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Notizie - Results from #7420

 

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Notizie

Pensioni

Esodati, al Senato l'ultima parola sulla sesta salvaguardia

Nicola Colapinto Lunedì, 14 Luglio 2014

Il disegno di legge in materia di sesta salvaguardia, approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati, approderà in Aula al Senato per il via libera definitivo non prima della fine del mese di Luglio. Kamsin E' quanto si apprende dal Calendario aggiornato dei lavori fissato da Palazzo Madama. L'Aula sarà impegnata nella discussione sino al 25 luglio sul ddl sulla Riforma Costituzionale e quindi sul decreto legge competitività (Dl 91/2014) e quello sulla cultura e turismo. Quindi è probabile che il provvedimento, incardinato attualmente in Commissione Lavoro e Previdenza Sociale di Palazzo Madama, abbia il disco verde definitivo verso i primi di agosto, prima della pausa estiva. 

Il testo, che non dovrebbe subire variazioni sostanziali rispetto alla versione licenziata da Montecitorio prevede la tutela di ulteriori 32.100 lavoratori appartenenti ai seguenti profili: a) lavoratori in mobilità (5.500 soggetti); b) prosecutori volontari (12.000 soggetti); c) lavoratori cessati per accordi individuali o collettivi, licenziati individuali (8.800 soggetti);  d) lavoratori in congedo per la cura di parenti disabili (1.800 soggetti). Ed estende inoltre la platea dei beneficiari anche ad una nuova categoria: e) i cessati da un rapporto di lavoro a tempo determinato (4mila soggetti).

Intervento che viene attuato, come già detto, attraverso 8.100 nuove posizioni da finanziarie e 24mila già finanziate ma non utilizzate. Si tratta nello specifico di 20mila posizioni derivanti dalla seconda salvaguardia che viene pertanto ridotta da 55mila a 35mila posizioni (con un intervento chirurgico sull'articolo 22, comma 1, lettera a) del Dl 95/2012 che riduce la capienza del contingente da 40mila a 20mila posti) e da 4mila posizioni rese disponibili nella quarta salvaguardia che vede ridursi la capienza del contingente dei cessati unilaterali da 6.500 posizioni a 2.500 (l'intervento opera sull'articolo 11, comma 2 del Dl 102/2013).

Zedde

Al via al Senato l'esame del ddl su riforme costituzionali

Redazione Lunedì, 14 Luglio 2014
- Roma, 14 lug. - Al via, nell'Aula del Senato, l'esame del ddl sulle riforme costituzionali. La parola ai relatori, Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli, per l'illustrazione del testo messo a punto dalla Commissione. Il termine per la presentazione degli emendamenti scade domani alle 13. Da mercoledi' potrebbero iniziare le votazioni.

Al via in Aula al Senato l'esame della riforma

Redazione Lunedì, 14 Luglio 2014

- Roma, 13 lug. - Il Governo Renzi oggi approda in Aula del Senato per iniziare l'esame della riforma."Non temo gli oppositori: sulle riforme avremo un'ampia maggioranza" in Aula al Senato. Alla vigilia di una settimana cruciale per i 'riformisti' di tutti gli schieramenti, il Presidente del consiglio scaccia le ombre che si addensano sul voto nell'Aula del Senato.

Forte del risultato "storico" ottenuto in commissione, si prepara ad affrontare quelli che chiama "i frenatori". L'unico suo "cruccio" e' quello di non riuscire a spiegare fino in fondo quanto sia importante fare le riforme in Italia per presentarsi in Europa piu' forti e mettere in campo quelle politiche che consentirebbero al Paese di Ripartire, come spiega anche in un'intervista al Corriere della Sera, in cui non mancano affondi ai 'frondisti' di Palazzo Madama e al solo Beppe Grillo. Non a tutto il MoVimento in cui, sottolinea Renzi, "ci sono parlamentari e amministratori molto bravi". Segno della volonta' di andare avanti nel dialogo sulle riforme anche con Di Maio e compagni.

"Se passassi il tempo a temere le insidie degli oppositori, farei un altro mestiere. Intanto, alla faccia di chi non voleva, il testo" delle riforme "e' passato in commissione, E' una rivoluzione del buonsenso". Lo ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi al Tg1 dicendosi sicuro di ottenere "una maggioranza molto ampia" in Aula perche' "i politici hanno capito che cosi' non si va avanti".

Sull'incontro con il M5s Renzi ribadisce: "L'incontro si fara'". Alla lettera che domani o, al piu' tardi martedi', sara' fatta recapitare ai cinque stelle seguira' l'ufficializzazione della data dell'incontro. Il vertice, riferiscono fonti del Nazareno, potrebbe tenersi gia' nel fine settimana e comunque dopo il Consiglio Europeo che terra' occupato il premier mercoledi' 16.

Grillo e Casaleggio, intanto, dal blog del leader del MoVimento lanciano strali contro quello che chiamano "il bradipo Renzie". Il leader e il 'guru', dopo aver ironizzato sulla velocita' del presidente del consiglio, lanciano il loro diktat: "Aspettiamo una risposta nelle prossime 24 ore". Altrimenti "la trattativa si dovra' sviluppare tra il notopregiudicato e il bradipo fiorentino". 

Luigi Di Maio, parlamentare Cinque Stelle e vice presidente della Camera, utilizza un registro meno caustico, ma la richiesta che invia al premier e' la stessa: "Non temporeggi per trattare solo con Berlusconi, altrimenti non c'e' dialogo". Se la 'grana' M5S potrebbe rientrare ad ore, quella 'interna' rischia di avere effetti ben piu' traumatici per la maggioranza e per il Pd in particolare.

I 'frondisti', molti dei quali appartenenti ai dem, sono accusati da Renzi di insistere sull'elezione diretta dei senatori solo per dare piu' forza a quello che diventera' la Camera Alta al termine delle riforme, blindando cosi' l'indennita' parlamentare.

Accusa rigettata da Vannino Chiti, punto di riferimento di chi si oppone al testo del governo: "Renzi dice il falso", attacca il senatore: "siamo noi per primi a proporre il dimezzamento delle indennita' per senatori e deputati".

Il capogruppo del Pd al Senato, Luigi Zanda, intervistato dal Corriere della Sera afferma: "Su questo punto il presidente del Consiglio e' stato male informato. Devo dire, onestamente, di non aver mai sentito nessun senatore del Pd mostrare una qualche nostalgia per la perdita dell'indennita'. "Il dibattito sulla riforma del Senato - prosegue - ha avuto in molti momenti toni sbagliati. Io ho sentito parlare di regime, di svolta autoritaria e di altro ma queste parole a uno come me, che crede fermamente nei principi democratici e repubblicani, fanno male. Fanno piu' male di un inciso sull'indennita'". Sulla legge elettorale, Zanda dice: "Io credo che sia legittima l'aspettativa di chi vuole vedere aumentata la soglia del 37,5%, oltre la quale scatta il premio di maggioranza, oppure ridotta e unificata, al 4-5% la soglia bassa di sbarramento. E altresi' legittima l'aspirazione di chi vuole mantenere il ballottaggio, di chi chiede norme sulla protezione di genere e che consentano a un elettore di scegliere il parlamentare". Il capogruppo dem sostiene inoltre "di preferire i collegi alle preferenze" e che su questo bisognera' comunque "trovare il punto di mediazione".

Intanto fibrilla l'alleato Forza Italia: in una lettera aperta a Silvio Berlusconi, Raffaele Fitto, leader dei falchi del partito, chiede al Cavaliere di farsi promotore di un confronto interno per non "consegnarci a Renzi". L'impressione che il partito da' di se', per Fitto, e' quello di "essere ipnotizzati" dal premier. Tanto da non reagire di fronte a uno stravolgimento del patto del nazareno, nato con in testa l'Italicum e che ora si ritrova la legge elettorale sotto la suola delle scarpe, a tutto vantaggio delle riforme istituzionali. Una presa di posizione che si scontra con i toni del capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani: "Questa riforma deve passare velocemente perche', immediatamente dopo, si deve passare alla discussione della legge elettorale".

Pensioni

Riforma Pensioni, il governo studia i correttivi con la legge di stabilità 2015

Eleonora Accorsi Lunedì, 14 Luglio 2014

Il governo punta a chiudere in anticipo, entro ferragosto, la legge di Stabilità del 2015 per poi presentarla alle Camere già dal mese di Settembre. E' quanto si apprende da fonti vicine all'esecutivo che confermano come il Presidente del Consiglio Matteo Renzi stia accelerando su questo fronte. Kamsin Punti chiave per Renzi sono il consolidamento del bonus di 80 euro in busta paga, con l'ampliamento della platea dei beneficiari anche ai pensionati, un progressivo allentamento del patto di Stabilità che consenta ai Comuni di sbloccare le risorse che hanno nel cassetto e una riduzione ulteriore dell'Irap dopo quella già realizzata, in minima parte, con il decreto irpef.

Alcune modifiche potrebbero interessare anche le pensioni sulle quali il governo punta ad introdurre un assegno anticipato per i lavoratori espulsi dal mercato e a pochi anni dalla maturazione dei requisiti di pensionamento e una nuova calibratura del contributo di solidarietà sugli assegni piu' elevati. Ruota attorno a queste due ipotesi principali il canovaccio delle correzioni in materia previdenziale cui sta lavorando il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, insieme con i suoi più stretti collaboratori. Sullo sfondo restano i problemi di copertura finanziaria. I tecnici stanno vagliando tutte le simulazioni di impatto su platee e flussi di cassa Inps, in attesa delle scelte politiche che si determineranno in vista della legge di stabilità.

La prima misura, che certamente non risponde alla richiesta di una maggiore flessibilità in uscita gradualizzata con penalizzazioni voluta dalla sinistra Pd e dai sindacati, ha il pregio di dare una via d’uscita a una situazione di necessità senza stravolgere gli equilibri attuariali del sistema. Le ipotesi sono ormai note e ruotano intorno alla possibilità di introdurre un pensionamento con un anticipo di circa 2-3 anni sull'età pensionabile fissata dalla Riforma Fornero del 2011 con la restituzione dell'importo attraverso micro-ritenute sull’assegno quando questo diventerà definitivo. Le ipotesi in campo sono il cd. prestito previdenziale studiato dal precedente Ministro del Lavoro Enrico Giovannini o la proposta Damiano che aveva indicato in 62 anni e 35 anni di contributi la data limite per accedere all'anticipo. Le modalità di definizione di questa specie di sussidio di ultima istanza prima della pensione vera e propria sono però tutt’altro che chiare.

Piu' probabile invece una proroga dell'estensione del regime sperimentale donna fino al 2018 dopo che il governo ha reintrodotto la norma nel disegno di legge sulla Riforma della Pubblica Amministrazione.

Zedde

Riforme: Boschi, non temo referendum e non lo escludo

Redazione Domenica, 13 Luglio 2014
- Marina di Pietrasanta (Lucca), 13 lug - "Non ho paura del referendum. Non e' escluso che si possa fare comunque un referendum. Vedremo se sara' il caso di percorrere questa strada. Ma non credo che ce ne sia bisogno, perche' i cittadini aspettano queste riforme da tanto tempo". Lo ha detto il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, parlando nel corso del Caffe' della Versiliana. .

Altro...

Riforme: Renzi 'vede' ampia maggioranza. Incontro M5S si fara'

Redazione Domenica, 13 Luglio 2014
- Roma, 13 lug. - "Non temo gli oppositori: sulle riforme avremo un'ampia maggioranza" in Aula al Senato. Alla vigilia di una settimana cruciale per i 'riformisti' di tutti gli schieramenti, il Presidente del consiglio scaccia le ombre che si addensano sul voto nell'Aula del Senato. Forte del risultato "storico" ottenuto in commissione, si prepara ad affrontare quelli che chiama "i frenatori". L'unico suo "cruccio" e' quello di non riuscire a spiegare fino in fondo quanto sia importante fare le riforme in Italia per presentarsi in Europa piu' forti e mettere in campo quelle politiche che consentirebbero al Paese di Ripartire, come spiega anche in un'intervista al Corriere della Sera, in cui non mancano affondi ai 'frondisti' di Palazzo Madama e al solo Beppe Grillo. Non a tutto il MoVimento in cui, sottolinea Renzi, "ci sono parlamentari e amministratori molto bravi". Segno della volonta' di andare avanti nel dialogo sulle riforme anche con Di Maio e compagni. Volonta' che potrebbe concretizzarsi gia' domani con una lettera dello stesso Renzi, presupposto all'ufficializzazione della data del tanto atteso incontro sulle riforme. "L'incontro si fara'", fanno sapere fonti del Nazareno. Alla lettera che domani o, al piu' tardi martedi', ara' fatta recapitare ai cinque stelle seguira' l'ufficializzazione della data dell'incontro. Il vertice, riferiscono le stesse fonti, potrebbe tenersi gia' nel fine settimana e comunque dopo il Consiglio Europeo che terra' occupato il premier mercoledi' 16. Grillo e Casaleggio, intanto, dal blog del leader del MoVimento lanciano strali contro quello che chiamano "il bradipo Renzie". Il leader e il 'guru', dopo aver ironizzato sulla velocita' del presidente del consiglio, lanciano il loro diktat: "Aspettiamo una risposta nelle prossime 24 ore". Altrimenti "la trattativa si dovra' sviluppare tra il notopregiudicato e il bradipo fiorentino". non a tutto il Movimento Cinque Stelle. Luigi Di Maio, parlamentare Cinque Stelle e vice presidente della Camera, utilizza un registro meno caustico, ma la richiesta che invia al premier e' la stessa: "Non temporeggi per trattare solo con Berlusconi, altrimenti non c'e' dialogo". Se la 'grana' M5S potrebbe rientrare ad ore, quella 'interna' rischia di avere effetti ben piu' traumatici per la maggioranza e per il Pd in particolare. I 'frondisti', molti dei quali appartenenti ai dem, sono accusati da Renzi di insistere sull'elezione diretta dei senatori solo per dare piu' forza a quello che diventera' la Camera Alta al termine delle riforme, blindando cosi' l'indennita' parlamentare. Accusa rigettata da Vannino Chiti, punto di riferimento di chi si oppone al testo del governo: "Renzi dice il falso", attacca il senatore: "siamo noi per primi a proporre il dimezzamento delle indennita' per senatori e deputati". Intanto fibrilla l'alleato Forza Italia: in una lettera aperta a Silvio Berlusconi, Raffaele Fitto, leader dei falchi del partito, chiede al Cavaliere di farsi promotore di un confronto interno per non "consegnarci a Renzi". L'impressione che il partito da' di se', per Fitto, e' quello di "essere ipnotizzati" dal premier. Tanto da non reagire di fronte a uno stravolgimento del patto del nazareno, nato con in testa l'Italicum e che ora si ritrova la legge elettorale sotto la suola delle scarpe, a tutto vantaggio delle riforme istituzionali. Una presa di posizione che si scontra con i toni del capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani: "Questa riforma deve passare velocemente perche', immediatamente dopo, si deve passare alla discussione della legge elettorale". .

Ciampi: operazione riuscita ma prognosi resta riservata

Redazione Domenica, 13 Luglio 2014
- Bolzano, 13 lug. - "Operazione di appendicectomia riuscita senza complicazioni ma prognosi che resta riservata in considerazione dell'eta' e delle patologie associate". E' questo il passo piu' importante del bollettino medico redatto oggi pomeriggio dal direttore del Comprensorio Sanitario di Bolzano, Umberto Tait, circa le condizioni di salute del presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. L'ex capo dello Stato tra le 14 e le 15 circa e' stato sottoposto ad intervento chirurgico dall'equipe con a capo il dottor Federico Martin. Le condizioni di Carlo Azeglio Ciampi, ricoverato da venerdi' pomeriggio, sono stabili in un quadro clinico generale che si e' aggravato nelle ultime ore. "Al termine dell'intervento il paziente e' tornato in terapia intensiva in condizioni stabile", ha detto Tait leggendo nell'atrio dell'ospedale 'San Maurizio' di Bolzano il bollettino medico senza rilasciare ulteriori informazioni. Il prossimo comunicato stampa e' previsto per la giornata di domani, probabilmente nel pomeriggio. Da meta' giugno Ciampi, 93 anni compiuti, presidente della Repubblica dal 18 maggio 1999 al 15 maggio 2006, nella mattinata di venerdi' scorso aveva accusato un malessere mentre si trovava presso 'Villa Ausserer', residenza dell'Esercito immersa nel verde nella zona di Siusi ai piedi dello Sciliar. Poi il trasporto in elicottero in ospedale ed una prima diagnosi era stata quella di "ipotensione arteriosa". Anche nel bollettino medico di oggi pomeriggio non e' stata piu' fatta menzione dei problemi legati alla pressione del presidente emerito. Nella giornata di ieri era stato ipotizzato un trasferimento a Roma, ma l'attuale quadro clinico di Carlo Azeglio Ciampi non lo permette. .

Riforme: Grillo-Casaleggio a Renzi, bradipo rispondi!

Redazione Domenica, 13 Luglio 2014
- Roma, 13 lug. - "Bradipo rispondi!", scrivono Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sul blog del leader dei Cinque Stelle. Il bradipo in questione e' Matteo Renzi, da cui il M5S attende di sapere se e quando ci sara' l'incontro sulla legge elettorale e le riforme. "A Renzie bisogna riconoscere un grande merito", aggiungono Grillo e Casaleggio: "e' imbattibile a menare il can per l'aia dietro a un apparente decisionismo. Doveva fare sfracelli in pochi mesi (attenzione! da gennaio ha sempre usato la parola 'mesi' senza concludere una fava). E' poi passato alla parola 'giorni', i famosi 'diecimila giorni' in cui dovrebbe cambiare il mondo dando cosi' l'impressione di aver aumentato la sua velocita' (attenzione! giorni sono meno di mesi se uno non ci fa caso, in realta' ha spostato l'asticella dai mesi agli anni). L'idea dell'uomo del destino che con la sua ardimentosita' porta il Paese fuori dal vuoto e' trasmessa anche dal suo accelerare davanti alle telecamere. Vedete come corro io... Renzie pie' veloce. Il M5S ha messo alla prova la velocita' di Renzie e ne ha constatato la lentezza da bradipo. Da settimane e' stata data la nostra disponibilita' a convergere sulla legge elettorale. Il M5S ha risposto alle richieste del Pd smpre in tempo reale, il Pd ha fatto ammuina. L'Italia, a differenza di Renzie e del notopregiudicato non puo' piu' aspettare i loro comodi discussi sempre privatamente nel club Prive' R&B". Per Grillo e Casaleggio, "e' necessario concludere questo confronto al piu' presto. Per cui, se non verra' confermata una data di incontro con la nostra delegazione in settimana insieme a eventuali rilievi alle nostre risposte ne prenderemo atto e lasceremo che la trattativa si sviluppi con la benedizione del Colle tra il notopregiudicato, e forse da venerdi' anche notocarcerato, e il bradipo fiorentino. Aspettiamo una risposta nelle prossime 24 ore, o, per agevolare Renzie, nei prossimi 1.440 minuti o 86.400 secondi. Scelga lui". E' quanto scrivono sul blog del leader Cinque Stelle. .

Ciampi: operazione riuscita senza complicazioni

Redazione Domenica, 13 Luglio 2014
- Bolzano, 13 lug. - "Alle ore 14, il presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, e' stato sottoposto ad intervento chirurgico per appendicectomia. L'operazione e' durata circa un'ora ed e' stata senza complicazioni. Le condizioni sono stabili e la prognosi resta riservata". Lo ha appena riferito il direttore sanitario del comprensorio dell'Asl di Bolzano, Umberto Tait. Il prossimo bollettino medico e' atteso di domani. .

Riforme: Grillo non sara' in piazza. Di Maio, Renzi fissi la data

Redazione Domenica, 13 Luglio 2014
- Roma, 13 lug. - Dopo l'annuncio di ieri Beppe Grillo sul blog ha smentito la sua presenza in piazza per la manifestazione contro le riforme. "Non e' prevista la partecipazione di Beppe Grillo a manifestazioni di protesta la prossima settimana". Intanto il grillino di Maio chiede al premier Renzi di fissare la data dell'incontro. "Se la linea del dialogo significa che Renzi temporeggia invece di incontrarci e intanto si fa le riforme con Berlusconi, questa non e' la linea del dialogo". Quanto alle accuse di protagonismo che gli sono state mosse dentro il movimento, e alla domanda se esistono due linee, risponde: "stiamo perseguendo piu' strade poi ci possono essere opinioni divergenti ma ci siamo chiariti; stiamo aspettando anche Matteo ci dica quando vuole incontrarci". Ma se i cinque stelle trattano col Pd e poi la rete deve ratificare, cosa puo' garantire veramente il movimento sulla legge elettorale? "Ci vorranno 12 ore dopo l'incontro per confermare le decisioni. Dodici ore di votazioni. Se pero' Renzi non vuole incontrarci ce lo deve dire; gli alibi non ci sono piu'". "Io credo che sia una riforma che fa paura, qui si rischia una linea autoritaria; una riforma elettorale senza preferenze, una riforma del senato che non e' elettivo quindi i cittadini non possono scegliere, si capisce che i grandi esclusi di queste riforme sono i cittadini" Cosi' il vicepresidente della Camera Luigi di Maio, m5s, al Gr1. "Faremo opposizione dura - continua di Maio - e faremo la manifestazione per attirare l'attenzione il piu' possibile su questo tema". Gasparri, vogliamo bipolarismo, non festa ricattatori "Le riforme devono andare avanti, il bicameralismo vecchio stile non ha piu' senso". Lo sostiene Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, secondo cui il problema principale e' la legge elettorale: "Ascoltiamo i latrati di chi non avendo voti vorrebbe abolire ogni soglia d'accesso per continuare la propria vita da ricattatore acchiappa poltrone. Le soglie sono la priorita' assoluta. Vogliamo il bipolarismo non la festa dei ricattatori". "Bisogna si' formare coalizioni su programmi - aggiunge l'esponente di Fi - ma non compagnie di ventura con gli stallieri di ghino di tacco. Il signore di Radicofani aveva comunque una sua idea. I suoi camerieri hanno solo l'idea della poltrona. Le riforme, anche quella elettorale, vanno fatte prescindendo dalle bramosie personali. Il bene del paese non coincide con il ministero e il seggio garantito a chi non ha nulla da dire". Santanche', contesto complicato essenziale vadano avanti "In un contesto che appare sempre piu' complicato, e' essenziale che le riforme vadano avanti". Lo afferma l'esponente di Forza Italia Daniela Santanche'. "Dobbiamo vincere sull'incertezza - aggiunge - e ridare solidita' al futuro di questo Paese". Mol
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