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Notizie

Lavoro

Riforma Pa: oggi la decisione del Cdm. In arrivo mobilita' ma niente esuberi

Redazione Venerdì, 13 Giugno 2014

E' una riforma dell'amministrazione pubbica basata sviluppata su 44 punti, che si concretizzera' in un decreto legge e in un disegno di legge delega. Kamsin Oggi è il giorno chiave, con il consiglio dei ministri e la conferenza stampa a Palazzo Chigi.

I contenuti della riforma sono stati sottoposti ad una consultazione pubblica lo scorso 30 aprile e il governo ha ricevuto 39.343 e-mail, sufficienti per ritenere di avere un mandato a procedere, nonostante la contrarieta' dei sindacati. Nella riunione tenuta oggi a Palazzo Vidoni il ministro Marianna Madia ha assicurato che nei provvedimenti normativi non si parlera' ne' di esuberi ne' di prepensionamenti; e' prevista la mobilita' obbligatoria ma non nel raggio dei 100 km come era stato ipotizzato in un primo momento.

Al contrario di quanto chiedono i lavoratori della P.a., nessun riferimento al rinnovo del contratto, il 45esimo punto aggiunto dai sindacati. E' prevista una riduzione delle spese ma non tagli lineari. Della cosiddetta "staffetta generazionale" nell'incontro di oggi non si e' parlato, ma l'inserimento dei giovani e' il primo dei 44 punti del governo che recita "abrogazione dell'istituto del trattenimento in servizio", che produrrebbe oltre 10mila posti in piu' per i giovani, a costo zero. La mobilita' volontaria e obbligatoria e' il secondo punto, ma domani si vedra' come sara' normata: il ministro Madia ha dichiarato di non aver mai immaginato di stravolgere la vita delle famiglie dei dipendenti pubblici. Il terzo punto del documento prevede l'introduzione dell'esonero dal servizio, il quarto l'agevolazione del part time, il quinto limiti ai compensi cumulabili, il sesto la possibilita' di affidare mansioni assimilabili quale alternativa per il lavoratore in esubero, il settimo maggiore flessibilita' delle regole sul turnover. Tutti argomenti su cui i sindacati aspettano di saperne di piu'.

Quel che e' certo, invece - hanno riferito Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb - e' la riduzione dl 50% del monte ore dei permessi sindacali. Confermata anche le modifiche per i dirigenti pubblici: Madia ha parlato di un "mercato con meccanismi di competizione" ed i punti 9 e 10 prevedono l'introduzione del ruolo unico della dirigenza e l'abolizione delle fasce, mentre il 12esimo la valutaizone dei risultati e la retribuzione di risultato erogata anche in funzione dell'andamento dell'economia. Ipotizzata anche la revoca dei dirigenti se i risultati non sono raggiunti.

Il documento del ministero prevede poi una riorganizzazione "strategica" che consenta riduzione degli sprechi: il ministro ha assicurato che non ci saranno tagli lineari ma una riorganizzaizne che portera' risparmi. Tra le proposte, la gestione associata dei servizi di supporto all'abolizione del concerto tra ministeri, passando per la riorganizzazione del sistema delle autorita' indipendenti, la soppressione della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, la centrale unica per gli acquisti per tutte le forze di polizia, le leggi auto-applicative, il controllo della ragioneria generale solo sui profili di spesa. Ed ancora il censimento degli enti pubblici, la creazione di una sola scuola nazionale dell'amministrazione, l'accorpamento delle sovrintendenza.

Piu' critiche ha sollevato l'idea di accorpare Aci, Pra e Motorizzazione civile, la riduzione delle prefetture e delle aziende municipalizzate, la razionalizzaizone delle autorita' portuali. Maggiori pareri positivi ha raccolto la proposta di eliminare l'obbligo di iscrizione alle camere di commercio.

Zedde

Pd diviso sulle riforme, autosospesi 14 senatori. L'ira di Renzi

Redazione Giovedì, 12 Giugno 2014
- Roma, 12 giu. - Il caso Mineo rompe la pax renziana iniziata nella notte delle Europee e rischia di avere ripercussioni anche all'assemblea di sabato all'Ergife, quando si trattera' di eleggere il nuovo presidente. La sostituzione del senatore in Commissione Affari Costituzionali era nell'aria da ieri mattina, quando il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi si era appellata al capogruppo al Senato Luigi Zanda perche' riportasse "compattezza" all'interno del gruppo dem. Puntuale, in serata, e' arrivata l'avvicendamento tra Mineo e lo stesso Zanda che ha portato all'auto sospensione di 14 senatori contrari all'impostazione data dal governo alla riforma della Camera alta del Parlamento. Si tratta di Felice Casson, Vannino Chiti e dei colleghi Corsini, D'Adda, Dirindin, Gatti, Giacobbe, Lo Giudice, Micheloni, Mineo, Mucchetti, Ricchiuti, Tocci, Turano. "Il processo delle riforme va avanti, non si puo' fermare per dieci senatori",ha commentato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Ma a tuonare contro i "veti" posti da Mineo e dagli altri senatori 'dissidenti' e' stato il presidente del consiglio che, da Astana, ha puntualizzato: "Il Pd non e' un taxi, non lascio il Paese a Mineo. Contano piu' i voti degli italiani che il diritto di veto di un singolo politico" e "sulle riforme non molliamo di mezzo centimetro, siamo convinti di cambiare il Paese". Parole che hanno innescato un lungo botta e risposta tra i 14 e la maggioranza del partito sull'articolo 67 della Costituzione, quello secondo cui un parlamentare non ha vincolo di mandato nell'esercizio delle sue funzioni. "Mai posto veti", e' stata la risposta di Corradino Mineo che derubrica a una battuta, seppur "sublime", quella di Renzi sul Paese che rischia di essere lasciato nelle mani dell'ex direttore di Rainews. "Chiediamo un chiarimento: una discussione franca e senza tabu' per ricostruire il rapporto di fiducia tra noi e la presidenza del gruppo. Chiediamo che si argini questo fiume di avvertimenti e minacce a mezzo stampa", ha poi aggiunto, "e vogliamo sapere se l'articolo 67 della Costituzione sia da considerare carta straccia e se i partiti (gli stessi che hanno messo in ginocchio questo paese) abbiano il diritto di prevaricare e far tacere ogni parlamentare. Siamo in attesa. Fino a martedi'", quando e' in programma una assemblea dei senatori dem. Uno scontro che si e' poi spostato al Nazareno, dove in serata si e' tenuta una direzione per l'approvazione del bilancio. "Se c'era la disciplina di partito, la costituzione non c'era". Ranieri ha poi paventato che le tensioni sulle riforme possano avere ricadute anche sull'elezione del presidente dell'assemblea: "Sabato c'e' l'assemblea: secondo me si puo' trovare il modo di correggere quello che considero un errore", ha sottolineato il civatiano Andrea Ranieri. "Sbaglia Ranieri", ha ribattuto Andrea Mirabelli: "non c'e' nessuna penalizzazione del dissenso. In commissione si sta a rappresentare il gruppo. Perche' siamo un gruppo di maggioranza impegnato a realizzare una delle cose prioritarie su cui gli elettori ci hanno dato credito. Per questo la maggioranza deve avere i numeri nelle commissioni. Se ci sono dissensi ognuno li puo' manifestare in aula". Piu' dura Rosa Maria Di Giorgi, senatrice renziana, che invita i 14 a fare un corso accelerato di democrazia: "In Commissione rappresenti la linea del partito e, in Senato, non puoi pensare di fare passare la tua posizione rispetto a quella della maggioranza. Questo non puo' essere consentito. In un paio di direzioni e un'assemblea e' stato deciso un percorso e penso che una ripassatina del concetto di democrazia qualcuno lo dovrebbe fare". .

M5S: ok all'alleanza con Farage, sul blog oltre 23mila si'

Redazione Giovedì, 12 Giugno 2014
- Roma, 12 giu. - M5S certifica l'alleanza con l'Ukip di Farage in Europa. Il referendum sul blog di Grillo ha infatti decretato la vittoria di Farage. I votanti sono stati 29.584: per il gruppo EFD di Farage hanno votato 23.121, per l'Ecr 2.930, per i 'Non iscritti' 3.533. "Di quale gruppo politico europeo dovra' far parte il M5S? Sono aperte le votazioni" scriveva stamane Beppe Grillo su Facebook. Ma le opzioni di voto erano solo tre: EFD (Europa per la Liberta' e la Democrazia, gruppo a cui aderisce Farage), ECR (Conservatori e Riformisti Europei) e raggruppamento dei Non Iscritti. Mancano i Verdi nonostante l'apertura di ieri. Un post scriptum precisava che "nel caso la soluzione piu' votata non sia praticabile, sara' perseguita la successiva piu' votata". La decisione di non mettere l'opzione Verdi sul blog di Grillo aveva creato malumore e scompiglio nel Movimento 5 stelle. Soprattutto perche' nessuno dei parlamentari era informato, neanche i 17 che si trovano al Parlamento europeo e che fino a ieri confermavano che oggi gli iscritti 5 stelle avrebbero potuto votare anche per i Verdi, oltre a Farage e agli euroscettici mdorati dell'Ecr. E invece, la scelta - a sorpresa - e' tra questi ultimi due gruppi e poi, terza opzione, il 'raggruppamento dei non iscritti' che pero' nel Parlamento europeo significa essere di fatto irrilevanti. I 5 stelle reagiscono parlando con i cronisti o affidando ai social la loro delusione: molti annunciano che non voteranno. Tra questi la deputata dissidente Paola Pinna che su twitter dice che tra "destra populista, destra conservatrice e il nulla, anche l'astensione ha valore di voto". Secondo quanto si apprende anche i critici Aris Prodani e Tommaso Curro' non parteciperanno alla votazione, mentre altri dissidenti come Tancredi Turco e Walter Rizzetto ci stanno pensando su. Per tutti i cosiddetti dissidenti, in ogni caso, la modalita' del voto online con l'esclusione dei Verdi e' "una presa in giro". I fedelissimi, invece, difendono la scelta di escludere i Verdi e dicono senza esitazione che voteranno per Farage. La senatrice 5 stelle Paola Taverna non ha dubbi: "Votero' per Farage". Stessa scelta per i deputati Manlio Di Stefano e per il senatore Alberto Airola che assicura: "Farage non intacchera' la nostra identita' politica". E sull'esclusione dei Verdi, la spiegazione degli integralisti e' questa: "Era come voler fare un matrimonio con chi non sapeva se sposare te o qualcun altro.. I Verdi erano spaccati. E' stato giusto escluderli in questa fase finale" dice Airola, anche perche' "dai Verdi c'e' stato un balletto scandaloso". Piu' tranchant Di Stefano: "E' giusto perche' ci hanno schifato fino a ieri". Anche Angelo Tofalo, altro fedelissimo alla linea del Movimento, sostiene che "da parte dei Verdi non c'e' stata alcuna trattativa ufficiale, nessuna risposta ufficiale. Se poi era l'opzione piu' votata e loro ci rispondevamo picche, che facevamo? Restavamo noi con il cerino in mano...". La collega alla Camera Maria Edera Spadoni e' piu' prudente: "Non ho ancora votato, e' un dilemma... Non so ancora. Comunque, non avrei votato per i Verdi che hanno ancora un'idea di mantenimento di questa Europa". Ma a esprimere perplessita' sull'assenza dei Verdi tra i gruppi politici a cui M5S puo' aderire nel Parlamento europeo, sono anche a sorpresa deputati sempre allineati come Stefano Vignaroli, 'anima' ambientalista di M5S, che su Facebook ha detto di essere "indeciso" e che forse votera' "di non iscriversi perche' trovo le altre opzioni scarsamente pluralistiche". Oppure il collega siciliano Francesco D'Uva che, anche lui nero su bianco su Fb, lamenta: "E' vero che i Verdi non hanno tutta questa voglia di accoglierci, e' vero che stanno facendo lo stesso giochetto che fece Bersani piu' di un anno fa, ovvero fingere un'apertura e poi dare la colpa a noi, ma non prenderli nemmeno in considerazione nella votazione non ha alcun senso, soprattutto se, come indicato nel post scriptum, "nel caso la soluzione piu' votata non sia praticabile, sara' perseguita la successiva piu' votata". .

M5S: nuovo attacco di Grillo a Pizzarotti, risponda nel merito

Redazione Giovedì, 12 Giugno 2014
- Roma, 12 giu. - "Pizzarotti risponda nel merito. Perche' non ha indetto referendum per stabilire se Parma preferisce le penali o l'inceneritore come promesso?". Cosi' su twitter Beppe Grillo torna ad attaccare il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. .

Riforme, nel Pd e' scontro totale Renzi, non lascio Paese a Mineo

Redazione Giovedì, 12 Giugno 2014
- Roma, 12 giu. - Non si chiude senza strascichi la vicenda della sostituzione di Chiti e Corradino Mineo in commissione Affari costituzionali. Tredici senatori si autosospendono dal gruppo Pd. Lo annuncia in Aula Paolo Corsini. "E' stupefacente che Corradino Mineo parli di epurazione - replica Matteo renzi - Il partito non e' un taxi che si prende per farsi eleggere", ha detto ai suoi di rientro in Italia dal Kazakistan, dove ha incontrato il presidente Nursultan Nazarbayev. Il Pd, ha aggiunto Renzi, "e' davanti a un bivio. Non ho preso il 41% per lasciare il futuro del Paese a Mineo". Fra i firmatari anche Felice Casson, con Vanino Chiti e lo stesso Mineo. "La rimozione dei senatori Chiti e Mineo decisa ieri dalla presidenza del gruppo rappresenta "un'epurazione delle idee considerate non ortodosse" sulla legge piu' importante, quella costituzionale, ha detto Corsini leggendo un documento messo a punto. "Si tratta di una palese violazione dell'articolo 67 della Carta", ha aggiunto. "La rimozione dei senatori Chiti e Mineo dalla Comissione Affari Costituzionali decisa ieri dalla presidenza del gruppo rappresenta di fatto una epurazione delle idee considerate non ortodosse dal processo di formazione della piu' importante delle leggi, la riforma costituzionale", ha detto testualamnte il senatore Corsini. "Nella sostanza si tratta di una violazione dell' art.67 della Carta. Un parlamento meno libero non aumenta la liberta' dei cittadini. Chiediamo dunque alla presidenza del gruppo il necessario e urgente chiarimento prima dell'assemblea di martedi' 17 giugno. Nel frattempo i sottoscritti senatori si autosospendano dal gruppo parlamentare". I senatori in questione sono: Casson, Chieti, Corsini, D'Adda, Dirindin, Gatti, Lo Giudice, Micheloni, Mineo, Mucchetti, Ricchiuti e Tocci. E' 'MARETTA' IN GRUPPO PD SENATO = E' 'maretta' nel gruppo Pd del Senato, dopo l'autosospensione di tredici senatori per la sostituzione di Corradino Mineo e Vannino Chiti dalla commissione Affari Costituzionali del Senato. 'Renzi non e' mai venuto a parlare con i 20 che hanno firmato il ddl Chiti, in maniera approfondita', si osserva nella minoranza del Pd, e si sottolinea: 'tratta con Berlusconi e non si confronta con il suo partito'. E ancora: 'non si puo' dire o si fa come dico o tutti a casa'. 'Renzi e' arrivato addirittura a dire che lo facciamo per soldi, per tenere l'indennita' dei senatori - attacca un altro parlamentare - Ma posso rispondere come successe fra Cacciari e Craxi quando gli propose di prendere la tessera del Psi: grazie sono gia' benestante di mio'. 'Non stiamo parlando affatto di democrazia' e' l'affondo della maggioranza del partito, dove c'e' chi non nasconde 'l'incazzatura'. Mai parlato in maniera approfondita di riforme? 'Ma se abbiamo fatto 9 assemblee , in due e' venuto Matteo Renzi e in un'altra la Boschi', e' la replica. 'La commissione Affari costituzionali non e' una proprieta' In commissione si rappresenta la posizione del gruppo che ti ha designato, se non sei d'accordo con la maggioranza te ne vai', considera un altro parlamentare ancora. 'Certo che fare un gesto plateale come quello di oggi, con l'applauso dei grillini... Mi auguro ci si faccia un esame di coscienza', osserva un democratico e c'e' chi gli fa eco: 'ma che fanno? Vogliono dare maggior peso a Berlusconi sulle riforme?'. E c'e' chi aggiunge: 'non e' che se non si e' d'accordo su una cosa si fa saltare tutto'. E' come se 'Totti in disaccordo con l'allenatore, dicesse allora io faccio come mi pare, anzi gioco nel ruolo del portiere'. Ma tant'e' sabato ci sara' l'assemblea nazionale del partito, dove con ogni probabilita' Renzi trattera' il tema delle Riforme, che e' un cavallo di battaglia del segretario - premier, ma non sara' quella la sede per il confronto con la minoranza autosospesa. Bisognera' aspettare martedi' la riunione del gruppo di Palazzo Madama. BOSCHI, RIFORME NON SI FERMANO PER 10 SENATORI "Le riforme non si fermano se 10 senatori la pensano diversamente" cosi' il ministro Maria Elena Boschi. "Credo sia serio portare avanti questa riforma. Un processo che - ha sostenuto il ministro - ha forza in se. Una forza che deriva dal consenso dei cittadini che ha dato il 41% al Pd", sottolinea. E ancora: "si va avanti abbiamo avuto un ampio modo per confrontarci. C'e' stato un dibattito approfondito che nasce dalle primarie e che e' stato portato avanti nella direzione, nella segreteria e nei gruppi". I 13 senatori autosospesi avranno la mani libere di non votare la riforma? "Credo che lo possano fare da punto di vista 'legale'. Ma credo che eventualmente cio' non sarebbe particolarmente corretto verso i cittadini che li hanno eletti con il Pd". "Nessuno ha chiesto loro di autosospendersi. Ora sta a loro decidere se far parte del processo di riforme o fare una scelta diversa". .

Altro...

Corruzione: M5S, nostro impegno con governo a votare una legge

Redazione Giovedì, 12 Giugno 2014
- Roma, 12 giu. - Per la legge anticorruzione c'è l'impegno anche del Movimento 5 Stelle. Dopo circa un'ora di colloquio con il ministro della Giustizia Andrea Orlando i parlamentari pentastellati hanno assicurato il proprio impegno a votare entro il 30 giugno una legge anticorruzione. "Abbiamo offerto al governo Renzi - ha spiegato il senatore Michele Giarrusso - di approvare entro il 30 giugno, nei due rami del parlamento, una norma anticorruzione efficace. L'esame della legge e' previsto al Senato per il 24 giugno ma puo' essere anticipato anche di una settimana e successivamente la si approverebbe in tempi rapidi alla Camera". Lo ribadisce anche il capogruppo alla Camera, Giuseppe Brescia: "Oggi abbiamo detto al ministro che siamo pronti a dare immediatamente una risposta chiara, netta e veloce in tema di corruzione votando il provvedimento in Senato. Chiediamo al governo di non fare un proprio disegno di legge che potrebbe rallentare la procedura visto che invece possiamo approvare una legge entro giugno in maniera rapida".

Riforma Pa, ecco le novità in arrivo sulle pensioni

Bernardo Diaz Giovedì, 12 Giugno 2014

La bozza di decreto legge sulla riforma della Pubblica amministrazione è ormai quasi pronta. Il testo definitivo sarà noto solo domani quando il Consiglio dei Ministri varerà due provvedimenti, un decreto legge per l'appunto, e un disegno di legge delega. {div class:article-banner-left}{/div} Pensioni Oggi è in grado di anticipare il testo della bozza della Riforma della Pa. Sono confermate gran parte delle anticipazioni diffuse nei giorni scorsi. In particolare viene sancita l’impossibilità di restare in servizio dopo il compimento dell'età pensionabile. La misura, che colpirà soprattutto le alte magistrature contabili e le università, è attuata tramite l'abrogazione del trattenimento in servizio, istituto che attualmente consente ai dipendenti pubblici di restare sul posto di lavoro per altri due anni dopo il perfezionamento dei limiti ordinamentali per la permanenza in servizio. La bozza indica tuttavia che i provvedimenti di trattenimento in servizio concessi sono fatti salvi sino al prossimo 31 Ottobre.

Ma ci sarebbero anche altre novità in materia previdenziale. Anche se il governo ha fatto marcia indietro sull'ipotesi di introdurre l'esonero dal servizio a coloro a cui mancano 4-5 anni al perfezionamento dell'età pensionabile nella bozza si prevede però, in modo molto piu' blando, che in caso di esuberi legati a riorganizzazioni delle amministrazioni e in assenza di modalità condivise con i sindacati, la Pa possa procedere alla risoluzione unilaterale, senza possibilità di sostituzione, del rapporto di lavoro «di coloro che entro il biennio successivo maturano il diritto all'accesso alla pensione, con conseguente corresponsione anticipata del trattamento». Si tratterebbe, se confermato nel testo definitivo, di una specie di prepensionamento simile alla normativa attualmente in vigore prevista dalla legge 95/2012. Da segnalare anche la scomparsa dalla bozza di una proroga del regime sperimentale donna anche se sul punto si spera ci sia un ripensamento da parte dell'esecutivo.  Sempre per gli addetti in esubero sono anche previsti possibili demansionamenti «per ampliare le occasioni di ricollocazione».

Salterebbe poi il doppio criterio del computo delle persone e della spesa nei vincoli al turn over previsto da qui al 2018, anno in cui si tornerebbe al ricambio fisiologico. La bozza definisce che le assunzioni e le uscite nel perimetro della P.a. non avverranno più in base al numero delle persone, bensì alla spesa totale per i loro stipendi. Così, nel 2014 nelle amministrazioni si potrà procedere ad assumere personale nel limite di spesa pari al 20% di quella relativa al personale uscito lo scorso anno. Questa percentuale sale con gradualità negli anni successivi. Fino ad arrivare al 2018, quando le amministrazioni potranno assumere per un limite di spesa pari al 100% di quella relativa al personale cessato di ruolo.

Sulla mobilità la bozza conferma che si potranno ricoprire i posti vacanti mediante passaggio diretto di dipendenti con la stessa qualifica, in servizio presso altre amministrazioni. In particolare è prevista la cancellazione del nulla osta dell'amministrazione di appartenenza per la mobilità volontaria; su quella obbligatoria si prevedono trasferimenti senza assenso in un posto di lavoro diverso nell'arco di 100 chilometri «per esigenze tecnico-organizzative», mentre per i trasferimenti entro 50 chilometri le diverse sedi sarebbero considerate come «stessa unità produttiva». I sindacalisti dovranno anche incassare il taglio del 50% distacchi, aspettative e permessi a partire dal prossimo agosto.

Madia ai sindacati: mobilita' si', ma mai pensato a 100 km

Redazione Giovedì, 12 Giugno 2014
- Roma, 12 giu. - Il ministro della riforma PaMarianna Madia non ha mai "immaginato e preso in considerazione" l'ipotesi di una mobilita' obbligatoria per i dipendenti pubblici nel raggio dei 100 km . Lo hanno riferito fonti sindacali presenti all'incontro da poco concluso a Palazzo Didoni. "Non ho mai immaginato di stravolgere la vita delle famiglie" avrebbe detto Madia sostenendo invece la necessita' della mobilita' delle funzioni per evitare gli esuberi. Il ministro ha sottolineato "l'organicita' del progetto di riforma " e ha invitato i sindacati a non "soffermarsi sul veicolo" cioe' ddl delega o provvedimenti normativi, ma sul progetto organico di trasformazione della Pa. Quindi ha assicurato che non sono previsti tagli lineari ne' esuberi, chiedendo di notare "la grande importante inversione di tendenza" di questo governo orientato ad un "profondo cambiamento". Infine in merito alla dirigenza Madia ha spiegato che l'intendimento e' di creare un "mercato con meccanismi di competizione." .

Renzi Contano piu' voti che veti E 13 senatori si autosospendono

Redazione Giovedì, 12 Giugno 2014

- Roma, 12 giu. - Tredici senatori si autosospendono dal gruppo Pd dopo la sostituzione di Chiti e Mineo in commissione Affari Costituzionali. Lo annuncia in Aula Paolo Corsini. Fra i firmatari anche Felice Casson, con Vanino Chiti e lo stesso Mineo. "La rimozione dei senatori Chiti e Mineo decisa ieri dalla presidenza del gruppo rappresenta "un'epurazione delle idee considerate non ortodosse" sulla legge piu' importante, quella costituzionale, ha detto Corsini leggendo un documento messo a punto. "Si tratta di una palese violazione dell'articolo 67 della Carta", ha aggiunto. "La rimozione dei senatori Chiti e Mineo dalla Comissione Affari Costituzionali decisa ieri dalla presidenza del gruppo rappresenta di fatto una epurazione delle idee considerate non ortodosse dal processo di formazione della piu' importante delle leggi, la riforma costituzionale", ha detto testualamnte il senatore Corsini. "Nella sostanza si tratta di una violazione dell' art.67 della Carta. Un parlamento meno libero non aumenta la liberta' dei cittadini. Chiediamo dunque alla presidenza del gruppo il necessario e urgente chiarimento prima dell'assemblea di martedi' 17 giugno. Nel frattempo i sottoscritti senatori si autosospendano dal gruppo parlamentare". I senatori in questione sono: Casson, Chieti, Corsini, D'Adda, Dirindin, Gatti, Lo Giudice, Micheloni, Mineo, Mucchetti, Ricchiuti e Tocci. "Credo che 13 senatori non possono permettersi di mettere in discussione il volere di 12 milioni di elettori e non possono bloccare le riforme che hanno chiesto gli italiani". Lo afferma Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e responsabile organizzazione del Pd, in merito ai senatori che si sono autosospesi. "Ci aspettavamo 20 persone ? aggiunge Lotti -, sono solo 13". "Mineo ? prosegue - ha tradito l'accordo con il gruppo. Siamo un Partito Democratico, non un movimento anarchico".

 

Sul cammino delle riforme e' tornato Renzi: "Noi non lasciamo a nessuno il diritto di veto: conta molto di piu' il voto degli italiani che il veto di qualche politico che vuole bloccare le riforme. E siccome contano di piu' i voti che i veti, vi garantisco che noi andiamo vanti a testa alta": con questo monito, tutto rivolto alle questioni italiane, il premier Matteo Renzi e' tornato sulla questione del cammino delle riforme, congedandosi dalla comunita' d'affari italiana a Pechino.
  Renzi e' gia' ripartito alla volta di Astana, in Kazakistan, ultima tappa del suo tour asiatico. Ma prima di lasciare la Cina, agli imprenditori italiani ha consigliato di puntare "in alto". "Noi, da parte nostra, vi garantiamo che non molliamo di mezzo centimetro, di una virgola". Il presidente del Consiglio ha sottolineato che "Tocca all'Italia smettere di dividersi e giocare finalmente in squadra, ma non a parole, giocare sul serio. Questo e' il senso della visita: se e' andata bene o no lo vedremo nei prossimi mesi, vedendo crescere o meno le percentuali di ricchezza e anche naturalmente di posti di lavoro".

Decreto Irpef, i tecnici della Camera: i conti sul bonus sono sbagliati

Sergey Giovedì, 12 Giugno 2014

ll numero dei soggetti interessati al bonus degli 80 euro introdotto con il recente decreto irpef possono determinare variazioni sui costi dell’ operazione in quanto i calcoli sono stati effettuati sui dati relativi all’ anno 2011. {div class:article-banner-left}{/div}

E' quanto hanno riferito i tecnici della Camera dei Deputati in un documento diffuso ieri dalle agenzie di stampa. I tecnici hanno avvertito il governo che i soggetti interessati potrebbero essere aumentati o diminuiti in modo significativo rispetto alle stime sulle quali si basa la norma approvata e ciò potrebbe determinare maggiori spese a carico delle Finanze Pubbliche.

Criticità sono state espresse anche relativamente alle norme sulla rivalutazione delle quote Bankitalia, le procedure sul pagamento della Tasi, i conteggi sulla riduzione dell’ Irap e le misure sui risparmi delle società partecipate dallo Stato. Misure che, secondo l'ufficio del bilancio della Camera, comporteranno oneri e spese non previste a cui il governo dovrà porre rimedio tramite ulteriori coperture finanziarie.  

Anche se le puntualizzazioni sono “corrette” non esistono i tempi tecnici per variazioni in quanto la scadenza è il 23 Giugno, ha detto il Presidente della Commissione Bilancio Francesco Boccia: "quindi le correzioni saranno rimandate a prossimi provvedimenti".

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