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Verifica l'importo e la durata della Dis-Coll, il sussidio di disoccupazione a cui possono accedere i collaboratori senza partita iva iscritti in via esclusiva alla gestione separata.

Nell'ambito della Riforma del Mercato del Lavoro il Jobs Act ha introdotto, a partire dal 2015, una nuova indennità contro la disoccupazione destinata ai lavoratori parasubordinati denominata «Dis-coll».  Lo strumento ha sostituito la precedente indennità una tantum ed riguarda i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’Inps, non pensionati e privi di partita Iva, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. Non possono accedere al sostegno, pertanto, i liberi professionisti iscritti alla predetta gestione e, a seguito di una precisa indicazione del ministero del lavoro, neanche, i borsisti e i dottorandi di ricerca. Il contratto di collaborazione, inoltre, deve essere cessato involontariamente nel periodo che va dal 1° gennaio 2015 al 30 giugno 2017.

Per il diritto alla Dis-Coll occorre essere in possesso congiuntamente di due requisiti: a) stato di disoccupazione al momento della domanda; b) almeno tre mesi di contribuzione (calcolata rispetto al minimale della gestione) tra il gennaio dell'anno solare precedente l'anno dell'evento di disoccupazione e il giorno di disoccupazione. Con i riferimento ai contratti cessati a partire dal 1° gennaio 2016 la legge di stabilita' 2016 ed il recente decreto milleproroghe, nello stabilire la proroga dell'ammortizzatore sino al 30 giugno 2017, ha abrogato il requisito contributivo/reddituale che chiedeva  la presenza di almeno un mese di contributi (sempre calcolati rispetto al minimale) nell'anno solare della disoccupazione o, in alternativa a questo requisito, o un rapporto di collaborazione di durata pari almeno a un mese nell'anno in cui si è verificata la disoccupazione che abbia dato luogo ad un reddito almeno pari alla metà dell'importo che dà diritto all'accredito di un mese di contribuzione (cioè 647,83 euro)

L’ammontare della Dis-Coll si ottiene sommando i compensi percepiti dal collaboratore intercorrenti tra il 1° gennaio dell'anno civile precedente all'evento di disoccupazione e l'evento di disoccupazione, dividendo il risultato per  un numero di mesi, o frazione di essi, corrispondente alla durata dei rapporti di collaborazione presenti nel periodo di riferimento come sopra individuato. Se l’importo che si ottiene è pari o inferiore a 1.195 euro, l’indennità sarà il 75% di questo importo; se è superiore si aggiunge anche il 25% della differenza. Si applica un massimale di 1.300 euro. La Dis-Coll diminuisce del 3% al mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione. Il beneficiario riceverà la Dis-Coll per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione accreditati nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento. Fermo restando un tetto massimo di 6 mesi.  

Per aiutare i lettori a districarsi in questa materia abbiamo quindi aggiornato il programma, qui sotto disponibile, che consente rapidamente di simulare l'importo e la durata del nuovo ammortizzatore sociale per i collaboratori iscritti alla gestione separata. L'utilizzo è abbastanza semplice in quanto è sufficiente inserire la data di cessazione del rapporto, il compenso percepito e la durata del rapporto di lavoro (in mesi) negli ultimi due anni 2015, 2016 e 2017. Il programma determina automaticamente se sono rispettati i minimali richiesti dalla normativa e, quindi, la durata e l'importo complessivo del sostegno economico. Come per la Naspi gli interessati devono produrre domanda all'inps entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di collaborazione per avere diritto al sostegno. 

Nel programma c'è anche la possibilità di "scomputare" i mesi di Dis-Coll parzialmente o totalmente fruiti riconducibili a periodi di lavoro svolti nel periodo di riferimento come sopra individuato. I periodi di lavoro che abbiano già dato luogo a prestazioni devono essere, infatti, sottratti ai soli fini della determinazione della durata del sostegno economico (Circolare Inps 84/2015).

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