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Verifica il costo per coprire con i versamenti volontari gli anni di contribuzione restanti per maturare la pensione.

Spesso capita che un lavoratore debba procedere al versamento dei contributi volontari per maturare il requisito della pensione. Ciò si verifica soprattutto nei confronti dei lavoratori che hanno perso il lavoro e hanno terminato il periodo di disoccupazione (Naspi) a cui mancano ancora pochi anni per il raggiungimento del requisito contributivo utile per la pensione anticipata (es. 42 anni e 10 mesi di contributi).  In queste circostanze il lavoratore, se ha disponibilità economica, può decidere di sborsare di tasca propria i contributi restanti al perfezionamento del suddetto requisito. E quindi andare in pensione.

Ma quanto costa pagare i contributi volontari? Per dare una risposta bisogna distinguere a seconda del tipo di lavoro svolto dall'interessato e, quindi, dal tipo di fondo previdenziale in cui esso è iscritto. Per i lavoratori dipendenti (sia del settore privato che del pubblico impiego) l'ammontare del contributo volontario si ottiene applicando alla retribuzione di riferimento (quella dell'ultimo anno di lavoro), l'aliquota contributiva vigente che per gli ex dipendenti è pari al 27,87%, se autorizzati sino al 31 dicembre 1995, e al 32,87%, per le autorizzazioni successive. Prendendo a riferimento il minimale 2016 (200,76 euro a settimana) il contributo non può essere dunque inferiore a 55,95 euro per i soggetti autorizzati sino al 31 dicembre 1995 e a 65,98 euro e per le autorizzazioni successive. 

Oltre i 46.123 euro di reddito agli assicurati presso il fondo pensione lavoratori dipendenti si applica un'aliquota aggiuntiva dell'1%. Il massimale di 100.324 euro annui, cioè la soglia oltre la quale non sono dovuti contributi si applica solo con riferimento ai lavoratori titolari di contribuzione non anteriore al 1° gennaio 1996 o che, avendone il requisito, esercitino l’opzione per il sistema contributivo

Artigiani e commercianti. Per le due categorie di lavoratori autonomi le regole della prosecuzione volontaria fanno riferimento alla legge n. 233/1990. Agli artigiani e commercianti deve essere attribuita una delle 8 classi di reddito previste dalla legge richiamata e, in particolare, la classe il cui reddito medio risulti pari o immediatamente inferiore al valore medio mensile dei redditi prodotti dall'interessato negli ultimi 36 mesi (tre anni) di attività. L'aliquota obbligatoria 2016 è fissata in 23,10% per gli artigiani e 23,19% per i commercianti, pertanto, la contribuzione mensile dovuta oscilla tra i 300 e gli 800 euro al mese. 

Infine, per quanto riguarda i lavoratori iscritti presso la gestione separata, ai fini della determinazione del contributo volontario deve essere presa in considerazione esclusivamente l'aliquota l'Ivs vigente per i soggetti privi di tutela previdenziale pari, per l'anno 2016 al 31% (27% per i titolari di partita Iva). Poiché il minimale per l'accredito contributivo è fissato in 15.548 euro, per il medesimo anno l'importo minimo dovuto dai prosecutori volontari non potrà essere inferiore a 4.198 euro, su base annua, e a 350 euro su base mensile. Le aliquote si applicano sull'importo medio dei compensi percepiti nell'anno di contribuzione precedente alla data della domanda.

Per aiutare i lettori a fare i calcoli pensionioggi.it ha realizzato un programma, qui sotto disponibile, per determinare l'ammontare del contributo settimanale o mensile da pagare all'Inps per avere accreditato il periodo ai fini pensionistici. 

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