Menu
Nel 2018 i lavoratori iscritti alla gestione separata possono accedere alla pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi unitamente ad almeno 20 anni di contributi.

La Gestione Separata

Il dizionario di Pensioni Oggi

La gestione Separata è il fondo pensionistico, nato con la Riforma del 1995 (legge 335/1995) e dal Dm 282/1996, a cui devono essere iscritti coloro che svolgono attività di lavoro autonomo dalla quale non scaturisca l'obbligo di iscrizione a proprie Casse Professionali. La gestione separata accoglie attualmente accoglie quasi un milione di posizioni attive, di cui circa 350.000 professionisti con partita Iva. Vediamo dunque di riassumere quali sono i requisiti per conseguire le prestazioni a carico di questa gestione.

Indice

Chi è Tenuto all'iscrizione alla Gestione Separata
Le prestazioni erogate dalla Gestione Separata
La Facoltà di Computo
Come utilizzare i contributi versati nella Gestione Separata
Le Aliquote

I Soggetti Tenuti all'iscrizione presso la Gestione Separata

Sono tenuti all'iscrizione alla gestione separata i lavoratori che esercitano per professione abituale, ancorchè non esclusiva, attività di lavoro autonomo per la quale non via sia obbligo di iscrizione ad un determinato albo professionale. Vi rientrano altresì coloro che pur svolgendo attività per le quali è prevista l'iscrizione in un albo professionale, non sono tenuti al pagamento dei contributi presso la Cassa previdenziale corrispondente in base alle norme dei rispettivi statuti. Per i cd. occasionali, cioè coloro che svolgono attività solo episodicamente, gli obblighi di iscrizione sorgono solo nel caso in cui il reddito annuo superi i 5mila euro. Qui ulteriori dettagli sui soggetti che sono tenuti all'iscrizione presso la gestione. 

Le prestazioni previdenziali erogate dalla Gestione Separata

La Gestione separata eroga tutte le prestazioni generalmente riconosciute dai fondi previdenziali obbligatori sia dirette come la pensione di vecchiaia, la pensione anticipata, l'assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità) sia indirette, come la pensione di reversibilità e la pensione indiretta (in favore, quest'ultima, dei superstiti dell'assicurato che sia deceduto senza aver acquisito il diritto alla pensione). La gestione eroga anche la pensione supplementare e il supplemento di pensione.

I requisiti per il conseguimento di queste prestazioni sono i medesimi di quelli previsti per i lavoratori autonomi (Circolare Inps 35/2012) con la particolarità che, essendo la gestione decollata dopo il 1995, sia il sistema di calcolo delle prestazioni che quello dei requisiti d'accesso sono quelli vigenti per i lavoratori iscritti successivamente al 31 dicembre 1995, cioè per i cd. contributivi puri, (articolo 2, comma 31, della legge 335/1995), circostanza che preclude, com'è noto, la possibilità di conseguire l'integrazione al trattamento minimo sull'assegno. 

Nel 2018 con l'ultimo adeguamento dei requisiti previsti dalla Legge Fornero (decreto legge 201/2011) la pensione di vecchiaia può essere ottenuta con 66 anni e 7 mesi sia per gli uomini che per le donne, unitamente a 20 anni di contributi. Per quanto riguarda la pensione anticipata le lavoratrici devono perfezionare i 41 anni e 10 mesi di contributi mentre i lavoratori devono raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contributi. La tavola sottostante riepiloga gli attuali requisiti di pensionamento vigenti nella gestione. 

Si ricorda che la Riforma Fornero ha previsto, nei confronti dei contributivi puri, l'ulteriore possibilità di uscire a 70 anni con soli di 5 anni di contribuzione effettiva; oppure a 63 anni unitamente a 20 anni di contributi effettivi a condizione però che l'assegno non sia inferiore a 2,8 volte l'importo dell'assegno sociale. In tutti i casi la pensione decorrerà il primo giorno del mese successivo al perfezionamento dei requisiti dato che il Dl 201/2011 ha disapplicato a tutti coloro che accedono alla pensione con i nuovi requisiti le finestre mobili.

Dal 1° maggio 2017 in presenza delle condizioni previste dai DPCM 87 e 88 del 2017 i lavoratori che hanno contribuzione nella gestione separata possono utilizzarla al fine di conseguire l'APE sociale con 63 anni e 30 o 36 anni di contributi ed il pensionamento con 41 anni di contributi (cd. quota 41 per i lavoratori precoci).

La Facoltà di computo

L'articolo 3 del Dm 282/1996, consente agli iscritti alla Gestione separata che possiedono periodi di contribuzione nell'assicurazione obbligatoria, nei fondi esclusivi e sostitutivi o nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi di chiedere il computo dei predetti contributi nell'ambito della Gestione separata, ai fini del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici, alle condizioni previste per l'opzione al sistema contributivo.

Per avvalersi di questa facoltà è quindi necessario avere: a) almeno 15 anni di contribuzione, di cui 5 dopo il 31 dicembre 1995; b) un'anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995 (cfr: messaggio inps 219/2013) c) possesso di anzianità contributiva prima del 31 dicembre 1995. 

Si tratta di una opzione gratuita che consente l'utilizzo nella Gestione separata dei periodi di lavoro dipendente sia pubblico che privato ed autonomo presenti in altre gestioni dell'AGO (privati-autonomi e dipendenti pubblici). Vengono "computati" nella Gestione Separata per il diritto a pensione i periodi non coincidenti temporalmente e per la misura della pensione tutti i periodi, anche coincidenti. Restano però esclusi i periodi con iscrizione alle casse libero professionali.

Attraverso il computo si consegue il diritto alle prestazioni pensionistiche in base ai requisiti anagrafici e contributivi, previsti per i soggetti iscritti dal 1° gennaio 1996 alla Gestione separata. I lavoratori, pertanto, possono ottenere la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata secondo le regole vigenti per gli iscritti dal 1° gennaio 1996 (cfr: messaggio inps 219/2013 punto 7). Le quote di pensione relative a periodi posseduti negli altri fondi saranno però determinate con il sistema di calcolo contributivo. Per ulteriori dettagli sulla facoltà di computo si veda qui.

La Valorizzazione della Contribuzione accreditata nella Gestione Separata

Come noto, a parte la facoltà di computo di cui si è detto, i contributi nella Gestione Separata non possono formare oggetto di ricongiunzione, cioè non possono essere trasferiti neanche se il lavoratore decidesse di voler sopportare un onere.

Per limitare questo inconveniente i contributi possono essere utilizzati ricorrendo alla totalizzazione nazionale o al nuovo cumulo dei periodi assicurativi (legge 228/2012 come modificato dalla legge 232/2016). In questo caso, a differenza della totalizzazione, il sistema di calcolo applicabile è quello derivante dalla sommatoria di tutti i periodi contributivi presenti nelle gestioni in cui il lavoratore ha contribuito (AGO, gestioni speciali dei lavoratori autonomi, fondi sostitutivi ed esclusivi e casse professionali) ed il lavoratore può utilizzarlo per guadagnare l'uscita sia con la pensione di vecchiaia (a 66 anni e 7 mesi) sia con la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi, 41 anni e 10 mesi le donne). Si tratta di una facoltà molto importante in quanto non determina alcuna penalità sulla pensione a differenza di quanto accade, di regola, con la totalizzazione nazionale. 

Altra soluzione è quella di chiedere una pensione supplementare, qualora il lavoratore abbia conseguito il diritto alla pensione a carico di una forma di previdenza obbligatoria per i lavoratori dipendenti o sostitutiva, o che ne comporti l'esclusione o l'esonero, e che abbia compiuto l'età pensionabile di vecchiaia (oggi 66 anni 7 mesi) e non possieda i requisiti di assicurazione e contribuzione per la liquidazione di una pensione di vecchiaia autonoma presso la gestione separata.

Le Aliquote Contributive della Gestione Separata

Le aliquote contributive nella Gestione Separata sono state riviste con le ultime due leggi di stabilità (2016 e 2017) per quanto riguarda i professionisti con partita iva iscritti in via esclusiva alla gestione. A seguito dell'ultimo intervento il contributo IVS per le partite Iva per l’anno è sceso al 25%; mentre per i collaboratori e le figure assimilate l'aliquota contributiva IVS nel 2018 è salita al 33%. Gli iscritti alla gestione pagano inoltre un'addizionale dello 0,72% per finanziare le tutele assistenziali come malattia, maternità e assegni al nucleo familiare e dal 1° luglio 2017 le una aliquota aggiuntiva dello 0,51% per finanziare la stabilizzazione della Dis-Coll, l'indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati.  

Minimali e massimali - Anche nella gestione separata sono previsti dei minimali e massimali contributivi. Il sistema del minimale, tuttavia, è diverso rispetto a quello previsto per gli altri fondi previdenziali. Infatti la legge 335/1995 prevede che il lavoratore iscritto alla gestione separata ha diritto all'accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il versamento solo se l'importo corrisposto non è inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito previsto per gli artigiani e commercianti (cioè 15.710 euro per il 2018). In caso di contribuzione  inferiore a tale importo, i mesi di assicurazione da accreditare vengono ridotti in proporzione alla somma versata e vengono attribuiti temporalmente al periodo corrispondente a partire dall'inizio dell'anno solare fino a concorrenza del periodo riconoscibile.

Per quanto riguarda il massimale contributivo, valgono le stesse regole previste per i lavoratori dipendenti. L'importo massimo stabilito per l'anno 2018 risulta di poco superiore a 100mila euro.

Segui su Facebook tutte le novità su pensioni e lavoro. Partecipa alle conversazioni. Siamo oltre trentamila

Torna in alto

Articoli Correlati

Pensioni Oggi

Sezioni

Speciali

Strumenti

Seguici