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APE Sociale, respinte quasi il 65% delle domande

L’istituto di previdenza ha comunicato i primi dati ufficiali: respinte il 64,89% delle richieste di Ape sociale; il 70,13% per i precoci. Ma è attesa per il riesame alla luce delle direttive ministeriali. 

Doccia fredda per l'Ape sociale e il beneficio per i lavoratori precoci. L'Inps ha comunicato stamani il numero delle domande accolte e respinte. Nel dettaglio, per l’Ape sociale sono arrivate 39.721 domande, di cui ne sono state accolte 13.601, 25.895 sono state respinte, 425 risultano ancora in istruttoria. Per i lavoratori precoci, le domande sono state 26.251, 7.356 quelle accolte, 18.411 quelle respinte, 484 ancora in istruttoria. Le informazioni sono state fornite dal direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele in occasione di un’audizione alla commissione Lavoro della Camera.

Il Monitoraggio si completerà a fine ottobre

L’istituto di previdenza ha completato il monitoraggio delle domande entro il 15 ottobre, come previsto dalla normativa, ed entro tale data ha comunicato agli interessati l’eventuale certificazione del diritto all’anticipo previdenziale. Per l'accesso alla prestazione occorrerà attendere almeno il 25 ottobre quando si completerà il monitoraggio avviata con la Conferenza dei Servizi interministeriale per accertare la capienza delle risorse stanziate per questi provvedimenti dall'ultima legge di bilancio. Tuttavia, come emerso nei giorni scorsi, in questa prima fase sono stati adottati dei criteri particolarmente severi di valutazione dei requisiti richiesti ai potenziali pensionati e questo ha determinato l’elevata percentuale di domande respinte.

In particolare molte domande sono state respinte per il mancato rispetto della condizione di inoccupazione dopo la scadenza dell'ammortizzatore sociale e per la presenza di contribuzione estera che, ai fini dell'ape sociale, non può essere valorizzata. Come evidenziato dalla Cgil l'assurdità sta nell'aver respinto anche le istanze di quei soggetti che si sono rioccupati anche per aver lavorato un solo giorno dopo la scadenza dell'ammortizzatore sociale. Non a caso il Ministero del Lavoro ha chiesto un ammorbidimento e, quindi, il riesame all'Inps delle istanze bocciate alla luce di diversi criteri interpretativi. 

I nuovi indirizzi ministeriali

Secondo le interpretrazioni ministeriali dovranno essere recuperati, per esempio, i casi di lavoratori disoccupati e senza sussidi da almeno tre mesi che hanno avuto periodi di rioccupazione temporanei (per esempio con voucher) comunque inferiori ai 6 mesi. Oppure, potranno essere recuperati casi di lavoratori impegnati in attività “gravose” ancora in fase di accertamento Inail. O, ancora, per lavoratori che avessero fatto domanda per una salvaguardia-esodati, si invita Inps a chiedere all’interessato di optare tra i due strumenti prima di procedere in automatico al rigetto della domanda di Ape sociale. Il ministero del Lavoro ha ricordato che Inps potrà applicare l’interpretazione suggerita anche al fine di rivedere in autotutela le decisioni eventualmente già assunte. In futuro, ha indicato tempo fa il sottosegretario al welfare, potrà essere anche valutata la contribuzione estera ai fini del perfezionamento di 30 o 36 anni di contributi necessari per l'ape social. 

Tuttavia il direttore generale dell’istituto ha anticipato oggi che anche dopo il riesame delle domande scartate, il numero complessivo di richieste accolte sarà esiguo rispetto al budget previsto per il 2017 a copertura dei due strumenti di flessibilità pensionistica. Ad esempio sono circa 2.100 le domande respinte per contribuzione successiva all’utilizzo dell’ammortizzatore che saranno accolte. Altre 4.000 non potranno essere accolte dato che il periodo di occupazione dopo aver usufruito dell’ammortizzatore ha superato i 6 mesi. Sono invece solo 200 i casi nei quali il lavoratore è stato occupato tramite voucher ma questi casi saranno riaccolti, sempre in presenza di tutti gli altri requisiti.

Chiusa la prima fase e compilata la prima graduatoria di beneficiari, si apriranno i nuovi termini per la seconda fase di valutazione delle nuove domande, che dovranno essere presentate entro il 30 novembre. Ovviamente la scarsità delle domande accolte in questa prima fase lascia ben sperare circa la possibilità di accogliere ulteriori domande nella seconda fase.  

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