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La Riserva matematica rappresenta l’importo che il lavoratore deve pagare per riscattare o ricongiungere a fini pensionistici periodi contributivi ricadenti nel sistema retributivo.

La Riserva Matematica

Il dizionario di Pensioni Oggi

Nell'ambito della previdenza pubblica obbligatoria la riserva matematica indica l'importo che il lavoratore deve versare all'istituto di previdenza per riscattare o ricongiungere periodi assicurativi che si collocano nel sistema retributivo, cioè per quei periodi antecedenti al 2012 o al 1996 a seconda rispettivamente se l'assicurato può vantare o meno 18 anni di contributi alla data del 31.12.1995.

La riserva matematica è una cifra pari al valore attuale delle prestazioni future agli aventi diritto oppure ai contributi versati fino al momento del calcolo ed opportunamente rivalutati, un importo che corrisponde all'entità delle prestazioni da erogare in favore del pensionato e pertanto dipende strettamente dalla speranza di vita presumibile dei soggetti beneficiari e del contesto economico del paese (a cui è legata la rivalutazione degli importi pensionistici). In generale infatti piu' è elevata la speranza di vita maggiori saranno le prestazioni da erogarsi, maggiore sarà la riserva matematica.   

Il metodo della riserva matematica viene applicato: 1) per il riscatto del corso di laurea; 2) per il riscatto dei periodi di lavoro all'estero; 3) per la regolarizzazione dei periodi assicurativi in relazione ai quali l'obbligo del versamento dei contributi dovuti sia prescritto (cd. costituzione della rendita vitalizia); 4) per il riscatto dei periodi previsti dal recente decreto legislativo 564/1996 (maternità facoltativa e periodi non lavorati); 5) per la ricongiunzione dei periodi assicurativi ai sensi della legge 29/1979 e della legge 45/1990

La determinazione dell'onere della riserva matematica
L'onere si determina, ai sensi dell'articolo 13 della legge 1338/1962, moltiplicando l'incremento della quota di pensione determinata con il sistema retributivo nella gestione interessata a seguito dell'esercizio del riscatto o della ricongiunzione per determinate tariffe di conversione legate all'età ed ai contributi versati dal lavoratore ed allegate al Decreto Ministeriale 31.8.2007 (cfr: Circolare Inps 26/2008). Gli indicati coefficienti riguardano le domande presentate dai lavoratori dipendenti a partire dal 21 Novembre 2007. Per i lavoratori autonomi, a partire dalle domande presentate dal 6 Maggio 2008, si utilizzano i coefficienti allegati al Decreto Ministeriale 22 Aprile 2008 (cfr: Circolare Inps 65/2008).

Il seguente esempio, il più semplice possibile, può aiutare a comprendere il meccanismo di calcolo dell'onere. Si immagini un assicurato uomo di 45 anni iscritto a suo tempo al Fondo Pensione Lavoratori Dipendenti con 20 anni di contributi che necessita di riscattare un periodo di studi universitari relativi al periodo 1986/1988 pari a 104 contributi settimanali, dunque interamente ricadenti nella Quota A di pensione. Presenta domanda di riscatto del periodo di studi nel 2017, possiede una retribuzione media settimanale rivalutata alla domanda di riscatto pari a 652 euro ed ha un'anzianità contributiva pari a 260 settimane al 31 dicembre 1992. Per determinare l'onere del riscatto bisogna effettuare due calcoli separati: dapprima calcolare la quota A di pensione teorica a cui avrebbe diritto con il sistema retributivo in relazione al periodo coperto prima del riscatto [652 euro x 260 x 0,00153846 (2% aliquota rendimento : 13) = 260 x 13 = 3.380 quota A di pensione retributiva teorica in base ai contributi accreditati al 1992]. 

E successivamente effettuare il calcolo virtuale della stessa quota di pensione a cui avrebbe diritto aggiungendo le 104 settimane di contribuzione a seguito dell'esercizio del riscatto del periodo di studi [Retrib. media sett. 652 euro x (260 + 104) x 0,00153846 (2% aliquota rendimento : 13) = 365 x 13 = 4.747 quota A di pensione teorica in base ai contributi accreditati più quelli riscattati al 1992].

La differenza tra i due calcoli (1.367€) rappresenta il valore della riserva matematica sul quale bisogna applicare i coefficienti di cui al Dm 31.8.2007. Dato che il coefficiente da utilizzare sarà quello pari a 16,9465 (coefficiente corrispondente ad un individuo uomo di 45 anni con 25 anni di anzianità contributiva complessivamente maturata compresi i periodi riscattati, il valore da versare all'INPS per effettuare il riscatto sarà pari a 23.165,86€. In definitiva l'onere è determinato moltiplicando l'incremento delle quote retributive della pensione che si ottiene a seguito dell'operazione per determinati coefficienti attuariali. Dato che l'operazione può risultare particolarmente complessa PensioniOggi.it ha messo a disposizione a questo indirizzo un piccolo tool per simulare gli importi da versare. 

Nella Ricongiunzione
Per quanto riguarda la ricongiunzione si rammenta che l'onere dell'operazione non corrisponde alla riserva matematica in quanto il predetto importo deve essere ridotto del valore dei contributi versati e, quindi, trasferiti nella gestione accentrante dopo essere stati rivalutati al tasso annuo composto del 4,5% (art. 1, co. 2, legge 29/1979). La rivalutazione non interessa i contributi figurativi oggetto del trasferimento. Il valore derivante dalla predetta riduzione deve essere abbattuto ulteriormente del 50% (art. 1, co. 2, legge 29/1979).

Considerazioni Finali
Il meccanismo sopra esposto determina sovente che il costo dell'operazione è generalmente più elevato quanto più avanti nel tempo si chiede il riscatto o la ricongiunzione dato che la retribuzione di partenza è generalmente più elevata all'aumentare della anzianità (che è legata, spesso, all'avanzamento della carriera) ed i coefficienti delle Tabelle citate risultano più elevati con riferimento all'anzianità del lavoratore. Nella ricongiunzione, inoltre, occorre tenere presente che l'onere è influenzato dall'entità della contribuzione versata nella gestione trasferente: tanto minore sarà l'aliquota di finanziamento della gestione tanto superiore sarà l'onere per la ricongiunzione. Per questa ragione, ad esempio, la ricongiunzione di periodi assicurativi dalle gestioni speciali dei lavoratori autonomi nella gestione dei dipendenti può risultare molto costosa. 

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Documenti: Circolare Inps 162/1997

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