi

La proposta, si badi, ha efficacia retroattiva quindi incide anche nei confronti dei lavoratori che hanno già riscattato la laurea o che lo stanno facendo ratealmente confidando nel traguardo della pensione. E’ indifferente se il riscatto sia stato effettuato con il sistema retributivo (riserva matematica) o contributivo agevolato o non. Resta ferma la valenza dei contributi riscattati ai fini dell’aumento della misura della rendita previdenziale. Non ci sono modifiche, invece, per chi attende l’età di vecchiaia. 

Finestre

La fregatura non finisce qui. L’emendamento governativo continua a smontare, infatti, anche uno degli effetti positivi della Legge Fornero: la cancellazione delle finestre mobili. Dal 2019 l’esecutivo verdegiallo reintrodusse una finestra mobile di tre mesi per chi accede alla pensione anticipata. La proposta ora fa peggio e prevede che la finestra mobile sarà pari a:

  • 4 mesi per chi matura i requisiti nel 2032 e 2033;
  • 5 mesi dal 1° gennaio 2034
  • 6 mesi dal 1° gennaio 2035

La finestra in parola si applica agli assicurati che maturano i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi gli uomini; 41 anni e 10 mesi le donne); la pensione anticipata contributiva (64 anni di età e 20 di contribuzione effettiva) e la pensione anticipata con i requisiti ridotti per i lavoratori precoci (41 anni di contributi). Non si applica alla pensione di vecchiaia.

Questo significa che i lavoratori dovranno attendere più a lungo per ricevere la pensione nonostante abbiano maturato i requisiti contributivi. Un meccanismo occulto di allungamento dell’età pensionabile e di disincentivazione all’uscita.

Esodati

Consapevole dei rischi retroattivi l’emendamento prova a mettere una pezza indicando che tutte le nuove norme (sia quelle sul riscatto della laurea che sulle finestre) non si applicheranno ai soggetti che al 1° gennaio 2026 (data di entrata in vigore della legge di bilancio) sono titolari di un assegno straordinario di solidarietà di accompagnamento alla pensione o che, sempre al 1° gennaio 2026, abbiano sottoscritto accordi per l’accesso all’isopensione o all’indennità mensile nel contratto di espansione o, infine, accordi collettivi (attenzione: non individuali) di incentivazione all’esodo. 

Ciò conferma, in sostanza, che un lavoratore che abbia riscattato cinque anni di laurea (magari con il criterio agevolato) ipotizzando di accedere alla pensione anticipata nel 2032 dovrà lavorare altri 12 mesi in quanto la contribuzione riscattata non potrà essere utilizzata per il raggiungimento del requisito pensionistico e dovrà attendere anche un mese in più causa dell’allungamento delle finestre mobili. 

Una beffa considerando l’ultradecennale contrasto dell’attuale maggioranza alla Legge Fornero. C’è da augurarsi che il Parlamento abbia l'ultima parola e cancelli del tutto l’emendamento senza creare ulteriori distinzioni.

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