Strumenti

  • Calcola la Data di Pensionamento
  • Calcola l'Importo della Pensione (AGO)
  • Calcola l'Importo della Pensione (Enti Locali e Sanita')
  • Calcola l'Importo della Pensione per i dipendenti statali
  • Calcola la Pensione nella Gestione Separata Inps
  • Calcola i Contributi Volontari
  • Calcola il TFS
  • Calcola l'Ape sociale
  • Calcola la Naspi
  • Calcola la RITA, la rendita Integrativa anticipata
  • Calcola la Pensione Netta
  • Controlla se Entri nella 9^ salvaguardia
  • Calcola il Riscatto e la Ricongiunzione
  • Vai a tutti gli Strumenti
PensioniOggi.it

Notizie - Results from #7790

 

  • Home
  • Notizie
  • Strumenti
  • Forum
  • Guide
Sottoscrivi questo feed RSS

Notizie

Renzi, io non vivacchio Le riforme non si bloccano

Redazione Venerdì, 13 Giugno 2014
- Roma, 13 giu. - Le riforme non si affossano, io non voglio vivacchiare. Matteo Renzi non si ferma, non si lascia imbrigliare dalle polemiche interne al Pd e tira dritto sul percorso delle riforme al Senato. Nella sua uscita pubblica dopo la missione in Cina e Kazakistan, il premier non usa mezzi termini: "I cittadini ci hanno chiesto di cambiare l'Italia, bene tutte le mediazioni, ma non mi rassegno all'idea che vinca la palude". Il caso Mineo e' ancora 'caldo', una parte della minoranza del partito, Pippo Civati in testa, fibrilla e annuncia lo scontro in assemblea domani, le altre forze politiche attendono col fiato sospeso di vedere come andra' a finire all'interno dei dem per capire come posizionarsi. Ma Renzi non mostra di voler cedere, rivendica la decisione di escludere Corradino Mineo dalla commissione Affari costituzionali del Senato e spiega che la ratio non e' un rigurgito dittatoriale ma l'esigenza di non affossare le riforme. Promette che delle vicende interne al Pd si discutera' piu' approfonditamente domani nel corso dell'assemblea del partito, ma intanto lancia frecciatine a Coradino Mineo. "Non ho avuto tempo di occuparmi oggi di vicende interne al Pd. Lo faro' domani. Alcuni resoconti sono sorprendenti perche' la sostituzione di un senatore in una commissione puo' essere considerata in tutti i modi, ma non certo come l'esercizio di un potere dittatoriale". Citando Warhol derubrica le resistenze del senatore contro il testo di riforma del Senato come "la ricerca dei famosi 15 minuti di celebrita'". Lui, e il suo governo, hanno ben altro a cui pensare: "stiamo rivoluzionando l'Italia, abbiamo preso un impegno con i cittadini e se ci fermiamo per un senatori ci vengono a prendere armati...". A chi si appella alla liberta' di coscienza e all'articolo 67 della Costituzione, poi, Renzi ribatte che "se il membro di un partito sta in commissione deve attenersi alla linea del proprio gruppo. In Aula fara' valere la propria coscienza, ma se non permetti a quel progetto di arrivare alla discussione in Aula non stai esercitando la liberta' di coscienza ma stai affossando un provvedimento". Se prima della tornata elettorale delle europee, il premier poteva appellarsi al solo risultato congressuale per far valere la linea della maggioranza del partito, oggi - per la prima volta - mette sul banco il pesante 40 per cento ottenuto il 25 maggio: "E' per rispetto ai milioni di italiani che ci hanno votato, alla direzione del Pd, ai componenti dell'assemblea Pd, il Pd discute fino in fondo di tutto, cambia idea e trova mediazioni come e' accaduto sul Senato, ma poi non consente a ciascuno di diventare un partito anarchico". E mette sul tavolo anche tutte le decisioni prese oggi dal governo e dal Pd. Tornato dal suo viaggio in Asia, infatti, Renzi non ha trovato soltanto la 'grana' Mineo. Il sindaco di Venezia Orsoni, infatti, al momento di patteggiare la pena per le tangenti sul Mose, ha attaccato duramente il presidente del consiglio che gli risponde senza giri di parole: "Il Pd e' stato chiaro con il sindaco di Venezia, Orsoni, di cui comprendiamo il dramma umano e a cui continuo a manifestare tutto il mio rispetto, nonostante le frasi che ha riservato nei miei confronti. Il Pd non guarda in faccia a nessuno, figuriamoci se ha paura di uno dei suoi. Con animo sorridente andiamo avanti". Il fronte 'interno' e' il solo a preoccupare il premier, nessun dubbio sul fatto che Forza Italia rispettera' i patti sul percorso tracciato per la riforma istituzionale e quella elettorale. Tanto che, a chi gli chiede se ci sara' un nuovo incontro con il Cavaliere, Renzi rileva di non sentire Silvio Berlusconi da oltre un mese, ma di "non aver motivo di credere che la posizione di Forza Italia sia cambiata . Al momento non c'e' nessun incontro all'ordine del giorno, se servira' lo faro', spero prevalga il buon senso". E a riprova della sua intenzione di proseguire il suo cammino annuncia che il governo ha varato il ddl delega di riforma della Pubblcia amministrazione e i nuovi poteri anticorruzione per l'Autorita' guidata da Raffaele Cantone. .

Governo: Genovese a Consob, Alleva a Istat

Redazione Venerdì, 13 Giugno 2014
- Roma, 13 giu. - Anna Genovese e' stata nominata dal consiglio dei ministri come presidente della Consob, Giorgio Alleva invece diventa presidente dell'Itat. Sono queste a quanto si apprende le nomine decise oggi in consiglio dei ministri. All'Autorita' anticorruzione sono stati nominati, oltre a Cantone, Michele Corradino, Francesco Merloni, Ida Angela Nicotra, Nicoletta Parisi. DI queste nomine si avvia la procedura che deve essere confermata in Parlamento. All'Enit andra' Cristiano Radaelli. .

Governo ridisegna la Pa A Cantone i poteri sugli appalti

Redazione Venerdì, 13 Giugno 2014

- Roma, 13 giu. - Il consiglio dei ministri ha varato le nomine dell'Autorita' anticorruzione. "Noi nel dl prevediamo che all'Anac (Autorita' nazionale anti corruzione) siano attribuiti non solo i poteri esistenti, ma anche a quelli assegnati attualmente all'autorita' di vigilanza sui servizi pubblici" ha spiegato Renzi. "Funziona cosi': se si ha la notizia o la valutazione di restrizione della liberta' personale, in caso di vicenda oscura, l'Anac puo' segnalarla e puo' disporre un commissariamento ad hoc non dell'azienda ma di quella parte dell'azienda che svolge il lavoro contestato, nominando uno o piu' commissari ad hoc e redigendo una contabilita' separata".

Sul provvedimento che gli attribuisce poteri sugli appalti il presidente dell'Autorita' anticorruzione, Raffaele Cantone, a Napoli per un convegno, non ha voluto fare commenti. "Siccome le anticipazioni non coincidono, attendiamo le norme specifiche - ha dichiarato - io non penso di essere candidato ad alcuna missione. Credo che sia molto semplice rivendicare 'mani pulite' tenendole in tasca. In certe occasioni si deve dare un contributo, facendo presente che nessuno puo' fare miracoli. Nessuno deve pensare che c'e' qualcuno in grado di risolvere il problema della corruzione, meno che mai io".

Il consiglio dei ministri di questa sera ha varato anche il ddl delega per la Pubblica amministrazione", e ha approvato il dpcm che sblocca i fondi per la scuola. Norme sul "ricambio generazionale" e "l'obiettivo di 15mila posti nella Pubblica amministrazione con la modifica dell'istituto di trattenimento in servizio". E' quanto contiene il dl approvato in Consiglio dei ministri, secondo quanto riferito dal premier Matteo Renzi nella conferenza stampa in corso a palazzo Chigi. Il "grosso delle misure" - ha riferito il premier - e' nel ddl. Quindi ha elencato altre misure, dall'eliminazione dei diritti di rogito dei segretari comunali a norme sul Formez, e sulle autorita', sull'incompatibilita' dei magistrati, sulla riduzione del 50% del diritto camerale. In particolare sui magistrati - ha precisato Renzi - si e' provveduto a un regime di transizione perche' gli organi direttivi di tribunali non siano "azzerati dalla sera alla mattina". Ed ancora - ha elencato Renzi - il processo amministrativo telematico.

P. a.: Renzi, con ricambio generazionale 15mila posti in piu'

Redazione Venerdì, 13 Giugno 2014
- Roma, 13 giu. - Norme sul "ricambio generazionale" e "l'obiettivo di 15mila posti nella Pubblica amministrazione con la modifica dell'istituto di trattenimento in servizio". E' quanto contiene il dl approvato in Consiglio dei ministri, secondo quanto riferito dal premier Matteo Renzi nella conferenza stampa in corso a palazzo Chigi. Il "grosso delle misure" - ha riferito il premier - e' nel ddl. Quindi ha elencato altre misure, dall'eliminazione dei diritti di rogito dei segretari comunali a norme sul Formez, e sulle autorita', sull'incompatibilita' dei magistrati, sulla riduzione del 50% del diritto camerale. In particolare sui magistrati - ha precisato Renzi - si e' provveduto a un regime di transizione perche' gli organi direttivi di tribunali non siano "azzerati dalla sera alla mattina". Ed ancora - ha elencato Renzi - il processo amministrativo telematico.

Grasso: al piu' presto stop vitalizio a senatori condannati

Redazione Venerdì, 13 Giugno 2014
- Roma, 13 giu. - "Lo avevo detto in Sicilia sabato scorso: stop ai vitalizi per i senatori condannati per i reati che secondo la Legge Severino comportano l'incandidabilita' e la decadenza (ad esempio corruzione, mafia, reati contro la pubblica amministrazione). Gia' mercoledi' scorso, durante il primo Ufficio di Presidenza del Senato, ho dato seguito a quell'annuncio chiedendo ufficialmente ai Questori di istituire le necessarie pratiche per ottenere questo risultato". E' quanto scrive il presidente del Senato, Pietro Grasso, nel suo account Facebook. "Nella prossima riunione - aggiunge il presidente Grasso - approfondiremo tutti gli aspetti della proposta: spero di potervi presto comunicare l'approvazione di questo provvedimento che ritengo essere ineludibile. Dobbiamo, nel minor tempo possibile, passare dalle parole ai fatti".

Altro...

Comune Agrigento: si e' dimesso il sindaco Zambuto

Redazione Venerdì, 13 Giugno 2014
- Agrigento, 13 giu. - Il sindaco di Agrigento Marco Zambuto, del Pd, si e' dimesso stamattina. Lo ha comunicato egli stesso in una conferenza stampa. Ieri Zambuto era stato condannato dal Gup di Agrigento Francesco Provenzano, al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, a due mesi e venti giorni di reclusione per la vicenda degli incarichi da lui conferiti, secondo l'accusa in maniera illegittima, nella qualita' di presidente della Fondazione Teatro Pirandello. Alla luce della legge Severino il sindaco rischiava una sospensione dalla carica per il periodo della condanna. .

Mose, Orsoni si e' dimesso La scelta dopo il pressing del Pd

Redazione Venerdì, 13 Giugno 2014
- Venezia, 13 giu. - Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha annunciato le sue dimissioni in una conferenza stampa, da lui stesso organizzata. Ieri Orsoni aveva detto di non volersi dimettere dopo essere tornato in liberta', dopo una settimana ai domiciliari per l'inchiesta sul Mose. Di fronte alle pressioni dell'opposizione e di parte della sua stessa maggioranza a Ca' Farsetti, Orsoni pero' ha fatto un passo indietro. A chiedere ufficialmente le dimissioni del sindaco era stata stamane Debora Serracchiani, vice segretara del Partito Democratico: "Siamo umanamente dispiaciuti per la condizione in cui si trova Giorgio Orsoni, ma dopo quanto accaduto ieri, e a seguito di un approfondito confronto con i segretari cittadino provinciale e regionale del Pd, abbiamo maturato la convinzione che non vi siano le condizioni perche' prosegua nel suo mandato di sindaco di Venezia", scrivevano in una nota Serracchiani e Roger De Menech, segretario regionale Veneto del partito. "Invitiamo quindi Orsoni a riflettere sull'opportunita' nell'interesse dei cittadini di Venezia e per la citta' stessa di offrire le sue dimissioni. Siamo convinti, inoltre, che non si debba disperdere quanto di buono il Pd di Venezia e tanti bravi amministratori hanno fatto e stanno facendo per la citta'. Per questo e per la necessaria chiarezza indispensabile in simili frangenti - concludono - riteniamo che lo stesso Orsoni sapra' dare prova di grande responsabilita'". .

Riforma Pensioni, proroga dell'opzione donna e anticipo. Ecco le possibili misure

Nicola Colapinto Venerdì, 13 Giugno 2014

Ancore poche ore prima di sapere le decisioni definitive del Consiglio dei ministri in materia pensionistica. {div class:article-banner-left}{/div}

Dopo la smentita di ieri del ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia sull'introduzione dei prepensionamenti per i lavoratori del pubblico impiego cresce dunque l'attesa in vista del Cdm che si terrà alle 17. Secondo il documento presentato ieri dalla Madia ai sindacati e anticipato dal quotidiano "Il Messaggero" tutto il pacchetto sulla previdenza sarebbe contenuto nell’articolo 4 della bozza del disegno di legge delega. Il provvedimento prevederebbe l'estensione del regime sperimentale donna, attualmente disciplinato dall'articolo 1, comma 9 della legge 243/04, in favore di tutti i lavoratori, pubblici e privati. Si potrà pertanto andare in pensione a 57 anni con 35 di contributi per i lavoratori dipendenti e a 58 anni sempre con 35 di contributi per gli autonomi sino al 2018. L’assegno in questo caso sarà interamente calcolato con il metodo «contributivo», ossia in base ai contributi versati con una perdita che, com'è noto, può superare anche i 30% di quanto il lavoratore avrebbe percepito con il calcolo tradizionale.

Per gli statali ci sarà anche un’altra possibilità di pensionamento anticipato. Potrebbe essere estesa loro la norma contenuta nell'articolo 24, comma 15-bis del dl 201/2011 che consente di attenuare - attualmente solo per i lavoratori del settore privato - i rigidi requisiti della Fornero. Anche gli statali che abbiano raggiunto la vecchia quota 96 entro il 31.12.2012  potranno lasciare a 64 anni invece dei 66 anni e 3 mesi. Le lavoratrici potranno andare in pensione a 64 anni qualora abbiano maturato entro il 31 dicembre 2012 un’anzianità contributiva di almeno 20 anni e alla medesima data avessero un’età di almeno 60 anni.

La mobilità obbligatoria inoltre non sarà tra sedi fino a 100 chilometri ma a una distanza minore come indicato ieri dalla Madia. Confermata invece l'abolizione dei trattenimenti in servizio per chi è ancora in ufficio oltre l'età pensionabile anche se si lavora ancora sui tempi di rispetto dei contratti in corso. Mentre l'incentivo della contribuzione piena al part-time al 50% per i dipendenti che si trovano a 5 anni dai requisiti di pensionamento dovrebbe arrivare con il disegno di legge delega di riforma della Pa.

Assegni familiari 2014, l'inps aggiorna i redditi dal 1° luglio

Sergey Venerdì, 13 Giugno 2014

Per la corresponsione degli assegni familiari, l’ INPS ha aggiornato i limiti dei redditi sulla base della rivalutazione del prezzi al consumo dell’ 1,1% rilevati dall’ Istat.

{div class:article-banner-left}{/div}

Le nuove tabelle sono state diffuse dall’ INPS con la circolare n. 76/2014 ed andranno in vigore dal 1 Luglio 2014 fino al 30 Giugno 2015.

La prestazione è prevista per lavoratori e dipendenti con fasce prestabilite di reddito ed è posta in relazione al numero ed alla composizione del nucleo familiare. La relativa domanda va presentata al proprio datore di lavoro utilizzando l’ apposito modello Anf/Dip al quale vanno anche presentate, entro 30 giorni dall’ evento, le eventuali variazioni. In caso di lavoratore addetto a servizi domestici,operaio agricolo a tempo determinato,lavoratore iscritto alla gestione separata la domanda va presentata all’ Inps.

Dal 1° Luglio pertanto fino al limite minimo di reddito annuo di Euro 14.354,66 per un nucleo familiare standard  composto da 3 persone (Marito,Moglie,Figlio) l’importo dell’ assegno Familiare è di Euro 137,5 al mese. Le variazioni incrementative del reddito   fanno diminuire  l’importo dell’ assegno: con un reddito di 20.096 euro l’importo, sempre per una famiglia composta da 3 persone è di 97,98 euro.

Rivolta nel Pd: Mineo replica a Renzi, non ho mai posto veti

Redazione Venerdì, 13 Giugno 2014
- Roma, 13 giu. - "Vorrei chiarire che in nessun momento, in commissione Affari costituzionali, ho paralizzato la riforma del Senato, non ho neanche mai votato in modo tale da fermare questa riforma del Senato, e nessuno dei senatori Tocci, Casson o Chiti hanno fatto qualcosa del genere: nostri veti non ce ne sono stati". Lo ha detto il senatore Corradino Mineo del ad Agora', su Rai3, parlando della sua sostituzione in commissione. "Se il partito si rende conto dell`errore commesso e vuole ricucire, io ne saro' ben lieto. Ricucire significa accettare che i parlamentari possano sostenere la loro posizione, anche perche' in aula parla il capogruppo e tutti gli altri sono destinati a interventi di fine seduta: c'e' una presa partitocratica sul Parlamento che e' una vergogna", ha spiegato Mineo. .
  • Inizio
  • Indietro
  • 775
  • 776
  • 777
  • 778
  • 779
  • 780
  • 781
  • 782
  • 783
  • 784
  • Avanti
  • Fine
Strumenti
  • Calcola la Data di Pensionamento
  • Calcola l'Importo della Pensione (AGO)
  • Calcola l'Importo della Pensione (Enti Locali e Sanita')
  • Calcola l'Importo della Pensione per i dipendenti statali
  • Calcola la Pensione nella Gestione Separata Inps
  • Calcola i Contributi Volontari
  • Calcola il TFS
  • Calcola l'Ape sociale
  • Calcola la Naspi
  • Calcola la RITA, la rendita Integrativa anticipata
  • Calcola la Pensione Netta
  • Controlla se Entri nella 9^ salvaguardia
  • Calcola il Riscatto e la Ricongiunzione
  • Vai a tutti gli Strumenti

Copyright ©2026 Pensioni Oggi