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PensioniOggi.it

Notizie - Results from #8370

 

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Notizie

Europee: Salvini, con Le Pen per uscire dalla gabbia dell'Euro

Redazione Domenica, 11 Maggio 2014
- Roma, 11 mag. - "Chi vota Lega il 25 maggio vota Marine Le Pen. Per la prima volta il Parlamento europeo avra' una opposizione vera e numerosa". Lo ha detto il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, conversando con i cronisti a margine di un appuntamento elettorale a Roma. Le Pen, ha aggiunto, e' un modello: "Lei e' nazionalista, noi autonomisti e federalisti. L'emergenza e' uscire dalla gabbia dell'euro e dall'immigrazione clandestina". Dalle regioni del centro e del sud Italia per la Lega Nord arrivera' "una marea di voti". Ne e' certo il leader del Carroccio. "Anche da Roma - ha aggiunto Salvini - sul simbolo della Lega arriveranno una marea di voti, poi ci troveremo a chiederci il perche'". A chi gli chiedeva se tornera' a Napoli, dove recentemente e' stato contestato da un gruppo di cittadini, Salvini ha risposto: "Tornero' volentieri, e' una citta' stupenda. Rispetto le idee di tutti ma quando iniziano a partire pugni e calci siamo all'incivilta', non al confronto". .

Europee: Schulz, Grillo e' solo vento, mi ricorda Stalin o Chavez

Redazione Domenica, 11 Maggio 2014
- Roma, 11 mag. - "Grillo e' vento. Come si fa a giudicare il vento? Non vedo la sostanza. Berlusconi ha una sostanza politica, su cui posso dare un giudizio. Grillo minaccia ammende ed espulsioni per i deputati che non votano come dice lui". Va giu' duro nel giudizio sul leader del M5S, il capo del Parlamento europeo, Martin Schulz, che punta alla guida della Commissione Ue. "L'ultimo a dire una cosa del genere - prosegue in un'intervista al 'Corriere della Sera' - e' stato Stalin. O forse Hugo Chavez. Se l'avesse detto in Germania, avrebbe dovuto temere l'intervento della magistratura. La liberta' di mandato dei parlamentari e' uno dei fondamentali della democrazia. Mi verrebbe da dire che Grillo e' espressione di un totalitarismo moderno...". Parole dure anche nei confronti di Silvio Berlusconi: "Ha fallito. Ha lasciato l'Italia con piu' debito e disoccupazione" mentre Matteo Renzi "e' combattivo e generoso e vincera' le Europee". Secondo Schulz, la Germania non e' solo rigore. "Agire solo sul fronte dei tagli e' folle e sbagliato. Dobbiamo far crescere i redditi e i consumi. La disciplina di bilancio e gli investimenti strategici sono le due facce della stessa medaglia", sottolinea. Aperture anche nei confronti del 'tabu'' del 3% di deficit: "Il 3% va rispettato, ma per calcolarlo bisogna distinguere il debito dello Stato dalle spese per l'emergenze dagli investimenti per il futuro". .

Sanita': Lorenzin, via la politica dalle nomine delle Asl

Redazione Domenica, 11 Maggio 2014
- Roma, 11 mag. - "Dobbiamo togliere alla politica la scelta dei dirigenti. Primari e direttori sanitari o scientifici delle Asl vanno scelti in base a una valutazione delle loro qualita'". Lo dice in una intervista alla Repubblica, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Per i direttori generali delle aziende, ha aggiunto, "bisogna portare avanti il discorso iniziato dal mio predecessore Renato Balduzzi. Ci vuole un albo nazionale che renda conto delle loro capacita', basate anche sui risultati ottenuti. Se si scelgono le persone solo in base alle loro qualita' - ha concluso - la politica non ha piu' potere di decidere e influenzare". .
Pensioni

Esodati, le pensioni liquidate superano le 40mila unità

Eleonora Accorsi Domenica, 11 Maggio 2014
L'Inps aggiorna la tabella riepilogativa delle pensioni liquidate in regime di salvaguardia. In totale l'istituto ha certificato 88.782 posizioni  su 162.130 salvaguardati

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Secondo il rapporto aggiornato allo scorso 6 maggio, l'Inps ha certificato complessivamente 88.782 posizioni ed ha provveduto alla liquidazione di 42.430 pensioni in regime di salvaguardia su un totale di 162.130 soggetti che complessivamente possono accedere alla cinque salvaguardie varate sino ad oggi. 

A buon punto le procedure per la prima salvaguardia, individuata dal decreto legge 201 del 2011. L'Inps mostra di aver effettuato 64.153 certificazioni e liquidate 35.429 pensioni su un totale di 65 mila potenziali interessati.

Restano ancora bassi i numeri per la seconda salvaguardia in cui sono state effettuate solo 16.303 certificazioni e sono state liquidate 3.385 pensioni a fronte di un totale di 55 mila posizioni salvaguardate. A pesare sono soprattutto le operazioni di salvaguardia dei lavoratori mobilità ordinaria del predetto contingente: su 40.000 potenziali beneficiari le certificazioni sono state solo 6.511, meno di un terzo degli aventi diritto.

Relativamente alla terza salvaguardia l'Inps ha certificato 6.933 posizioni ed ha provveduto alla liquidazione di 3.327 pensioni a fronte di un potenziale di 16.130 soggetti salvaguardati. L'Istituto ricorda che le pensioni liquidate sono quelle che hanno decorrenza fino al gennaio 2014 e di conseguenza il numero sarà destinato ad incrementarsi nel corso dei mesi in relazione al raggiungimento della data di accesso al pensionamento da parte dei beneficiari; inoltre, secondo l'Istituto, le certificazioni sino ad oggi effettuate riguardano i soggetti con decorrenza della pensione dal 2013 in poi.

Con riferimento alla quarta salvaguardia l'Inps ha provveduto anche a certificare 1.383 posizioni (700 in favore dei lavoratori cd. in congedo e 683 in favore dei cessati dal servizio con risoluzione unilaterale del rapporto) ed ha provveduto alla liquidazione di 289 pensioni su un contingente complessivo di 9mila persone.

Nulla invece per la quinta salvaguardia i cui termini per la presentazione delle istanze sono ancora aperti; la scadenza è prevista per il 16 Giugno.

Complessivamente l'Inps ha dunque certificato il 55% circa delle posizioni ed ha provveduto alla  liquidazione di circa il 26 % degli aventi diritto.

Expo: Renzi, fermare i responsabili non le opere. Maggioranza italiani perbene

Redazione Sabato, 10 Maggio 2014
- Firenze, 10 mag. - "Quando ci sono grandi interventi, grandi iniziative, se ci sono delle vicende che non vanno bene, se ci sono problemi con la giustizia, si devono fermare i responsabili e non le grandi opere". Cosi' il premier, Matteo Renzi, a sorpresa, e' salito sul palco del 'Maggio musicale' per la serata di gala inaugurale. Sul palco con lui anche Francesco Bianchi, commissario straordinario del 'Maggio'. "Se l'Italia ha ancora uno spazio e una possibilita' questo spazio e questa possibilita' sta nel fatto che c'e' una stragrande maggioranza di persone perbene che continuano egregiamente a fare il proprio lavoro"., ha detto Renzi al gala' inaugurale del Maggio. "E allora un teatro - ha detto ancora - nell'antica Grecia era il luogo nel quale veniva messo il centro della citta' - il teatro dell'Opera non e' piu' il centro urbanistico della Citta' di Firenze, pero' e' il centro di una grande scommessa per questa citta' e per il Paese intero". "Il mio augurio, a nome del governo - ha aggiunto - al Maggio musicale, alla citta' di Firenze, ed a tutti coloro che hanno vissuto questa esperienza cosi' bella e cosi' drammatica, di avere sempre nel cuore la convinzione che niente potra' fermare l'emozione della musica, della cultura e della speranza. E' per tutti questi motivi la mia gratitudine va in particolar modo a chi ha lavorato qui ed a chi ci lavorera', a partire dal maestro Zubin Mehta". "Io ho un compito diverso, a nome del governo, ricordare quello che e' accaduto in questi anni per dare u messaggio di speranza per i prossimi anni. Era un giorno di febbraio 2010 - ricorda Renzi - quando il percorso di costruzione di questo teatro sembrava improvvisamente bloccato, erra stato voluto dal guidato da Romano Prodi e l'allora ministro per la Cultura scelse di investire su alcuni luoghi per l'unita' d'Italia. Pero' nel febbraio 2010 tutto sembrava bloccato. Un'indagine, un'inchiesta degli arresti. Allora il Comune di Firenze decise di sostituire i dirigenti statali che erano stati arrestati e di andare avanti lo stesso. Oggi siamo qui", ha concluso. .

Altro...

M5S: Grillo, governeremo il Paese perche' ce lo meritiamo

Redazione Sabato, 10 Maggio 2014
- Bologna, 10 mag. - "Andremo a governare questo Paese perche' ce lo meritiamo ma ci andremo in maniera pacifica": lo ha detto il leader del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo, intervenendo a Bologna dal palco di piazza San Francesco, nell'ambito dell'appuntamento elettorale per le europee 'Vinciamonoitour'. Presenti un po' meno di duemila persone, in una piazza non troppo gremita, ma calorosa: da una finestra di un palazzo e' comparso anche uno striscione 'Grillo vale uno, tu conti zero', firmato con il simbolo 'Peste rossa'. Grillo, sul palco con i candidati sindaci del movimento, ha spiegato anche i termini della 'sospensione' del consigliere regionale Andrea De Franceschi, ma la piazza ha lanciato soprattutto un messaggio di coerenza, ricordando anche l'assegno portato oggi ai terremotati di Mirandola. "Guardate chi mente e chi non mente - ha detto ancora Grillo alla piazza - noi non abbiamo fatto alleanze. Siamo il primo movimento in Italia - ha detto ancora Grillo - ci devono rispettare, considerare, si sorprenderanno: a Bologna eravamo 40 mila nel 2009, si sono chiesti da dove sono usciti questi?". Per Grillo, "il populismo e' la piu' alta forma di fare politica". L'obiettivo e' sempre lo stesso, "mandarli a casa tutti". .

Lavoro, con la crisi aumenta il part time involontario

Redazione Sabato, 10 Maggio 2014
Nel 2008 era forzato il 40,3% dei contratti a tempo parziale, oggi lo è il 61,6%: le aziende preferiscono queste tipologie perché meno onerose. 

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Aumenta il ricorso al part time. Complice la crisi la discontinuità del lavoro ha raggiunto in questo ultimo periodo i livelli piu' elevati da diversi anni a questa parte secondo quanto rilevato dall'Istat. Sono, infatti occupati a orario ridotto, dice l'Istat, 2 milioni 470 mila persone, con  un'impennata dell'83% (+1 milione 121 mila) rispetto al 2008. Sono in gran parte donne (1 milione 729 mila), ma non manca la componente  maschile (742 mila), raddoppiata in 5 anni.

E conseguenza immediata del maggior impatto del part time è anche il calo delle ore lavorate a settimana che sono a 36 contro le 38 del 2008 anche se guardando singolarmente al tempo pieno (40 ore) e a quello parziale (21 ore), l'orario di lavoro settimanale è restato invariato passando dal 2008 al 2013.

Le donne lavorano settimanalmente 7 ore in meno, fermandosi a 32 ore; e al confronto con il 2008 il divario si è ridotto di un'ora (33 donne e 41 uomini). Guardando al numero di occupati per ore settimanali lavorate, colpisce la drastica riduzione di quanti hanno totalizzato oltre le 41 ore: tra il 2008 e il 2013 sono scesi di quasi di un terzo (-29,5%), passando da oltre 5 milioni a poco più di 3 milioni e mezzo. Al contrario nello stesso periodo sono aumentati coloro che lavorano meno di 10 ore settimanali, giunti a circa 627 mila persone (+17,9%).

I contratti a termine scontano comunque il vantaggio di essere meno costosi per le aziende: nel 2013 si contavano oltre 4 milioni di occupati a tempo ridotto (+667 mila dal 2008). L'aumento negli ultimi 5 anni, infatti, è dovuto solo a quanti lavorano a tempo parziale poichè non hanno trovato un lavoro a tempo pieno: l'incidenza del part-time involontario sul totale dei lavoratori a orario ridotto passa, infatti, dal 40,3% del 2008 al 61,6% del 2013.

Ultra': M5S deposita mozione sfiducia Alfano alla Camera

Redazione Sabato, 10 Maggio 2014
- Roma, 10 mag. - "Incapace. Non ci sono altre parole per definire il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. L'inefficienza e inadeguatezza dimostrate nella gestione dell'ordine pubblico in occasione della finale di coppa Italia a Roma allungano la lista delle sue nefandezze a cui, da ultimo, si aggiunge la riapertura del caso Shalabayeva". Lo affermano i deputati del MoVimento 5 Stelle che accusano il leader Ncd di essere "non solo inappropriato, ma ha mentito all'aula di Montecitorio, come risulta da fonti giornalistiche e anche dalle indagini degli organi inquirenti". "Per questo - annunciano - abbiamo presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti", ieri sera, alla Camera. Lunga la lista di manchevolezze secondo i 5 Stelle: "Prima il caso Shalabayeva, di cui si apprende la riapertura dell'inchiesta da parte della Procura di Perugia, poi la possibilita' di fuga concessa a Marcello Dell'Utri, conterraneo ed ex compagno di partito dello stesso Alfano, e l'incapacita' assoluta di agire nei confronti del dramma dell'immigrazione, su cui Alfano lancia solo allarmi e non dispone soluzioni come un ministro dovrebbe fare. Fino al 'capolavoro' della gestione della finale di coppa Italia allo stadio Olimpico di sabato scorso". "Si e' gettata - riprendono - un'ombra indelebile sulla figura istituzionale del ministro ed e' a repentaglio l'immagine del nostro Paese oltre la nostra sovranita'. La totale perdita di credibilita' del ministro dell'Interno pone un grave pregiudizio sulle sue capacita' di svolgere le funzioni a cui e' chiamato nonche' sull'opportunita' della sua permanenza a ricoprire una carica di primo piano e di piena rappresentanza politica, in particolare in un ruolo cosi' rilevante e delicato. Il Pd - concludono gli M5S - pur di mantenere l'alleanza con Alfano per fini elettorali sacrifica sul piatto l'ordine pubblico del Paese. Un calcolo politico che, come al solito, pagano i cittadini in termini di sicurezza. Sarebbe ora che l'esecutivo si privasse di tanta incapacita' nel rispetto dei diritti essenziali dei cittadini".

Riforma della Pa, Renzi pronto all'identità digitale del cittadino

Sergey Sabato, 10 Maggio 2014
Il riordino della pubblica amministrazione passa anche dalla trasparenza e dagli open data. Intesi nel senso più ampio del termine.

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Il primo atto dell'attività di semplificazione e di digitalizzazione che il governo Renzi conta di mettere in campo sarà l'attribuzione di un'identità digitale unica a ogni cittadino. Tutti avranno un Pin unico per accedere ai servizi pubblici digitali superando in questo modo l'attuale frammentazione tra procedure delle diverse Pa. Ci vorrà almeno un anno per ammissione dello stesso presidente del Consiglio: «Il Pin unico ha un tempo di attuazione in via definitiva di almeno un anno – ha spiegato Matteo Renzi– non lo fai dalla mattina alla sera».

Il calendario parte però a giugno quando si avvieranno le prime sperimentazioni. Oltre al Pin unico per i cittadini, nella lettera che i dipendenti pubblici riceveranno nelle prossime settimane, alla voce open data, compare la dematerializzazione dei documenti amministrativi e la loro pubblicazione sul web, accessibile a tutti. Accanto agli interventi di trasparenza vera e propria dei dati in possesso delle amministrazioni pubbliche, come potrebbe essere quello di mettere online tutte le informazioni contenute nel Siope e di unificare e rendere interoperabili le banche dati di enti e società partecipate, c'è anche una spinta sulla tracciabilità delle risorse gestite dai sindacati, che saranno chiamati a rendicontare sul web ogni spesa.

Per Renzi poi si dovrà procedere all'unificazione e standardizzazione della modulistica in materia di edilizia ed ambiente; procedere ad una «concreta attuazione del sistema della fatturazione elettronica» per tutte le Pa e accelerare la riforma fiscale e le relative misure di semplificazione.

Decreto Lavoro, tutte le novità in arrivo

Nicola Colapinto Sabato, 10 Maggio 2014
Settimana decisiva per il decreto lavoro che approda in terza lettura alla Camera. Per gli apprendisti obbligo di assunzione del 20% .

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Si rilancia la Formazione pubblico-privata per gli apprendisti, il diritto di precedenza messo per iscritto in caso di stabilizzazione per occupati a termine, stagionali e donne in maternità. E, ancora, multe ai datori di lavoro che non rispetteranno la soglia del 20% di contratti precari, mentre si prevede che il modello di inquadramento «sine die» a tutele crescenti debba essere sperimentato nella successiva legge delega, ossia nel secondo atto del «Jobs Act».

Con 158 voti a favore, 122 contrari e nessun astenuto, l'aula di palazzo Madama ha dato la fiducia al decreto 34/2014; la palla ora passa a Montecitorio dove l'iter inizierà in tempi assai rapidi, poiché il provvedimento deve subire la conversione in legge entro il 19 maggio, altrimenti decadrà. I senatori mantengono la riduzione delle proroghe, scese da 8 a 5 rispetto alla versione originale governativa, consentite per un contratto a tempo determinato di 36 mesi senza indicazione della causale , ma «ammorbidiscono» le sanzioni per le società che si doteranno di più precari del 20% permesso sul totale del personale stabile: non scatterà, infatti, automaticamente il posto fisso, bensì si dovranno pagare pene pecuniarie pari al 20% della retribuzione per il 21° occupato «eccedente» e del 50% dal 22° in avanti.

Tale «tetto» del 20% non varrà, poi, per gli enti di ricerca, che godranno anche della deroga della durata massima di 36 mesi per gli studiosi impegnati in progetti scientifici; la corsia privilegiata per l'assunzione a tempo indeterminato dei precari dovrà essere «espressamente richiamata nell'atto scritto» di avvio del rapporto, e ne potranno beneficiare coloro che hanno avuto un inquadramento superiore ai sei mesi nella stessa azienda, gli stagionali e le mamme, giacché a Montecitorio si è deciso che il congedo di maternità potrà essere computato nel periodo di attività lavorativa utile a maturare il requisito.

Novità sul fronte dell'apprendistato, innanzitutto perché la quota di under29 da stabilizzare varrà per le imprese con oltre 50 dipendenti  e si potranno prevedere specifiche modalità di uso della formula a termine per incarichi stagionali; via libera, inoltre, alla formazione «mista», laddove le regioni dovranno esporre in maniera particolareggiata le caratteristiche dei corsi, unendo le forze con le «imprese e le loro associazioni disponibili» a partecipare ai programmi per trasferire le competenze. Invariata, infine, la smaterializzazione del Durc, Documento unico di regolarità contributiva): la verifica telematica avverrà tramite un'unica interrogazione presso gli archivi di Inps, Inail e casse edili.

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