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Guida ai principali requisiti e canali per andare in pensione nel 2018 per i lavoratori assicurati presso la previdenza pubblica obbligatoria.


Le Pensioni nel 2018

Nel 2018 l'età per andare in pensione, per i lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria, continua a subire diversi cambiamenti rispetto allo scorso anno. In particolare dal 1° gennaio 2018 scatta l'ultimo adeguamento previsto dalla legge Fornero che allineerà i requisiti per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne. Dunque anche le lavoratrici del settore privato dovranno perfezionare almeno 66 anni e 7 mesi di età unitamente a 20 anni di contributi agganciando i requisiti già previsti per le donne del pubblico impiego e per gli uomini.

Resta sempre possibile andare in pensione anticipata indipendentemente dall'età anagrafica, con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini o con 41 anni e 10 mesi di contributi le donne (sia del settore pubblico che del privato). Senza alcuna penalizzazione sulla misura della pensione. Questi requisiti, è bene ricordarlo, possono essere raggiunti con maggiore facilità grazie al cumulo dei periodi assicurativi previsto dalla legge 228/2012 come riformata dalla legge 232/2016: in sostanza il lavoratore può mettere assieme la contribuzione sparsa in diverse gestioni previdenziali non coincidente temporalmente al fine di guadagnare il requisito contributivo per la pensione di vecchiaia o per la pensione anticipata senza più necessariamente ricorrere alla totalizzazione (in diversi casi più penalizzante) o alla ricongiunzione onerosa dei periodi. Il cumulo è consentito anche con riferimento alle gestioni previdenziali dei liberi professionisti. 

Gli scivoli per le categorie disagiate

Restano anche nel 2018 gli scivoli pensionistici per le categorie lavorative più deboli (disoccupati, invalidi almeno al 74%, caregivers e addetti alle mansioni gravose) introdotti dallo scorso anno con la legge 232/2016. Si tratta in particolare dell'Ape sociale, cioè un'indennita' di accompagnamento alla pensione dai 63 anni, e alla pensione anticipata con un requisito di contribuzione ridotto a 41 anni per i lavoratori precoci cioè coloro che hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età. Chi matura i requisiti nel corso del 2018 dovrà, come accaduto nel 2017, produrre una doppia domanda all'Inps: la prima volta alla verifica dei requisiti (con due scadenze annue, a marzo e a fine novembre) la seconda volta all'accesso alla prestazione vera e propria. La legge di bilancio per il 2018 dovrebbe introdurre qualche piccolo correttivo dal 1° gennaio 2018, sulle platee destinatarie di queste misure. Ma si tratta di poca roba. 

Il prestito sulla pensione

La generalità dei lavoratori sia dipendenti che autonomi potrà anche beneficiare del cd. Ape volontario, cioè del prestito pensionistico garantito dal settore bancario con oneri di restituzione ventennali sulla pensione. La misura doveva decollare il 1° maggio 2017 ma le prime domande saranno possibili, concretamente, solo nel 2018 per via dei tanti ritardi che si sono accumulati. Potranno accedere i lavoratori che hanno almeno 63 anni di età, 20 anni di contributi e si trovino a non più di tre anni e sette mesi dalla pensione di vecchiaia nell'ordinamento pubblico oltre ad avere una pensione sufficientemente "ricca" da contenere le rate di ammortamento del prestito. Sono esclusi i lavoratori iscritti presso le casse professionali. Molti aspetti di questa misura alla data in cui si scrive sono ancora da chiarire. Qui ulteriori informazioni. 

Le altre (e confuse) deroghe

Anche nel 2018 resta possibile l'opzione donna per le lavoratrici che hanno raggiunto i 57 anni (58 se autonome) unitamente a 35 anni di contributi entro il 31.12.2015 a condizione che optino per la liquidazione della pensione con il sistema contributivo (cd. opzione donna). Anche gli addetti alle mansioni usuranti e notturni possono uscire con requisiti ridotti: nel 2018 l'uscita può essere agguantata con 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi ed il contestuale perfezionamento del quorum 97,6. Costoro, inoltre, se hanno lavorato almeno 12 mesi prima del 19° anno possono anche fare domanda per il pensionamento a 41 anni di contributi se più vantaggioso. 

Nulla viene modificato per quanto riguarda i requisiti agevolati previsti per i lavoratori del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico; mentre continuano a crescere, secondo quanto previsto dal DPR 157/2013, i requisiti di pensionamento degli assicurati presso l'ex gestione PALS (fondo di previdenza dello spettacolo ed il fondo di previdenza degli sportivi professionisti), del personale viaggiante iscritto al soppresso fondo trasporti, degli iscritti al fondo volo

La tavola sottostante - elaborata da PensioniOggi.it - consente di verificare i canali di pensionamento previsti dall'ordinamento per il 2018. 

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Documenti: Tavola Inps sul rinnovo delle pensioni nel 2016; Tavola Inps sul rinnovo delle pensioni nel 2017

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